<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/wordpress-mu-1.1.1" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
	<title>Commenti a: Lo zucchero si trasforma</title>
	<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html</link>
	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:12:17 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=wordpress-mu-1.1.1</generator>

	<item>
		<title>By: Grissino</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3653</link>
		<author>Grissino</author>
		<pubDate>Sat, 24 May 2008 10:43:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3653</guid>
		<description>Io invece la pasta non la faccio quasi mai, secodo me é piuttosto laboriosa fra pentole, pentolini, ecc. Meglio un KNÖDEL!!! :-D O un RÖSTI. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece la pasta non la faccio quasi mai, secodo me é piuttosto laboriosa fra pentole, pentolini, ecc. Meglio un KNÖDEL!!! <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> O un RÖSTI. <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3646</link>
		<author>Marco</author>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 09:39:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3646</guid>
		<description>Stefania, concordo con te al 100%. 
Purtroppo quando sono al supermercato e sbircio nei carrelli degli altri noto che in media i carrelli sono pieni di cibi industriali...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefania, concordo con te al 100%.<br />
Purtroppo quando sono al supermercato e sbircio nei carrelli degli altri noto che in media i carrelli sono pieni di cibi industriali&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3643</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 18:55:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3643</guid>
		<description>Anche io adoro la pasta all'aglio, olio e peperoncino  :-)

Direi che occuparsi di cucina non dovrebbe essere considerato come un evento da gourmands o per salutisti ma anche un dovere - il dovere, ad es. di un genitore nei confronti dei figli.  O nei confronti di un anziano che ha difficolta' a muoversi per andare a farsi la spesa: si parla qui in UK di 'food poverty' riferendosi non solo ad un fatto di portafogli, ma a tutto cio' che determina il facile/difficile accesso ad alimenti essenziali per la nostra dieta: quindi la presenza di un grosso ipermercato difficile da raggiungere se non in macchina e l'assenza di piccoli esercizi di facile raggiungimento per un anziano possono determinarne la sua (cattiva) dieta e quindi 'poverta' alimentare'.  Quindi una questione un po' piu' complicata, questa della 'cultura' e dei risvolti sociali - che non si traduce solo nel culto delle tradizioni predicato da Slow Food.  E' per questo che a me diventa un po' difficile accettare l'idea che cucinare debba essere faticoso - ovvero non lo e' di piu' di altre operazioni che fanno parte della ns vita, come  mettere la lavatrice o stirare (questo si che e' faticoso!).  Dopotutto dovremmo mangiare cibi semplici e lasciare invece le cose piu' elaborate per le vere occasioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io adoro la pasta all&#8217;aglio, olio e peperoncino  <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Direi che occuparsi di cucina non dovrebbe essere considerato come un evento da gourmands o per salutisti ma anche un dovere - il dovere, ad es. di un genitore nei confronti dei figli.  O nei confronti di un anziano che ha difficolta&#8217; a muoversi per andare a farsi la spesa: si parla qui in UK di &#8216;food poverty&#8217; riferendosi non solo ad un fatto di portafogli, ma a tutto cio&#8217; che determina il facile/difficile accesso ad alimenti essenziali per la nostra dieta: quindi la presenza di un grosso ipermercato difficile da raggiungere se non in macchina e l&#8217;assenza di piccoli esercizi di facile raggiungimento per un anziano possono determinarne la sua (cattiva) dieta e quindi &#8216;poverta&#8217; alimentare&#8217;.  Quindi una questione un po&#8217; piu&#8217; complicata, questa della &#8216;cultura&#8217; e dei risvolti sociali - che non si traduce solo nel culto delle tradizioni predicato da Slow Food.  E&#8217; per questo che a me diventa un po&#8217; difficile accettare l&#8217;idea che cucinare debba essere faticoso - ovvero non lo e&#8217; di piu&#8217; di altre operazioni che fanno parte della ns vita, come  mettere la lavatrice o stirare (questo si che e&#8217; faticoso!).  Dopotutto dovremmo mangiare cibi semplici e lasciare invece le cose piu&#8217; elaborate per le vere occasioni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3639</link>
		<author>Marco</author>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 14:39:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3639</guid>
		<description>Concordo che da noi è ancora molto sentito il fatto di mettersi a tavola tutti riuniti (almeno per la cena) e forse è l'unico momento in cui la famiglia si ritrova unita. Purtroppo constato con tristezza che molto spesso in tavola appaiono cibi industriali ("soff..ini" oppure "4 salt...adella" e simili).

