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	<title>Commenti a: Lo zucchero si trasforma</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: fausto</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-5124</link>
		<dc:creator>fausto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 14:09:27 +0000</pubDate>
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		<description>molto carini... ma come si possono fare a casa .... non colorati ma solo con forme strane....
pensavo a delle formine da riempire, zucchero sciolto asciutto da inumidire leggermente e pressare!! 
ci sono tecniche specifiche?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molto carini&#8230; ma come si possono fare a casa &#8230;. non colorati ma solo con forme strane&#8230;.<br />
pensavo a delle formine da riempire, zucchero sciolto asciutto da inumidire leggermente e pressare!!<br />
ci sono tecniche specifiche?</p>
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		<title>Di: Grissino</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3653</link>
		<dc:creator>Grissino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2008 10:43:05 +0000</pubDate>
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		<description>Io invece la pasta non la faccio quasi mai, secodo me é piuttosto laboriosa fra pentole, pentolini, ecc. Meglio un KNÖDEL!!! :-D O un RÖSTI. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece la pasta non la faccio quasi mai, secodo me é piuttosto laboriosa fra pentole, pentolini, ecc. Meglio un KNÖDEL!!! <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  O un RÖSTI. <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3646</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 09:39:12 +0000</pubDate>
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		<description>Stefania, concordo con te al 100%. 
Purtroppo quando sono al supermercato e sbircio nei carrelli degli altri noto che in media i carrelli sono pieni di cibi industriali...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefania, concordo con te al 100%.<br />
Purtroppo quando sono al supermercato e sbircio nei carrelli degli altri noto che in media i carrelli sono pieni di cibi industriali&#8230;</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3643</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 18:55:57 +0000</pubDate>
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		<description>Anche io adoro la pasta all&#039;aglio, olio e peperoncino  :-)

Direi che occuparsi di cucina non dovrebbe essere considerato come un evento da gourmands o per salutisti ma anche un dovere - il dovere, ad es. di un genitore nei confronti dei figli.  O nei confronti di un anziano che ha difficolta&#039; a muoversi per andare a farsi la spesa: si parla qui in UK di &#039;food poverty&#039; riferendosi non solo ad un fatto di portafogli, ma a tutto cio&#039; che determina il facile/difficile accesso ad alimenti essenziali per la nostra dieta: quindi la presenza di un grosso ipermercato difficile da raggiungere se non in macchina e l&#039;assenza di piccoli esercizi di facile raggiungimento per un anziano possono determinarne la sua (cattiva) dieta e quindi &#039;poverta&#039; alimentare&#039;.  Quindi una questione un po&#039; piu&#039; complicata, questa della &#039;cultura&#039; e dei risvolti sociali - che non si traduce solo nel culto delle tradizioni predicato da Slow Food.  E&#039; per questo che a me diventa un po&#039; difficile accettare l&#039;idea che cucinare debba essere faticoso - ovvero non lo e&#039; di piu&#039; di altre operazioni che fanno parte della ns vita, come  mettere la lavatrice o stirare (questo si che e&#039; faticoso!).  Dopotutto dovremmo mangiare cibi semplici e lasciare invece le cose piu&#039; elaborate per le vere occasioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io adoro la pasta all&#8217;aglio, olio e peperoncino  <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Direi che occuparsi di cucina non dovrebbe essere considerato come un evento da gourmands o per salutisti ma anche un dovere &#8211; il dovere, ad es. di un genitore nei confronti dei figli.  O nei confronti di un anziano che ha difficolta&#8217; a muoversi per andare a farsi la spesa: si parla qui in UK di &#8216;food poverty&#8217; riferendosi non solo ad un fatto di portafogli, ma a tutto cio&#8217; che determina il facile/difficile accesso ad alimenti essenziali per la nostra dieta: quindi la presenza di un grosso ipermercato difficile da raggiungere se non in macchina e l&#8217;assenza di piccoli esercizi di facile raggiungimento per un anziano possono determinarne la sua (cattiva) dieta e quindi &#8216;poverta&#8217; alimentare&#8217;.  Quindi una questione un po&#8217; piu&#8217; complicata, questa della &#8216;cultura&#8217; e dei risvolti sociali &#8211; che non si traduce solo nel culto delle tradizioni predicato da Slow Food.  E&#8217; per questo che a me diventa un po&#8217; difficile accettare l&#8217;idea che cucinare debba essere faticoso &#8211; ovvero non lo e&#8217; di piu&#8217; di altre operazioni che fanno parte della ns vita, come  mettere la lavatrice o stirare (questo si che e&#8217; faticoso!).  Dopotutto dovremmo mangiare cibi semplici e lasciare invece le cose piu&#8217; elaborate per le vere occasioni&#8230;</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3639</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 14:39:10 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo che da noi è ancora molto sentito il fatto di mettersi a tavola tutti riuniti (almeno per la cena) e forse è l&#039;unico momento in cui la famiglia si ritrova unita. Purtroppo constato con tristezza che molto spesso in tavola appaiono cibi industriali (&quot;soff..ini&quot; oppure &quot;4 salt...adella&quot; e simili).

