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	<title>Commenti a: La dieta CiOdue</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4913</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 22:36:08 +0000</pubDate>
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		<description>vero.  pero&#039; intanto stanno pure imparando a farsi queste cose da soli - ad es. in Galles stanno facendo l&#039;agnello insaccato. Ti ho detto che l&#039;azienda da cui mi rifornisco di manzo mi ha chiesto di passar loro una fotocopia dei tagli che si fanno in Italia, in modo da passarla al loro macellaio (loro non macellano)?  solo perche&#039; nella loro zona non c&#039;era nessuno che li sapesse piu&#039; fare.  Ma ancora spetta molto all&#039;iniziativa personale - anche per il produttore - cercare di portare avanti certi cambiamenti, in molti casi prendendosi pure la briga di rieducare il cliente sul come cucinare quel certo taglio etc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vero.  pero&#8217; intanto stanno pure imparando a farsi queste cose da soli &#8211; ad es. in Galles stanno facendo l&#8217;agnello insaccato. Ti ho detto che l&#8217;azienda da cui mi rifornisco di manzo mi ha chiesto di passar loro una fotocopia dei tagli che si fanno in Italia, in modo da passarla al loro macellaio (loro non macellano)?  solo perche&#8217; nella loro zona non c&#8217;era nessuno che li sapesse piu&#8217; fare.  Ma ancora spetta molto all&#8217;iniziativa personale &#8211; anche per il produttore &#8211; cercare di portare avanti certi cambiamenti, in molti casi prendendosi pure la briga di rieducare il cliente sul come cucinare quel certo taglio etc.</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4912</link>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 20:46:50 +0000</pubDate>
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		<description>Predicare bene e razzolare male :-D http://www.terramadre.org/pagine/press/leggi.lasso?id=bd02ca1f83b799661fbe0fcae33e0417&amp;ln=it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Predicare bene e razzolare male <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  <a href="http://www.terramadre.org/pagine/press/leggi.lasso?id=bd02ca1f83b799661fbe0fcae33e0417&amp;ln=it" rel="nofollow">http://www.terramadre.org/pagine/press/leggi.lasso?id=bd02ca1f83b799661fbe0fcae33e0417&amp;ln=it</a></p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4824</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 18:01:10 +0000</pubDate>
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		<description>@Gianna - intanto inserisco qui un breve commento di Lang, a proposito del concetto di food miles - e&#039; tratto dalla trascrizione di una tavola rotonda pubblicata insieme ad altre cose in un inserto di New Statesman, che ho in versione elettronica se dovesse interessare per intero (ci sono diversi articoli).

Tim Lang - I invented the term “food miles”, so I know it is a poor proxy for the complexity of others, but I 
invented it to try to appeal to the public to start thinking about where their food comes from, to 
reinvigorate and reinvent what is meant by “choosing at the point of consumption”. 
The parallel between public health and climate change is about the cost externalisation of public 
health. Food is too cheap. Fat is too cheap. Salty, processed, prepackaged food is too cheap. The costs of public health are externalised into the NHS, so food has come down in price by 30 per cent since 1950. 
The challenge is about reinternalising the costs that are currently externalised. That is a major challenge 
for public health and for climate change. It is all about how much we are prepared to pay for our values.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gianna &#8211; intanto inserisco qui un breve commento di Lang, a proposito del concetto di food miles &#8211; e&#8217; tratto dalla trascrizione di una tavola rotonda pubblicata insieme ad altre cose in un inserto di New Statesman, che ho in versione elettronica se dovesse interessare per intero (ci sono diversi articoli).</p>
<p>Tim Lang &#8211; I invented the term “food miles”, so I know it is a poor proxy for the complexity of others, but I<br />
invented it to try to appeal to the public to start thinking about where their food comes from, to<br />
reinvigorate and reinvent what is meant by “choosing at the point of consumption”.<br />
The parallel between public health and climate change is about the cost externalisation of public<br />
health. Food is too cheap. Fat is too cheap. Salty, processed, prepackaged food is too cheap. The costs of public health are externalised into the NHS, so food has come down in price by 30 per cent since 1950.<br />
The challenge is about reinternalising the costs that are currently externalised. That is a major challenge<br />
for public health and for climate change. It is all about how much we are prepared to pay for our values.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4822</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 13:46:38 +0000</pubDate>
