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	<title>Commenti a: Riso amaro</title>
	<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html</link>
	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 12:20:28 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3608</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 15:10:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3608</guid>
		<description>appena ricevuto passo:

l'IFPRI (International Food Policy Research Institute) ha pubblicato qualche giorno fa una lettera dove chiede un intervento di emergenza per stemperare la crisi umanitaria legata ai recenti rincari degli alimentari e in particolare di alcuni alimenti di base (come il riso appunto).  Oltre all'ovvio richiamo ai governi donatori ad assistere quei paesi e quelle popolazioni, inclusi i bambini, in forte necessita' alimentare, leggiamo della richiesta di migliorare le politiche legate alla produzione di benzine verdi - i governi, si dice, dovrebbero sospendere i sussidi e rivedere le proporzioni delle miscele usate nelle benzine 'verdi'.  I leaders politici dovrebbero adottare una serie di misure aggiuntive, inclusa la creazione di un tetto limite, oltre al quale non si puo' produrre benzine verdi, e vietare l'uso di grani e semi per la produzione delle stesse.  Allo stesso tempo bisogna sviluppare le tecnologie 'verdi' che non si basino su colture alimentari.  Questa misura in particolare, abbasserebbe i circa 20% il prezzo del mais e di conseguenza quello del grano di circa 10%.

Barriere commerciali: ovvero tariffe e controllo dei prezzi possono aiutare a risolvere l'insufficienza alimentare ma solo a breve termine.  In seguito, queste misure avrebbero conseguenze dannose sui mercati in quanto renderebbero i prezzi molto volatili.  Inoltre come conseguenza gli agricoltori coltiverebbero di meno.  L'eliminazione delle barriere commerciali aiuterebbero a stabilizzare i prezzi riducendoli sino ad un 30%, e incentiverebbero l'efficienza produttiva.

La terza misura consigliata e' legata agl iincentivi ai piccoli agricoltori - fornendo semi, fertilizzanti, linee di credito e altre risorse che normalmente vengono negate ai piccoli produttori.

Le misure a lungo termine riguardano 4 punti:
- misure protettive per la popolazione
- riduzione della volatilita' dei mercati
- completare la discussione del Doha Development Round
- sostenere l'agricoltura

