Vi presento Mr Fruitness

Mrfruitness

Oggi a Berlino ultimo giorno di Fruit Logistica. Qui alcune foto da Berlino.Tra gli eventi della manifestazione, la presentazione di Mr Fruitness e la campagna di promozione di frutta e verdura in Italia e altri stati europei (Austria, Germania, Inghilterra, Polonia, Svezia).
Ecco il sito internet finanziato da Agea, Comunità europea e CSO. Per ora si trovano una sintesi delle Linee Guida per una corretta alimentazione (2003), giochini, screensaver e ricette a base di pesche, pere e kiwi. Per il progetto triennale sono stati investiti 4 milioni di euro.

Agea e Comunità Europea hanno finanziato in passato I 5 colori del benessere. Ma chi valuta poi in seguito l’efficacia degli interventi?

Edit: Hanno aderito all´iniziativa Edeka e Rewe in Germania; Spar in Austria; Sainsbury e Tesco in Inghilterra ed Auchan in Polonia. In loco saranno presenti promoter che distribuiranno pieghevoli informativi e gadget tra cui i videogames su cd-rom con le avventure di Mr. Fruitness.

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12 commenti on “Vi presento Mr Fruitness”

  1. Grissino scrive:

    Carino ,ma cavolo, non é che ci hanno speso molto tempo e fatica a fare l’animazione in flash… é pure muta!! Ma dico, almeno una musichetta soft o un motivetto. No. Tutto MUTO!!

  2. gianna scrive:

    Gli inviati speciali in terra asburgica (Grissino) e anglosassone (Stefania) sono pregati di verificare in sede come procede la campagna informativa.:)

  3. gianna scrive:

    Ho trovato un errore sul sito, nasce il set su Flickr:

    Errare humanum est:sviste multimediali

    http://www.flickr.com/photos/trashfood/sets/72157603883015937/

    contribuite, contribuite!

  4. Stefania scrive:

    eccomi qua. L’iniziativa qui si chiama “Five a day” ed e’ un’iniziativa di cui parliamo spesso in classe. Una collega del masters lavora per NHS (ovvero per una delle ASL nel Kent) ed e’ stata responsabile per la sua area di questa iniziativa. Bisogna premettere che qui la situazione era/e’? DISASTROSA – pochissime persone mangiano frutta e verdura fresca (e quindi locale), dopo che per circa 20 anni la grossa distribuzione ha determinato le preferenze alimentari di tanti. Per darvi un esempio, il Kent, che e’ un grande frutteto di mele, ha visto la sua produzione ridotta (perche’ importata da altri paesi), e tante varieta’ locali di mele sono sparite (infatti la Slow Food locale si e’ occupata in passato di recuperare alcune varieta’).

    Su 5 a day e’ stato dedicato anche un sito

    http://www.5aday.nhs.uk/

    dedicato appunto a bambini e ad adulti – non si e’ dato niente per scontato, come potete vedere, anche perche’ trovandoci in una societa’ multiculturale, si parte dal presupposto che le nuove generazioni di immigrati dai paesi extraeuropei non abbiano una ferrata cultura alimentare (infatti c’e’ in particolare un gruppo etnico qui in UK che ha un altissimo numero di casi di obesita’). Oltre alle case citate da Gianna, il 5 a day ha coinvolto anche catene farmaceutiche tipo Boots e media (ovvero edicole-librerie) tipo WhSmith – in questi posti trovi la cassettina di cartone con il simbolo e l’offerta di frutta fresca. Si ritiene che visto che tanti acquisti vengono fatti su impulso (infatti gli snack al cioccolato sono tutti vicino alla cassa), allora perche’ non provare anche con i prodotti sani?

