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	<title>Commenti a: Salumi e scatti nel web</title>
	<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html</link>
	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 12:10:39 +0000</pubDate>
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		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2929</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 14:33:30 +0000</pubDate>
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		<description>anche qui non si scherza, Paolo - se penso a tutti i piccoli alberghetti qui vicino a dove viviamo... negli ultimi anni si sono dati da fare e li hanno buttati giu' e ricostruiti, proprio per il problema dell'asbesto....  ed e' solo in queste situazioni che ti rendi conto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche qui non si scherza, Paolo - se penso a tutti i piccoli alberghetti qui vicino a dove viviamo&#8230; negli ultimi anni si sono dati da fare e li hanno buttati giu&#8217; e ricostruiti, proprio per il problema dell&#8217;asbesto&#8230;.  ed e&#8217; solo in queste situazioni che ti rendi conto&#8230;</p>
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		<title>By: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2926</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:23:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2926</guid>
		<description>Stefania ha già detto quello che volevo precisare, grazie. Petrini é uno tipo "smart", non aggiungo altro.
Tra le altre cose, ho scoperto che a Torino stiamo respirando 18000 fibre d'amianto al giorno e siamo fra le città messe meglio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefania ha già detto quello che volevo precisare, grazie. Petrini é uno tipo &#8220;smart&#8221;, non aggiungo altro.<br />
Tra le altre cose, ho scoperto che a Torino stiamo respirando 18000 fibre d&#8217;amianto al giorno e siamo fra le città messe meglio&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2895</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 22:36:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2895</guid>
		<description>si e' vero - qui si parla molto anche di come sia sbagliato pensare di potersi curare 'da soli' prendendo massicce dosi di vitamine - sappiamo tutti che alcune vitamine, tipo la B e la C non possono essere conservate dal corpo (che le elimina), e in altri casi, sono addirittura dannose.  Che poi certe overdosi siano collegate a certe patologie puo' pure essere una concausa, non considerare tutti gli elementi di uno scenario puo' essere un po' ... azzardato.

E' vero che il consumatore non ha il dovere di informarsi sul cibo che mangia, ma ha comunque delle responsabilita' se non verso se stesso, verso le categorie vulnerabili (ammalati, anziani, bambini) che assite (quanti di noi hanno dovuto assistere almeno una di queste categorie!?) ed e' anche vero che deve essere messo nelle condizioni di sapere quello che da' loro da mangiare.

E' invece responsabilita' (almeno morale, oltre che economica nei confronti dei propri azionisti !?) del produttore proporre un prodotto che sia 'vero'.  Questa responsabilita' non puo' venire dagli enti preposti (ad es. statali), semplicemente perche' il compito del governo e' quello di osservare ed eventualmente di regolamentare.  Fare il contrario sarebbe un inutile dispendio di risorse perche'...  perche' un governo in carica  puo' avere altre priorita' nell'agenda.  La scelta di fare una ricerca su un alimento X dipende dal peso che certi trend o certi alimenti possono avere in termini socio-economici e basta: ed ecco che un problema come , ad es. il fumo, diventa per il governo degno di attenzione perche' crea un peso sociale nella bilancia del ministero della salute (tumori, enfisemi etc). Ricorderete il report pubblicato da Gianna sul trend di abitudini alimentari degli italiani?  anche quello finanziato in parte dall'industria e dal Censis.  In questo caso, l'industria era motivata dal voler sapere quali tendenze ci fossero nel mercato in modo da dirigere le sue strategie verso una o l'altra nicchia.   

Ora che ad esempio si e' scoperto che i grassi trasformati sono peggio dei grassi saturi, e che c'e' un'emergenza obesita', alcune industrie alimentari hanno , spontaneamente, ritirato questi alimenti dalla loro catena alimentare.  Perche' e' piu' facile e piu' economico operare il cambiamento prima che arrivi la regolamentazione.  Quando anni fa (ne abbiamo parlato proprio oggi durante la lezione) in seguito al problema di BSE l'UK si e' ritrovato il grosso dilemma di cosa diavolo fare per prevenire un problema di quella portata, l'industria propose uno standard di rassicurazione / rintracciabilita' che permettesse di conoscere esattamente cosa quei manzi avessero mangiato, il governo lo accetto' in pieno perche' era una soluzione gia' pronta e a portata di mano, che l'industria volontariamente era pronta ad adottare.  E lo adatto' anche ad altri settori produttivi (non solo carne) : classico esempio di come funzioni la governance.