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		<description>@Grissino - ma in effetti se non vado errando (puoi magari confermarcelo tu stesso) l&#039;intera area (con Germania in testa) si sta distinguendo per i prodotti di qualita&#039;, sopratutto per il biologico, no?  ad es. so che in molti alberghi a colazione ti servono addirittura i cereali interi (di buona qualita&#039;) che ti puoi macinare tu a tua scelta sul momento...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Grissino &#8211; ma in effetti se non vado errando (puoi magari confermarcelo tu stesso) l&#8217;intera area (con Germania in testa) si sta distinguendo per i prodotti di qualita&#8217;, sopratutto per il biologico, no?  ad es. so che in molti alberghi a colazione ti servono addirittura i cereali interi (di buona qualita&#8217;) che ti puoi macinare tu a tua scelta sul momento&#8230;</p>
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		<title>Di: Grissino</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4820</link>
		<dc:creator>Grissino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 11:25:36 +0000</pubDate>
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		<description>@Stefania: ho capito, grazie, sei illuminante come al solito! :-)
@Gianna: noooo, che, scherzi? Un mio prof di tedesco diceva che l&#039;hobby principale dei viennesi é MANGIARE quindi al massimo piú che ai menú a Km. 0, danno la caccia al meglio che c&#039;é in giro. E siccome i prodotti austriaci sono ben pubblicizzati, molte volte la gente compra cose di qui o di posti vicini (Ungheria). Ovviamente non mancano le cose pazzesche tipo le castagne importate dalla Cina (sigh), l&#039;aglio dall&#039;Argentina o dalla Cina e cose del genere. Ma normalmente, appena possono, i supermercati sbandierano le specialitá di qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Stefania: ho capito, grazie, sei illuminante come al solito! <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
@Gianna: noooo, che, scherzi? Un mio prof di tedesco diceva che l&#8217;hobby principale dei viennesi é MANGIARE quindi al massimo piú che ai menú a Km. 0, danno la caccia al meglio che c&#8217;é in giro. E siccome i prodotti austriaci sono ben pubblicizzati, molte volte la gente compra cose di qui o di posti vicini (Ungheria). Ovviamente non mancano le cose pazzesche tipo le castagne importate dalla Cina (sigh), l&#8217;aglio dall&#8217;Argentina o dalla Cina e cose del genere. Ma normalmente, appena possono, i supermercati sbandierano le specialitá di qui.</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4817</link>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 21:07:38 +0000</pubDate>
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		<description>@stefania, certo che mi interessa e sono certa che anche altri vorrebbero leggere i dati di  questa ricerca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@stefania, certo che mi interessa e sono certa che anche altri vorrebbero leggere i dati di  questa ricerca.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4816</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 11:52:35 +0000</pubDate>
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		<description>@Gianna - si, infatti, sai da quanto tempo si discute sulla sola definizione di &#039;locale&#039; - cosa e&#039; il prodotto locale?  quello prodotto entro il raggio di tot km?  quello prodotto nella regione? nello stato? in EU?  e sul senso che puo&#039; avere &#039;biologico&#039; quando arriva da oltreoceano e segue le stesse pratiche della distribuzione massificata? La Soil Association ha anche finanziato una ricerca dei miei prof. Barling e Lang (quindi il centro di Politiche Alimentari di City University) sulla situazione della sicurezza alimentare.  L&#039;ho ricevuta l&#039;altro giorno... ti interessa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gianna &#8211; si, infatti, sai da quanto tempo si discute sulla sola definizione di &#8216;locale&#8217; &#8211; cosa e&#8217; il prodotto locale?  quello prodotto entro il raggio di tot km?  quello prodotto nella regione? nello stato? in EU?  e sul senso che puo&#8217; avere &#8216;biologico&#8217; quando arriva da oltreoceano e segue le stesse pratiche della distribuzione massificata? La Soil Association ha anche finanziato una ricerca dei miei prof. Barling e Lang (quindi il centro di Politiche Alimentari di City University) sulla situazione della sicurezza alimentare.  L&#8217;ho ricevuta l&#8217;altro giorno&#8230; ti interessa?</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4815</link>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 11:43:06 +0000</pubDate>
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		<description>
Sebbene si riconosca che il termine “food miles” non possa essere preso come unico indice di sostenibilità ambientale, la proposta dei menu’ a Km 0 ha di certo avuto un effetto positivo: far riflettere i consumatori piu&#039; sensibili, sulle filiere produttive. 

