Il villaggio ortofrutticolo globale
Una delle risorse web in cui mi affaccio spesso alla ricerca di notizie sul villaggio ortofrutticolo globale è FreshPlaza.it e così scopro che la Nuova Zelanda è alla riscoperta delle pesche platicarpe, anche California e Texas producono arance Moro, la mela altoatesina Marlene è alla conquista della Spagna, il melograno promette bene in California e le mele Fuji prossimamente arriveranno anche in Europa dalla Cina. L’Egitto è pronto a spedirci le sue patate novelle. Sono già arrivate in Europa le prime cipolle dalla Nuova Zelanda.
Invece dal Burkina Faso hanno ripreso ad arrivare i fagiolini nell’ambito di un’iniziativa di solidarietà promossa dall’associazione Shalom, Unicoop e Regione Toscana. I fagiolini arriveranno nelle mense scolastiche e gli studenti troveranno anche delle tovagliette di carta che spiegano l’iniziativa attraverso alcuni fumetti disegnati da Sergio Staino e alcuni depliant.
Ecco una di quelle occasioni in cui mettiamo in secondo piano la spesa a km zero?. E non si pensa ai costi ambientali del ponte aereo Ouagadougou-Pisa che consente ai fagiolini di arrivare in 36 ore dal Burkina Faso? Utilizzare i fagiolini africani -sostengono gli organizzatori del ponte aereo -non solo significa assicurarsi un prodotto fresco e di qualità, ma permette di sostenere lo sviluppo delle piccole cooperative di produttori locali, per garantire alla popolazione un lavoro equamente retribuito e condizioni di vita migliori.
A proposito di frutta e ortaggi, non passa settimana senza che la Coldiretti ci ricordi l’importanza di acquisti locali e di porre attenzione ai km percorsi dai prodotti, meglio quindi se sono zero. Proprio la Coldiretti in questi giorni ci informa che: “gli azzurri rischiano di partecipare alle Olimpiadi 2008 senza il supporto della dieta mediterranea: le autorità cinesi avrebbero proibito l’importazione di prosciutto e frutta italiana.
Subito una riflessione, perchè questa storia dei km dei prodotti (food miles) tra luoghi di produzione e di consumo, merita certamente di essere considerata e ci ritornerò ancora sopra ma ci vuole coerenza e non possiamo parlarne solo se fa comodo a qualcuno e a senso univoco.









