Paese che vai..fast food che trovi

I nomi di ciò che viene servito nei fast foods della catena KFCs o della McDonald’s non cambiano, chicken-nuggets o Big Mac sia a Mosca che a New York o in qualsiasi altro posto. La composizione qualitativa e quantitativa può essere tuttavia notevolmente diversa. E’ quanto emerso in uno studio condotto dal cardiologo danese Steen Stender che ha esaminato i livelli di acidi grassi trans in prodotti serviti nei fast food di circa 20 stati.

Come abbiamo già scritto, un apporto eccessivo di grassi trans nell’alimentazione, è considerato un fattore di rischio che predispone alle patologie cardiovascolari. Nella catena KFCs in Polonia e Ungheria le patatine fritte contenevano fino a 19 grammi di grassi trans, vs. i 5.5 grams di quelle in vendita a New York. Ma in Germania, Russia, Danimarca e in Scozia  le stesse porzioni ne contenevano meno di un grammo. Fries e chicken-nuggets da McDonald’s contenevano fino a 10.2 grammi di grassi trans a New York, rispetto ai 0.33 grammi degli stessi prodotti venduti in Danimarca, 3 grammi  in Spagna, Russia e Repubblica Ceca. L’autore Steen Stender ha spiegato le notevoli differenze tra i prodotti con l’impiego di diversi tipi di oli che vengono usati nella frittura. Lo studio "High levels of industrially produced trans fat in popular fast foods"è stato pubblicato sulla rivista  New England Journal of Medicine, occorre registrarsi per leggerlo,vedrò di procurarmelo e di allegarlo qui.

Edit: ecco i risultati.

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11 commenti on “Paese che vai..fast food che trovi”

  1. AscorbicAcid scrive:

    Si potrebbe cambiare nome al blog.
    ne propongo uno nuovo:

    “No global food: appena possiamo spariamo contro McMorte ecc ecc ecc “

  2. gianna ferretti scrive:

    @AscorbicAcid.
    Ciao, bentornato,qui si scrive per informare. Punto. Su piu’ di 200 posts, è vero, alcuni parlano dei fast foods, ma non solo di McDonald’s. Cambiare il nome? no.Lasciamo questo.

  3. Grissino scrive:

    @AscorbicAcid: guarda che qui stiamo discutendo su dei dati scientifici. Tu invece parli per slogan. Porta dei dati anche tu, se no le tue repliche valgono meno di zero e fai la figura di quello pagato da Mc. E’ vero che nessuno obbliga ad andare in un fastfood ma questo Blog è “dedicato” al cibo genuino e quindi è normale che si discuta di queste cose e si cerchi di far capire ai lettori cosa vendano le catene di fastfood. Il tuo ristorante sotto casa fa di peggio? Male, però almeno fornisce cibo di bassa qualità solo alla tua via. Le catene di fasfood lo distribuiscono a mezzo mondo. Ecco la differenza del perchè parliamo delle catene di fasfood e non del ristorante sotto casa.

  4. AscorbicAcid scrive:

    A me pare che non sia io quello che parla per slogan….
    A me pare che si possa e debba parlare di cibo genuino e sicuro andando in più di una direzione….
    A me pare che quelli che fanno la figura dei “pagati” siate voi… il blog parla di cibo genuino? Beh, allora,dici tu, dobbiamo far capire alla gente cosa si mangia nei fast food… la cosa mi lascia un po’ perplesso…
    Dati scientifici? ho già detto e ripetuto che le ricerche da qualcuno vengono foraggiate…… ed è possibile che qui ne arrivini a decine relative ai fast food e a MC? le fonti chi sono? “un cardiologo danese” ma chi è? per chi lavora? chi lo paga? per chi ha fatto la ricerca?
    E che dati scientifici ci sono nel riportare se Mc lancia la campagna “i mitici del gusto”, nel riportare che esiste l’hamburger university (tra l’altro non proprio da ieri.. e nemmeno dall’altro ieri..)con una malcelata sorpresa e ironia?
    E che dati dovrei portare io? come la penso l’ho già scitto un milione di volte…..
    Ma siamo proprio sicuri che con tutto quello che c’è da dire e raccontare sul cibo sia necessario tirar fuori Mc almeno una volta al mese?

  5. Grissino scrive:

    Evidentemente leggi solo quello che ti fa comodo, così mi autoquoto:

    Il tuo ristorante sotto casa fa di peggio? Male, però almeno fornisce cibo di bassa qualità solo alla tua via. Le catene di fastfood lo distribuiscono a mezzo mondo. Ecco la differenza del perchè parliamo delle catene di fasfood e non del ristorante sotto casa.