Concordo con te che è faticoso fare da magiare e che quindi la tentazione di sentirci impegnati in faccende non domestiche è fortissima. Cucinare, mentre per i nostri genitori era un obbligo, per noi adesso è una scelta. 

Credo che oggi occuparsi di cucinare e farlo in modo sano sia una scelta culturale perchè chi cucina ha delle forti motivazioni per farlo. Queste motivazioni possono essere di due tipi: salutistiche, gastronomiche o entrambi. In pratica o sei un salutista che controlla tutto quello che mangia o sei un appassionato tipo cultore dello Slowfood... il resto purtroppo si accontenta di insalatine in busta, verdure e cibi precotti... 

L'unica nostra salvezza forse è la pasta perchè è semplice da preparare... una pentola d'acqua, aglio olio peperoncino e... via</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo che da noi è ancora molto sentito il fatto di mettersi a tavola tutti riuniti (almeno per la cena) e forse è l&#8217;unico momento in cui la famiglia si ritrova unita. Purtroppo constato con tristezza che molto spesso in tavola appaiono cibi industriali (&#8221;soff..ini&#8221; oppure &#8220;4 salt&#8230;adella&#8221; e simili).</p>
<p>Concordo con te che è faticoso fare da magiare e che quindi la tentazione di sentirci impegnati in faccende non domestiche è fortissima. Cucinare, mentre per i nostri genitori era un obbligo, per noi adesso è una scelta. </p>
<p>Credo che oggi occuparsi di cucinare e farlo in modo sano sia una scelta culturale perchè chi cucina ha delle forti motivazioni per farlo. Queste motivazioni possono essere di due tipi: salutistiche, gastronomiche o entrambi. In pratica o sei un salutista che controlla tutto quello che mangia o sei un appassionato tipo cultore dello Slowfood&#8230; il resto purtroppo si accontenta di insalatine in busta, verdure e cibi precotti&#8230; </p>
<p>L&#8217;unica nostra salvezza forse è la pasta perchè è semplice da preparare&#8230; una pentola d&#8217;acqua, aglio olio peperoncino e&#8230; via</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3637</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 12:06:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3637</guid>
		<description>si, infatti Marco - ho letto le statistiche.  Pero' c'e' ancora una sottile differenza - ovvero che in Italia (mi pare) si comprino si succhi, pizze pronte, carne in scatola etc - e la cena puo' anche essere di queste cose, ma esiste ancora una minima parvenza di pasti consumati 'in famiglia', almeno una volta al giorno.  Usando posate, piatti etc.  e stando seduti intorno al tavolo piu' o meno apparecchiato.  Qui in UK o in US la gente passa alla rosticceria cinese, compra la sua cena (che viene messa in scatole di carta), torna a casa e la mangia cosi', dentro la scatola, o avvolta nella carta, davanti alla tv, oppure perfino in mezzo alla strada.  E spesso succede che ognuno pensi per se'! 

Quindi intendo dire che non c'e' di mezzo solo la percezione di mangiare in maniera 'attenta' - ovvero stando attenti al contenuto nutrizionale - ma anche un vero e proprio stravolgimento degli orari dedicati al cibo e di tutte le altre operazioni legate al cibo (che vanno dalla spesa alla pulizia al cucinare e al mangiare insieme o anche da soli, al rigovernare la cucina),  che costituiscono uno dei riti che forse piu' di tutti distingue l'uomo dalle altre specie animali.  Ecco, in Italia forse non si e' ancora arrivati agli  estremi dell'UK e US - il genitore ancora prepara la colazione ai figli (magari dando loro fette biscottate) mentre qui da tempo non e' proprio cosi'.

