La rotazione al tempo degli OGM

Immagine ispirata dopo queste letture:
Liberty Link Soybeans Fit in the Rotation;
LibertyLink new weapon against resistant weed problem;
Roundup Ready, LibertyLink complementary

Insomma da qualche parte ho iniziato a leggere della comparsa di piante resistenti al RoundUp ready della Monsanto. Dopo anni di impiego del diserbante su campi seminati con mais e soia resistenti al glifosate, non è una notizia inattesa. Ed ecco che nuove piante OGM si propongono agli agricoltori per affrontare la situazione. La concorrente Bayer infatti propone la rotazione con i suoi semi transgenici, cioè mais e soia resistenti al diserbante Ignite.


La FDA al tempo di Twitter

La Food and Drug Adminstration (FDA) ha deciso di utilizzare il social network Twitter per informare piu’ velocemente i consumatori dei recall dei prodotti alimentari.

Ecco l’indirizzo: http://twitter.com/FDArecalls

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Il TUO calcio

formaggino MIO

In questi giorni mi è capitato di vedere lo spot del formaggino ricco di calcio, avete capito quale. Una mamma preoccupata per l’apporto di calcio del figlio si rivolge all’esperta della nota multinazionale, che guarda caso, gli consiglia proprio quel formaggino per un apporto adeguato.

Il fabbisogno giornaliero di calcio per i bambini da 0-1 anno è di 800 mg/die. Da 1-6 anni il fabbisogno è maggiore (1000 mg/die).

A tutte le mamme che invece passano da queste parti e si chiedono se ci sono altre fonti del minerale, oltre ai formaggi fusi, ecco qualche dato sui contenuti di calcio (mg/100g) in diversi alimenti. I formaggi sono una fonte importante e il calcio contenuto ha una elevata biodisponibilità. La minore biodisponibilità di calcio nei vegetali è dovuta alla presenza di numerose sostanze (fibre vegetali, acidi organici, fitati) che legano il calcio e ne limiano l’assorbimento.

Il Parmigiano contiene 1159 mg di calcio/100g; il Pecorino romano 900 mg; il Pecorino siciliano 1162; il Grana 1169 mg/100g.

Il Formaggino Nestlè contiene 330mg/100g, quindi un quantitativo inferiore anche se confrontato con il valore medio di alcuni formaggi freschi (circa 450mg/100 g)

Tralasciamo gli altri nutrienti dei formaggi citati, come le proteine e le vitamine liposolubili (tra cui la vitamina D che è importante per l’assorbimento), e su cui ci sarebbe tanto da dire, siamo ancora convinti dello spot?

Credo che la Nestlè, dovrà prima o poi correggere anche la scritta “Ricco di calcio”. Infatti in base alla nuova regolamentazione europea sulla etichettatura, si potrà definire un prodotto “Ad alto contenuto di un minerale” se il suo contenuto sarà almeno il doppio di una “fonte naturale del minerale“.

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Olio di semi di soia OGM

Filetti acciughe, olio OGM

L’unico ricordo che ho di prodotti ottenuti da soia transgenica in vendita in Italia, risale al 2004. Si trattava di un olio di semi prodotto dalla “Casa Olearia Italiana.” A seguito di proteste avviate da Greenpeace, l’azienda decise di ritirarlo dal commercio.

In seguito si segnalò una frode in cui secondo l’accusa, olio di semi di soia, anche geneticamente modificata, addizionato con betacarotene e clorofilla industriale era impiegato per fabbricare fraudolentemente olio extravergine.

E arriviamo a oggi. La prossima volta che acquistate un barattolo di filietti di acciughe sott’olio, potreste incontrare quella della foto e non trovare filetti immersi nell’olio di oliva come vorrebbe la tradizione, bensì olio di semi di soia e per giunta soia ogm. Grazie a Luca Lombroso per l’assist. Sarà un errore di stampa?

Comunque non dovrebbe sorprendere. L’UE non coltiva soia transgenica ma la importa da diversi anni. In prevalenza la soia importata è destinata a produrre mangimi destinati a pollame, suini, bovini, pesci o per produrre oli. Dai dati forniti dal Ministero della salute, che ha verificato la contaminazione relativa alla presenza di Organismi geneticamente modificati su soia e mais ad uso zootecnico importati nel nostro Paese, risulta che la presenza di OGM risulta confermata per il 91% dei campioni di soia analizzati e per il 12% dei campioni di mais.

È stato da poco pubblicato il rapporto sullo stato delle coltivazioni geneticamente modificate nel mondo, a cura dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications. La soia risulta la piu’ coltivata tra le piante geneticamente manipolate. E’ stata anche la prima ad essere modificata negli USA. Dopo piu’ di dieci anni la soia Ogm è coltivata in nove stati, si tratta di soia prevalentemente resistente agli erbicidi, esempi sono la LibertyLink® della Bayer e Roundup Ready® della Monsanto resistenti rispettivamente al glufosinate ammonio o glifosate.

Recentemente la UE ha autorizzato l’importazione di soia OGM destinata all’alimentazione umana come la Bayer A2704-12 o la MON 89788 Roundup Ready 2 Yield(TM) della Monsanto. L’autorizzazione della soia Monsanto e Bayer, ultime arrivate sul mercato europeo, sarà valida per dieci anni, e comporta l’etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti prodotti dagli Ogm in questione, che lo contengano o che ne contengano tracce oltre lo 0,9%.

-Per quanto riguarda l’etichettatura, se una farina o un olio derivano da soia OGM, i prodotti devono essere etichettati.

-I mangimi dal 2004 devono essere etichettati se derivano da piante OGM (soia o mais) ma non i prodotti che ne derivano come latte, carne, uova ecc.

-Non è obbligatorio invece dichiarare se in alcuni processi produttivi si fa uso di microorganismi geneticamente modificati o enzimi derivati da lieviti o altri microorganismi transgenici.

Ma torniamo al barattolo da cui sono partita.

Quale delle diverse varianti di soia Ogm sarà stata usata per produrre l’olio? Durante il processo di raffinazione dell’olio dalla soia, i semi sono sottoposti a trattamenti con solventi e elevate temperature che danneggiano il DNA per cui è in pratica impossibile risalire al tipo di materie prime impiegate, come dimostra questo lavoro “Detection of DNA during the refining of soybean oil” pubblicato su Journal of the American Oil Chemists’ Society (2006).

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