Potete leggere di piu' su questo e altri argomenti qui 

http://www.ifpri.org/themes/foodprices/foodprices.asp

un saluto a tutti  ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>appena ricevuto passo:</p>
<p>l&#8217;IFPRI (International Food Policy Research Institute) ha pubblicato qualche giorno fa una lettera dove chiede un intervento di emergenza per stemperare la crisi umanitaria legata ai recenti rincari degli alimentari e in particolare di alcuni alimenti di base (come il riso appunto).  Oltre all&#8217;ovvio richiamo ai governi donatori ad assistere quei paesi e quelle popolazioni, inclusi i bambini, in forte necessita&#8217; alimentare, leggiamo della richiesta di migliorare le politiche legate alla produzione di benzine verdi - i governi, si dice, dovrebbero sospendere i sussidi e rivedere le proporzioni delle miscele usate nelle benzine &#8216;verdi&#8217;.  I leaders politici dovrebbero adottare una serie di misure aggiuntive, inclusa la creazione di un tetto limite, oltre al quale non si puo&#8217; produrre benzine verdi, e vietare l&#8217;uso di grani e semi per la produzione delle stesse.  Allo stesso tempo bisogna sviluppare le tecnologie &#8216;verdi&#8217; che non si basino su colture alimentari.  Questa misura in particolare, abbasserebbe i circa 20% il prezzo del mais e di conseguenza quello del grano di circa 10%.</p>
<p>Barriere commerciali: ovvero tariffe e controllo dei prezzi possono aiutare a risolvere l&#8217;insufficienza alimentare ma solo a breve termine.  In seguito, queste misure avrebbero conseguenze dannose sui mercati in quanto renderebbero i prezzi molto volatili.  Inoltre come conseguenza gli agricoltori coltiverebbero di meno.  L&#8217;eliminazione delle barriere commerciali aiuterebbero a stabilizzare i prezzi riducendoli sino ad un 30%, e incentiverebbero l&#8217;efficienza produttiva.</p>
<p>La terza misura consigliata e&#8217; legata agl iincentivi ai piccoli agricoltori - fornendo semi, fertilizzanti, linee di credito e altre risorse che normalmente vengono negate ai piccoli produttori.</p>
<p>Le misure a lungo termine riguardano 4 punti:<br />
- misure protettive per la popolazione<br />
- riduzione della volatilita&#8217; dei mercati<br />
- completare la discussione del Doha Development Round<br />
- sostenere l&#8217;agricoltura</p>
<p>Potete leggere di piu&#8217; su questo e altri argomenti qui </p>
<p><a href="http://www.ifpri.org/themes/foodprices/foodprices.asp" rel="nofollow">http://www.ifpri.org/themes/foodprices/foodprices.asp</a></p>
<p>un saluto a tutti  <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: gianna</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3501</link>
		<author>gianna</author>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 08:25:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3501</guid>
		<description>l'opinione di Mariann Fischer Boel sui "biofuel"
http://blogs.ec.europa.eu/fischer-boel/biofuels-seeing-past-the-sound-and-fury/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;opinione di Mariann Fischer Boel sui &#8220;biofuel&#8221;<br />
<a href="http://blogs.ec.europa.eu/fischer-boel/biofuels-seeing-past-the-sound-and-fury/" rel="nofollow">http://blogs.ec.europa.eu/fischer-boel/biofuels-seeing-past-the-sound-and-fury/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3466</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 09:33:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3466</guid>
		<description>1 acro (4046,873 metri quadri) coltivato a zucchero di canna, in Brasile, fornisce 734 galloni (1 galloneUS= 3,785 litri) di etanolo, con un rapporto energia ottenuta per energia utilizzata di 8.3, valore alto; un barile di etanolo deve costare almeno 35$  per coprire i costi.
1 acro coltivato a mais negli USA o in Cina, fornisce 394 galloni di etanolo, con un rapporto energia ottenuta per energia utilizzata di 1.4, valore molto basso; un barile deve costare almeno 81$.
1 acro coltivato a palme da olio, in Malaysia o Indonesia, fornisce 508 galloni di bionafta con un rapporto energia ott. per energia util. di 2; un barile deve costare almeno 149$.
1 acro coltivato a colza in Europa fornisce 145 galloni di bionafta, con rapporto energia ott. per energia util. di 2.5; un barile deve costare almeno 157$.
Tra non molto si parlerà di etanolo da cellulosa, un acro fornirà 1150 galloni con un rapporto di 4 ed un barile dal costo di 284$
(fonte dati: Goldman Sachs, 2008)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1 acro (4046,873 metri quadri) coltivato a zucchero di canna, in Brasile, fornisce 734 galloni (1 galloneUS= 3,785 litri) di etanolo, con un rapporto energia ottenuta per energia utilizzata di 8.3, valore alto; un barile di etanolo deve costare almeno 35$  per coprire i costi.<br />
1 acro coltivato a mais negli USA o in Cina, fornisce 394 galloni di etanolo, con un rapporto energia ottenuta per energia utilizzata di 1.4, valore molto basso; un barile deve costare almeno 81$.<br />
1 acro coltivato a palme da olio, in Malaysia o Indonesia, fornisce 508 galloni di bionafta con un rapporto energia ott. per energia util. di 2; un barile deve costare almeno 149$.<br />
1 acro coltivato a colza in Europa fornisce 145 galloni di bionafta, con rapporto energia ott. per energia util. di 2.5; un barile deve costare almeno 157$.<br />
Tra non molto si parlerà di etanolo da cellulosa, un acro fornirà 1150 galloni con un rapporto di 4 ed un barile dal costo di 284$<br />
(fonte dati: Goldman Sachs, 2008)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Meristemi</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3461</link>
		<author>Meristemi</author>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 13:11:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3461</guid>
		<description>Lo avevano annunciato ieri notte alla rassegna stampa in anteprima di Radiotre. Era ospite telefonico un caporedattore del Corriere. In effetti online oggi non c'e' nulla, la copia cartacea in questo momento non la posso recuperare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avevano annunciato ieri notte alla rassegna stampa in anteprima di Radiotre. Era ospite telefonico un caporedattore del Corriere. In effetti online oggi non c&#8217;e&#8217; nulla, la copia cartacea in questo momento non la posso recuperare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Dario Bressanini</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3460</link>
		<author>Dario Bressanini</author>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 12:31:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3460</guid>
		<description>Mi sono perso l'articolo. Di chi era e qual'era il titolo? Non lo trovo in rete...

