Filiere creative
Cosa fanno insieme oli di semi, clorofilla e beta-carotene? secondo alcuni produttori del foggiano diventerebbe olio extravergine d’oliva.
Fonte:Repubblica.it
Cosa fanno insieme oli di semi, clorofilla e beta-carotene? secondo alcuni produttori del foggiano diventerebbe olio extravergine d’oliva.
Fonte:Repubblica.it
Scritto Mercoledì, 23 Aprile, 2008 alle 12:23 in Food design. Puoi seguire questa conversazione con il feed RSS 2.0. Puoi scorrere questa pagina e lasciare un commento, o fare trackback.
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Ho letto l’articolo intero…mi viene solo da commentare con: “Triste Italia”…
Scritto da Elena, il 24 Aprile, 2008 at 09:21
Vedi ciò che mi rattrista di più e che nel mondo sono queste le cose che si ricordano:
Vino adulterato, mozzarelle sbiancate e con diossina, olio “taroccato”……
Lo so che siamo un paese di “creativi” ma forse sarebbe il caso di smetterla di inventare imitazioni di cibi, così perdiamo qualunque credibilità !
Scritto da Giorgio, il 24 Aprile, 2008 at 11:57
Salve,
interessante il discorso. Lavoriamo su una radio online che trasmette esclusivamente musica di tradizione orale della Sardegna.
Abbiamo intenzione di aprire il discorso anche all’enogastronomia in quanto parte di un progetto culturale della valorizzazione del gusto come elemento connotante del rapporto tra uomo e ambiente (Gusto per il cibo, per il vino, per la musica)
Se ti interessa passa a trovarci
www.sardegnaradio.it
Scritto da Sardegna Radio, il 24 Aprile, 2008 at 18:05
ora capisco perchè quel piccolo comma della normativa per l’olio vieta l’utilizzo di caroteni e clorofille.
la prima domanda, sull’argomento, alla docente di processi della tecnologia alimentare fu proprio questa…le chiesi: per aumentare l’appetibilità degli oli di semi non è possibile colorarli come il più naturale olio di oliva, utilizzando caroteni e clorofille?
lei mi disse: Davide datti una risposta da solo e poi fammela sapere
io molto ingenuamente, andai a studiarmi le transizioni elettroniche in presenza di raggi uv in oli di semi arricchiti con queste molecole e conseguente diminuzione di conservabilità del prodotto.
Che ingenuo, sarei potuto diventare ricco…
o forse è proprio questo il punto, al di fuori della frode “merceologica” (perchè olio è olio, mica fa male l’olio di semi)
il punto è che la conservabilità (in termini cinetici, s’intende, studiando l’energia di attivazinoe) si riduce al 14%.
ma tutti sono più interessati all’aspetto merceologico… quello si risolve con una multina e, al massimo, con una condanna. Io sono più preoccupato dell’olio extravergine di oliva che ho comprato in un discount. Rientrerà chimicamente nei parametri di legge?
come faccio a saperlo, da consumatore? (da chimico ho un laboratorio, mi faccio due analisine, ma non tutti potrebbero avere un laboratorio a disposizione).
piccolo suggerimento per l’EFSA, dato che la paghiamo e dato che a qualcosa deve servire: dite nome e cognome, lotti, e per favore, ritirate dal mercato il prodotto SCADENTE…
Scritto da davide, il 2 Maggio, 2008 at 10:50