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	<title>Commenti a: Dal campo alla tavola:arriva GeoTraceAgri</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: Mazzei Mauro</title>
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		<dc:creator>Mazzei Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 09:30:09 +0000</pubDate>
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		<description>Vi rendo noto di quanto accade in Italia nel settore agricolo.

E&#039; ben noto che tra le liberalizzazioni volute da Bersani, una riguarda i farmaci. Parte di questi possono essere venduti nella grande distribuzione. I farmacisti hanno imposto l&#039;assunzione di personale specializzato addetto alla vendita (altri farmacisti) presso i punti vendita in modo da consigliare il consumatore sull&#039;acquisto.  A questi farmacisti è stato fatto inizialmente un contratto di lavoro del tutto simile a quello degli altri commessi dei supermercati .A questo punto è intervenuto l&#039;ordine dei farmacisti che ha imposto il cambio di contratto nel rispetto della professionalità di coloro che operano in questo ambito. Fin qui nulla da eccepire.

Andiamo però ad esplorare un sistema parallelo: quello delle farmacia agricole dove si vendono prodotti chimici, alcuni dei quali molto pericolosi. Ebbene i titolari (e i dipendenti) di una farmacia agricola non hanno l&#039;obligo di un diploma o laurea specialistica. Non solo, ma la maggior parte delle volte vendono fitifarmaci e fertilizzanti da distribuire sulle colture agrarie senza cognizione di causa, fanno una diagnosi ed una prognosi senza visionare il reale problema in campo (ammesso che lo sappiano distinguere). Per un agronomo gli esami più difficili sono proprio rappresentati dallo studio delle malattie e patogeni delle piante e, anche dopo la laurea, dare dei consigli su cosa e come usare un fitofarmaco non sono affatto semplici. Eppure la prescrizione dei fitofarmaci può essere fatta (viene fatta) da persone non qualificate. C&#039;è da pensare...
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi rendo noto di quanto accade in Italia nel settore agricolo.</p>
<p>E&#8217; ben noto che tra le liberalizzazioni volute da Bersani, una riguarda i farmaci. Parte di questi possono essere venduti nella grande distribuzione. I farmacisti hanno imposto l&#8217;assunzione di personale specializzato addetto alla vendita (altri farmacisti) presso i punti vendita in modo da consigliare il consumatore sull&#8217;acquisto.  A questi farmacisti è stato fatto inizialmente un contratto di lavoro del tutto simile a quello degli altri commessi dei supermercati .A questo punto è intervenuto l&#8217;ordine dei farmacisti che ha imposto il cambio di contratto nel rispetto della professionalità di coloro che operano in questo ambito. Fin qui nulla da eccepire.</p>
<p>Andiamo però ad esplorare un sistema parallelo: quello delle farmacia agricole dove si vendono prodotti chimici, alcuni dei quali molto pericolosi. Ebbene i titolari (e i dipendenti) di una farmacia agricola non hanno l&#8217;obligo di un diploma o laurea specialistica. Non solo, ma la maggior parte delle volte vendono fitifarmaci e fertilizzanti da distribuire sulle colture agrarie senza cognizione di causa, fanno una diagnosi ed una prognosi senza visionare il reale problema in campo (ammesso che lo sappiano distinguere). Per un agronomo gli esami più difficili sono proprio rappresentati dallo studio delle malattie e patogeni delle piante e, anche dopo la laurea, dare dei consigli su cosa e come usare un fitofarmaco non sono affatto semplici. Eppure la prescrizione dei fitofarmaci può essere fatta (viene fatta) da persone non qualificate. C&#8217;è da pensare&#8230;</p>
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		<title>Di: Mazzei Mauro</title>
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		<dc:creator>Mazzei Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 09:11:11 +0000</pubDate>
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		<description>forse perchè in italia non è possibile attuarlo

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