Dario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono perso l&#8217;articolo. Di chi era e qual&#8217;era il titolo? Non lo trovo in rete&#8230;</p>
<p>Dario</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Meristemi</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3458</link>
		<author>Meristemi</author>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 21:03:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3458</guid>
		<description>I problemi descritti da Stolen Fruit si applicano perfettamente anche a molti prodotti di filiere percepite dal consumatore come "verdi": spezie, prodotti erboristici, ingredienti per cosmesi e profumi. Nel settore degli aromi e dei profumi, poi, la situazione è scandalosa per la distanza abissale tra prezzo spuntato dai traders sul mercato internazionale e quello pagato ai produttori.

Per la cronaca, il Corriere della Sera di domani (29/4) ospitera' un editoriale in prima pagina dichiaratamente pro-OGM proprio partendo dal tema dell'impennata dei prezzi. Apparentemente, come per il "problema" della sicurezza nelle città si crea la percezione del rischio per far passare come indispensabile quello che spesso non lo e'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I problemi descritti da Stolen Fruit si applicano perfettamente anche a molti prodotti di filiere percepite dal consumatore come &#8220;verdi&#8221;: spezie, prodotti erboristici, ingredienti per cosmesi e profumi. Nel settore degli aromi e dei profumi, poi, la situazione è scandalosa per la distanza abissale tra prezzo spuntato dai traders sul mercato internazionale e quello pagato ai produttori.</p>
<p>Per la cronaca, il Corriere della Sera di domani (29/4) ospitera&#8217; un editoriale in prima pagina dichiaratamente pro-OGM proprio partendo dal tema dell&#8217;impennata dei prezzi. Apparentemente, come per il &#8220;problema&#8221; della sicurezza nelle città si crea la percezione del rischio per far passare come indispensabile quello che spesso non lo e&#8217;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3455</link>
		<author>Marco</author>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 11:55:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3455</guid>
		<description>Sull'uso del peperoncino indiano "colorato" col Sudan I, c'è stata alcuni anni fa anche in Italia una campagna lanciata dalla rivista "Il Salvagente". Tra i piatti pronti surgelati e i sughetti in barattolo si salvavano davvero in pochi! E pensare che l'Italia del Sud era la patria del peperoncino...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;uso del peperoncino indiano &#8220;colorato&#8221; col Sudan I, c&#8217;è stata alcuni anni fa anche in Italia una campagna lanciata dalla rivista &#8220;Il Salvagente&#8221;. Tra i piatti pronti surgelati e i sughetti in barattolo si salvavano davvero in pochi! E pensare che l&#8217;Italia del Sud era la patria del peperoncino&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3454</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 08:29:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3454</guid>
		<description>sulle benzine verdi - ho appena ricevuto una notiziola

http://www.datamonitor.com/industries/news/article/?pid=B0191D0C-0DB1-412C-A671-CA41B9179321&#38;type=CommentWire

Biofuels: Germany abandons plans to increase blend to 10%

Il governo tedesco ha revocato gli impegni delle raffinerie domestiche di mischiare la benzina e il diesel con 10% di benzine verdi.  Nonostante il ministro per l'Ambiente abbia dichiarato che questo non cambiera' gli impegni della Germania di utilizzare 10% di benzine verdi entro il 2020, la mossa fa dubitare dell'effettivo impegno.

