Fast food IGP
Piu’ di dieci anni fa Cremonini fondò la catena di fast food Burgy.
L’ accordo con cui Mc Donald’ s si aggiudicò la catena di fast food Burghy ceduta da Cremonini, prevedeva l’impegno da parte di Mc Donald’ di comperare da Cremonini stesso la carne per i suoi panini.
La collaborazione continua ancora oggi, anzi si è rafforzata non solo sul suolo nazionale,
Cremonini-Burgy-Mcdonal’ds- Inalca-Montana –Salumi-Speck IGP-McDonald’s-Sapori di montagna
Infatti dopo il connubio con il parmigiano reggiano, il nuovo protagonista dei Mc-panini è lo speck Igp, prodotto da una azienda produttrice per conto di Inalca.
Come è stato definito l’ingresso dello speck IGP nel fast food da Paolo DeCastro? un connubio positivo per la produzione di questi prodotti e la loro conoscenza da parte dei giovani.
Ma siamo sicuri che questa sia la strada giusta per valorizzare questo prodotto, se è combinato ad un hamburger ed è sommerso dalla solita salsa al formaggio Cheddar?












va beh, almeno conoscono lo speck… ma il problema e’ sempre a monte: manca l’educazione alimentare a casa e nelle scuole…
Scritto da grissino, il 27 gennaio, 2009 at 09:52
Si probabilmente a livello “sentito dire” il nome verrà ricordato, ma da qui a sapere che sapore ha lo speck “annegato” nel resto del prodotto (panino) ce ne passa !
Che sia speck di qualità o meno credo non si possa apprezzare.
Scritto da Giorgio, il 27 gennaio, 2009 at 11:07
Faccio outing: l’ho assaggiato la settimana scorsa. Lo speck praticamente non si sente, l’unica cosa che si percepisce è il salato. E’decisamente salato, almeno per me abituata ormai a pochi granelli di sale ovunque nella mia cucina.
Il gusto predominante è quello appunto del sale, in cui finisce per annegare tutto, speck in primis.
Scritto da Francesca, il 27 gennaio, 2009 at 14:17
Grazie Francesca per aver avvallato la mia idea
“c’è ma non si sente!”
figuriamoci capire se lo speck è di qualità !!!
Scritto da Giorgio, il 27 gennaio, 2009 at 16:21
se qualcuno vuol farsi una cultura in un fast food e si aspetta un prodotto di qualità da Cremonini….ALLORA GLI FACCIO I MIEI PIU’ SINCERI AUGURI !
Ricordate la trasmissione di Report del 2006 ?
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, dei giovani mi sa che non gliene frega proprio niente, lo speck è solo uno strumento per far soldi
Scritto da TOMMASO AGOSTINI, il 27 gennaio, 2009 at 17:07
Eh sará molto salato perché lo arrostiranno. Comunque per me il modo migliore di gustarlo é con dentro un tomino e fatto andare 30 secondi al microonde
Scritto da Grissino, il 27 gennaio, 2009 at 22:42
Il connubio del panino col parmigiano o con lo speck è solo una questione di marketing, punto e basta… McDonalds ha sempre offerto dei panini caratterizzati da qualche ingrediente particolare in determinati periodi dell’anno. C’è stato il parigino, il greco, il giapponese, quello del West col bacon e così via… E’ una rotazione temporanea di panini dovuta ad esigenze di marketing e di differenziazione dell’offerta, ma alla fine cambiano qualche ingrediente ma i sapori restano sempre gli stessi. Infatti voi tutti confermate che il sapore dello speck si perde fra quello degli altri ingredienti…
E’ logico che in queste operazioni di marketing i fornitori (McDonalds e Cremonini) hanno tutto da guadagnarci ma i consorzi sono proprio sicuri di avere dei ritorni positivi di immagine? Sarà un caso che sul sito del Consorzio dei produttori di speck (http://www.speck.it/), ad oggi, non ho trovato nessuna notizia e riferimento all’iniziativa di McDonalds?
