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	<title>Commenti a: Gamberetti fuorilegge</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: Novità alla mensa e in cucina&#8230; Pangasio al veleno&#8230; &#171; Un po&#8217; di mondo</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4768</link>
		<dc:creator>Novità alla mensa e in cucina&#8230; Pangasio al veleno&#8230; &#171; Un po&#8217; di mondo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 14:58:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] tratto dai commenti al post &#8220;Gamberetti fuorilegge&#8221; pubblicato su Trashfood [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] tratto dai commenti al post &#8220;Gamberetti fuorilegge&#8221; pubblicato su Trashfood [...]</p>
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		<title>Di: Dario Bressanini</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4722</link>
		<dc:creator>Dario Bressanini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 19:24:06 +0000</pubDate>
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		<description>Gianna: sono sicuro che in alcune regioni è reso obbligatorio da una legge regionale per gli asili, ad esempio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianna: sono sicuro che in alcune regioni è reso obbligatorio da una legge regionale per gli asili, ad esempio</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4720</link>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 16:27:41 +0000</pubDate>
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		<description>Nessuno &quot;obbliga&quot; le amministrazioni comunali o altre istituzioni coinvolte nella ristorazione collettiva (penso agli ospedali per esempio) a acquisti di prodotti biologici o del territorio. E&#039; vero però che alcune Regioni hanno dei fondi e possono coprire parte delle spese, ma il finanziamento per l&#039;acquisto di prodotti biolgici (es.pasta, riso, olio,legumi) -sulla base delle mie conoscenze-non può durare piu&#039; di due anni. 

Quando gli addetti ai lavori vengono sensibilizzati sulle forniture, non è solo per gli aspetti nutrizionali che si propongono alimenti biologici.Infatti i dati sulla composizione in nutrienti sono stati pubblicati solo negli ultimi anni,sono altri aspetti della qualità alimentare quelli su cui si basano certe indicazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno &#8220;obbliga&#8221; le amministrazioni comunali o altre istituzioni coinvolte nella ristorazione collettiva (penso agli ospedali per esempio) a acquisti di prodotti biologici o del territorio. E&#8217; vero però che alcune Regioni hanno dei fondi e possono coprire parte delle spese, ma il finanziamento per l&#8217;acquisto di prodotti biolgici (es.pasta, riso, olio,legumi) -sulla base delle mie conoscenze-non può durare piu&#8217; di due anni. </p>
<p>Quando gli addetti ai lavori vengono sensibilizzati sulle forniture, non è solo per gli aspetti nutrizionali che si propongono alimenti biologici.Infatti i dati sulla composizione in nutrienti sono stati pubblicati solo negli ultimi anni,sono altri aspetti della qualità alimentare quelli su cui si basano certe indicazioni.</p>
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		<title>Di: Dario Bressanini</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4719</link>
		<dc:creator>Dario Bressanini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 14:28:08 +0000</pubDate>
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		<description>personalmente ritengo una follia economica l&#039;obbligare le mense scolastiche a usare cibo biologico, quando NON è per nulla dimostrato che ci sia un reale vantaggio nutrizionale significativo. A me sinceramente pare più il risultato di un lavoro di lobby eccellente e di una buona dose di ideologia che vede nel bio la salvezza da non si sa bene che cosa. Andando a vedere la letteratura scientifica dei vari confronti tra bio e non-bio (e ci sono una marea di lavori) si trova di tutto. A volte non c&#039;è nulla di differente, a volte ci sono differenze spesso strombazzate (chenneso&#039;, la maggior quantità di vitamina C nei pomodori) ma di dubbio interesse reale, visto che se voglio dare della vitamina C ai bambini è meglio dargli qualche agrume fresco :-)