La decisione segue le proteste delle associazioni automobilistiche, che affermano che la percentuale in piu' di benzine verdi (la Germania e' passata da un obiettivo di 5% al 10%) puo' rovinare sino a 3 milioni di macchine. 

Secondo Datamonitor l'uso di automobili che utilizzino solo benzine verdi e' improbabile, questo perche' la stragrande maggioranza degli automobilisti non e' convinta dei vantaggi associati all'uso di questi veicoli.  Inoltre pochi distributori di auto vogliono investire nel cambio della tanica e dell'intero apparato necessario perche' troppo costoso.  

La produzione di benzine verdi e' diventata una questione politica, e poiche' i benefici del cambio (dalla benzina normale a quella verde) sono stati superati dagli aspetti negativi (difficolta' oggettive, inquinamento che comunque si crea nel produrre le benzine verdi etc), e' improbabile che la classe politica imponga la conversione agli automobilisti.

A questo punto c'e' da chiedersi cosa fara' l'Europa - questi obiettivi sono infatti stabiliti a livello europeo, quindi c'e' da aspettarsi che la commissione faccia un passo indietro e riveda le sue priorita' in merito ai problemi di cambio climatico e inquinamento.  Puo' essere pure che i recenti rincari degli alimentari in sequito a queste politiche facciano rinsavire gli addetti ai lavori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sulle benzine verdi - ho appena ricevuto una notiziola</p>
<p><a href="http://www.datamonitor.com/industries/news/article/?pid=B0191D0C-0DB1-412C-A671-CA41B9179321&amp;type=CommentWire" rel="nofollow">http://www.datamonitor.com/industries/news/article/?pid=B0191D0C-0DB1-412C-A671-CA41B9179321&amp;type=CommentWire</a></p>
<p>Biofuels: Germany abandons plans to increase blend to 10%</p>
<p>Il governo tedesco ha revocato gli impegni delle raffinerie domestiche di mischiare la benzina e il diesel con 10% di benzine verdi.  Nonostante il ministro per l&#8217;Ambiente abbia dichiarato che questo non cambiera&#8217; gli impegni della Germania di utilizzare 10% di benzine verdi entro il 2020, la mossa fa dubitare dell&#8217;effettivo impegno.</p>
<p>La decisione segue le proteste delle associazioni automobilistiche, che affermano che la percentuale in piu&#8217; di benzine verdi (la Germania e&#8217; passata da un obiettivo di 5% al 10%) puo&#8217; rovinare sino a 3 milioni di macchine. </p>
<p>Secondo Datamonitor l&#8217;uso di automobili che utilizzino solo benzine verdi e&#8217; improbabile, questo perche&#8217; la stragrande maggioranza degli automobilisti non e&#8217; convinta dei vantaggi associati all&#8217;uso di questi veicoli.  Inoltre pochi distributori di auto vogliono investire nel cambio della tanica e dell&#8217;intero apparato necessario perche&#8217; troppo costoso.  </p>
<p>La produzione di benzine verdi e&#8217; diventata una questione politica, e poiche&#8217; i benefici del cambio (dalla benzina normale a quella verde) sono stati superati dagli aspetti negativi (difficolta&#8217; oggettive, inquinamento che comunque si crea nel produrre le benzine verdi etc), e&#8217; improbabile che la classe politica imponga la conversione agli automobilisti.</p>
<p>A questo punto c&#8217;e&#8217; da chiedersi cosa fara&#8217; l&#8217;Europa - questi obiettivi sono infatti stabiliti a livello europeo, quindi c&#8217;e&#8217; da aspettarsi che la commissione faccia un passo indietro e riveda le sue priorita&#8217; in merito ai problemi di cambio climatico e inquinamento.  Puo&#8217; essere pure che i recenti rincari degli alimentari in sequito a queste politiche facciano rinsavire gli addetti ai lavori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3453</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 15:50:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3453</guid>
		<description>senz'altro l'equo solidale, perche' garantisce alcuni standard durante le fasi di lavorazione - non solo l'equo trattamento di chi lavora, ma anche dell'ambiente.  Normalmente questo settore viene aiutato in loco da gruppi non governativi e charities varie, che insegnano il corretto utilizzo di pesticidi, gestione del terreno, metodi per l'etichettatura etc.  