Il mondo in cui persone esperte dicano si o no su un dato prodotto a priori non puo' esistere, mi sa - anche perche' pur riuscendo, qualche volta, a dare delle previsioni a lungo termine non e' nella natura umana accettarle a braccia aperte: altrimenti a questo punto non avremmo nessun fumatore sulla terra, o nessun fan del fish and chips  ;-) .  Sui giornalisti confermo e sottolineo quanto detto da Davide.

infine, un paio di precisazioni:
@Paolo
lo slogan di 'eating is a politcal act' non l'ha inventata Petrini - e neppure il concetto di 'food miles'
http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.newsroom/companynews05_00242
e questo strano  di dare un colpo al cerchio e uno alla botte tipico di Slow Food, lo trovo semplicemente ... esilarante (mettiamola cosi')

@ Davide - l' Hazard Analysis and Critical Control Points (HACCP) non corrisponde alla rintracciabilita' o viceversa.  Nel senso che e' una procedura standard per chi opera nel transformare / produrre un prodotto X - ma non e' detto che ti dica da dove vengano gli ingredienti usati: una conoscente ha iniziato un business di pasticceria, ha dovuto per questo fare l'HACCP ma non e' tenuta a dichiarare che usa grassi trasformati per i suoi dolci.  Ti garantisce solo che lei non abbia fatto porcherie (a livello igienico) durante la trasformazione dei suoi ingredienti nel prodotto finale.  Lo spiego meglio perche' non so se chi ci legge sa esattamente di cosa stiamo parlando.

