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	<title>Commenti a: Quando i grassi non bruciano</title>
	<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html</link>
	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 09:14:17 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3224</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 16:40:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3224</guid>
		<description>vediamo se riesco a tirare fuori un paio di idee.  Sopratutto in risposta a Paolo quando parla del delirio delle autocertificazioni.  Vorrei citare il lavoro di Hildyard che trovate qui 

http://www.thecornerhouse.org.uk/item.shtml?x=52022#index-02-00-00-00

e che fa un punto molto importante: le politiche neoliberali vedono l'etichettatura imposta come un metodo 'statista' e pertanto negativo. Quindi l'introduzione dell'autocertificazione, in particolare di quella di tipo 'ecologico' e' fiorita come approccio volontario che l'industria usa per entrare nel mercato, e da cui puo' sempre ritirarsi quando vuole, vanificando il processo (ricordiamoci che lo stato ha bisogno dell'industria per assettare certi standard o raggiungere certi obiettivi e senza l'industria non puo' fare molto) .  QUesto meccanismo fornisce al produttore un discreto potere di contrattazione e purtroppo ha distorto l'azione positiva dei vari standards.

Aggiungo che in generale le regole del libero mercato hanno portato l'industria a chiudersi in standards e certificazioni per rendere il proprio prodotto piu' attraente rispetto ad altri.  Il che, se ci pensiamo un attimo,  stravolge completamente i principi base della conoscenza e della scoperta scientifica - ovvero, mentre un tempo il brevetto veniva applicato e l'invenzione veniva resa accessibile a tutti (pensiamo ad un'invenzione ... banale, l'ascensore) , ora invece l'industria ponendo la propria marca e il proprio standard lo 'protegge' da imitazioni e dalla competizione.  Questa e' la grossa ragione che sta dietro a certi dibattiti alimentari, come ad esempio quello degli OGM.  Alla faccia del libero mercato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vediamo se riesco a tirare fuori un paio di idee.  Sopratutto in risposta a Paolo quando parla del delirio delle autocertificazioni.  Vorrei citare il lavoro di Hildyard che trovate qui </p>
<p><a href="http://www.thecornerhouse.org.uk/item.shtml?x=52022#index-02-00-00-00" rel="nofollow">http://www.thecornerhouse.org.uk/item.shtml?x=52022#index-02-00-00-00</a></p>
<p>e che fa un punto molto importante: le politiche neoliberali vedono l&#8217;etichettatura imposta come un metodo &#8217;statista&#8217; e pertanto negativo. Quindi l&#8217;introduzione dell&#8217;autocertificazione, in particolare di quella di tipo &#8216;ecologico&#8217; e&#8217; fiorita come approccio volontario che l&#8217;industria usa per entrare nel mercato, e da cui puo&#8217; sempre ritirarsi quando vuole, vanificando il processo (ricordiamoci che lo stato ha bisogno dell&#8217;industria per assettare certi standard o raggiungere certi obiettivi e senza l&#8217;industria non puo&#8217; fare molto) .  QUesto meccanismo fornisce al produttore un discreto potere di contrattazione e purtroppo ha distorto l&#8217;azione positiva dei vari standards.</p>
<p>Aggiungo che in generale le regole del libero mercato hanno portato l&#8217;industria a chiudersi in standards e certificazioni per rendere il proprio prodotto piu&#8217; attraente rispetto ad altri.  Il che, se ci pensiamo un attimo,  stravolge completamente i principi base della conoscenza e della scoperta scientifica - ovvero, mentre un tempo il brevetto veniva applicato e l&#8217;invenzione veniva resa accessibile a tutti (pensiamo ad un&#8217;invenzione &#8230; banale, l&#8217;ascensore) , ora invece l&#8217;industria ponendo la propria marca e il proprio standard lo &#8216;protegge&#8217; da imitazioni e dalla competizione.  Questa e&#8217; la grossa ragione che sta dietro a certi dibattiti alimentari, come ad esempio quello degli OGM.  Alla faccia del libero mercato.</p>
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	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3119</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 14:37:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3119</guid>
		<description>Sì é così, ma non faccio nomi qui. Alcune sono legate alla produzione vivaistica, altre alla chimica (lieviti e solfiti). Il mondo europeo del vino biologico si é spaccato in due alcuni anni fa: i biologici e quelli dei vini veri o meglio dei vini secondo natura. Questi ultimi sono viticoltori che hanno abbandonato la certificazione e seguono una propria strada strettamente legata al terroir ed ai vitigni autoctoni. Nella realtà sarebbero quasi biodinamici, secondo quel metodo di coltura totalmente naturale, ma i biodinamici, capitanati dal francese Nicolas Joly, sono più ortodossi: bando totale ai diserbanti, ai concimi ed ai trattamenti chimici nel vigneto, favoriscono la sola selezione massale delle piante oltre a proibire aggiunte di solfiti, filtrazioni e chiarifiche del vino. La dicitura Triple a é stata creata dall'importatore italiano che distribuisce in esclusiva i prodotti di alcune aziende biodinamiche, circa un centinaio e per la metà  francesi. Io seguo da anni questi filoni e posso dire che alcuni di questi vini sono strepitosi. Nella maggior parte dei casi i produttori sono dei veri e propri personaggi, stravaganti come potevano esserlo Picasso o Moore e fare un giro nelle loro aziende é come viaggiare con la macchina del tempo, ecco spiegate le parole artigiano ed artista. Purtroppo, a parità di vitigno, le bottiglie costano il doppio o il triplo, ma la qualità, si sa, ha un prezzo e bere quei vini é un'esperienza unica.