L'intera industria si sta adattando a questo trend, tant'e' che da poco ad esempio, un grande produttore di zucchero, Tate&#38;Lyle, ha iniziato a vendere solo zucchero 'fair trade' al dettaglio - non e' molto ma e' qualcosa... per lo meno non e' passato nello sbiancante, ha subito meno fasi di lavorazione, ha inquinato meno sia l'ambiente che chi la manodopera.  risultato: costa di piu', ma d'altronde dobbiamo iniziare ad accettare che non abbiamo bisogno di tanto nella nostra dieta.   

In generale comunque vale sempre la regola dell'etichetta - nel senso che l'etichetta aiuta o dovrebbe aiutare a scoprire meglio la storia di quel prodotto.  Non solo il contenuto (perche' purtroppo in certi prodotti raffinati chi produce riesce ad eludere) ma l'origine e la distribuzione.  come e' arrivato in Italia, e come mai quel riso e' rosso, ad esempio, dovrebbe potersi interpretare dalle indicazioni sull'etichetta.  Anni fa c'e' stato qui in UK un grosso problema con i prodotti rossi, dalle polveri di peperoncino alle salse pronte - perche' c'era andato a finire un colorante usato in una zona particolare dell'India, prodotto con un derivato del petrolio (Sudan I).  Quindi occhio alle cose importate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>senz&#8217;altro l&#8217;equo solidale, perche&#8217; garantisce alcuni standard durante le fasi di lavorazione - non solo l&#8217;equo trattamento di chi lavora, ma anche dell&#8217;ambiente.  Normalmente questo settore viene aiutato in loco da gruppi non governativi e charities varie, che insegnano il corretto utilizzo di pesticidi, gestione del terreno, metodi per l&#8217;etichettatura etc.  </p>
<p>L&#8217;intera industria si sta adattando a questo trend, tant&#8217;e&#8217; che da poco ad esempio, un grande produttore di zucchero, Tate&amp;Lyle, ha iniziato a vendere solo zucchero &#8216;fair trade&#8217; al dettaglio - non e&#8217; molto ma e&#8217; qualcosa&#8230; per lo meno non e&#8217; passato nello sbiancante, ha subito meno fasi di lavorazione, ha inquinato meno sia l&#8217;ambiente che chi la manodopera.  risultato: costa di piu&#8217;, ma d&#8217;altronde dobbiamo iniziare ad accettare che non abbiamo bisogno di tanto nella nostra dieta.   </p>
<p>In generale comunque vale sempre la regola dell&#8217;etichetta - nel senso che l&#8217;etichetta aiuta o dovrebbe aiutare a scoprire meglio la storia di quel prodotto.  Non solo il contenuto (perche&#8217; purtroppo in certi prodotti raffinati chi produce riesce ad eludere) ma l&#8217;origine e la distribuzione.  come e&#8217; arrivato in Italia, e come mai quel riso e&#8217; rosso, ad esempio, dovrebbe potersi interpretare dalle indicazioni sull&#8217;etichetta.  Anni fa c&#8217;e&#8217; stato qui in UK un grosso problema con i prodotti rossi, dalle polveri di peperoncino alle salse pronte - perche&#8217; c&#8217;era andato a finire un colorante usato in una zona particolare dell&#8217;India, prodotto con un derivato del petrolio (Sudan I).  Quindi occhio alle cose importate.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Elena</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3448</link>
		<author>Elena</author>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 08:53:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/04/riso-amaro.html#comment-3448</guid>
		<description>Quali scelte (di acquisto) possiamo quindi intraprendere, nel nostro piccolo?
Ho comprato il riso thay rosso dalla Tailandia in un negozietto della mia città che vende prodotti del commercio equo solidale...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quali scelte (di acquisto) possiamo quindi intraprendere, nel nostro piccolo?<br />
Ho comprato il riso thay rosso dalla Tailandia in un negozietto della mia città che vende prodotti del commercio equo solidale&#8230;</p>
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