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	<title>Commenti a: Change4Life</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: Stefania</title>
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		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 05:50:42 +0000</pubDate>
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		<description>La campagna doveva essere &#039;semplice&#039; nel messaggio perche&#039; ci sono gruppi di popolazione che partono davvero dal basso per quanto riguarda il corretto approccio alla dieta.  Basti pensare alle vaste comunita&#039; etniche, sopratutto del medio oriente e residenti in UK (mi riferisco sia alla prima che alla seconda generazione di immigrati), dove essere grassi e&#039; tutt&#039;altro che un problema perche&#039; ha altri significati.  O anche a chi vive da solo in zone isolate dalla grande citta&#039;, e magari non ha internet e quindi non si rende neppure conto di avere un problema.  

Detto questo, il coinvolgimento della grande industria e&#039; ritenuto necessario da parte del ministero della salute, semplicemente perche&#039; lo ritiene l&#039;unico modo di indirizzare l&#039;industria a scelte piu&#039; virtuose.  Che i cereali kellogs siano senza fibre e carichi di zucchero o miele (e quindi siano calorie &#039;vuote&#039;) e&#039; cosa nota; e che questi prodotti riescano ad essere particolarmente popolari grazie a diverse tecniche di marketing (product placement etc) idem... come fare dunque per cercare di affrontare il problema se non costringendo la ditta in questione a prendersi le sue responsabilita&#039;?  questo e&#039; il pensiero che c&#039;e&#039; dietro.  Lo stesso ministero, come cita Food Navigator, ha detto che non ci sono sponsorizzazioni ma anzi che utilizza l&#039;influenza che queste marche hanno sui consumatori proprio per sponsorizzare scelte di vita piu&#039; virtuose, come spiega la frase

We are harnessing the power that they have with consumers to promote healthy living.

Riassume un po&#039; l&#039;atteggiamento che anche in Italia i ns ministeri hanno quando parlano di &#039;scelta informata&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La campagna doveva essere &#8217;semplice&#8217; nel messaggio perche&#8217; ci sono gruppi di popolazione che partono davvero dal basso per quanto riguarda il corretto approccio alla dieta.  Basti pensare alle vaste comunita&#8217; etniche, sopratutto del medio oriente e residenti in UK (mi riferisco sia alla prima che alla seconda generazione di immigrati), dove essere grassi e&#8217; tutt&#8217;altro che un problema perche&#8217; ha altri significati.  O anche a chi vive da solo in zone isolate dalla grande citta&#8217;, e magari non ha internet e quindi non si rende neppure conto di avere un problema.  </p>
<p>Detto questo, il coinvolgimento della grande industria e&#8217; ritenuto necessario da parte del ministero della salute, semplicemente perche&#8217; lo ritiene l&#8217;unico modo di indirizzare l&#8217;industria a scelte piu&#8217; virtuose.  Che i cereali kellogs siano senza fibre e carichi di zucchero o miele (e quindi siano calorie &#8216;vuote&#8217;) e&#8217; cosa nota; e che questi prodotti riescano ad essere particolarmente popolari grazie a diverse tecniche di marketing (product placement etc) idem&#8230; come fare dunque per cercare di affrontare il problema se non costringendo la ditta in questione a prendersi le sue responsabilita&#8217;?  questo e&#8217; il pensiero che c&#8217;e&#8217; dietro.  Lo stesso ministero, come cita Food Navigator, ha detto che non ci sono sponsorizzazioni ma anzi che utilizza l&#8217;influenza che queste marche hanno sui consumatori proprio per sponsorizzare scelte di vita piu&#8217; virtuose, come spiega la frase</p>
<p>We are harnessing the power that they have with consumers to promote healthy living.</p>
<p>Riassume un po&#8217; l&#8217;atteggiamento che anche in Italia i ns ministeri hanno quando parlano di &#8217;scelta informata&#8217;.</p>
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