Inoltre se parliamo di vita frenetica.... a parte l'ovvia domanda 'ne vale la pena'?,mi chiedo: cosa e' cambiato!?  dopotutto ora si e' piu' mobili di prima.  in piu' c'e' da pensare che tutto sommato, in Italia si riesce ancora a vivere vicino (nella stessa citta') ai propri famigliari e si ha la possibilita' di comprare frutta fresca e beni di prima necessita' facilmente vicino a casa o vicino all'ufficio prima di rientrare. Quindi tutto dovrebbe essere piu' semplice.  Eppure si preferisce spendere i soldi della benzina per andare ad un centro commerciale ...? e comprare pizze di cartone e bibite? l'impostazione della ns vita e' cambiata davvero o ci piace solo pensare di essere piu' impegnati dei ns genitori? o ci piace di piu' l'idea di sentirci impegnati in faccende non ... domestiche ?  questo puo' essere vero per molte donne (l'ho constatato di persona)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si, infatti Marco - ho letto le statistiche.  Pero&#8217; c&#8217;e&#8217; ancora una sottile differenza - ovvero che in Italia (mi pare) si comprino si succhi, pizze pronte, carne in scatola etc - e la cena puo&#8217; anche essere di queste cose, ma esiste ancora una minima parvenza di pasti consumati &#8216;in famiglia&#8217;, almeno una volta al giorno.  Usando posate, piatti etc.  e stando seduti intorno al tavolo piu&#8217; o meno apparecchiato.  Qui in UK o in US la gente passa alla rosticceria cinese, compra la sua cena (che viene messa in scatole di carta), torna a casa e la mangia cosi&#8217;, dentro la scatola, o avvolta nella carta, davanti alla tv, oppure perfino in mezzo alla strada.  E spesso succede che ognuno pensi per se&#8217;! </p>
<p>Quindi intendo dire che non c&#8217;e&#8217; di mezzo solo la percezione di mangiare in maniera &#8216;attenta&#8217; - ovvero stando attenti al contenuto nutrizionale - ma anche un vero e proprio stravolgimento degli orari dedicati al cibo e di tutte le altre operazioni legate al cibo (che vanno dalla spesa alla pulizia al cucinare e al mangiare insieme o anche da soli, al rigovernare la cucina),  che costituiscono uno dei riti che forse piu&#8217; di tutti distingue l&#8217;uomo dalle altre specie animali.  Ecco, in Italia forse non si e&#8217; ancora arrivati agli  estremi dell&#8217;UK e US - il genitore ancora prepara la colazione ai figli (magari dando loro fette biscottate) mentre qui da tempo non e&#8217; proprio cosi&#8217;.</p>
<p>Inoltre se parliamo di vita frenetica&#8230;. a parte l&#8217;ovvia domanda &#8216;ne vale la pena&#8217;?,mi chiedo: cosa e&#8217; cambiato!?  dopotutto ora si e&#8217; piu&#8217; mobili di prima.  in piu&#8217; c&#8217;e&#8217; da pensare che tutto sommato, in Italia si riesce ancora a vivere vicino (nella stessa citta&#8217;) ai propri famigliari e si ha la possibilita&#8217; di comprare frutta fresca e beni di prima necessita&#8217; facilmente vicino a casa o vicino all&#8217;ufficio prima di rientrare. Quindi tutto dovrebbe essere piu&#8217; semplice.  Eppure si preferisce spendere i soldi della benzina per andare ad un centro commerciale &#8230;? e comprare pizze di cartone e bibite? l&#8217;impostazione della ns vita e&#8217; cambiata davvero o ci piace solo pensare di essere piu&#8217; impegnati dei ns genitori? o ci piace di piu&#8217; l&#8217;idea di sentirci impegnati in faccende non &#8230; domestiche ?  questo puo&#8217; essere vero per molte donne (l&#8217;ho constatato di persona)&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3634</link>
		<author>Marco</author>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:36:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3634</guid>
		<description>Vorrei rispondere a Stefania su una questione molto importante, quando dice:

"qui in UK cosi’ come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e’ un evento, in Italia forse non e’ ancora cosi’"

Purtroppo anche in Italia si sta affermando l'abitudine di non cucinare in casa o di comprare cibi già pronti... basta osservare i depliant con le offerte dei supermercati: mai che ci siano in offerta, la farina, le uova, lo zucchero, la frutta, la verdura etc... oltre il 90% della roba in offerta è soltanto cibo o bevande industriali già pronte... Nelle offerte non ci sono mai la farina o le uova, ma le merendine ci sono sempre (per ricollegarsi all'altro post)! 

Aggiungi la fretta di una vita sempre più frenetica e capisci che così si uccide una tradizione gastronomica millenaria!

Purtroppo coloro che cucinano in casa o che stanno attenti a quello che mangiano cominciano a diventare una minoranza anche in Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei rispondere a Stefania su una questione molto importante, quando dice:</p>
<p>&#8220;qui in UK cosi’ come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e’ un evento, in Italia forse non e’ ancora cosi’&#8221;</p>
<p>Purtroppo anche in Italia si sta affermando l&#8217;abitudine di non cucinare in casa o di comprare cibi già pronti&#8230; basta osservare i depliant con le offerte dei supermercati: mai che ci siano in offerta, la farina, le uova, lo zucchero, la frutta, la verdura etc&#8230; oltre il 90% della roba in offerta è soltanto cibo o bevande industriali già pronte&#8230; Nelle offerte non ci sono mai la farina o le uova, ma le merendine ci sono sempre (per ricollegarsi all&#8217;altro post)! </p>
<p>Aggiungi la fretta di una vita sempre più frenetica e capisci che così si uccide una tradizione gastronomica millenaria!</p>
<p>Purtroppo coloro che cucinano in casa o che stanno attenti a quello che mangiano cominciano a diventare una minoranza anche in Italia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: beatrice</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3632</link>
		<author>beatrice</author>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:19:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3632</guid>
		<description>mi piace particolarmente una delle tue due osservazioni gianna... "ma perchè dovrei mettere lo zucchero nel caffè?..." più che i coloranti...
E' così difficile spostare l'attenzione sul fatto che il caffè nasce amaro e siamo noi che non siamo capaci di apprezzarlo... che il gusto dovrebbe essere capace di apprezzare ogni sapore... per poter godere a pieno anche del dolce... l'industria ormai deve inventarne di ogni forma e colore per far apparire lo zucchero buono...in ogni senso... e riesce sempre a stupirci...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi piace particolarmente una delle tue due osservazioni gianna&#8230; &#8220;ma perchè dovrei mettere lo zucchero nel caffè?&#8230;&#8221; più che i coloranti&#8230;<br />
E&#8217; così difficile spostare l&#8217;attenzione sul fatto che il caffè nasce amaro e siamo noi che non siamo capaci di apprezzarlo&#8230; che il gusto dovrebbe essere capace di apprezzare ogni sapore&#8230; per poter godere a pieno anche del dolce&#8230; l&#8217;industria ormai deve inventarne di ogni forma e colore per far apparire lo zucchero buono&#8230;in ogni senso&#8230; e riesce sempre a stupirci&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3631</link>
		<author>Stefania</author>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:13:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3631</guid>
		<description>si, e' vero, le pesche!  
e' vero, sono d'accordo con Grissino - il problema e' che poiche' l'etichettatura e' molto 'elastica', alcune di queste sostanze finiscono nella catena alimentare anche in prodotti dove uno non si aspetterebbe di trovarceli .  il colorante rosso puo' finire, ad es. nei sughi pronti di pomodoro - anche se in effetti non ci sarebbe bisogno.  E inoltre, ma questo forse e' piu' diffuso all'estero rispetto all'Italia, il cibo per molti genitori e' diventato un  'giocattolo' colorato e quindi in tanti finiscono per dare ai propri figli alimenti colorati perche' piu' graditi alla vista : e' piu' facile dare una cupcake colorata che non un piatto di zuppa, e anche la zuppa pronta sopratutto se in barattolo, quasi sicuramente ha coloranti.  all'estero, qui in UK cosi' come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e' un evento, in Italia forse non e' ancora cosi'... quindi in sostanza il 'controllo' che uno ha per quanto riguarda l'ingerimento di certe sostanze e' inferiore...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si, e&#8217; vero, le pesche!<br />
e&#8217; vero, sono d&#8217;accordo con Grissino - il problema e&#8217; che poiche&#8217; l&#8217;etichettatura e&#8217; molto &#8216;elastica&#8217;, alcune di queste sostanze finiscono nella catena alimentare anche in prodotti dove uno non si aspetterebbe di trovarceli .  il colorante rosso puo&#8217; finire, ad es. nei sughi pronti di pomodoro - anche se in effetti non ci sarebbe bisogno.  E inoltre, ma questo forse e&#8217; piu&#8217; diffuso all&#8217;estero rispetto all&#8217;Italia, il cibo per molti genitori e&#8217; diventato un  &#8216;giocattolo&#8217; colorato e quindi in tanti finiscono per dare ai propri figli alimenti colorati perche&#8217; piu&#8217; graditi alla vista : e&#8217; piu&#8217; facile dare una cupcake colorata che non un piatto di zuppa, e anche la zuppa pronta sopratutto se in barattolo, quasi sicuramente ha coloranti.  all&#8217;estero, qui in UK cosi&#8217; come in US cucinare in casa (piuttosto che fare take away o mangiare in ristorante) e&#8217; un evento, in Italia forse non e&#8217; ancora cosi&#8217;&#8230; quindi in sostanza il &#8216;controllo&#8217; che uno ha per quanto riguarda l&#8217;ingerimento di certe sostanze e&#8217; inferiore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3629</link>
		<author>Marco</author>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 09:08:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3629</guid>
		<description>Ho fatto a meno di queste zollette fino ad ora e credo che ne farò a meno anche per il resto della mia vita... 