e ora concludo - sono tornata da una bellissima conferenza di Tim Lang sul problema di 'Food Security' - ovvero dell'indipendenza alimentare.  Ma non dei poveri paesi in via di sviluppo:  si e' parlato di UK solamente, e , credetemi, siamo TUTTI (i paesi occidentali) sulla stessa barca....  della serie: good grief....  :-(</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si e&#8217; vero - qui si parla molto anche di come sia sbagliato pensare di potersi curare &#8216;da soli&#8217; prendendo massicce dosi di vitamine - sappiamo tutti che alcune vitamine, tipo la B e la C non possono essere conservate dal corpo (che le elimina), e in altri casi, sono addirittura dannose.  Che poi certe overdosi siano collegate a certe patologie puo&#8217; pure essere una concausa, non considerare tutti gli elementi di uno scenario puo&#8217; essere un po&#8217; &#8230; azzardato.</p>
<p>E&#8217; vero che il consumatore non ha il dovere di informarsi sul cibo che mangia, ma ha comunque delle responsabilita&#8217; se non verso se stesso, verso le categorie vulnerabili (ammalati, anziani, bambini) che assite (quanti di noi hanno dovuto assistere almeno una di queste categorie!?) ed e&#8217; anche vero che deve essere messo nelle condizioni di sapere quello che da&#8217; loro da mangiare.</p>
<p>E&#8217; invece responsabilita&#8217; (almeno morale, oltre che economica nei confronti dei propri azionisti !?) del produttore proporre un prodotto che sia &#8216;vero&#8217;.  Questa responsabilita&#8217; non puo&#8217; venire dagli enti preposti (ad es. statali), semplicemente perche&#8217; il compito del governo e&#8217; quello di osservare ed eventualmente di regolamentare.  Fare il contrario sarebbe un inutile dispendio di risorse perche&#8217;&#8230;  perche&#8217; un governo in carica  puo&#8217; avere altre priorita&#8217; nell&#8217;agenda.  La scelta di fare una ricerca su un alimento X dipende dal peso che certi trend o certi alimenti possono avere in termini socio-economici e basta: ed ecco che un problema come , ad es. il fumo, diventa per il governo degno di attenzione perche&#8217; crea un peso sociale nella bilancia del ministero della salute (tumori, enfisemi etc). Ricorderete il report pubblicato da Gianna sul trend di abitudini alimentari degli italiani?  anche quello finanziato in parte dall&#8217;industria e dal Censis.  In questo caso, l&#8217;industria era motivata dal voler sapere quali tendenze ci fossero nel mercato in modo da dirigere le sue strategie verso una o l&#8217;altra nicchia.   </p>
<p>Ora che ad esempio si e&#8217; scoperto che i grassi trasformati sono peggio dei grassi saturi, e che c&#8217;e&#8217; un&#8217;emergenza obesita&#8217;, alcune industrie alimentari hanno , spontaneamente, ritirato questi alimenti dalla loro catena alimentare.  Perche&#8217; e&#8217; piu&#8217; facile e piu&#8217; economico operare il cambiamento prima che arrivi la regolamentazione.  Quando anni fa (ne abbiamo parlato proprio oggi durante la lezione) in seguito al problema di BSE l&#8217;UK si e&#8217; ritrovato il grosso dilemma di cosa diavolo fare per prevenire un problema di quella portata, l&#8217;industria propose uno standard di rassicurazione / rintracciabilita&#8217; che permettesse di conoscere esattamente cosa quei manzi avessero mangiato, il governo lo accetto&#8217; in pieno perche&#8217; era una soluzione gia&#8217; pronta e a portata di mano, che l&#8217;industria volontariamente era pronta ad adottare.  E lo adatto&#8217; anche ad altri settori produttivi (non solo carne) : classico esempio di come funzioni la governance.</p>
<p>Il mondo in cui persone esperte dicano si o no su un dato prodotto a priori non puo&#8217; esistere, mi sa - anche perche&#8217; pur riuscendo, qualche volta, a dare delle previsioni a lungo termine non e&#8217; nella natura umana accettarle a braccia aperte: altrimenti a questo punto non avremmo nessun fumatore sulla terra, o nessun fan del fish and chips  <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> .  Sui giornalisti confermo e sottolineo quanto detto da Davide.</p>
<p>infine, un paio di precisazioni:<br />
@Paolo<br />
lo slogan di &#8216;eating is a politcal act&#8217; non l&#8217;ha inventata Petrini - e neppure il concetto di &#8216;food miles&#8217;<br />
<a href="http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.newsroom/companynews05_00242" rel="nofollow">http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.newsroom/companynews05_00242</a><br />
e questo strano  di dare un colpo al cerchio e uno alla botte tipico di Slow Food, lo trovo semplicemente &#8230; esilarante (mettiamola cosi&#8217;)</p>
<p>@ Davide - l&#8217; Hazard Analysis and Critical Control Points (HACCP) non corrisponde alla rintracciabilita&#8217; o viceversa.  Nel senso che e&#8217; una procedura standard per chi opera nel transformare / produrre un prodotto X - ma non e&#8217; detto che ti dica da dove vengano gli ingredienti usati: una conoscente ha iniziato un business di pasticceria, ha dovuto per questo fare l&#8217;HACCP ma non e&#8217; tenuta a dichiarare che usa grassi trasformati per i suoi dolci.  Ti garantisce solo che lei non abbia fatto porcherie (a livello igienico) durante la trasformazione dei suoi ingredienti nel prodotto finale.  Lo spiego meglio perche&#8217; non so se chi ci legge sa esattamente di cosa stiamo parlando.</p>
<p>e ora concludo - sono tornata da una bellissima conferenza di Tim Lang sul problema di &#8216;Food Security&#8217; - ovvero dell&#8217;indipendenza alimentare.  Ma non dei poveri paesi in via di sviluppo:  si e&#8217; parlato di UK solamente, e , credetemi, siamo TUTTI (i paesi occidentali) sulla stessa barca&#8230;.  della serie: good grief&#8230;.  <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /></p>
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	<item>
		<title>By: davide</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2891</link>
		<author>davide</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 16:08:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2891</guid>
		<description>quando uno applica l'haccp, deve documentare.
se documentato, vuol dire che la rintracciabilità esiste, o quantomeno esiste un presupposto di "risk management".
è antieconomico pensare che un'industria non lavori nel massimo scrupolo e nelle regole basilari dell'igiene, per cui non contraddico nemmeno paolo, questa parte del tuo spunto, che posso considerare lecita, dato che come dici tu, non esiste un contraddittorio.

quello che sostengo io è che il consumatore NON HA il DOVERE di informarsi sul contenuto di un cibo, mediante informazioni in etichetta o quant'altro (internet, ecc).

