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	<title>Commenti a: La qualità garantita dalle Marche</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: Luca Bono</title>
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		<dc:creator>Luca Bono</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:40:26 +0000</pubDate>
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		<description>La tracciabilità alimentare non deve essere visto come una legge &quot;obbligo&quot; perchè può portare benefici oltre che al consumatore anche al produttore.
Perchè ? Immaginate che venga individuato un alimento &quot;malato&quot;, l&#039;azienda produttrice rischia, se non ben organizzata (con un buon software di tracciabilità della produzione: http://www.infoperativa.it/news/leggi_area.asp?ART_ID=1775&amp;MEC_ID=130&amp;MEC_IDFiglie=192&amp;ARE_ID=32), rischia la chiusura della produzione per parecchie settimane o mesi se fino a che non si viene a capo del problema. Con una buona automazione dei processi riesce a dare invece risposte immediate! Inoltre, grazie ai software di tracciabilità, l&#039;azienda, sempre in caso di merce &quot;difettata&quot; non rischia di disperdere tutto quello che ha nel proprio &quot;magazzino&quot;, ma rintracciando i lotti da eliminare salva quelli &quot;sani&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La tracciabilità alimentare non deve essere visto come una legge &#8220;obbligo&#8221; perchè può portare benefici oltre che al consumatore anche al produttore.<br />
Perchè ? Immaginate che venga individuato un alimento &#8220;malato&#8221;, l&#8217;azienda produttrice rischia, se non ben organizzata (con un buon software di tracciabilità della produzione: <a href="http://www.infoperativa.it/news/leggi_area.asp?ART_ID=1775&amp;MEC_ID=130&amp;MEC_IDFiglie=192&amp;ARE_ID=32)" rel="nofollow">http://www.infoperativa.it/news/leggi_area.asp?ART_ID=1775&amp;MEC_ID=130&amp;MEC_IDFiglie=192&amp;ARE_ID=32)</a>, rischia la chiusura della produzione per parecchie settimane o mesi se fino a che non si viene a capo del problema. Con una buona automazione dei processi riesce a dare invece risposte immediate! Inoltre, grazie ai software di tracciabilità, l&#8217;azienda, sempre in caso di merce &#8220;difettata&#8221; non rischia di disperdere tutto quello che ha nel proprio &#8220;magazzino&#8221;, ma rintracciando i lotti da eliminare salva quelli &#8220;sani&#8221;.</p>
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		<title>Di: Trashfood &#187; Blog Archive &#187; I marchi delle Marche</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2379</link>
		<dc:creator>Trashfood &#187; Blog Archive &#187; I marchi delle Marche</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 21:13:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] avanti il progetto QM, Qualità garantita dalle Marche. Dall&#8217;assessorato all&#8217;Agricoltura delle Marche, arriva anche la notizia delle risorse [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] avanti il progetto QM, Qualità garantita dalle Marche. Dall&#8217;assessorato all&#8217;Agricoltura delle Marche, arriva anche la notizia delle risorse [...]</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2311</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 08:16:41 +0000</pubDate>
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		<description>sul discorso dei coloranti ce ne sarebbe da dire... sinceramente anche in Spagna ne fanno largo uso:  la paella che risulta bella gialla molto spesso NON ha zafferano, bensi&#039; un colorante artificiale che viene venduto in barattoli ovunque.  Il chorizo originariamente veniva &#039;colorato&#039; con pimenton dulce, ovvero paprika dolce, ma ora, con il boom spagnolo vedi chorizos che non sono poi proprio genuini... in generale, qui in UK da sempre si vende un salame importato dalla Germania, se non erro, che e&#039; rosa... fa un&#039;impressione!