Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio di settembre 2008

17 settembre 2008

EspresSo in lattina

Caffè in lattina

La qualità della foto non è il massimo. Si chiama Esprè: caffè espresso contenuto in una lattina da 100 ml. Non mi ha sorpreso, avevo già letto dell’idea del caffè e cappuccino in lattina, un progetto nato da una joint venture della Illy e Coca Cola, ma poi non ne ho piu’ sentito parlare.

Esprè ha una confezione decisamente piu’ spartana di quella annunciata per il prodotto della Illy.

Comunque, ci mancava il caffè in lattina?

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16 settembre 2008

Bone Bone

Il nome richiama al tessuto osseo, è il progetto di “Bone Bone”, una merendina da banco frigo che sarà composta da due fette di pan di Spagna farcite da una crema di yogurt arricchita in calcio, probiotici e sostanze come l’inulina per migliorare l’assorbimento del minerale. Ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli, “Bone Bone” ha vinto l’edizione italiana di “Trophelia 2008” e quindi si è aggiudicata l’opportunità di rappresentare l’Italia in “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

Ad attenderli una giuria che sarà composta da 13 rappresentanti delle principali aziende industriali alimentari tra cui Danone, Nestlè, Unilever e da alcune PMI. Il compito della commissione sarà verificare la fattibilità, qualità della ricetta e della confezione, la correttezza dell’etichetta e dell’informazione, il profilo di responsabilità sociale ed ambientale contenuto nel prodotto presentato.
I ragazzi di Napoli dovranno competere con i progetti vincitori delle competizioni nazionali degli altri 12 paesi. Cosa avranno ideato i ragzzi provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna e Ungheria?

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15 settembre 2008

Dei nitrati, nitriti e barbabietole anti-ipertensione

Heart beetroot Juice

Ogni mese nuove ricerche su temi nutrizionali vengono pubblicate sulle decine di riviste scientifiche del settore. Alcune confermano dati precedenti, altre sono in contrasto o propongono nuove ipotesi.

Curiosando nel sito New Nutrition Business ho trovato un prodotto che mi ha decisamente spiazzato. Il prodotto HeartBeet è la risposta ad una collaborazione scientifica tra la James White Drinks e alcuni dei ricercatori autori dell’: articolo: “Acute blood pressure lowering, vasoprotective and anti-platelet properties of dietary nitrate via bioconversion to nitrite” pubblicato sulla rivista Hypertension. HeartBeet è un succo di barbabietola della James White Drinks e viene proposto con un claim salutistico inusuale, infatti al succo viene atttribuito un ruolo positivo contro l’ipertensione.

Dovuto a cosa?

Ai nitrati
. E già immagino che vi chiederete:

-I nitriti (E249 ed E250) e i nitrati (E251 ed E252) non sono quei componenti impiegati nella preparazione degli insaccati, usati come antimicrobici per inibire la crescita del Clostridium botulinum? I Nitrati in particolari condizioni non possono trasformarsi in nitriti?

-I nitriti non sono quelle molecole che possono reagire con le ammine formando le nitrosammine, molecole di cui sarebbe meglio non favorire la formazione?

Sono queste conoscenze che hanno portato a stabilire livelli consentiti di nitriti e nitrati nelle carni conservate a dosi di 150mg/kg e 250mg/kg rispettivamente. Oltre alla funzione amtimicrobica, questi sali hanno la capacità di esaltare il colore, il sapore e esaltare il gusto. La stabilizzazione del colore è dovuta alla reazione di nitrosazione dei gruppi amminici liberi della mioglobina contenuta nei muscoli, con formazione della nitrosomioglobina, di colore rosso vivo.

Alcuni produttori di insaccati hanno deciso di ridurre o rimuovere i nitriti dai loro prodotti e si trovano insaccati nitrite-free.

Qualcuno ricorderà che dei nitrati esistono anche dei limiti di riferimento nell’acqua potabile (50mg/litro).