    Riguardo ai risultati – e’ vero, si parla della difficolta’ nel dare una valutazione dei risultati ottenuti, e questo anche perche’ una volta portato avanti il progetto, a volte per ragioni meramente amministrative. Comunque ci sono studi accademici di vario tipo, fatti su diversi gruppi (ad esempio bambini) – che hanno mostrato l’inefficacia dell’azione una volta che i bambini sono entrati nella scuola secondaria (Gianna se ti interessa te li posso passare per email, o li pubblico qui? sono in pdf). L’azione pubblica generalmente e’ orientata verso le categorie piu’ vulnerabili, ovvero bambini e anziani, ma non adulti in grado di intendere e di volere (per motivi etici). Quindi, in sostanza, abbiamo due fronti: coloro che proclamano il ‘nanny state’, ovvero uno stato piu’ presente nelle scelte alimentari della popolazione, chi invece proclama la libera scelta… ma la libera scelta e’ fatta di cognizione e informazione, e qui ancora in troppi non sanno che le mele importate da fuori Europa sono maturate in containers di gas…

  5. Stefania scrive:

    errata corrige:
    Riguardo ai risultati – e’ vero, si parla della difficolta’ nel dare una valutazione dei risultati ottenuti, e questo anche perche’ una volta portato avanti il progetto non ci sono risorse per le valutazioni finali, a volte per ragioni meramente amministrative (perche’ magari manca il personale).

  6. Gianna Ferretti scrive:

    Grazie stefania, ma stiamo parlando della stessa iniziativa? hai visto il materiale didattico con Mr Fruitness nei supermercati citati?

  7. Stefania scrive:

    alcuni esempi di informazione e iniziative sul 5-a-day

    http://www.food.gov.uk/healthiereating/nutritionschools/teachingtools/bashstreetdiet/activity_book

    http://www.dh.gov.uk/en/Publichealth/Healthimprovement/FiveADay/FiveADaygeneralinformation/index.htm

    c’e’ anche qualche risultato che si puo’ scaricare (dell’univ. di Leeds)

  8. Stefania scrive:

    L’iniziativa e’ la stessa su un piano ideologico, ma mr Fruitness e’ stato creato come iniziativa Europea ed e’ portato avanti dai retailers.
    Leggi qui

    http://www.fas.usda.gov/gainfiles/200801/146293475.pdf

    sezione ‘health’, pagina 6. Diciamo che Mr Fruitness e’ appoggiata dalla distribuzione, mentre il 5-a-day e’ pubblico. Io ‘sto Mr Fruitness non l’ho mai visto, pero’ posso guardare da Tesco (ne ho uno vicino). Sospetto inoltre che non tutti i supermarkets abbiano il simbolo della campagna.

  9. Stefania scrive:

    confermo – di Mr Fruitness non c’e’ l’ombra. Andiamo a Chi l’ha Visto?

  10. Stefania scrive:

    sono riuscita a ritrovare l’annuncio in inglese e ora mi e’ un po’ piu’ chiaro – non sono qui in UK con Tesco, ma solo con Asda e Sainsbury’s, Tesco la fa solo in Polonia

    http://www.freshplaza.com/2007/0212/1-1_de_childrenfruit.html

    Per quanto riguarda il ruolo pubblico, qui in UK il ministero della salute nel suo ultimo studio si appella al ‘creare’ le scelte salutari, quindi iniziative del genere non possono che includere anche l’industria (attraverso i maggiori distributori) – vedi sezione updates – obesity http://www.dh.gov.uk/en/index.htm

    Infine, in una lettura di questa sera (Weale, A – 1992 – The new politics of pollution) forse ho trovato la risposta alle nostre perplessita’ – riporto qui: (si parla di inquinamento legato alla catena alimentare, ma il principio e’ valido anche qui come vedrete):

    …Not all the policy developments of the 1970s ignored the international dimension of pollution problems and in some case it was international agreements that prompted action at the local level. Thus it was the 1972 Convention on Marine Pollution that led individual countries to take measures to ban dumping at sea. …

    ovvero, l’EU gioca anche la carta delle iniziative dirette proprio per creare un movimento d’opinione che coinvolga anche le altre due parti (societa’ civile, ovvero consumatori, e produzione/distribuzione) e che faciliti l’operato dei governi locali. E se ci ragioniamo bene, anche la distribuzione di frutta e verdura prodotta in EU va appoggiata e inclusa nell’emergenza obesita’ e nel discorso ‘sviluppo sostenibile’.

  11. […] anche traccia dei progetti già avviati grazie a finanziamenti precedenti della UE. Vi ricordate Mr.Fruitness? Annunciato anche un nuovo programma europeo di distribuzione gratuita di latte e prodotti caseari […]

  12. […] eravamano lasciati con Mr Fruitness, testimonial della campagna promozionale per promuovere il consumo di frutta nei giovani […]


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