Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio di Novembre 2006

30 Novembre 2006

C’era una volta Il Galletto Vallespluga

Nostalgia degli spots anni 80? Ho trovato una miniera di video degli spots pubblicitari di quegli anni e non solo. Com’era la pubblicità del Galletto Vallespluga? del Burghi? o del Galbi Galbani? E il Consorzio Italiano Sardine? Solo per fare qualche esempio.

Un ricchissimo archivio, questo è Spot80.it che nasce per gli amanti della pubblicità come mezzo di comunicazione e per quelli che con quegli spot ci sono cresciuti.

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28 Novembre 2006

Las Hamburguesas

elena.jpg

 

lei è Elena Salgano, Ministro della Sanità spagnola, la paladina dell’iniziativa anti Whopper XXL, il Panino extralarge lanciato anche in Italia con lo slogan Per una fame bestiale e la campagna pubblicitaria dei Very Insatiable people. Arrivato in Spagna, la proposta ha sollevato le critiche del ministro spagnolo a cui sono sembrati inappropriati e diseducativi gli slogan che si leggono sul sito spagnolo della compagnia come: "E’ terribile essere vegetariani vero?

Il ministro ha ordinato al gruppo  di ritirare la pubblicità del «Wopper XXL» poichè si ritiene che essa rompa un patto siglato con i ristoratori spagnoli (Federación Española de Hostelería y Restauración (FEHR)  e l’ Asociación Empresarial de Cadenas de Restauración Moderna FEHRCAREM), per non promuovere porzioni di cibo troppo generose. Il «Wopper XXL»,  contiene circa 820 calorie, e la pubblicità invita a consumare la carne, spiegando che l’hamburger contiene "abbastanza energia per mangiare il mondo intero". La catena ha replicato al divieto spiegando che la filosofia a cui s’ispira è quella del "as you like it", cioè del "fate come vi piace".

aggiungendo "Los gustos de nuestros clientes priman por encima de todo"

Storia e immagini delle tipologie di vari hamburguesa in vendita in Spagna le trovate sul blog spagnolo Muchogusto.

 

Fonte: elmundosalud

 

 

 


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26 Novembre 2006

Domani a Bologna: Food for life

Domani mi alzerò prestissimo per essere a Bologna puntuale per le ore 9.00 per seguire i lavori previsti in occasione del lancio della Piattaforma Tecnologica Nazionale "Italian Food for Life".Un programma denso con tanti relatori delle istituzioni coinvolte tra cui Federalimentare e l’Università di Bologna in collaborazione con CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), ENEA Biotec,  ricercatori e alcuni industriali. L’obiettivo della piattaforma italiana è "quello di incentivare la ricerca e l’innovazione tecnologica a livello nazionale, e rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell’Industria alimentare, favorendone lo sviluppo e la competitività, soprattutto delle Piccole e Medie Imprese". Domani verranno presentati il Vision Document italiano e i risultati dell’indagine sugli interessi di ricerca del settore della ricerca pubblica Italiana. Ecco il Programma definitivo, previsto anche l’intervento del Ministro De Castro.  

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E 904=Gommalacca

Ritter e limone trattato

Che cosa hanno in comune questo tipo di Cioccolato Ritter e alcuni limoni trattati in superficie? C’è un composto che li accomuna. Di cosa si tratta?

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23 Novembre 2006

Grazie Andrea, Thanks to William!

Ho iniziato a leggere il libro Coca Cola,l’inchiesta probita di cui ho parlato qualche settimana fa. Grazie ad Andrea Allolio delle Edizioni Lindau per avermi inviato una copia del libro. E sono molto onorata dell’arrivo su TRASHFOOD di William Reymond, l’autore che mi ringrazia dell’attenzione che ho riservato al suo libro e mi scrive questo commento che riporto qui.

 

Dear Gianna,

first, i’m sorry. Even if I was born less than two hours from the italian border, my Italian is not good enough to write directly  in your beautiful language. I want to thank you for your work. I wrote this book because I deeply believe that big corporations as The Coca-Cola Company has strong effects on our life. Before to write this book, I published several ones on the JFK assassination, The Dominici Affaire and even the mafia. Believe me or not, trying to find the real Coca-Cola story was tougher.
I hope that you will enjoy the book and I will try to check your blog frequently to see if you have any questions for me.
Grazzie Mile,

William Reymond

Thanks a lot to you William. My comments on your book very soon here!

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22 Novembre 2006

Vi presento Labelman

 
labelman
 
Vi presento Label man il cartoon voluto dalla U.S Food and Drug Adminstration per insegnare ai consumatori a fare scelte piu’ salutari. Un nuovo programma da scaricare dal sito della FDA e da studiare prima di andare a fare la spesa. Servirà a convincere gli americani a scelte piu’ consapevoli?
 

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21 Novembre 2006

Informazione alimentare e media : bocciati o ..quasi.