Ma torniamo a Heartbeet. Il meccanimo molecolare protettivo attribuito alla ingestione acuta di nitrati si baserebbe sulla loro conversione in nitriti e successivamente in ossido nitrico, una sostanza che esercita in vivo, una azione vasodilatatoria. Il meccanismo proposto è descritto nell’articolo che ho citato sopra.

Leggo il claim sul sito dell’azienda… “Just 500ml of beetroot juice a day can significantly reduce blood pressure” e mi chiedo che concentrazione di nitrati ci sia nel succo, mi sono letta tutto l’articolo e non l’ho mica trovata.

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Alert weekly: metalli pesanti e riso Bt 63

Ripropongo la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF). per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale. Mi limito ad alcune tra quelle che la settimana scorsa sono state segnalate all’interno dei confini nazionali.

Contaminazione da metalli in alcuni prodotti ittici, mercurio (1.21 mg/kg – ppm) in campioni surgelati di Xiphias gladius provenienti dalla Spagna. Cadmio (9.96 mg/kg – ppm) nei molluschi francesi della specie Pecten maximus, per la verità non è mica la prima volta che ne leggo la segnalazione.

Segnalata la presenza di una varietà di riso transgenico non autorizzato in spaghetti made in Cina. Si tratta del GM rice Bt63. Non è la prima volta che il riso Bt63 arriva in Europa, in precedenza, accadde nel settembre 2006, i campioni furono evidenziati nel Regno Unito, Francia e Germania. Nonostante le rassicurazioni da parte delle autorità cinesi, nuove segnalazioni sono state riportate negli anni successivi fino a quest’ultima. Leggo che anche in Giappone è stata riportata la contaminazione con lo stesso tipo di riso transgenico Bt63. Il Giappone, grande consumatore di riso, fino ad oggi non ha autorizzato la coltivazione di riso transgenico, dal 2004 però ci sono campi sperimentali.

Vale la pena anche guardare cosa succede fuori dai nostri confini. Continuano per esempio le importazioni di partite di frutta secca iraniana contaminata da aflatossine.

Qui il Report (RASF) completo della prima settimana di settembre.

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14 settembre 2008

Pomarium

A casa ho diverse pubblicazioni sulla frutta antica, qualche anno fa ho anche seguito un progetto di recupero del germoplasma del melo nell’appennino marchigiano. Purtroppo non riuscirò a spostarmi nei prossimi giorni, ma segnalo volentieri la manifestazione per tutti quelli che fossero da quelle parti. In località S. Ilario, nei pressi di Lastra a Signa (FI) è in svolgimento Pomarium. L’evento è organizzato nel Parco Vivai Belfiore,durerà fino al 21 settembre 2008. Sono previste visite guidate al parco vivaio, ovviamente degustazioni di frutta antica, esposizioni di varie collezioni tra cui uve medicee, un centinaio di varietà di fichi, frutti esotici, agrumi antichi e numerose conferenze.

Per gli appassionati segnalo anche il Museo della Frutta perduta di Torino.

Grazie a Marco per l’assist.

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12 settembre 2008

Nel blue dipinto di Blue Patent V

Prodotti alimentari di colore blue

Mi erano sfuggite le novità degli ultimi mesi in tema di alcuni coloranti.

Fino ad oggi, e sarà così ancora in futuro per molti prodotti, il colore blue di caramelle, confetti, bibite continuerà ad essere impartito utilizzando i coloranti Blue Patent V (E 131) e Brilliant Blue (E133). Sarà così fino a quando coloranti alternativi non saranno messi a punto, non dimostreranno di avere specifici requisiti, non raggiungeranno prezzi competitivi.

Ma la richiesta di soluzioni diverse dai coloranti di sintesi, ha già permesso di ottenere dei primi risultati. Ricordate quando un paio di anni fa si smise di produrre Smarties di colore blue perchè non si erano trovati coloranti alternativi “naturali”?

Oggi mi è capitato di leggere che dal febbraio scorso, la Nestlè nel Regno Unito, ha reimmesso in commercio i confetti azzurri confezionati grazie all’ impiego di un composto ottenuto dall’alga Spirulina. L’alga era già utilizzata come supplememto dietetico per l’elevato contenuto di proteine, acidi grassi essenziali e micronutrienti (vitamine e sali minerali).