Comunque il colore delle zollette ricorda i biscottini tipici dell'Appennino che venivano immersi nell'alchermes e successivamente passati nello zucchero, oppure le cosiddette "pesche" che vengono colorate allo stesso modo...
...insomma anche le nostre nonne con l'alchermes ci davano la nostra razione di cocciniglia anche in passato...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto a meno di queste zollette fino ad ora e credo che ne farò a meno anche per il resto della mia vita&#8230; </p>
<p>Comunque il colore delle zollette ricorda i biscottini tipici dell&#8217;Appennino che venivano immersi nell&#8217;alchermes e successivamente passati nello zucchero, oppure le cosiddette &#8220;pesche&#8221; che vengono colorate allo stesso modo&#8230;<br />
&#8230;insomma anche le nostre nonne con l&#8217;alchermes ci davano la nostra razione di cocciniglia anche in passato&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Grissino</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3626</link>
		<author>Grissino</author>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 20:38:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://trashfood.com/2008/05/lo-zucchero-si-trasforma.html#comment-3626</guid>
		<description>Secondo me non biosgna neanche esagerare con la fobia dei coloranti. Se uno mangia un frutto di marzapane o uno zuccherino colorato una volta al mese, non é un problema. Diverso é il discorso per gli alimenti consumati regolarmente tipo formaggi, yoghurt, biscotti, ecc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me non biosgna neanche esagerare con la fobia dei coloranti. Se uno mangia un frutto di marzapane o uno zuccherino colorato una volta al mese, non é un problema. Diverso é il discorso per gli alimenti consumati regolarmente tipo formaggi, yoghurt, biscotti, ecc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