A volte ci sono differenze significative a favore ma a volte il bio è addirittura peggio. A me questo suggerisce semplicemente che i risultati siano praticamente casuali e ognuno riporta quello che vuole (si chiama &quot;selection bias&quot;) a seconda di quello che vuole dimostrare. In ogni caso non c&#039;è NESSUNA base scientifica per obbligare una istituzione pubblica a spendere di più comperando in modo generico dei prodotti biologici. Farebbero bene a usare quei soldi in altra maniera a mio parere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>personalmente ritengo una follia economica l&#8217;obbligare le mense scolastiche a usare cibo biologico, quando NON è per nulla dimostrato che ci sia un reale vantaggio nutrizionale significativo. A me sinceramente pare più il risultato di un lavoro di lobby eccellente e di una buona dose di ideologia che vede nel bio la salvezza da non si sa bene che cosa. Andando a vedere la letteratura scientifica dei vari confronti tra bio e non-bio (e ci sono una marea di lavori) si trova di tutto. A volte non c&#8217;è nulla di differente, a volte ci sono differenze spesso strombazzate (chenneso&#8217;, la maggior quantità di vitamina C nei pomodori) ma di dubbio interesse reale, visto che se voglio dare della vitamina C ai bambini è meglio dargli qualche agrume fresco <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
A volte ci sono differenze significative a favore ma a volte il bio è addirittura peggio. A me questo suggerisce semplicemente che i risultati siano praticamente casuali e ognuno riporta quello che vuole (si chiama &#8220;selection bias&#8221;) a seconda di quello che vuole dimostrare. In ogni caso non c&#8217;è NESSUNA base scientifica per obbligare una istituzione pubblica a spendere di più comperando in modo generico dei prodotti biologici. Farebbero bene a usare quei soldi in altra maniera a mio parere</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4717</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 21:25:43 +0000</pubDate>
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		<description>esattamente, bisogna capire il perche&#039; non sono seguite a livello locale - alle volte puo&#039; essere semplicemente che la persona addetta non ha saputo leggere bene le linee guida...

ancora sul pangasio

http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/studi_e_ricerche/progetti_di_ricerca/nutrizione/inran_il_pangasio_specie_ittica_emergente?eZSESSIDagriconline=</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>esattamente, bisogna capire il perche&#8217; non sono seguite a livello locale &#8211; alle volte puo&#8217; essere semplicemente che la persona addetta non ha saputo leggere bene le linee guida&#8230;</p>
<p>ancora sul pangasio</p>
<p><a href="http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/studi_e_ricerche/progetti_di_ricerca/nutrizione/inran_il_pangasio_specie_ittica_emergente?eZSESSIDagriconline=" rel="nofollow">http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/studi_e_ricerche/progetti_di_ricerca/nutrizione/inran_il_pangasio_specie_ittica_emergente?eZSESSIDagriconline=</a></p>
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		<title>Di: gianna</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4716</link>
		<dc:creator>gianna</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 21:02:46 +0000</pubDate>
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		<description>Le linee guida ci sono, ma a livello locale poi le realtà differiscono considerevolmente. Paola, non c&#039;è un comitato mensa nella scuola di cui ci parli?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le linee guida ci sono, ma a livello locale poi le realtà differiscono considerevolmente. Paola, non c&#8217;è un comitato mensa nella scuola di cui ci parli?</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4713</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 20:32:54 +0000</pubDate>
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		<description>@Paola - ho trovato un altro dettaglio, se vai al ministero salute, pag. 49-50

http://www.ministerosalute.it/alimenti/resources/documenti/nutrizione/PROGETTO_OBIETTIVO.pdf

trovi esplicitamente come si dica esplicitamente &#039;Nelle mense debbono 
essere tenuti nella giusta considerazione i prodotti locali, sia quelli preparati con tecniche  
tradizionali, sia quelli che rispondono a criteri biologici, e le tradizioni gastronomiche del 
luogo.&#039;.  Questo e&#039; naturalmente solo un documento di strategia nazionale, dovresti avere la pazienza di cercare le linee guida relative alla ristorazione scolastica della tua regione.  Io se vuoi posso passarti per email la newsletter di cui ti accennavo sopra, e&#039; in parte scritta in Italiano, dove ci sono elencati una serie di esempi positivi &#039;made in Italy&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Paola &#8211; ho trovato un altro dettaglio, se vai al ministero salute, pag. 49-50</p>