Ho trovato queste foto di colture dell’alga e al centro, sono mostrati i campioni contenenti un estratto di ficocianina, il pigmento che è sintetizzato dalla Spirulina e che è importante per la sua fisiologia.

Tubi di colture e di estratti dalla Spirulina

Ma quali altre fonti alimentari possono essere impiegate per ottenere coloranti? I primi frutti che ci vengono in mente sono i mirtilli. E infatti l’estrazione di antociani da questi frutti è già una realtà. Gli antociani sono dei composti appartenenti alla famiglia dei polifenoli e impartiscono il colore blue anche ad altri tipi di frutta e ortaggi.

E’ stato pubblicato recentemente su J Food Science un articolo “Anthocyanin Degradation of Blueberry–Aronia Nectar in Glass Compared with Carton during Storage” di K. Trost et al. in cui si riportano i dati sulla stabilità degli antociani come coloranti alimentari. Il gruppo di ricercatori ha testato la stabilità dei composti contenuti nel nettare ricavato dalle bacche di mirtilli (Vaccinium angustifolium) e di aronia (Aronia melanocarpa). Il nettare è stato poi confezionato in contenitori di vetro o di cartone e conservato per sei mesi. L’analisi di alcuni parametri sulla stabilità dei singoli antociani, ha dimostrato che la cianindina è la piu’ stabile seguita dagli altri tra cui la malvidina. Quindi questi coloranti, sono candidati a futuri impieghi nell’industria alimentare.

E per finire, torniamo ai coloranti utilizzati attualmente, l’avevate visto il ketchup blue della Heinz?.

ketschup bluee

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8 settembre 2008

Un Happy meal a Zero calorie

Hamburger in stoffa

Zero Calorie. Indice glicemico nullo, nessun rischio per la trigliceridemia. :-D

E’ l’Happy felt Happy meal.

Visto su Etsy.com.

Grazie a Mariana e Paula per l’assist.

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Remake Santal:scopri le differenze

Succhi Santal Parmalat.

Ecco come si presentano sugli scaffali dopo il remake delle confezioni.

Questo il packaging prima della pronuncia di pubblicità Ingannevole poichè l’azienda non fornì documenti idonei a sostenere i claim pubblicitari e i benefici effetti sulla salute.

I claims contestati erano questi: “5 mix che rinforzano la frutta con i principi della frutta e moltiplicano l’effetto salute”. “Verde per la vista, rosso per la pelle, blu per la circolazione, giallo per le difese naturali“, che associavano alle cinque bevande di colore diverso precise e determinate azioni a favore dell’organismo.

Chi scopre le differenze?

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7 settembre 2008

Questa settimana su Trashfood

- Nostra Signora Terra. Un articolo trovato sull’Espresso, una intervista a Petrini e Zaia ispira Stefania. Ne nasce un post in cui si parla anche di OGM e riparte la discussione sul ruolo delle biotecnologie applicate all’agricoltura.

-Meatwater, proteine in un drink,flaconi per tutti i gusti.

-Quanto pressapochismo in questo articolo pubblicato sul Corriere. allevamenti-suv-e-bombe-climatiche.

-La storia di Alixir l’ho seguita fin dal suo esordio. Nuova tappa, tra marketting, strategie, campagna web, Autorità Garante del mercato e consulenze nutrizionali.

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6 settembre 2008

Consulenze nutrizionali e messaggi pubblicitari: Il caso A-L-I-X-I-R

Ora, dopo la pronuncia dell’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ricorso permettendo, la Barilla ha 90 giorni di tempo per riformulare le scritte contestate dalle confezioni di Alixir.
Nell’archivio dell’autorità Garante troviamo traccia delle istruttorie degli ultimi dieci anni. In passato la Barilla è stata oggetto di attenzione una decina di volte, a proposito di biscotti, merendine. Solo in un paio di occasioni compresa quest’ultima, la pubblicità è stata ritenuta ingannevole.

