Il villaggio ortofrutticolo globale
Pubblicato: 2008/03/05 Archiviato in: Prodotti ortofrutticoli 26 commentiUna delle risorse web in cui mi affaccio spesso alla ricerca di notizie sul villaggio ortofrutticolo globale è FreshPlaza.it e così scopro che la Nuova Zelanda è alla riscoperta delle pesche platicarpe, anche California e Texas producono arance Moro, la mela altoatesina Marlene è alla conquista della Spagna, il melograno promette bene in California e le mele Fuji prossimamente arriveranno anche in Europa dalla Cina. L’Egitto è pronto a spedirci le sue patate novelle. Sono già arrivate in Europa le prime cipolle dalla Nuova Zelanda.
Invece dal Burkina Faso hanno ripreso ad arrivare i fagiolini nell’ambito di un’iniziativa di solidarietà promossa dall’associazione Shalom, Unicoop e Regione Toscana. I fagiolini arriveranno nelle mense scolastiche e gli studenti troveranno anche delle tovagliette di carta che spiegano l’iniziativa attraverso alcuni fumetti disegnati da Sergio Staino e alcuni depliant.
Ecco una di quelle occasioni in cui mettiamo in secondo piano la spesa a km zero?. E non si pensa ai costi ambientali del ponte aereo Ouagadougou-Pisa che consente ai fagiolini di arrivare in 36 ore dal Burkina Faso? Utilizzare i fagiolini africani -sostengono gli organizzatori del ponte aereo -non solo significa assicurarsi un prodotto fresco e di qualità, ma permette di sostenere lo sviluppo delle piccole cooperative di produttori locali, per garantire alla popolazione un lavoro equamente retribuito e condizioni di vita migliori.
A proposito di frutta e ortaggi, non passa settimana senza che la Coldiretti ci ricordi l’importanza di acquisti locali e di porre attenzione ai km percorsi dai prodotti, meglio quindi se sono zero. Proprio la Coldiretti in questi giorni ci informa che: “gli azzurri rischiano di partecipare alle Olimpiadi 2008 senza il supporto della dieta mediterranea: le autorità cinesi avrebbero proibito l’importazione di prosciutto e frutta italiana.
Subito una riflessione, perchè questa storia dei km dei prodotti (food miles) tra luoghi di produzione e di consumo, merita certamente di essere considerata e ci ritornerò ancora sopra ma ci vuole coerenza e non possiamo parlarne solo se fa comodo a qualcuno e a senso univoco.
Appello del v.v.f.
Pubblicato: 2008/03/04 Archiviato in: Not Only Food 8 commenti
Niente da fare, anche stamattina a colazione yogurth fatto in casa e non sono riuscita così a seguire l’appello del v.v.f. 🙂
A proposito di microorganismi e di probiotici, come è possibile quantificare se sono ancora vivi e vitali negli yogurth che acquistiamo? Uno studio del microbiologo J. Hamilton Miller ha dimostrato che solo un terzo dei prodotti in vendita negli USA, conteneva microrganismi vivi in grande quantità. Non ho trovato dati sugli yogurth in vendita in Italia. Per quantificare correttamente il numero di microrganismi vivi è necessario un Laboratorio di Microbiologia. Però esiste un modo semplice e casalingo per verificare se in un prodotto, per esempio uno yogurt, sono presenti ceppi di microrganismi vivi. Si fa bollire un litro di latte intero fresco, poi si mette il vasetto di yogurt nel latte tiepido e si pone il tutto in una yogurtiera. Se nello yogurt sono presenti microrganismi vivi questi si moltiplicheranno nel latte e, nel giro di 24 ore circa, si otterrà sia la prova che i microrganismi erano ancora vivi sia un nuovo yogurt da assaggiare.




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