dovrebbere esistere un sistema in cui ENTI PREPOSTI (a me piace pensare l'efsa, ma anche le stesse camere di commercio)ABBIANO IL DOVERE di vigilare sui prodotti messi in circolazione. Leggila come: se lo trovo sul bancone vuol dire che il prodotto è edibile. tutte le esigenze - altrettanto lecite - tecnologiche, di conservabilità devono essere valutate a priori.

quello che sogno io è un mondo in cui persone esperte dicano: questo prodotto si può vendere tranquillamente. e da quel momento il prodotto può essere venduto. un po' come la mamma che dice al figlio: si puoi mangiarlo, no, non puoi mangiarlo.
non può essere un giornalista, che come dice stefania, spesso è pseudo e molto peggio spesso è solo alla ricerca di uno scoop, che amplifichi o metta in piedi uno scandalo solo perchè alcuni prodotti chimici hanno nomi che fanno paura...

hai sentito gianna che l'utilizzo di dosi massive di vitamina e sembra aumentare il livello di tumore al polmone...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quando uno applica l&#8217;haccp, deve documentare.<br />
se documentato, vuol dire che la rintracciabilità esiste, o quantomeno esiste un presupposto di &#8220;risk management&#8221;.<br />
è antieconomico pensare che un&#8217;industria non lavori nel massimo scrupolo e nelle regole basilari dell&#8217;igiene, per cui non contraddico nemmeno paolo, questa parte del tuo spunto, che posso considerare lecita, dato che come dici tu, non esiste un contraddittorio.</p>
<p>quello che sostengo io è che il consumatore NON HA il DOVERE di informarsi sul contenuto di un cibo, mediante informazioni in etichetta o quant&#8217;altro (internet, ecc).</p>
<p>dovrebbere esistere un sistema in cui ENTI PREPOSTI (a me piace pensare l&#8217;efsa, ma anche le stesse camere di commercio)ABBIANO IL DOVERE di vigilare sui prodotti messi in circolazione. Leggila come: se lo trovo sul bancone vuol dire che il prodotto è edibile. tutte le esigenze - altrettanto lecite - tecnologiche, di conservabilità devono essere valutate a priori.</p>
<p>quello che sogno io è un mondo in cui persone esperte dicano: questo prodotto si può vendere tranquillamente. e da quel momento il prodotto può essere venduto. un po&#8217; come la mamma che dice al figlio: si puoi mangiarlo, no, non puoi mangiarlo.<br />
non può essere un giornalista, che come dice stefania, spesso è pseudo e molto peggio spesso è solo alla ricerca di uno scoop, che amplifichi o metta in piedi uno scandalo solo perchè alcuni prodotti chimici hanno nomi che fanno paura&#8230;</p>
<p>hai sentito gianna che l&#8217;utilizzo di dosi massive di vitamina e sembra aumentare il livello di tumore al polmone&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2890</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 15:20:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2890</guid>
		<description>Stefania, Slowfood é stata una bella (nel senso di riuscita) operazione di marketing perché, prendendo la rincorsa 8 anni fa, hanno istituito una fede (mangiare é un'atto agricolo), raggruppato 260.000 fedeli (paganti), sdoganato la Coop ed i suoi 11,5 milioni di soci, creato una vetrina nazionale (Eataly) che presto sarà anche internazionale e fondato un partito (il PD). Uniamoci anche l'indotto e fanno un terzo della popolazione italiana. E' mostruoso!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefania, Slowfood é stata una bella (nel senso di riuscita) operazione di marketing perché, prendendo la rincorsa 8 anni fa, hanno istituito una fede (mangiare é un&#8217;atto agricolo), raggruppato 260.000 fedeli (paganti), sdoganato la Coop ed i suoi 11,5 milioni di soci, creato una vetrina nazionale (Eataly) che presto sarà anche internazionale e fondato un partito (il PD). Uniamoci anche l&#8217;indotto e fanno un terzo della popolazione italiana. E&#8217; mostruoso!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2889</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 15:09:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2889</guid>
		<description>Davide, al di là del fatto che sull'argomento sono stati scritti dei trattati e che per motivi di spazio non posso fare che una modesta sintesi, oltre ad esprimere cosa penso, secondo me il discorso del metterci la faccia non regge. Io vendo e se ti dico che il mio formaggio é fatto solo con latte crudo te lo dico perché é così, non ti racconto la favoletta come Amadori o Rana che producono schifezze, ma rispettano l'Haccp e allora va tutto bene. E' ben diverso! Amadori é solo un marchio di un ben noto gruppo e Rana non ha imparato a fare la pasta in un sottoscala come racconta la leggenda. La faccia non l'hanno ancora persa perché non c'é contradditorio e perché per bieco servilismo nessuno in Italia alza la voce e/o denuncia, giornalisti compresi. Di esempi simili ce ne sono un mucchio nel settore alimentare.  Dobbiamo aspettare sempre che qualcuno si ammali?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davide, al di là del fatto che sull&#8217;argomento sono stati scritti dei trattati e che per motivi di spazio non posso fare che una modesta sintesi, oltre ad esprimere cosa penso, secondo me il discorso del metterci la faccia non regge. Io vendo e se ti dico che il mio formaggio é fatto solo con latte crudo te lo dico perché é così, non ti racconto la favoletta come Amadori o Rana che producono schifezze, ma rispettano l&#8217;Haccp e allora va tutto bene. E&#8217; ben diverso! Amadori é solo un marchio di un ben noto gruppo e Rana non ha imparato a fare la pasta in un sottoscala come racconta la leggenda. La faccia non l&#8217;hanno ancora persa perché non c&#8217;é contradditorio e perché per bieco servilismo nessuno in Italia alza la voce e/o denuncia, giornalisti compresi. Di esempi simili ce ne sono un mucchio nel settore alimentare.  Dobbiamo aspettare sempre che qualcuno si ammali?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2886</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 13:34:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2886</guid>
		<description>3 gironi di febbre... :-( acciderbolina - bentornata Gianna!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>3 gironi di febbre&#8230; <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> acciderbolina - bentornata Gianna!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: gianna</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2885</link>
		<author>gianna</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 13:10:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2885</guid>
		<description>Riemergo dopo tre giorni passati a letto con la febbre. Adesso mi leggo tutti i vstri commenti.