Scritto da Marco, il 28 gennaio, 2009 at 09:56
Generalmente non si trova riferimento nei siti perche’ le iniziative sono temporanee. E inoltre perche’ al consorzio non conviene proprio pubblicizzare un prodotto che alla fine non e’ il suo ma di McDonalds. Sul ritorno positivo di immagine anche io ho forti dubbi, nel senso che non so sino a che punto questo sia importante per i consorzi in genere. Fosse stato un imprenditore privato probabilmente il discorso dell’immagine sarebbe stato soppesato in maniera diversa. Molto spesso ai consorzi alla fine interessa spingere il prodotto e fare anche qualche soldo in piu’ anche se a breve termine. Si ritorna al discorso fatto per il gelato: alti volumi di produzione e prodotto di scarsa o media qualita’, o produzione piu’ limitata ma di qualita’ e che punti quindi al consumatore piu’ oculato? questa e’ sempre stata la scelta dell’imprenditore ma con la crisi di questo periodo, e’ facile scivolare in questo genere di situazioni… Comunque abbiamo visto su questo blog simili connubi, tipo quello con Illy e coca cola e poi se non erro pure il parmigiano, o sbaglio?
Scritto da Stefania, il 28 gennaio, 2009 at 10:14
Stefania,
non sono d’accordo con la tua affermazione “Generalmente non si trova riferimento nei siti perche’le iniziative sono temporanee.” Per esperienza personale/professionale ti posso assicurare che aggiornare un sito con una news ha un costo “tempo/uomo” veramente irrisorio, diciamo molto vicino allo 0.
Dalla mia esperienza pluriennale su internet, posso dirti che su certi siti web è molto più interessante cercare quello che non c’è (e capire perchè non c’è) piuttosto che quello che c’è…
Scritto da Marco, il 28 gennaio, 2009 at 11:25
Chi ci guadagna è ancora una volta la Cremonini, lo speck che viene usato è prodotto da una azienda (Recla) che è sotto l’ombrello Montana Alimentari (Inalca JBS)
Scritto da gianna, il 28 gennaio, 2009 at 12:22
Marco, anche io ho esperienza in quel senso, so disegnare siti web e usare programmi di grafica, e lo so che non ci vuol molto. Ma posso immaginare che non sempre questa sia la realta’ di un piccolo ufficio o consorzio (leggi: piccole aziende o consorzi per fare un aggiornamento web tipicamente si affidano ad esterni il che costa e il ragionamento dietro e’ ‘ne vale la pena’? ). In Italia mi e’ capitato di vedere questo tipo di situazione.
Scritto da Stefania, il 28 gennaio, 2009 at 13:20
Stefania,
è vero in Italia, in molte piccole aziende è così ma quando vedo un sito ben fatto e ben curato come quello del consorzio dello speck, io mi domando: perchè si dedica una news (e di conseguenza del tempo e costo) ad una iniziativa locale come la “Festa dello speck” a Santa Maddalena in Val di Funes e non si parla di un accordo di portata nazionale con McDonalds?
Secondo la mia personale e molto discutibile opinione la risposta non è dovuta al costo di mantenimento del sito ma al fatto che per il consorzio, a livello di immagine, ha un ritorno maggiore la festa in costume tipico, tra la natura e le vette innevate piuttosto che l’accordo con la multinazionale del fast food…
Scritto da Marco, il 28 gennaio, 2009 at 13:53
pensa che McDonalds qui ha fatto una campagna di annunci pubblicitari per agganciare il consumatore (medio disinformato secondo me) … guarda qui http://www.youtube.com/watch?v=akB3LdaM6iU
Scritto da Stefania, il 28 gennaio, 2009 at 16:28
pensa che McDonalds qui ha fatto una campagna di annunci pubblicitari per agganciare il consumatore (medio disinformato secondo me) … McDonalds – ‘Working With Farmers
se cerchi su YouTube questo titolo lo trovi; non riesco a pubblicare questa risposta con il link intero dentro!
Scritto da Stefania, il 28 gennaio, 2009 at 16:31
Grazie Stefania, una cosa simile è in onda anche qui, con covoni e trattori che circolano all’ingresso del fast food. Adesso lo cerco.
Scritto da Gianna Ferretti, il 28 gennaio, 2009 at 16:49
Gianna, mi sembra che tempo fa avevamo discusso della stessa cosa relativamente al parmigiano reggiano.
io sono convinto che vi sia una profonda motivazione di marketing ma ancora una più profonda inversione di tendenza nella gestione della ristorazione fast.
a mio parere l’assioma fast = bassa qualità non è così scontata come (indagini di mercato e ) il pensiero comune vorrebbero credere.
io sono favorevole, così come lo ero per il parmigiano reggiano. e per una volta il panino è decente
ps2: mi sono assaggiato anche il panino con il formaggino francese e delle crocchette parmigiano – spinaci. secondo me vi è stato un miglioramento, non un peggioramento…
Scritto da davide, il 28 gennaio, 2009 at 19:13