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	<title>Commenti a: Dossier Olivenöl: gli oli extravergine nei supermercati tedeschi</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: giuseppe</title>
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		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 00:04:11 +0000</pubDate>
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		<description>beppe- da torremaggiore (foggia)sono un produttore di  olive della qualità (peranzana riconosciuta come oliva da olio e da menza)e di olio extra vergine ,vorrei sapere perchè il nosto prodotto tanto richiesto dalla vostra regione, non viene ugualmente retribuito tenento conto che qui le olive costano 25,00 euro al quintale? oppure credo che chi compra le olive per portarle in toscana ci guadagna almeno il doppio.Non so se sia vero il 18/10 scorso da noi il prezzo era di 30,00euro e chi portava le olive in toscana guadagna più del doppio ancor oggi ovvero 65,00 euro,tenento conto che è il nosto reddito per poter sopravvivere visto i costi di produzione.E con molto impegnio e passione io cercherò di difendere il mio prodotto trasformandolo in olio extra vergine.Comunque cerchiamo di mangiare roba sana italiana e certificata e non farsi ingannare dai prodotti che costano poco, come tanti tipi di olii.......</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beppe- da torremaggiore (foggia)sono un produttore di  olive della qualità (peranzana riconosciuta come oliva da olio e da menza)e di olio extra vergine ,vorrei sapere perchè il nosto prodotto tanto richiesto dalla vostra regione, non viene ugualmente retribuito tenento conto che qui le olive costano 25,00 euro al quintale? oppure credo che chi compra le olive per portarle in toscana ci guadagna almeno il doppio.Non so se sia vero il 18/10 scorso da noi il prezzo era di 30,00euro e chi portava le olive in toscana guadagna più del doppio ancor oggi ovvero 65,00 euro,tenento conto che è il nosto reddito per poter sopravvivere visto i costi di produzione.E con molto impegnio e passione io cercherò di difendere il mio prodotto trasformandolo in olio extra vergine.Comunque cerchiamo di mangiare roba sana italiana e certificata e non farsi ingannare dai prodotti che costano poco, come tanti tipi di olii&#8230;&#8230;.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
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		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 17:02:48 +0000</pubDate>
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		<description>che articolo scorretto - hanno pure sbagliato il titolo della rivista inglese, chiamandola Witch (=strega) anziche&#039; Which  :-D
chi l&#039;ha scritto non ha capito che la stragrande parte degli olii presi in esame da Which sono quelli che hanno l&#039;etichettatura del supermercato, e che vengono imbottigliati direttamente alla fonte per il buyer e spediti.  La filiera e&#039; lunga anche perche&#039; rimangono poi nei magazzini centrali una volta arrivati in UK e in attesa della distribuzione.  Io sono la prima a non comprarli questi olii...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che articolo scorretto &#8211; hanno pure sbagliato il titolo della rivista inglese, chiamandola Witch (=strega) anziche&#8217; Which  <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
chi l&#8217;ha scritto non ha capito che la stragrande parte degli olii presi in esame da Which sono quelli che hanno l&#8217;etichettatura del supermercato, e che vengono imbottigliati direttamente alla fonte per il buyer e spediti.  La filiera e&#8217; lunga anche perche&#8217; rimangono poi nei magazzini centrali una volta arrivati in UK e in attesa della distribuzione.  Io sono la prima a non comprarli questi olii&#8230;</p>
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		<title>Di: Andreas März</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/dossier-olivenol-gli-oli-extravergine-nei-supermercati-tedeschi.html/comment-page-1#comment-6212</link>
		<dc:creator>Andreas März</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 15:01:29 +0000</pubDate>
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		<description>la voce dei venduti: http://www.teatronaturale.it/articolo/7324.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la voce dei venduti: <a href="http://www.teatronaturale.it/articolo/7324.html" rel="nofollow">http://www.teatronaturale.it/articolo/7324.html</a></p>