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sul discorso dei coloranti ce ne sarebbe da dire&#8230; sinceramente anche in Spagna ne fanno largo uso:  la paella che risulta bella gialla molto spesso NON ha zafferano, bensi&#8217; un colorante artificiale che viene venduto in barattoli ovunque.  Il chorizo originariamente veniva &#8216;colorato&#8217; con pimenton dulce, ovvero paprika dolce, ma ora, con il boom spagnolo vedi chorizos che non sono poi proprio genuini&#8230; in generale, qui in UK da sempre si vende un salame importato dalla Germania, se non erro, che e&#8217; rosa&#8230; fa un&#8217;impressione!!!</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2308</link>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 07:45:12 +0000</pubDate>
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		<description>Io ho visto delle salsicce con coloranti.E sono prodotti (anche) locali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho visto delle salsicce con coloranti.E sono prodotti (anche) locali.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2302</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 22:04:25 +0000</pubDate>
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		<description>e perche&#039; no - magari ne fanno un buon prodotto!  fra l&#039;altro il fatto che siano fatti con carne proveniente da una sola regione mi pare un&#039;ottima idea, almeno la tracciabilita&#039; e&#039; piu&#039; facilitata.  qui sta andando molto la salsiccia senza glutine o farine, perche&#039; la consuetudine e&#039; appunto di infilare queste cose anche nelle salsiccie fresche (persino nell&#039;haggis), e con tutte le intolleranze che si stanno verificando, ora si bada di piu&#039; anche a questo... si perche&#039; poi le farine possono essere anche di soya o altri grani...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e perche&#8217; no &#8211; magari ne fanno un buon prodotto!  fra l&#8217;altro il fatto che siano fatti con carne proveniente da una sola regione mi pare un&#8217;ottima idea, almeno la tracciabilita&#8217; e&#8217; piu&#8217; facilitata.  qui sta andando molto la salsiccia senza glutine o farine, perche&#8217; la consuetudine e&#8217; appunto di infilare queste cose anche nelle salsiccie fresche (persino nell&#8217;haggis), e con tutte le intolleranze che si stanno verificando, ora si bada di piu&#8217; anche a questo&#8230; si perche&#8217; poi le farine possono essere anche di soya o altri grani&#8230;</p>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2289</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 15:59:51 +0000</pubDate>
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		<description>Tutto vero Stefania. Io ho amici che riempono il frigo di prodotti industriali per sé e per i figli, ma che quando mangiano da me si leccano i baffi. Le mogli incredule mi chiedono: &quot;Ma come fai?&quot; (...con le mani!  n.d.r.)
Riporto una notizia in tema (fonte Ilsole24ore): arriva sulle nostre tavole la &quot;Piemontesina&quot;, la risposta subalpina all&#039;hamburger made in USA. Si tratta di carne macinata e pressata, 100% razza piemontese, da tagli anteriori interi, che anche da noi vengono sempre meno richiesti. L&#039;etichetta indica:  carne bovina 100%, pan grattato 5%, formaggio, sale, aromi naturali. Non contiene conservanti.
Qui troverete ulteriori notizie:
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=40774&amp;cat_code=40
Non sono un&#039;amante degli hamburger, ma lo proverò per vedere com&#039;é.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto vero Stefania. Io ho amici che riempono il frigo di prodotti industriali per sé e per i figli, ma che quando mangiano da me si leccano i baffi. Le mogli incredule mi chiedono: &#8220;Ma come fai?&#8221; (&#8230;con le mani!  n.d.r.)<br />
Riporto una notizia in tema (fonte Ilsole24ore): arriva sulle nostre tavole la &#8220;Piemontesina&#8221;, la risposta subalpina all&#8217;hamburger made in USA. Si tratta di carne macinata e pressata, 100% razza piemontese, da tagli anteriori interi, che anche da noi vengono sempre meno richiesti. L&#8217;etichetta indica:  carne bovina 100%, pan grattato 5%, formaggio, sale, aromi naturali. Non contiene conservanti.<br />
