Un mondo di grassi idrogenati. Il punto della situazione

Nel primo numero di TRASHFOOD si era parlato di grassi idrogenati e del loro vasto impiego nell’industria alimentare. 

A distanza di tre anni torniamo a parlane, nuove conferme e nuovi studi epidemiologici hanno confermato gli effetti negativi esercitati dai grassi idrogenati sulla salute. Ci eravamo lasciati con una posizione precisa da parte della Food and Drug Administration che si era espressa con la proposta di una futura etichettatura alimentare e la cosa ha avuto un seguito. Dal prossimo gennaio 2006 negli USA, sarà obbligatorio indicare il livello di acidi grassi trans nelle etichette alimentari. Molte aziende negli USA hanno manifestato l’intenzione di modificare la composizione degli ingredienti al fine di ridurre l’impiego dei grassi idrogenati e acidi grassi trans nelle loro filiere produttive.

Cosa è accaduto negli USA?  e in altri stati? come è andata a finire? 

Fonte: http://www.bantransfats.com

Nel primo numero di TRASHFOOD si era parlato di grassi idrogenati e del loro vasto impiego nell’industria alimentare. A distanza di tre anni, nuove conferme e nuovi studi epidemiologici hanno confermato gli effetti negativi esercitati dai grassi idrogenati sulla salute. Ci eravamo lasciati con una posizione precisa da parte della FDA (Food and Drug Administration) che si era espressa con la proposta di una futura etichettatura alimentare. Dal prossimo gennaio 2006 negli USA, sarà obbligatoria l’etichettatura e dovrà essere indicato il livello di acidi grassi trans nelle etichette alimentari. Molte aziende negli USA hanno manifestato l’intenzione di modificare la composizione degli ingredienti al fine di ridurre l’impiego dei grassi idrogenati e acidi grassi trans nelle loro filiere produttive.

Cosa è accaduto negli USA e in altri stati? come è andata a finire? La redazione di TRASFOOD torna a parlarne.

Negli USA

Tra le prime multinazionali ad annunciare nel 2002, l’intenzione di modificare le forniture di oli allo scopo di ridurre i livelli di acidi grassi idrogenati nelle frenchfries, le celebri patatine fritte, è stata la
McDonalds intenzionata a sperimentare un nuovo olio per ridurre i livelli di grassi trans nei 13.000 fast foods degli Stati Uniti. A distanza di anni, la McDonalds è stata oggetto di azioni legali per non essere riuscita a modificare le forniture come promesso.

In Australia

Avete presente la barretta dei Mars? E’ uno dei numerosi snacks dolci in cui tra gli ingredienti si trovano grassi idrogenati. La Masterfoods, multinazionale che comprende il marchio del conosciutissimo snack, ha annunciato da tempo l’intenzione di ridurre i livelli di grassi trans nel prodotto. Sono stati avviati studi per modificare gli ingredienti al fine di arrivare a produrre una barretta che possedesse le stesse caratteristiche organolettiche ma con un minore contenuto in acidi grassi trans.

Buono a sapersi, però per il momento le modificazioni saranno introdotte in Australia.

In Europa
La Danimarca è stato il primo stato dell’unione europea che riconoscendo nei grassi idrogenati un fattore di rischio per l’insorgenza delle patologie cardiovascolari, ha deciso di intraprendere delle iniziative concrete finalizzate a ridurre i livelli di grassi idrogenati negli alimenti e a indicare il loro contenuti nelle etichette alimentari. Paladina della iniziativa è stata il Ministro della Agricoltura danese Marian Fischer Boe.

In Gran Bretagna
Numerose aziende hanno manifestato l’intenzione di introdurre modificazioni nelle loro filiere produttive. Tra queste la Nestlè UK che lo ha annunciato nel 2003. Su questa stessa linea si sono mosse anche le concorrenti Cadbury e Kellogg’s Britain. La decisione è stata probabilmente presa dopo che la FSA (Food Standards Agency) ha iniziato una campagna di sensibilizzazione dei consumatori sui rischi causati da questo tipo di grassi.

A seguito della mobilitazione da parte dei consumatori e dei media, anche l’azienda United Biscuits ha deciso di non farne piu’ uso in diversi prodotti distribuiti nel Regno Unito, tra questi i Digestive. In Italia se ne parla poco di questo argomento e questo spiega come mai abbia trovato ancora olio vegetale idrogenato tra gli ingredienti nella etichetta dei biscotti in vendita nel supermercato sotto casa.
La dimostrazione che se c’è informazione e i consumatori si mobilitano, le aziende sono costrette a introdurre cambiamenti ma se si tace….

E in Italia? Per ora la Barilla con un comunicato aziendale, ha annunciato che in due suoi prodotti dolciari non verranno piu’ impiegati in futuro i grassi idrogenati. Buono a sapersi, e in tutti gli altri?

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7 commenti on “Un mondo di grassi idrogenati. Il punto della situazione”

  1. LaPatti scrive:

    Ho scoperto da qualche settimana la “triste” realtà di questi famigerati grassi idrogenati, a dir la verità mia mamma già da anni aveva sentito che la margarina faceva male da allora non l’ha più comprata……ma chi poteva immaginare che quasi la totalità dei prodotti confezionati contiene margarina o oli vegetali? Perchè non c’è maggiore informazione, perchè non si vieta l’utilizzo di questo “NON ALIMENTO”? Perchè è legale farci mangiare queste porcherie?

  2. Trashfood scrive:

    Utilizzando un nuovo metodo di analisi, McDonald’s ha scoperto che le sue patatine fritte contengono acidi grassi trans in quantità di un terzo superiore a quanto sinora ritenuto: otto grammi in una confezione “large”, anzich&…

  3. Trashfood scrive:

    I nomi di ciò che viene servito nei fast foods della catena KFCs o della McDonald’s non cambiano, chicken-nuggets o Big Mac sia a Mosca che a New York o in qualsiasi altro posto. La composizione qualitativa e quantitativa può essere…

  4. simone scrive:

    Si sa dei grassi trans almeno dal 1961, che sono deleteri per la salute. Allora un certo Keys ha pubblicato un lavoro scientifico.
    L’industria alimentare, per difendersi diceva, che era la piccola frazione dei grassi saturi a causre gli infarti. Da allora è nato il mito che i grassi saturi fanno male. Poi si parla del “paradosso” francese! (Loro consumano tanta panna e stanno benissimo)

  5. simone scrive:

    Si sa dei grassi trans almeno dal 1961, che sono deleteri per la salute. Allora un certo Keys ha pubblicato un lavoro scientifico.
    L’industria alimentare, per difendersi diceva, che era la piccola frazione dei grassi saturi a causare gli infarti. Da allora è nato il mito che i grassi saturi fanno male. Poi si parla del “paradosso” francese! (Loro consumano tanta panna e stanno benissimo)

  6. [...] a cui venivano sottoposti vari oli per ottenere miscele di grassi da impiegare nella produzione di margarine o di altri oli raffinati. Nel giro di qualche anno, nuovi studi confermarono l’effetto [...]

  7. [...] Danimarca è lo stato europeo che per primo nel 2005, ha introdotto una legislazione sui grassi idrogenati e sugli acidi grassi trans. E dal primo ottobre, è diventato il primo stato europeo in cui è [...]


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