
Torno a parlare dell’olio extravergine d’oliva “Made In italy” visto da fuori. Stavolta dalle pagine del New Yorker il giornalista Tom Mueller parla di frodi alimentari legate all’industria degli oli e ne ricostruisce le vicende. Non c’è da essere orgogliosi di questa ricostruzione cronologica. Anche nelle settimane precedenti ci sono stati sequestri di olio che veniva venduto fraudolentemente come “Made in Italy“. Non generalizziamo per favore, i disonesti ci sono dappertutto.
Dalle pagine del quotidiano La stampa, il Prof. Giorgio Calabrese interpreta l’articolo del New Yorker come “una manovra di riposizionamento commerciale a favore proprio dei cugini spagnoli sul mercato americano”.
Cosa ho imparato da un giro in rete sui vari articoli sull’argomento?
-al sito web del quotidiano La stampa non piace linkare gli articoli in originale? ho dovuto trovarlo per conto mio il New Yorker.
-il Prof Calabrese oltre che membro dell’Autority sulla Sicurezza Alimentare fa anche parte del Comitato Scientifico della Fondazione Carapelli, come si legge da documenti in rete. A proposito di Carapelli, è stata acquistata dalla spagnola Sos Cuetara che aveva già messo nel suo portafoglio Dante e Sasso con l’acquisizione di Minerva Oli. Sul sito della Carapelli però non c’è scritto nulla della vendita.
-In precedenza erano stati acquisiti, da Unilever, altri marchi storici come Bertolli.
-Le multinazionali detengono la quasi totalità del mercato dell’olio extravergine (oltre l’80%).
Links: La stampa,The New yorker
Scritto da Gianna Ferretti alle 22:15, in La borsa della spesa, Io lo leggerei
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