Concordo con te che è faticoso fare da magiare e che quindi la tentazione di sentirci impegnati in faccende non domestiche è fortissima. Cucinare, mentre per i nostri genitori era un obbligo, per noi adesso è una scelta. 

Credo che oggi occuparsi di cucinare e farlo in modo sano sia una scelta culturale perchè chi cucina ha delle forti motivazioni per farlo. Queste motivazioni possono essere di due tipi: salutistiche, gastronomiche o entrambi. In pratica o sei un salutista che controlla tutto quello che mangia o sei un appassionato tipo cultore dello Slowfood... il resto purtroppo si accontenta di insalatine in busta, verdure e cibi precotti... 

L&#039;unica nostra salvezza forse è la pasta perchè è semplice da preparare... una pentola d&#039;acqua, aglio olio peperoncino e... via</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo che da noi è ancora molto sentito il fatto di mettersi a tavola tutti riuniti (almeno per la cena) e forse è l&#8217;unico momento in cui la famiglia si ritrova unita. Purtroppo constato con tristezza che molto spesso in tavola appaiono cibi industriali (&#8220;soff..ini&#8221; oppure &#8220;4 salt&#8230;adella&#8221; e simili).</p>
<p>Concordo con te che è faticoso fare da magiare e che quindi la tentazione di sentirci impegnati in faccende non domestiche è fortissima. Cucinare, mentre per i nostri genitori era un obbligo, per noi adesso è una scelta. </p>
<p>Credo che oggi occuparsi di cucinare e farlo in modo sano sia una scelta culturale perchè chi cucina ha delle forti motivazioni per farlo. Queste motivazioni possono essere di due tipi: salutistiche, gastronomiche o entrambi. In pratica o sei un salutista che controlla tutto quello che mangia o sei un appassionato tipo cultore dello Slowfood&#8230; il resto purtroppo si accontenta di insalatine in busta, verdure e cibi precotti&#8230; </p>
<p>L&#8217;unica nostra salvezza forse è la pasta perchè è semplice da preparare&#8230; una pentola d&#8217;acqua, aglio olio peperoncino e&#8230; via</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3637</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 12:06:25 +0000</pubDate>
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		<description>si, infatti Marco - ho letto le statistiche.  Pero&#039; c&#039;e&#039; ancora una sottile differenza - ovvero che in Italia (mi pare) si comprino si succhi, pizze pronte, carne in scatola etc - e la cena puo&#039; anche essere di queste cose, ma esiste ancora una minima parvenza di pasti consumati &#039;in famiglia&#039;, almeno una volta al giorno.  Usando posate, piatti etc.  e stando seduti intorno al tavolo piu&#039; o meno apparecchiato.  Qui in UK o in US la gente passa alla rosticceria cinese, compra la sua cena (che viene messa in scatole di carta), torna a casa e la mangia cosi&#039;, dentro la scatola, o avvolta nella carta, davanti alla tv, oppure perfino in mezzo alla strada.  E spesso succede che ognuno pensi per se&#039;! 