    Più chiaro ora?
    Poi visto che in un mese ci sono 30 giorni, direi che 1 articolo ogni 30 su McDonalds non è poi così male, sicuramente meno dei loro spot mensili che vedo in TV!! ^_^

    Ma poi, detto fra noi, se ti dà fastidio che ne parliamo, perchè vieni qui a leggere?! Io mica vado a leggere certi siti di certa gente, proprio perchè mi fanno pena e schifo.

  6. gianna ferretti scrive:

    @Guarda che il lavoro del New England che ho riportato, dice una cosa importante. Dice che nonostante si parli continuamente di globalizzazione e di omomologazione, al contrario esistono differenze tra i vari stati. Mi dispiace che tu non l’abbia colta.Comunque martedì dovrei riuscire ad avere il lavoro per intero e lo allegherò per completare il post con altri dati.
    Ascorbic vuoi un consiglio? apri anche tu un blog, non costa nulla e scrivi quello che vuoi, tutto quello che ti senti di trasmettere, sono certa che hai tante cose da dire. E avvertimi, ti verrò a leggere molto volentieri.ciao.

  7. AscorbicAcid scrive:

    Fortunatamente mi è permesso leggere e dare opinioni. Se a Grissino danno fastidio le opinioni contrarie mi spiace ma questo si chiama confronto. Ho fatto un rilievo, in un posto dove si possono lasciare opinioni e che è vivo e bello proprio per questo motivo. è lecito no?
    Senza tirare in ballo schifo e pena vorrei farti notare che io leggo tutto, non solo quello che mi fa comodo. trovo i contenuti e li faccio miei. Ringrazio Gianna che giustamente difende le sue opinioni e la sua creatura, a volte con le unghie e con i denti (e mi pare giusto, lo farei anch’io) ma sempre con estrema garbatezza e non togliendo mai la parola a nessuno.

    In quanto a te Grissino, sei libero di non leggere le cose che ti fanno schifo e pena, sei libero di dire a qualcuno di non leggere più se non è d’accordo, sei libero di fare retoriche e spocchiose domande fondandoti su una tua presunta superiorità, sei libero di non andare su “certi siti” che magari ti portano al confronto. E, da ultimo, sei libero di rimanere uno scienzatucolo solo con la sua sicumera.

  8. Grissino scrive:

    Evidentemente fai il finto tonto, perchè è più comodo. Certe cose sono illeggibili perchè sono talmente di parte che non c’è margine di confronto. Per esserci confronto, si deve partire da dati che abbiano un minimo di imparzialità e non si deve essere arroccati sulle proprie posizioni. Tu non vuoi avere nessun confronto e sai perchè? Perchè non porti nulla. Qui in questo lungo bla bla hai solo saputo criticare il Blog di Gianna e me. E poi? Cos’hai da dire sull’argomento? Hai qualcosa a difesa dei fastfood? Beh, scrivilo perchè quello spocchioso senza averne il diritto sei tu che scrivi, parli fai e… non dici nulla se non criticare gli altri. Allora, se parli di confronto, sentiamo cos’hai da dire a proposito dei grassi trans nei Fastfood. Perchè questo era l’argomento di oggi. Non io, non il Blog di Gianna, non gli altri siti che io giudico di parte.

  9. Carlo Zaccaria scrive:

    Non è mai troppo il tempo speso a informare sulla pessima qualità dell’alimentazione servita nei fast food, visto e considerato che le patologie cardio vascolari hanno un costo umano e sociale tutt’altro che trascurabile.

  10. Grissino scrive:

    Giusto un saluto: Ciaooooo! (i commenti li ho messi nelle nuove immagini su Flickr).

  11. Claudio Carloni scrive:

    In riferimento all’interessante ed animata discussione sullo studio del cardiologo danese Steen Stender, vorrei aggiungere alcune righe in riferimento a ciò che spinge le aziende a immettere un prodotto nel mercato. Per quanto riguarda l’aspetto di prodotti salutistici o non, si può con chiarezza dire che sono entrambi emersi da specifiche e rappresentative indagini commerciali, frutto della grande ruota del marketing alimentare. Le grandi catene di fast food sono uscite nel mercato con prodotti sia finalizzati al gusto che all’aspetto dietetico, basti pensare alle molte insalate che vengono prodotte e commercializzate in queste grandi catene. Questo avviene perché il mercato è altamente recettivo in merito a questa tipologia di prodotto, in quanto attualmente si ha necessità di alimenti a basso contenuto calorico al fine di limitare i sempre più preoccupanti tassi di obesità nei paesi industrializzati: ottenendo così la creazione di un altro sbocco commerciale. Quindi concludo dicendo che il marketing è l’anima del commercio.
    A risposta ad AscorbicAcid, > rispondo dicendo che, ci vengono proposti miliardi di prodotti, a noi dovrebbe almeno interessare una maggiore conoscenza, su quelli che ci piacerebbe consumare, e solo dopo aver vagliato più fonti d’informazione, decidere se farlo o meno.


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