We drive what we eat
The corn it takes to fill your tank could feed a child for a year according to the U.N.
Il mais che serve per riempire il tuo serbatoio, potrebbe nutrire un bambino per un anno in accordo con i dati dell’U.N.
Un argomento di cui in piu’ occasioni si è parlato tra i commenti di post precedenti.
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mi e’ capitato fra le mani una relazione pubblicata da una think-tank che si occupa di affari internazionali, http://www.chathamhouse.org.uk/, sui possibili risvolti di questa crisi. La relazione parla di 4 possibili scenari:
1) la crisi e’ solo temporanea e presto torneremo ai ritmi di prima – e’ possibile che i prezzi alimentari diminuiscano ma la speculazione finanziaria delle commodities operera’ al contrario e portera’ ad una esagerata volatilita’.
2) I prezzi rimarranno alti per un po’, spingendo in maniera significativa l’inflazione, ma l’economia si adatta e l’attuale sistema alimentare riesce ad adattarsi.
3) i prezzi degli investimenti nel settore rimarranno alti mentre la produzione per capita scende. Di conseguenza, il sistema di produzione alimentare dovra’ cambiare in maniera drammatica in modo che i maggiori rendimenti vengano garantiti in maniera efficiente attraverso l’uso di risorse ‘rigenerative’ piuttosto che ‘estrattive’.
4) Una serie di ’scosse’ provocano influenzano la produzione e la fornitura degli alimentari. I prezzi salgono alle stelle mentre le azioni precipitano, innestando carestie, fame, panico civile.
Chi volesse approfondire la lettura, in inglese, lo puo’ fare qui
http://www.chathamhouse.org.uk/files/11622_bp0508food.pdf
Scritto da Stefania, il 8 agosto, 2008 at 13:13