Quindi intendo dire che non c&#039;e&#039; di mezzo solo la percezione di mangiare in maniera &#039;attenta&#039; - ovvero stando attenti al contenuto nutrizionale - ma anche un vero e proprio stravolgimento degli orari dedicati al cibo e di tutte le altre operazioni legate al cibo (che vanno dalla spesa alla pulizia al cucinare e al mangiare insieme o anche da soli, al rigovernare la cucina),  che costituiscono uno dei riti che forse piu&#039; di tutti distingue l&#039;uomo dalle altre specie animali.  Ecco, in Italia forse non si e&#039; ancora arrivati agli  estremi dell&#039;UK e US - il genitore ancora prepara la colazione ai figli (magari dando loro fette biscottate) mentre qui da tempo non e&#039; proprio cosi&#039;.

Inoltre se parliamo di vita frenetica.... a parte l&#039;ovvia domanda &#039;ne vale la pena&#039;?,mi chiedo: cosa e&#039; cambiato!?  dopotutto ora si e&#039; piu&#039; mobili di prima.  in piu&#039; c&#039;e&#039; da pensare che tutto sommato, in Italia si riesce ancora a vivere vicino (nella stessa citta&#039;) ai propri famigliari e si ha la possibilita&#039; di comprare frutta fresca e beni di prima necessita&#039; facilmente vicino a casa o vicino all&#039;ufficio prima di rientrare. Quindi tutto dovrebbe essere piu&#039; semplice.  Eppure si preferisce spendere i soldi della benzina per andare ad un centro commerciale ...? e comprare pizze di cartone e bibite? l&#039;impostazione della ns vita e&#039; cambiata davvero o ci piace solo pensare di essere piu&#039; impegnati dei ns genitori? o ci piace di piu&#039; l&#039;idea di sentirci impegnati in faccende non ... domestiche ?  questo puo&#039; essere vero per molte donne (l&#039;ho constatato di persona)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si, infatti Marco &#8211; ho letto le statistiche.  Pero&#8217; c&#8217;e&#8217; ancora una sottile differenza &#8211; ovvero che in Italia (mi pare) si comprino si succhi, pizze pronte, carne in scatola etc &#8211; e la cena puo&#8217; anche essere di queste cose, ma esiste ancora una minima parvenza di pasti consumati &#8216;in famiglia&#8217;, almeno una volta al giorno.  Usando posate, piatti etc.  e stando seduti intorno al tavolo piu&#8217; o meno apparecchiato.  Qui in UK o in US la gente passa alla rosticceria cinese, compra la sua cena (che viene messa in scatole di carta), torna a casa e la mangia cosi&#8217;, dentro la scatola, o avvolta nella carta, davanti alla tv, oppure perfino in mezzo alla strada.  E spesso succede che ognuno pensi per se&#8217;! </p>
<p>Quindi intendo dire che non c&#8217;e&#8217; di mezzo solo la percezione di mangiare in maniera &#8216;attenta&#8217; &#8211; ovvero stando attenti al contenuto nutrizionale &#8211; ma anche un vero e proprio stravolgimento degli orari dedicati al cibo e di tutte le altre operazioni legate al cibo (che vanno dalla spesa alla pulizia al cucinare e al mangiare insieme o anche da soli, al rigovernare la cucina),  che costituiscono uno dei riti che forse piu&#8217; di tutti distingue l&#8217;uomo dalle altre specie animali.  Ecco, in Italia forse non si e&#8217; ancora arrivati agli  estremi dell&#8217;UK e US &#8211; il genitore ancora prepara la colazione ai figli (magari dando loro fette biscottate) mentre qui da tempo non e&#8217; proprio cosi&#8217;.</p>
<p>Inoltre se parliamo di vita frenetica&#8230;. a parte l&#8217;ovvia domanda &#8216;ne vale la pena&#8217;?,mi chiedo: cosa e&#8217; cambiato!?  dopotutto ora si e&#8217; piu&#8217; mobili di prima.  in piu&#8217; c&#8217;e&#8217; da pensare che tutto sommato, in Italia si riesce ancora a vivere vicino (nella stessa citta&#8217;) ai propri famigliari e si ha la possibilita&#8217; di comprare frutta fresca e beni di prima necessita&#8217; facilmente vicino a casa o vicino all&#8217;ufficio prima di rientrare. Quindi tutto dovrebbe essere piu&#8217; semplice.  Eppure si preferisce spendere i soldi della benzina per andare ad un centro commerciale &#8230;? e comprare pizze di cartone e bibite? l&#8217;impostazione della ns vita e&#8217; cambiata davvero o ci piace solo pensare di essere piu&#8217; impegnati dei ns genitori? o ci piace di piu&#8217; l&#8217;idea di sentirci impegnati in faccende non &#8230; domestiche ?  questo puo&#8217; essere vero per molte donne (l&#8217;ho constatato di persona)&#8230;</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3634</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:36:38 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei rispondere a Stefania su una questione molto importante, quando dice:

&quot;qui in UK cosi’ come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e’ un evento, in Italia forse non e’ ancora cosi’&quot;

Purtroppo anche in Italia si sta affermando l&#039;abitudine di non cucinare in casa o di comprare cibi già pronti... basta osservare i depliant con le offerte dei supermercati: mai che ci siano in offerta, la farina, le uova, lo zucchero, la frutta, la verdura etc... oltre il 90% della roba in offerta è soltanto cibo o bevande industriali già pronte... Nelle offerte non ci sono mai la farina o le uova, ma le merendine ci sono sempre (per ricollegarsi all&#039;altro post)! 

Aggiungi la fretta di una vita sempre più frenetica e capisci che così si uccide una tradizione gastronomica millenaria!

Purtroppo coloro che cucinano in casa o che stanno attenti a quello che mangiano cominciano a diventare una minoranza anche in Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei rispondere a Stefania su una questione molto importante, quando dice:</p>
<p>&#8220;qui in UK cosi’ come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e’ un evento, in Italia forse non e’ ancora cosi’&#8221;</p>
<p>Purtroppo anche in Italia si sta affermando l&#8217;abitudine di non cucinare in casa o di comprare cibi già pronti&#8230; basta osservare i depliant con le offerte dei supermercati: mai che ci siano in offerta, la farina, le uova, lo zucchero, la frutta, la verdura etc&#8230; oltre il 90% della roba in offerta è soltanto cibo o bevande industriali già pronte&#8230; Nelle offerte non ci sono mai la farina o le uova, ma le merendine ci sono sempre (per ricollegarsi all&#8217;altro post)! </p>
<p>Aggiungi la fretta di una vita sempre più frenetica e capisci che così si uccide una tradizione gastronomica millenaria!</p>
<p>Purtroppo coloro che cucinano in casa o che stanno attenti a quello che mangiano cominciano a diventare una minoranza anche in Italia.</p>
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	<item>
		<title>Di: beatrice</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3632</link>
		<dc:creator>beatrice</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:19:44 +0000</pubDate>
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		<description>mi piace particolarmente una delle tue due osservazioni gianna... &quot;ma perchè dovrei mettere lo zucchero nel caffè?...&quot; più che i coloranti...
E&#039; così difficile spostare l&#039;attenzione sul fatto che il caffè nasce amaro e siamo noi che non siamo capaci di apprezzarlo... che il gusto dovrebbe essere capace di apprezzare ogni sapore... per poter godere a pieno anche del dolce... l&#039;industria ormai deve inventarne di ogni forma e colore per far apparire lo zucchero buono...in ogni senso... e riesce sempre a stupirci...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi piace particolarmente una delle tue due osservazioni gianna&#8230; &#8220;ma perchè dovrei mettere lo zucchero nel caffè?&#8230;&#8221; più che i coloranti&#8230;<br />
E&#8217; così difficile spostare l&#8217;attenzione sul fatto che il caffè nasce amaro e siamo noi che non siamo capaci di apprezzarlo&#8230; che il gusto dovrebbe essere capace di apprezzare ogni sapore&#8230; per poter godere a pieno anche del dolce&#8230; l&#8217;industria ormai deve inventarne di ogni forma e colore per far apparire lo zucchero buono&#8230;in ogni senso&#8230; e riesce sempre a stupirci&#8230;</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3631</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:13:36 +0000</pubDate>
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		<description>si, e&#039; vero, le pesche!  