Mi chiedo ora quale sarà il destino del sito internet Alixir:il segreto di vivere al meglio, curato da Helthware. Anche nel sito troviamo alcuni dei testi contestati tra cui le diciture in latino “Iuvenis” ed “Immunitas” che secondo il Garante ingenerebbero confusione circa “la reale natura dell’elemento caratterizzante della funzionalità dei prodotti segnalati, ove lascia intendere che si tratti di una sostanza esistente in natura avente le dichiarate proprietà benefiche sullo stato di salute, mentre trattasi di un mix o combinazione di sostanze di diverso tipo, come appare dalla composizione degli ingredienti“.

Healthware è una agenzia italiana dedicata alla comunicazione digitale nell’area salute, fa parte del Gruppo Publicis. Il gruppo espone anche stamattina il banner Alixir in home page, con rimando al sito Alixir progettato -come si legge – nell’ambito della strategia di marketing e comunicazione, con l’obiettivo di diffondere tutte le informazioni e le curiosità scientifiche alla base del brand.

Come verrà riprogrammata la campagna web nata a base di media flash, video e contenuti audio utili ad offrire le informazioni anche in un tempo di fruizione ridotto, in linea con le esigenze del target di riferimento?

Come ne esce la Barilla dalla vicenda? Male, ma non ne escono bene anche tutti i consulenti ed esperti coinvolti nella comunicazione cartacea e nel web. Possibile che a nessuno dello staff sia venuto il dubbio? O abbia alzato la mano. Ehi! ma qui poi l’autorità garante…potrebbe..aver qualcosa da ridire?

La Barilla ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio. “Sappiamo di aver agito in maniera corretta e i messaggi pubblicitari sono seguiti a indagini scientifiche sulla natura dei nostri prodotti. Tutto è stato fatto in ottemperanza con le norme vigenti. Che il cibo pubblicizzato fa bene non lo dice la campagna di comunicazione ma le indagini scientifiche effettuate. Per di più già da tempo, viste le segnalazioni, come strategia aziendale abbiamo tolto quei claim contestati dai prodotti. Ora prepareremo il ricorso”

Indagini scientifiche? allora i dati dovrebbero essere forniti dall’azienda all’autorità Garante. Eccoli, l’ho trovati. “Barilla -si legge- ha argomentato che le risultanze degli studi clinici da essa commissionati dimostrerebbero la vantata efficacia degli alimenti della linea Alixir.”

Bene! mi sono detta. Devono essere gli studi citati nell’annuncio del ricorso,quegli stessi studi che sono alla base dei messaggi pubblicitari contestati. Tutti possono leggere di cosa si tratta. In sintesi:

Le ricerche sono state effettuate in gruppi di soggetti che hanno incluso i vari prodotti Alixir Cor™, Alixir Immunitas™, Alixir Regularis™ o Juvenis™ nella loro alimentazione. I tempi dello studio sono vari da 20 fino a 30 giorni a seconda dei prodotti, un tempo che evidentemente è stato considerato sufficiente per valutare le modificazioni di parametri biochimici scelti come marker. Le ricerche sono state svolte in centri universitari con sede a Bologna, Parma e Napoli.

La casistica è comunque davvero limitata (dai 16 ai 20 soggetti) e l’ISS chiamato a giudicare gli studi clinici effettuati da Barilla e posti a supporto dei vanti pubblicitari, ha evidenziato che trattasi di studi non pubblicati e non sottoposti al vaglio di “Referee per quanto attiene alla loro qualità metodologica” “In alcuni casi le dosi somministrate sono superiori a quelle fornite dai prodotti Alixir, ad esempio per Alixir Cor™”.

L’ISS ha puntualizzato quindi che gli studi prodotti non erano sufficienti a soddisfare i criteri richiesti dalla Comunità Europea per valutare il supporto scientifico necessario ad autorizzare “health claim”.

La documentazione portata da Barilla è datata marzo 2007 o dintorni. Forse gli studi sono proseguiti in questi mesi? Sono stati pubblicati su riviste scientifiche?

Attendiamo il ricorso.

I miei post precedenti sulla linea Alixir, li trovate qui.

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