<p><a href="http://www.ministerosalute.it/alimenti/resources/documenti/nutrizione/PROGETTO_OBIETTIVO.pdf" rel="nofollow">http://www.ministerosalute.it/alimenti/resources/documenti/nutrizione/PROGETTO_OBIETTIVO.pdf</a></p>
<p>trovi esplicitamente come si dica esplicitamente &#8216;Nelle mense debbono<br />
essere tenuti nella giusta considerazione i prodotti locali, sia quelli preparati con tecniche<br />
tradizionali, sia quelli che rispondono a criteri biologici, e le tradizioni gastronomiche del<br />
luogo.&#8217;.  Questo e&#8217; naturalmente solo un documento di strategia nazionale, dovresti avere la pazienza di cercare le linee guida relative alla ristorazione scolastica della tua regione.  Io se vuoi posso passarti per email la newsletter di cui ti accennavo sopra, e&#8217; in parte scritta in Italiano, dove ci sono elencati una serie di esempi positivi &#8216;made in Italy&#8217;.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4712</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 00:21:44 +0000</pubDate>
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		<description>@ Stefano - non e&#039; che le carni di questo pesce siano tossiche, nel senso che provocano chissa&#039; quali malattie;  il fatto e&#039; che vengono prodotte secondo metodi di produzione intensivi, per le ragioni discusse.  Di conseguenza il valore nutrizionale di questi filetti e&#039; molto basso.  Succede lo stesso con altre specie di allevamento intensivo, ad esempio il salmone (vivo in UK quindi questo esempio mi e&#039; a portata di mano).  I salmoni da allevamento, cosi&#039; come ad es. i gamberi (i primi prodotti in vasta scala in Scozia, i secondi invece in Asia, ad es. Cina, Vietnam, India) vengono nutriti con mangimi e fatti crescere velocemente con antibiotici.  Essendo allevati in spazi molto ristretti, per evitare il contagio immediato delle malattie, vengono disinfettati con sostanze chimiche e sempre a causa dello spazio ristretto, non potendo muoversi, accumulano grasso in maggiori quantita&#039; (il principio e&#039; lo stesso degli allevamenti intensivi di polli).  Il risultato e&#039; che le carni finiscono con l&#039;essere particolarmente ricche di Omega 6 anziche&#039; di Omega 3 e in generale hanno un contenuto nutrizionale inferiore rispetto a specie catturate con la rete.  Pero&#039; questo metodo produttivo e&#039; economicamente vantaggioso per l&#039;imprenditore, perche&#039; punta su livelli di produzione (alti) in qualsiasi periodo dell&#039;anno (non tiene conto della stagionalita&#039; e non deve andare a pescare, quindi anche i costi sono bassi),ed e&#039; destinato ad un mercato di massa: tipicamente il salmone finisce nei banchi del supermercato, gia&#039; porzionato nelle vaschette e pronto all&#039;uso, o nei prodotti surgelati.  E il pangasio alle mense.  Per quanto riguarda l&#039;uso degli scarti, questo e&#039; pratica comune a tutti gli allevamenti ittici, i mangimi con cui vengono nutriti sono proprio prodotti dagli scarti dell&#039;industria (cosi&#039; come si faceva per i mangimi delle vacche, negli anni pre-mucca pazza, con la differenza che le vacche sono erbivori).

@Paola - intanto ti mando un grosso augurio; non sara&#039; facile ma ne varra&#039; la pena.  Sopratutto ti renderai conto che tanti altri genitori sono completamente ignari di queste problematiche (preferiscono delegare al direttore didattico questi problemi) e quindi il primo grosso passo sara&#039; quello di creare un interesse e un coinvolgimento da parte loro.  Vedrai, ti verra&#039; detto che ci sono problemi di costo; ma si puo&#039; rispondere semplicemente che ci sono specie dei ns mari che costano altrettanto poco (ad es. il pesce azzurro).  I cambiamenti sono difficili da effettuare sopratutto se consolidati nel tempo.  Facci sapere come va e se hai bisogno di altri spunti o idee.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Stefano &#8211; non e&#8217; che le carni di questo pesce siano tossiche, nel senso che provocano chissa&#8217; quali malattie;  il fatto e&#8217; che vengono prodotte secondo metodi di produzione intensivi, per le ragioni discusse.  Di conseguenza il valore nutrizionale di questi filetti e&#8217; molto basso.  Succede lo stesso con altre specie di allevamento intensivo, ad esempio il salmone (vivo in UK quindi questo esempio mi e&#8217; a portata di mano).  I salmoni da allevamento, cosi&#8217; come ad es. i gamberi (i primi prodotti in vasta scala in Scozia, i secondi invece in Asia, ad es. Cina, Vietnam, India) vengono nutriti con mangimi e fatti crescere velocemente con antibiotici.  