Il colesterolo: il buono e il cattivo.Ignorato l’ossicolesterolo?. Ma quando mai!
I media di fine agosto scoprono l’ossicolesterolo e la notizia rimbalza tra blogs e giornali.
- Colesterolo cattivissimo leggo su Repubblica.it
Appena scoperto dai ricercatori cinesi un nuovo colesterolosu AGI Salute
Ossicolesterolo. Un nuovo colesterolo pericoloso
Ossicolesterolo nei cibi spazzatura.
L’ossicolesterolo, scoperto un colesterolo del terzo tipo su Europassparma.it
Ehhh? L’ossicolesterolo, un colesterolo “del terzo tipo”? Un NUOVo colesterolo fino ad ora ignorato?
Ma se sono anni che tratto i prodotti di ossidazione del colesterolo a lezione nel programma dedicato ai grassi. Tutti i lipidi contenuti negli alimenti si ossidano e il colesterolo non fa eccezione. Non solo gli acidi grassi contenuti negli oli e altri alimenti sono sensibili alla perossidazione lipidica favorita da diverse condizioni. Anche il colesterolo ( libero o esterificato) è suscettibile e si formano decine di composti.
In una affermazione riportata nei vari articoli, il ricercatore cinese Zhen-Yu Chen riporta: “l’allarme ossicolesterolo è ad alto livello principalmente per due motivi: la sua diffusione, si trova infatti in cibi molto lavorati e si forma quando cibi grassi vengono cotti. Tra gli imputati ci sono i cibi da fast-food: l’ossidazione si verifica infatti quando alimenti grassi vengono riscaldati.”
Veramente la presenza degli ossisteroli, così si chiamano i prodotti d’ossidazione del colesterolo (COPs), è stata ampiamente documentata nei prodotti di origine animale come prodotti lattiero caseari, carne, e i loro prodotti di trasformazione (es. salumi), ovoprodotti industriali. Le tecnologie di lavorazione e conservazione degli alimenti, come la cottura, la macinatura, la salagione e la stagionatura prolungata, possono favorire le reazioni di ossidazione. Tra i prodotti piu’ studiati per la presenza di ossisteroli ci sono le uova in polvere usate per produrre pasta all’uovo, dolci. Sebbene abbia dei vantaggi nell’uso industriale con un volume ridotto che facilita il dosaggio e lo stoccaggio, vi sono svantaggi legati al fatto che la tecnologia e il tempo di conservazione possono influenzare le caratteristiche compositive e nutrizionali. La tecnologia spray drying, spesso utilizzata nella produzione d’uovo in polvere provoca la comparsa dei COPs e la loro concentrazione dipende dalle condizioni d’essiccamento e di stoccaggio. Sono stati evidenziati gli ossisteroli anche nel latte in polvere. Dei numerosi composti generati per autossidazione del colesterolo, il chetocolesterolo è considerato un marker e sono state messe a punto delle metodiche per valutarlo in diverse matrici alimentari.
I prodotti di ossidazione del colesterolo mostrano un’ampia gamma di proprietà dannose per le cellule e sono dati noti da parecchi anni. In vitro sono stati dimostrati effetti aterogenici, citotossici e mutagenici. C’è una letteratura vastissima che lo dimostra.
Che legame possiamo stabilire tra ossisteroli nei cibi,alimentazione e salute? Studi su modelli animali hanno dimostrato che diversi composti di ossidazione del colesterolo presenti negli alimenti, possono essere assorbiti a livello intestinale e si trovano nel sangue assemblati nelle lipoproteine (chilomicroni e in altre lipoproteine tra cui le LDL).
Gli ossisteroli presenti nel sangue derivano solo dall’alimentazione? No, la presenza di ossisteroli nel sangue, oltre ad essere derivata dalla ingestione di alimenti che li contengono, può essere dovuta dall’azione di radicali liberi. Infatti il colesterolo associato alle LDL può ossidarsi in presenza di radicali liberi e sostanze pro-ossidanti. Le LDL ossidate contenenti quindi acidi grassi e/o colesterolo ossidati, partecipano ai processi ossidativi nella patogenesi dell’aterosclerosi.
E la ricerca italiana? Il ruolo dannoso degli ossisteroli è studiato da numerosi anni anche da gruppi di ricerca italiani. Una piccola ricerca su Google e ho conferma che diversi gruppi di italiani lavorano su questo tema. Il team coordinato dal Prof.Lercker dell’Università di Bologna,ha quantificato gli osssisteroli in diversi alimenti. Nel 2002 un finanziamento del ministero dell’Università e della Ricerca scientifica 180.000 euro è stato assegnato per uno studio biennale sul tema:Prodotti di ossidazione e perossidazione lipidica come modulatori delle funzioni cellulari.
Sono solo due esempi.
Conclusione, il gruppo cinese ha confermato un effetto dannoso noto da tempo, nessuna scoperta eclatante.
A chi ha scritto titoli e articoli sul nuovo colesterolo che tanto nuovo non è, sarebbero bastati pochi minuti per scoprirlo.
Ora attendo di leggere l’articolo degli scienziati della Chinese University di Hong Kong. Per ora il ricercatore cinese Zhen-Yu Chen, portavoce del gruppo, è solo intervenuto con una relazione al 238mo incontro nazionale dell’American Chemical Society. Quanto ossicolesterolo è stato somministrato al modello animale scelto per lo studio? Quando si affronta questo tipo di studi, si eccede nei quantitativi di grassi. E’ paragonabile all’apporto con una dieta seppure sbilanciata e ricca di grassi?
Si stima che circa l’1% del colesterolo contenuto negli alimenti è presente in forma ossidata. Che livelli si raggiungono negli alimenti? negli studi in cui gli ossisteroli sono stati quantificati si va da microgrammi/g a qualche mg/g.
Qualche bibliografia:
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