-Si Davide il presidente Napolitano era in visita al nostro ateneo, ma come detto sopra, non sono potuta andare al convegno in cui era prevista la sua presenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riemergo dopo tre giorni passati a letto con la febbre. Adesso mi leggo tutti i vstri commenti.</p>
<p>-Si Davide il presidente Napolitano era in visita al nostro ateneo, ma come detto sopra, non sono potuta andare al convegno in cui era prevista la sua presenza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2882</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 11:40:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2882</guid>
		<description>si, sono d'accordo su quello che dici riguardo lo Slowfood, ho scritto di questo nel mio ultimo paper - e ti diro' di piu', accanto alle lodevoli iniziative e alla creazione del suo target come dici tu, e' pure diventato un carrozzone su cui sono convogliati tanti pseudoesperti e giornalisti della domenica (va be', lasciamo perdere, purtroppo le mie esperienze al salone sono state deludenti anche per questo aspetto).  Secondo me non e' neanche una bella operazione di marketing, senno' certe cose non le vedresti proprio.  

Sulla TV...vogliamo parlare poi degli effetti devastanti di certi messaggi scientifici (validi , per carita') tipo quello di non mangiare grassi saturi e spingere invece il consumo delle margarine e grassi traformati (ora ritenuti dannosissimi) ? o dell'aspartame o dei dolcificanti per sostituire gli zuccheri?  questo non fa altro che confondere - e creare non tanto disinformazione ma anche qualunquismo.  Comunque sappiate che il governo italiano si e' impegnato in un piano d'azione per lo sviluppo sostenibile - qui potete scaricare il paper