Per chi volesse approfondire:
http://www.viniveri.net/Home.aspx
http://www.vinnatur.it/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì é così, ma non faccio nomi qui. Alcune sono legate alla produzione vivaistica, altre alla chimica (lieviti e solfiti). Il mondo europeo del vino biologico si é spaccato in due alcuni anni fa: i biologici e quelli dei vini veri o meglio dei vini secondo natura. Questi ultimi sono viticoltori che hanno abbandonato la certificazione e seguono una propria strada strettamente legata al terroir ed ai vitigni autoctoni. Nella realtà sarebbero quasi biodinamici, secondo quel metodo di coltura totalmente naturale, ma i biodinamici, capitanati dal francese Nicolas Joly, sono più ortodossi: bando totale ai diserbanti, ai concimi ed ai trattamenti chimici nel vigneto, favoriscono la sola selezione massale delle piante oltre a proibire aggiunte di solfiti, filtrazioni e chiarifiche del vino. La dicitura Triple a é stata creata dall&#8217;importatore italiano che distribuisce in esclusiva i prodotti di alcune aziende biodinamiche, circa un centinaio e per la metà  francesi. Io seguo da anni questi filoni e posso dire che alcuni di questi vini sono strepitosi. Nella maggior parte dei casi i produttori sono dei veri e propri personaggi, stravaganti come potevano esserlo Picasso o Moore e fare un giro nelle loro aziende é come viaggiare con la macchina del tempo, ecco spiegate le parole artigiano ed artista. Purtroppo, a parità di vitigno, le bottiglie costano il doppio o il triplo, ma la qualità, si sa, ha un prezzo e bere quei vini é un&#8217;esperienza unica.<br />
Per chi volesse approfondire:<br />
<a href="http://www.viniveri.net/Home.aspx" rel="nofollow">http://www.viniveri.net/Home.aspx</a><br />
<a href="http://www.vinnatur.it/" rel="nofollow">http://www.vinnatur.it/</a></p>
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	<item>
		<title>By: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3117</link>
		<author>Gianna Ferretti</author>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 17:40:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3117</guid>
		<description>le aziende certificatrici vendono prodotti? non conoscevo le manifestazioni sui Vini veri e con la tripla A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le aziende certificatrici vendono prodotti? non conoscevo le manifestazioni sui Vini veri e con la tripla A.</p>
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	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3116</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 17:10:31 +0000</pubDate>
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		<description>Quello del settore biologico é una scandalo che tarda ad esplodere. Nel settore del vino, del quale ho maggiore conoscenza, le aziende certificatrici rilasciano il bollino bio solo se si usano i loro prodotti in vigneto, ma in cantina non ci sono restrizioni all'uso di prodotti chimici, come i solfiti per esempio. Questo si chiama ingannare il consumatore. Molti produttori hanno abbandonato bollini e diciture e si autocertificano raccontando come lavorano, con il risultato che dal ceppo del biologico sono nati 3 ramificazioni con rispettive manifestazioni di settore quali il biodinamico, i vini veri e la triple A (artigiani, agricoltori, artisti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello del settore biologico é una scandalo che tarda ad esplodere. Nel settore del vino, del quale ho maggiore conoscenza, le aziende certificatrici rilasciano il bollino bio solo se si usano i loro prodotti in vigneto, ma in cantina non ci sono restrizioni all&#8217;uso di prodotti chimici, come i solfiti per esempio. Questo si chiama ingannare il consumatore. Molti produttori hanno abbandonato bollini e diciture e si autocertificano raccontando come lavorano, con il risultato che dal ceppo del biologico sono nati 3 ramificazioni con rispettive manifestazioni di settore quali il biodinamico, i vini veri e la triple A (artigiani, agricoltori, artisti).</p>
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		<title>By: Dario Bressanini</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3111</link>
		<author>Dario Bressanini</author>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 20:35:25 +0000</pubDate>
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		<description>@Gianna: vero :-)
Ciao e Buona Pasqua :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gianna: vero <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ciao e Buona Pasqua <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p>
