Una domenica da locavora
Locavoro, uno di quei termini impronunciabili quando li traduciamo dall’inglese. Ecco alcuni acquisti di domenica scorsa al mercatino di Civitanova Marche, Vivi La tua terra percorso itinerante tra i comuni maceratesi. Ho incontrato di nuovo Dioniso Bertini che ha una azienda agraria a S.Maria in Selva vicino a Treia (MC). E conoscendo i suoi prodotti, non potevo non tornare a casa senza i ceci, le lenticchie, la pasta fatta anche con farina d’orzo Mondo e la farina di granoturco quarantino nostrale per polenta. Lo sapevate che anche noi marchigiani venivamo chiamati in passato Magna-polenta?










Sei una corsara, libera e consapevole!
Scritto da Corsaro, il 26 Gennaio, 2008 at 16:05
giuro che la parola ‘locavoro’ l’ho dovuta cercare su Internet perche’ era la prima volta che la leggevo!
Scritto da Stefania, il 26 Gennaio, 2008 at 19:05
[…] non solo di prodotti alimentari, anche artigianato e attività didattiche per i bambini. Me ne sono tornata a casa con lenticchia, polenta ottenuta dal mais quarantino, orzo e ceci del maceratese. Tra tutti […]
Scritto da Una domenica da locavora — Ciaffi, il 29 Gennaio, 2008 at 08:01
manco io sapevo di ’sta locavoricita’…
mi sembra molto piu’ dura del vegetarianismo, da sostenere.
Scritto da luca, il 29 Gennaio, 2008 at 15:09
@ Luca - dipende solo dal tuo concetto di ‘locale’ - qui c’e’ lo stesso dibattito in corso : cosa vuol dire locale? prodotto nel raggio di 30 miglia? prodotto all’interno della stessa regione? della stessa nazione? europa? penso che ogni situazione sia diversa. probabilmente in Italia e’ un discorso molto piu’ facile per via della varieta’ di prodotti locali presenti da una area geografica all’altra… magari il discorso cambia in UK o in un’altra nazione, dove ci si deve accontentare di una scelta piu’ limitata e riempire il ‘vuoto’ con prodotti importati da altre nazioni…
Scritto da Stefania, il 4 Febbraio, 2008 at 10:57