Distributori automatici Sì, No, Forse
Le scelte alimentari sono influenzate da molti fattori e non si può attribuire il soprappeso e l’obesità infantile esclusivamente ai distributori automatici dislocati nelle scuole. Però ho un paio di domande per Vincenzo Scrigna, nuovo presidente dell’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica CONFIDA.
La prima: Come può affermare che i bambini delle scuole elementari e medie inferiori non hanno libero accesso ai distributori automatici che –sono sue parole- sarebbero presenti in luoghi riservati a docenti e personale di servizio? Provi ad entrare in una scuola e vedrà i distributori dislocati ad ogni piano, non è affatto vero che non ci sia libero accesso ai giovani e che i docenti presidiano i distributori.
La seconda : Perché se l’è presa così tanto alla presa di posizione di Federalimentare e AIDI (Associazione Industriali Dolciari) che hanno annunciato la decisione di voler eliminare i dolci dai distributori scolastici? Io oltre ai dolci, troverei delle alternative anche agli snacks salati e vedo positivamente la possibilità di inserire prodotti diversi dai soliti snacks. Ne sento parlare da tanto tempo, e ora lo prevede anche il piano "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute (pdf). Non dovrebbe essere così complicato, non stiamo tanto a discutere, facciamolo. In tutte le regioni, in ogni città, in ogni paese, in ogni scuola, e non solo nelle regioni pilota (1,2)









Mi sembra di leggere il libro di Morgan Spurlock di Super Size Me!
Cara Gianna, io ho una mia opinione a tal proposito. Ossia che se i genitori non educano i ragazzi a una corretta alimntazione, dovrebbe farlo la scuola con ore di educazione alimentare inserite fra quelle di scienze. Certo che avendo solo 1 o 2 ore di scienze alla settimana la cosa é dura. Quindi, basta fare 6 ore di latino e due di scienze. Per il bene degli italiani, due ore di latino, tre di scienze e 3 di educazione alimentare e casalinga (pronto soccorso, piccoli lavori elettrici, idraulici, ecc.).
P.S.: Nell’album fotografico su Picasa trovi qualche etichettina fotografata apposta per te
Alcune sono in tedesco ma se hai bisogno la traduzione, dimmelo. Link nel post su Vienna di ieri.
Scritto da Grissino, il 16 Aprile, 2007 at 21:33
vorrei rispondere all’intervento di Grissino:
purtroppo non si può pensare che la scuola sostituisca i genitori, i ragazzini di oggi sono molto più informati di noi 20 anni fa….alzino la mano gli over 30 che alle elementari conoscevano grassi, proteine e carboidrati….alzate, alzate le mani….
Un ragazzino di 10 anni di oggi conosce molte cose relativamente all’educazione alimentare, il problema è secolare ed insito nella natura umana…
I ragazzini vanno guidati…gli si deve insegnare quelle che va fatto/mangiato e quello no….non si può pretendere che se conosce l’esistenza dei carboidrati sappia darsi delle regole/misure!!!!
Darsi dei limiti è sinonimo di maggiore età (e non sempre è vero!!).
Purtropo da addetto ai lavori sento dire delle grandissimi castronerie…basterebbe che i genitori si prendessero più tempo per i figli…come lo facevano i nostri genitori per noi!!
Buona giornata a tutti
Lorenzo
Scritto da Lorenzo Valier, il 18 Aprile, 2007 at 09:09
è preoccupante però che l’educazione alimentare dei bambini, da oggi, derivi dalla presa di responsabilità (lodevole) dell’associazione di categoria di produttori snacks.
forse, prima, avrebbe dovuto intervenire il ministero o qualche progetto nazionale, regionale, locale.
Scritto da cdavide, il 18 Aprile, 2007 at 12:16
E’ vero quello che ha detto Lorenzo ma un pó di scienze in piú a scuola puó solo essere d’aiuto!
Scritto da Grissino, il 18 Aprile, 2007 at 21:48
i bambini e soprattutto agiscono per imitazione: vogliono quello che ha il compagno, se poi “questa cosa” la si trova a scuola tanto meglio soprattutto per i genitori che si tolgono un pensiero.
Ritengo che vada fatto un grosso lavoro sui genitori oltre che sui ragazzi! Hanno bisogno di riappropiarsi del loro ruolo comodo o scomodo che sia, non si può delegare sempre.
al Presidente di CONFIDA voglio ribadire che i bambini e i ragazzi hanno libero accesso a tutti gli ambienti della scuola, spesso escono dall’aula durante le lezioni con una scusa per andare a mangiare o bere.
se certi prodotti non glieli facciamo trovare o non mangiano che sarebbe meglio o optano per delle alternative che sicuramente fanno meglio.
Mariella
Scritto da mariella ciani, il 21 Aprile, 2007 at 10:01
[…] Lo sapevo, con la ripresa dell’anno scolastico, si torna a parlare di distributori automatici. […]
Scritto da Trashfood » Blog Archive » Ma dove vai senza Toblerone?, il 23 Settembre, 2007 at 15:09