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	<item>
		<title>By: gianna</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3110</link>
		<author>gianna</author>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 19:59:23 +0000</pubDate>
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		<description>@Dario, l'altro Campanaro, ogni tanto riemerge...:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Dario, l&#8217;altro Campanaro, ogni tanto riemerge&#8230;:)</p>
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		<title>By: Dario Bressanini</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3109</link>
		<author>Dario Bressanini</author>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 18:52:45 +0000</pubDate>
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		<description>Paolo: è più o meno quello che succede anche con i prodotti Bio, che non possono vantare di essere "meglio" degli altri prodotti, e quindi usano varie strategie pubblicitarie per far si che il compratore creda di comperare un prodotto intrinsecamente migliore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo: è più o meno quello che succede anche con i prodotti Bio, che non possono vantare di essere &#8220;meglio&#8221; degli altri prodotti, e quindi usano varie strategie pubblicitarie per far si che il compratore creda di comperare un prodotto intrinsecamente migliore</p>
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		<title>By: gianna</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3106</link>
		<author>gianna</author>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 14:21:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3106</guid>
		<description>Dobbiamo attendere ancora qualche anno per il nuovo regolamento sull'etichettatura.

http://trashfood.com/2007/07/etichette-alimentari-il-nuovo-regolamento-europeo.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dobbiamo attendere ancora qualche anno per il nuovo regolamento sull&#8217;etichettatura.</p>
<p><a href="http://trashfood.com/2007/07/etichette-alimentari-il-nuovo-regolamento-europeo.html" rel="nofollow">http://trashfood.com/2007/07/etichette-alimentari-il-nuovo-regolamento-europeo.html</a></p>
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	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3105</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 10:49:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3105</guid>
		<description>Avrete sicuramente notato che qualsiasi pubblicità che sottolinea contenuti salutistici del prodotto o qualità eccelse di una sua componente contiene un messaggio ingannevole per il consumatore. Quindi il garante dovrebbe semmai dare delle linee da non oltrepassare e farle rispettare, non intervenire a posteriori.
Se io dico che un autoveicolo consuma meno delle concorrenti della sua categoria, é verificabile ed ho fatto un confronto, ma se io dico che gli spaghetti xyz sono fatti con i migliori grani duri non vuol dire niente, millanto una qualità eccelsa non quantificabile, quindi inganno e magari anche doppiamente perché li faccio pagare di più rispetto agli spaghetti standard.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete sicuramente notato che qualsiasi pubblicità che sottolinea contenuti salutistici del prodotto o qualità eccelse di una sua componente contiene un messaggio ingannevole per il consumatore. Quindi il garante dovrebbe semmai dare delle linee da non oltrepassare e farle rispettare, non intervenire a posteriori.<br />
Se io dico che un autoveicolo consuma meno delle concorrenti della sua categoria, é verificabile ed ho fatto un confronto, ma se io dico che gli spaghetti xyz sono fatti con i migliori grani duri non vuol dire niente, millanto una qualità eccelsa non quantificabile, quindi inganno e magari anche doppiamente perché li faccio pagare di più rispetto agli spaghetti standard.</p>
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		<title>By: gianna</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3104</link>
		<author>gianna</author>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 08:32:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/03/quando-i-grassi-non-bruciano.html#comment-3104</guid>
		<description>Credo di averlo visto qualche giorno fa al supermercato, verificherò.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo di averlo visto qualche giorno fa al supermercato, verificherò.</p>
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