Essendo allevati in spazi molto ristretti, per evitare il contagio immediato delle malattie, vengono disinfettati con sostanze chimiche e sempre a causa dello spazio ristretto, non potendo muoversi, accumulano grasso in maggiori quantita&#8217; (il principio e&#8217; lo stesso degli allevamenti intensivi di polli).  Il risultato e&#8217; che le carni finiscono con l&#8217;essere particolarmente ricche di Omega 6 anziche&#8217; di Omega 3 e in generale hanno un contenuto nutrizionale inferiore rispetto a specie catturate con la rete.  Pero&#8217; questo metodo produttivo e&#8217; economicamente vantaggioso per l&#8217;imprenditore, perche&#8217; punta su livelli di produzione (alti) in qualsiasi periodo dell&#8217;anno (non tiene conto della stagionalita&#8217; e non deve andare a pescare, quindi anche i costi sono bassi),ed e&#8217; destinato ad un mercato di massa: tipicamente il salmone finisce nei banchi del supermercato, gia&#8217; porzionato nelle vaschette e pronto all&#8217;uso, o nei prodotti surgelati.  E il pangasio alle mense.  Per quanto riguarda l&#8217;uso degli scarti, questo e&#8217; pratica comune a tutti gli allevamenti ittici, i mangimi con cui vengono nutriti sono proprio prodotti dagli scarti dell&#8217;industria (cosi&#8217; come si faceva per i mangimi delle vacche, negli anni pre-mucca pazza, con la differenza che le vacche sono erbivori).</p>
<p>@Paola &#8211; intanto ti mando un grosso augurio; non sara&#8217; facile ma ne varra&#8217; la pena.  Sopratutto ti renderai conto che tanti altri genitori sono completamente ignari di queste problematiche (preferiscono delegare al direttore didattico questi problemi) e quindi il primo grosso passo sara&#8217; quello di creare un interesse e un coinvolgimento da parte loro.  Vedrai, ti verra&#8217; detto che ci sono problemi di costo; ma si puo&#8217; rispondere semplicemente che ci sono specie dei ns mari che costano altrettanto poco (ad es. il pesce azzurro).  I cambiamenti sono difficili da effettuare sopratutto se consolidati nel tempo.  Facci sapere come va e se hai bisogno di altri spunti o idee.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4711</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 21:44:43 +0000</pubDate>
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		<description>@ Stefania, grazie per il tuo interessamento. E&#039; vero, sono un genitore e sono intenzinata a portare avanti questa &quot;battaglia&quot; perchè ritengo che sia un dovere di tutti, tanto più dei genitori, controllare l&#039;operato di chi si occupa, sotto ogni forma, dei bambini. Il pangasio è un pesce dallo scarso valore nutritivo, proviene dal Vietnam dove viene allevato nel fiume Mekong le cui acque sono altamente inquinate addirittura inquinamento di tipo batteriologico e viene alimentato anche con scarti di macellazione dello stesso pangasio. Saperne la provenienza dovrebbe quindi bastare a non importarlo più come già fanno molti paesi occidentali.
Purtroppo in Italia ci si scontra sempre con persone superficiali che male assolvono ai loro compiti.
Un saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Stefania, grazie per il tuo interessamento. E&#8217; vero, sono un genitore e sono intenzinata a portare avanti questa &#8220;battaglia&#8221; perchè ritengo che sia un dovere di tutti, tanto più dei genitori, controllare l&#8217;operato di chi si occupa, sotto ogni forma, dei bambini. Il pangasio è un pesce dallo scarso valore nutritivo, proviene dal Vietnam dove viene allevato nel fiume Mekong le cui acque sono altamente inquinate addirittura inquinamento di tipo batteriologico e viene alimentato anche con scarti di macellazione dello stesso pangasio. Saperne la provenienza dovrebbe quindi bastare a non importarlo più come già fanno molti paesi occidentali.<br />
Purtroppo in Italia ci si scontra sempre con persone superficiali che male assolvono ai loro compiti.<br />
Un saluto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano</title>
		<link>http://trashfood.com/2007/12/gamberetti-fuorilegge.html/comment-page-1#comment-4710</link>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 20:51:51 +0000</pubDate>
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		<description>ma se le carni di questo pesce sono cosi tossiche perche le autorita sanitarie italiane non fanno controlli accurati?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma se le carni di questo pesce sono cosi tossiche perche le autorita sanitarie italiane non fanno controlli accurati?</p>
]]></content:encoded>
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