e&#039; vero, sono d&#039;accordo con Grissino - il problema e&#039; che poiche&#039; l&#039;etichettatura e&#039; molto &#039;elastica&#039;, alcune di queste sostanze finiscono nella catena alimentare anche in prodotti dove uno non si aspetterebbe di trovarceli .  il colorante rosso puo&#039; finire, ad es. nei sughi pronti di pomodoro - anche se in effetti non ci sarebbe bisogno.  E inoltre, ma questo forse e&#039; piu&#039; diffuso all&#039;estero rispetto all&#039;Italia, il cibo per molti genitori e&#039; diventato un  &#039;giocattolo&#039; colorato e quindi in tanti finiscono per dare ai propri figli alimenti colorati perche&#039; piu&#039; graditi alla vista : e&#039; piu&#039; facile dare una cupcake colorata che non un piatto di zuppa, e anche la zuppa pronta sopratutto se in barattolo, quasi sicuramente ha coloranti.  all&#039;estero, qui in UK cosi&#039; come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e&#039; un evento, in Italia forse non e&#039; ancora cosi&#039;... quindi in sostanza il &#039;controllo&#039; che uno ha per quanto riguarda l&#039;ingerimento di certe sostanze e&#039; inferiore...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si, e&#8217; vero, le pesche!<br />
e&#8217; vero, sono d&#8217;accordo con Grissino &#8211; il problema e&#8217; che poiche&#8217; l&#8217;etichettatura e&#8217; molto &#8216;elastica&#8217;, alcune di queste sostanze finiscono nella catena alimentare anche in prodotti dove uno non si aspetterebbe di trovarceli .  il colorante rosso puo&#8217; finire, ad es. nei sughi pronti di pomodoro &#8211; anche se in effetti non ci sarebbe bisogno.  E inoltre, ma questo forse e&#8217; piu&#8217; diffuso all&#8217;estero rispetto all&#8217;Italia, il cibo per molti genitori e&#8217; diventato un  &#8216;giocattolo&#8217; colorato e quindi in tanti finiscono per dare ai propri figli alimenti colorati perche&#8217; piu&#8217; graditi alla vista : e&#8217; piu&#8217; facile dare una cupcake colorata che non un piatto di zuppa, e anche la zuppa pronta sopratutto se in barattolo, quasi sicuramente ha coloranti.  all&#8217;estero, qui in UK cosi&#8217; come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e&#8217; un evento, in Italia forse non e&#8217; ancora cosi&#8217;&#8230; quindi in sostanza il &#8216;controllo&#8217; che uno ha per quanto riguarda l&#8217;ingerimento di certe sostanze e&#8217; inferiore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html/comment-page-1#comment-3629</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 09:08:02 +0000</pubDate>
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		<description>Ho fatto a meno di queste zollette fino ad ora e credo che ne farò a meno anche per il resto della mia vita... 

Comunque il colore delle zollette ricorda i biscottini tipici dell&#039;Appennino che venivano immersi nell&#039;alchermes e successivamente passati nello zucchero, oppure le cosiddette &quot;pesche&quot; che vengono colorate allo stesso modo...
...insomma anche le nostre nonne con l&#039;alchermes ci davano la nostra razione di cocciniglia anche in passato...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto a meno di queste zollette fino ad ora e credo che ne farò a meno anche per il resto della mia vita&#8230; </p>
<p>Comunque il colore delle zollette ricorda i biscottini tipici dell&#8217;Appennino che venivano immersi nell&#8217;alchermes e successivamente passati nello zucchero, oppure le cosiddette &#8220;pesche&#8221; che vengono colorate allo stesso modo&#8230;<br />
&#8230;insomma anche le nostre nonne con l&#8217;alchermes ci davano la nostra razione di cocciniglia anche in passato&#8230;</p>
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