http://www.sd-network.eu/?k=resources&#38;s=links%20and%20documents#guideline

bisogna vedere come andra' avanti la questione - si, perche' personalmente non vedo molto impegno ne' da parte del PD ne' da parte del PDL.  Ma forse perche' di questi argomenti nessuno dei ns rappresentanti politici ne sa molto. E quindi l'Italia rimarra' indietro rispetto agli altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si, sono d&#8217;accordo su quello che dici riguardo lo Slowfood, ho scritto di questo nel mio ultimo paper - e ti diro&#8217; di piu&#8217;, accanto alle lodevoli iniziative e alla creazione del suo target come dici tu, e&#8217; pure diventato un carrozzone su cui sono convogliati tanti pseudoesperti e giornalisti della domenica (va be&#8217;, lasciamo perdere, purtroppo le mie esperienze al salone sono state deludenti anche per questo aspetto).  Secondo me non e&#8217; neanche una bella operazione di marketing, senno&#8217; certe cose non le vedresti proprio.  </p>
<p>Sulla TV&#8230;vogliamo parlare poi degli effetti devastanti di certi messaggi scientifici (validi , per carita&#8217;) tipo quello di non mangiare grassi saturi e spingere invece il consumo delle margarine e grassi traformati (ora ritenuti dannosissimi) ? o dell&#8217;aspartame o dei dolcificanti per sostituire gli zuccheri?  questo non fa altro che confondere - e creare non tanto disinformazione ma anche qualunquismo.  Comunque sappiate che il governo italiano si e&#8217; impegnato in un piano d&#8217;azione per lo sviluppo sostenibile - qui potete scaricare il paper</p>
<p><a href="http://www.sd-network.eu/?k=resources&amp;s=links%20and%20documents#guideline" rel="nofollow">http://www.sd-network.eu/?k=resources&amp;s=links%20and%20documents#guideline</a></p>
<p>bisogna vedere come andra&#8217; avanti la questione - si, perche&#8217; personalmente non vedo molto impegno ne&#8217; da parte del PD ne&#8217; da parte del PDL.  Ma forse perche&#8217; di questi argomenti nessuno dei ns rappresentanti politici ne sa molto. E quindi l&#8217;Italia rimarra&#8217; indietro rispetto agli altri.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: davide</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2881</link>
		<author>davide</author>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 11:33:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/02/salumi-e-scatti-nel-web.html#comment-2881</guid>
		<description>sono analisi superficiali,paolo, le tue. Coloro che hanno ideato queste tendenze alimentari hanno inserito una componente etica, locale e critica al tema dell'alimentazione e della ristorazione collettiva. Pur non condividendole a pieno, mi sento in accordo alle loro finalità nella trasformazione della visione del settore alimentare e sopratutto nelle logiche distributive, con la valorizzazione non del prodotto ma di chi lo produce. Una sorta di personalizzazione, di firma dell'alimento.
tieni presente che, laddove non esistono grandi nomi di consorzi, proprio le persone si mettono in prima persona (Giovanni Rana, Amadori, ecc ecc) pur di rappresentare il proprio prodotto. E questo, per assurdo, si avvicina molto alle finalità di questi movimenti.
secondo me in questo "forum" si cerca di comprendere le finalità ultime di alcune scelte produttive, siano esse aziendal-multinazionali, legislative, o derivate da tradizioni e prassi centenarie. 
cerchiamo di creare una dialettica propositiva, non demagogica, nell'interesse di chi è affezionato a questo sito e lo considera un punto saldo e "critico".

ma è vero che ieri c'era il presidente napolitano nell'università politecnica delle marche? come è andata?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono analisi superficiali,paolo, le tue. Coloro che hanno ideato queste tendenze alimentari hanno inserito una componente etica, locale e critica al tema dell&#8217;alimentazione e della ristorazione collettiva. Pur non condividendole a pieno, mi sento in accordo alle loro finalità nella trasformazione della visione del settore alimentare e sopratutto nelle logiche distributive, con la valorizzazione non del prodotto ma di chi lo produce. Una sorta di personalizzazione, di firma dell&#8217;alimento.<br />
tieni presente che, laddove non esistono grandi nomi di consorzi, proprio le persone si mettono in prima persona (Giovanni Rana, Amadori, ecc ecc) pur di rappresentare il proprio prodotto. E questo, per assurdo, si avvicina molto alle finalità di questi movimenti.<br />
secondo me in questo &#8220;forum&#8221; si cerca di comprendere le finalità ultime di alcune scelte produttive, siano esse aziendal-multinazionali, legislative, o derivate da tradizioni e prassi centenarie.<br />
cerchiamo di creare una dialettica propositiva, non demagogica, nell&#8217;interesse di chi è affezionato a questo sito e lo considera un punto saldo e &#8220;critico&#8221;.</p>
<p>ma è vero che ieri c&#8217;era il presidente napolitano nell&#8217;università politecnica delle marche? come è andata?</p>
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