Qui troverete ulteriori notizie:<br />
<a href="http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=40774&amp;cat_code=40" rel="nofollow">http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=40774&amp;cat_code=40</a><br />
Non sono un&#8217;amante degli hamburger, ma lo proverò per vedere com&#8217;é.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2251</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 09:56:08 +0000</pubDate>
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		<description>esatto, Paolo - solo che ora ci si e&#039; reso conto che i consumatori sono completamente inconsapevoli riguardo le etichette.  Molti pensano che poiche&#039; c&#039;e&#039; l&#039;etichetta un prodotto X (ad es. uno di quei pate&#039; da supermercato in scatola), allora &#039;va bene&#039; perche&#039; altrimenti non starebbe sullo scaffale!  ovvero, il meccanismo mentale e&#039; proprio questo, che pensa alla &#039;sicurezza&#039; ma non al fatto che quella data composizione sia poi salutare, sopratutto se entra fra le abitudini alimentari di una famiglia.  Prendi la maionese in tubetto o le sottilette o i formaggini, &#039;cardini&#039; delle abitudini alimentari di molte famiglie in Italia... qui in UK alla fine si e&#039; capito che i consumatori vanno letteralmente guidati perche&#039; nel frattempo, dopo circa 20 anni di pasti pronti/industriali, i 20-30enni non sanno cucinare (ovvero c&#039;e&#039; gia&#039; stato il &#039;salto&#039; nella perdita di quelle che era la dimensione culturale che veniva insegnata a scuola e in casa).  In Italia questo ancora non ha raggiunto questo punto, ma succede in modo piu&#039; &#039;subdolo&#039;, pensa a quanti comprano i biscotti della ditta bucolica per i figli (ma davvero i bambini hanno bisogno di mangiare biscotti o merendine per crescere meglio?  uhm dubito...) o la crema di cioccolato N. che e&#039; oramai fatta con l&#039;olio di palma, o il formaggio spalmabile con Campanellino che vola di qua e di la&#039;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>esatto, Paolo &#8211; solo che ora ci si e&#8217; reso conto che i consumatori sono completamente inconsapevoli riguardo le etichette.  Molti pensano che poiche&#8217; c&#8217;e&#8217; l&#8217;etichetta un prodotto X (ad es. uno di quei pate&#8217; da supermercato in scatola), allora &#8216;va bene&#8217; perche&#8217; altrimenti non starebbe sullo scaffale!  ovvero, il meccanismo mentale e&#8217; proprio questo, che pensa alla &#8217;sicurezza&#8217; ma non al fatto che quella data composizione sia poi salutare, sopratutto se entra fra le abitudini alimentari di una famiglia.  Prendi la maionese in tubetto o le sottilette o i formaggini, &#8216;cardini&#8217; delle abitudini alimentari di molte famiglie in Italia&#8230; qui in UK alla fine si e&#8217; capito che i consumatori vanno letteralmente guidati perche&#8217; nel frattempo, dopo circa 20 anni di pasti pronti/industriali, i 20-30enni non sanno cucinare (ovvero c&#8217;e&#8217; gia&#8217; stato il &#8217;salto&#8217; nella perdita di quelle che era la dimensione culturale che veniva insegnata a scuola e in casa).  In Italia questo ancora non ha raggiunto questo punto, ma succede in modo piu&#8217; &#8217;subdolo&#8217;, pensa a quanti comprano i biscotti della ditta bucolica per i figli (ma davvero i bambini hanno bisogno di mangiare biscotti o merendine per crescere meglio?  uhm dubito&#8230;) o la crema di cioccolato N. che e&#8217; oramai fatta con l&#8217;olio di palma, o il formaggio spalmabile con Campanellino che vola di qua e di la&#8217;&#8230;</p>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2237</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 14:08:36 +0000</pubDate>
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		<description>@Franco
Sono pienamente d&#039;accordo con te, il mio era solo un esempio. Tanto é vero che io non ho mai mangiato una fetta di carne COALVI perché compro in azienda direttamente.
L&#039;unica cosa che ancora ci salva, in Piemonte, é un efficientissimo servizio veterinario.