Nel web-surfing alla ricerca di notizie, mi  sono imbattuta nel "Rapporto sull’Informazione alimentare". Il rapporto pubblicato un paio di anni fa, fu commissionato dal Ministero per le Attività Produttive al Dipartimento di sociologia e comunicazione dell’Università la Sapienza di Roma, e fu basato su un monitoraggio di cinque mesi di quotidiani, periodici e televisioni ed integrato da un ciclo di focus group con i consumatori di alcune città italiane. Tra i settimanali visionati Panorama l’Espresso, Famiglia Cristiana, Gente e Donna moderna…Dalla sintesi della ricerca emerge che la quantità delle informazioni agroalimentari veicolate dai media è molto alta ma la qualità è scarsa, fermandosi spesso ad un livello superficiale delle notizie. La maggior parte delle informazioni alimentari trasmessa in televisione risulta, infatti, diffusa per il 20 per cento da programmi di intrattenimento e spesso per questo spettacolarizzata, mentre solo l’8 per cento viene trattata dai telegiornali. I quotidiani offrono, invece, un’informazione più obiettiva e ragionata e gli argomenti maggiormente affrontati sono la qualità e la sicurezza dei prodotti e notizie sui cicli produttivi. Viene da chiedersi come mai Internet non sia stato considerato tra i media da prendere in esame.  Chi mi aiuta a fare un esame dei siti internet, blogs e newsletters che diffondono informazione sull’alimentazione? lo facciamo?

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19 Novembre 2006

Wine jelly bean

 

Un anno fa si parlava di bibite dagli aromi insoliti. Torno a parlare di aromi a proposito dei wine jelly beans. Gli inventori dicono che è un gioco, un modo divertente e originale per avvicinarsi ai flavours del vino. Ecco cosa hanno ideato. Sono dei kits che contengono jelly beans -si chiamano così- che riproducono gli aromi evocati da diversi tipi di  vino  ….the Jelly Bean Wine Bar delivers true flavors associated with specific varietals/styles. The idea is to taste the individual jelly beans first, to understand the different flavors associated with certain wine varietals. Then you put all of the flavors in your mouth at the same time, chew them together, and voila… you experience the wine varietal itself. Come procedere quindi? Ingerire, masticare, sentite l’aroma di fragola, di pera, arancia?  Evvai con le combinazioni che riproducono il Sangiovese, il Trebbiano, vini bianchi italiani..o rossi..un.Cabernet Sauvignon o un Typical California Chardonnay . Ce n’è davvero per tutti i gusti e i creatori sono a disposizione  di quei produttori che volessero dei jelly bean personalizzati. Ehi, guarda, hanno pensato a tutto, c’è anche la versione oaked e un-oaked. Enjoy!

Fonte Winexmagazine.com

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18 Novembre 2006

Il silenzio della Slow Food

yacon

Dieci giorni fa ho scritto alla Slow food-Terra Madre a proposito dello yacon, una radice che è inclusa tra i presidi internazionali della Slow Food in America Latina. Si legge nel  sito web e nei comunicati stampa diffusi in occasione del Salone del Gusto che la radice conterrebbe insulina e che per questo lo yacon sarebbe indicato nell’alimentazione dei diabetici. Possibile che nessuno sia all’ascolto per dare delucidazioni su questa insolita presenza di un ormone del pancreas in una radice? Attendo fiduciosa. E nel frattempo penso al fattore esse.

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17 Novembre 2006

Via gli acidi grassi trans, arriva VISTIVE™!

KFC

Dal gennaio scorso negli USA è obbligatorio riportare i livelli di acidi grassi trans nelle etichette alimentari e molte aziende hanno annunciato l’intenzione di modificare i tipi di olio usato nelle varie filiere produttive per diminuire la loro formazione negli alimenti. Azioni legali e altri episodi hanno spinto sull’acceleratore e dopo due anni di tests, è arrivato anche l’annuncio della Kentucky fried chiken (KFC) che cambierà la fornitura di olio da utilizzare nelle cucine dei suoi numerosi ristoranti. Alla Monsanto gongolano perchè la scelta è caduta su VISTIVE una varietà di soia da loro prodotta. Vistive contiene un livello minore dell’acido grasso poliinsaturo linolenico (3%) rispetto alla soia tradizionale (8%) e pertanto l’olio che si ottiene è piu’ stabile quando esposto ad alte temperature, non richiede l’idrogenazione e quindi non provoca la formazione di acidi grassi trans. La KFC segue  la Kellogg Company, che ha già annunciato lo scorso anno la decisione di inserire l’olio ottenuto dalla soia  VISTIVE  per i suoi prodotti low-trans fats. Ma cosa troviamo su Vistive nel web? Al primo posto, precedendo tutti gli entusiastici comunicati della Monsanto, troviamo l’articolo Beware Monsanto’s "Vistive Soybeans" del Prof. Joe Cummins dell’ Institute for Science in Society.L’autore rivolge l’attenzione sulla sicurezza di Vistive, le modificazioni della composizione degli acidi grassi della nuova varietà di soia, sono state ottenute mediante tecniche di conventional breeding  ma Vistive è comunque una varietà transgenica poiché possiede il tratto che le conferisce resistenza all’erbicida RoundUp.IL dibattito a questo punto è solo iniziato.

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