In questo articolo su &lt;a href=&quot;http://agriregionieuropa.univpm.it/dettart.php?id_articolo=248&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;AgriEuropa&lt;/a&gt; leggo della decisione della Soil Association,l’associazione britannica del biologico più antica e rappresentativa, di non concedere il logo a merce biologica trasportata via aereo. Inoltre si cita un articolo dell’Economist (2006) che afferma come “&lt;em&gt;il prodotto locale è il nuovo biologico”&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene si riconosca che il termine “food miles” non possa essere preso come unico indice di sostenibilità ambientale, la proposta dei menu’ a Km 0 ha di certo avuto un effetto positivo: far riflettere i consumatori piu&#8217; sensibili, sulle filiere produttive. </p>
<p>In questo articolo su <a href="http://agriregionieuropa.univpm.it/dettart.php?id_articolo=248" rel="nofollow">AgriEuropa</a> leggo della decisione della Soil Association,l’associazione britannica del biologico più antica e rappresentativa, di non concedere il logo a merce biologica trasportata via aereo. Inoltre si cita un articolo dell’Economist (2006) che afferma come “<em>il prodotto locale è il nuovo biologico”</em></p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4813</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 19:54:42 +0000</pubDate>
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		<description>ma e&#039; OVVIO che ai produttori non interessino le emissioni emesse dai ns kiwi in giro per il Cile (o dov&#039;e&#039; che vengano esportati...  sinceramente non ho idea della filiera dei kiwi italiani e di dove vada a finire).  Il produttore o il distributore curano i loro interessi, salvo naturalmente a utilizzare l&#039;idea di eco-etichettatura quando va bene a loro!  E&#039; da SEMPRE che fanno cosi&#039; - ci siamo dimenticati dei messaggi salutistici di mangiare questo o quello perche&#039; ha Omega3 o palle varie!? e qui torniamo al senso del discorso del paper di oxfordenergy - come l&#039;industria (che comprende produttori, distributori, processori etc etc etc ) sappia cogliere certe idee e usarle a proprio vantaggio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma e&#8217; OVVIO che ai produttori non interessino le emissioni emesse dai ns kiwi in giro per il Cile (o dov&#8217;e&#8217; che vengano esportati&#8230;  sinceramente non ho idea della filiera dei kiwi italiani e di dove vada a finire).  Il produttore o il distributore curano i loro interessi, salvo naturalmente a utilizzare l&#8217;idea di eco-etichettatura quando va bene a loro!  E&#8217; da SEMPRE che fanno cosi&#8217; &#8211; ci siamo dimenticati dei messaggi salutistici di mangiare questo o quello perche&#8217; ha Omega3 o palle varie!? e qui torniamo al senso del discorso del paper di oxfordenergy &#8211; come l&#8217;industria (che comprende produttori, distributori, processori etc etc etc ) sappia cogliere certe idee e usarle a proprio vantaggio!</p>
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		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/11/la-dieta-ciodue.html/comment-page-1#comment-4812</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 18:38:18 +0000</pubDate>
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		<description>Vengo da una regione (il Veneto) che punta molto alla promozione dell&#039;acquisto di prodotti a &quot;km zero&quot; e anche nei capitolati delle mense scolastiche viene talvolta indicato come parametro di selezione...addirittura abbiamo tutta una serie di ristoranti appunto detti a &quot;km zero&quot;...io trovo questa svolta molto importante perchè sicuramente supporta le piccole realtà che ci circondano ma danno anche valore aggiunto al perpetuarsi di prodotti che rischiano effettivamente di sparire...personalmente faccio la spesa dal fruttivendolo e quindi non mi è mai capitato di vedere l&#039;uva cilena o altri prodotti che vengono così da lontano...nel caso li vedessi non li acquisterei...ma la domanda che pongo è...perchè dobbiamo necessariamente mangiare mele d&#039;estate o fragole e pomodori d&#039;inverno? Vogliamo &quot;accontentarci&quot; di ciò che la natura e il nostro territorio ci dà in quel particolare periodo (come accadeva in passato)?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vengo da una regione (il Veneto) che punta molto alla promozione dell&#8217;acquisto di prodotti a &#8220;km zero&#8221; e anche nei capitolati delle mense scolastiche viene talvolta indicato come parametro di selezione&#8230;addirittura abbiamo tutta una serie di ristoranti appunto detti a &#8220;km zero&#8221;&#8230;io trovo questa svolta molto importante perchè sicuramente supporta le piccole realtà che ci circondano ma danno anche valore aggiunto al perpetuarsi di prodotti che rischiano effettivamente di sparire&#8230;personalmente faccio la spesa dal fruttivendolo e quindi non mi è mai capitato di vedere l&#8217;uva cilena o altri prodotti che vengono così da lontano&#8230;nel caso li vedessi non li acquisterei&#8230;ma la domanda che pongo è&#8230;perchè dobbiamo necessariamente mangiare mele d&#8217;estate o fragole e pomodori d&#8217;inverno? Vogliamo &#8220;accontentarci&#8221; di ciò che la natura e il nostro territorio ci dà in quel particolare periodo (come accadeva in passato)?</p>
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