Sono d&#039;accordo anche con Stefania: la UE non deve garantire i consorzi, ma difendere i consumatori. Che si scriva e si controlli, una volta per tutte, cosa c&#039;é negli alimenti in una esaurientte etichetta, poi sarà il consumatore a decidere se &quot;intossicarsi&quot; o meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Franco<br />
Sono pienamente d&#8217;accordo con te, il mio era solo un esempio. Tanto é vero che io non ho mai mangiato una fetta di carne COALVI perché compro in azienda direttamente.<br />
L&#8217;unica cosa che ancora ci salva, in Piemonte, é un efficientissimo servizio veterinario.<br />
Sono d&#8217;accordo anche con Stefania: la UE non deve garantire i consorzi, ma difendere i consumatori. Che si scriva e si controlli, una volta per tutte, cosa c&#8217;é negli alimenti in una esaurientte etichetta, poi sarà il consumatore a decidere se &#8220;intossicarsi&#8221; o meno.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2235</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 09:12:21 +0000</pubDate>
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		<description>indubbiamente, Franco, siamo d&#039;accordo!  Considera che io con il termine &#039;industria&#039; (industry) metto dentro sial il piccolo produttore che il medio e la grande industria, quindi c&#039;e&#039; sia quello che fa le cose per bene che quello che va fuori carreggiata (e li&#039; e&#039; il consumatore che deve capirlo, e talvolta non e&#039; facile).  Mi togli una curiosita&#039;: ci sarai alla fiera la Dolce Vita?  e cosa esporrai?  eventualmente, mi fai sapere anche per email privata (e&#039; riportata sul thread &#039;pane&#039;)?  grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>indubbiamente, Franco, siamo d&#8217;accordo!  Considera che io con il termine &#8216;industria&#8217; (industry) metto dentro sial il piccolo produttore che il medio e la grande industria, quindi c&#8217;e&#8217; sia quello che fa le cose per bene che quello che va fuori carreggiata (e li&#8217; e&#8217; il consumatore che deve capirlo, e talvolta non e&#8217; facile).  Mi togli una curiosita&#8217;: ci sarai alla fiera la Dolce Vita?  e cosa esporrai?  eventualmente, mi fai sapere anche per email privata (e&#8217; riportata sul thread &#8216;pane&#8217;)?  grazie!</p>
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	<item>
		<title>Di: franco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/01/la-qualita-garantita-dalle-marche.html/comment-page-1#comment-2234</link>
		<dc:creator>franco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 07:33:20 +0000</pubDate>
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		<description>Paolo

il consorzio COALVI come la 5R sono progetti &quot;burocraticamente finiti&quot;. Le Regioni , se vogliamo salvarci(anche dal ridicolo) devono tornare ad essere solo entità amministrative.

Stefania
ho fatto molte Fiere a Londra (a spese mie e dell&#039;importatore)è vergognoso vedere enormi Stand di Provincie e Regioni con allegre comitive di analfabeti il cui unico scopo è quello di arrivare a sera per andare a cena o in qualche locale di Londra.La Qualità deve essere certificata da un solo soggetto: il cliente consumatore!Come fare? Dichiarando sull&#039;etichetta come è fatto il prodotto (ingredienti, provenienza, lavorazione etc).Da un semplice controllo analitico si ha la carta d&#039;identità del prodotto, se si è dichiarato il falso chiudi con la possibilità di un azione colletiva da chi ha consumato la Tua lavorazione. Tale regola salvaguarderebbe anche le produzioni italiane ,come il Parmigiano, da continue falsificazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo</p>
<p>il consorzio COALVI come la 5R sono progetti &#8220;burocraticamente finiti&#8221;. Le Regioni , se vogliamo salvarci(anche dal ridicolo) devono tornare ad essere solo entità amministrative.</p>
<p>Stefania<br />
ho fatto molte Fiere a Londra (a spese mie e dell&#8217;importatore)è vergognoso vedere enormi Stand di Provincie e Regioni con allegre comitive di analfabeti il cui unico scopo è quello di arrivare a sera per andare a cena o in qualche locale di Londra.La Qualità deve essere certificata da un solo soggetto: il cliente consumatore!Come fare? Dichiarando sull&#8217;etichetta come è fatto il prodotto (ingredienti, provenienza, lavorazione etc).Da un semplice controllo analitico si ha la carta d&#8217;identità del prodotto, se si è dichiarato il falso chiudi con la possibilità di un azione colletiva da chi ha consumato la Tua lavorazione. Tale regola salvaguarderebbe anche le produzioni italiane ,come il Parmigiano, da continue falsificazioni.</p>
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