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		<title>Di: Stefania</title>
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		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 19:41:53 +0000</pubDate>
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		<description>@Francesco - e&#039; proprio quello che intendo;  l&#039;etichettatura non risolve certi problemi e d&#039;altronde anche tanti, troppi consumatori peccano di disinteresse e al momento dell&#039;acquisto scelgono quello che costa meno senza farsi troppe domande su quello che dice o non dice l&#039;etichetta. La provenienza non e&#039; l&#039;unico criterio assoluto.  Riguardo il problema dei pochi &#039;grandi&#039; produttori, purtroppo la realta&#039; italiana inizia a riflettere una realta&#039; che e&#039; presente nell&#039;agroalimentare gia&#039; da parecchio in altre nazioni.  Le politiche dei governi italiani perseguono il mito della grande industria, e pertanto hanno negli anni recenti favorito sopratutto i grandi gruppi.  Un peccatuccio che gli US ora stanno cercando di correggere (chissa&#039; se Obama ce la fara&#039;). Penso tuttavia che la spinta per cambiare le cose possa arrivare non solo da su ma anche da giu&#039;, non solo in ambito nazionale ma anche in quello sub-regionale / locale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesco &#8211; e&#8217; proprio quello che intendo;  l&#8217;etichettatura non risolve certi problemi e d&#8217;altronde anche tanti, troppi consumatori peccano di disinteresse e al momento dell&#8217;acquisto scelgono quello che costa meno senza farsi troppe domande su quello che dice o non dice l&#8217;etichetta. La provenienza non e&#8217; l&#8217;unico criterio assoluto.  Riguardo il problema dei pochi &#8216;grandi&#8217; produttori, purtroppo la realta&#8217; italiana inizia a riflettere una realta&#8217; che e&#8217; presente nell&#8217;agroalimentare gia&#8217; da parecchio in altre nazioni.  Le politiche dei governi italiani perseguono il mito della grande industria, e pertanto hanno negli anni recenti favorito sopratutto i grandi gruppi.  Un peccatuccio che gli US ora stanno cercando di correggere (chissa&#8217; se Obama ce la fara&#8217;). Penso tuttavia che la spinta per cambiare le cose possa arrivare non solo da su ma anche da giu&#8217;, non solo in ambito nazionale ma anche in quello sub-regionale / locale.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/dossier-olivenol-gli-oli-extravergine-nei-supermercati-tedeschi.html/comment-page-1#comment-6142</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 19:01:53 +0000</pubDate>
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		<description>@ Francesco - sono d&#039;accordo con tutto quanto scrivi.  E&#039; un disagio sentito da molti piccoli produttori e non solo degli olii.  Quando scrivo &gt;e’ molto facile immettere sul mercato qualcosa che non e’ di qualita’ ottimale e con un’etichettatura banale e poco chiara.&lt; e&#039; proprio quello che intendo, il problema e&#039; l&#039;etichettatura, cosi&#039; come d&#039;altronde ci sono molti consumatori che l&#039;etichetta manco la sanno leggere o se la leggono non la comprendono.  Non vivo in Italia da diversi anni ma la mia impressione e&#039; questa, correggimi se sbaglio. La classe politica italiana - e questo sopratutto nell&#039;ultimo decennio - seguendo le orme di paesi come l&#039;US e UK, ha voluto incentivare i grossi gruppi industriali senza pensare molto ai piccoli.  La cosa tragicomica e&#039; che ora, invece, in UK c&#039;e&#039; un bel dietrofront.  E anche Obama sta cercando di togliere i privilegi concessi ai grossi gruppi agroalimentari in US (chissa&#039; con quali risultati).  E invece l&#039;Italia, no, continua per inerzia ad accarezzare il sogno dei grandi gruppi che &#039;creano lavoro&#039; e che quindi devono necessariamente essere aiutati di piu&#039;.  Eppure anche l&#039;EU ha cambiato la sua politica degli incentivi!  Ma come per il discorso ambientale, sembra che all&#039;Italia importi poco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Francesco &#8211; sono d&#8217;accordo con tutto quanto scrivi.  E&#8217; un disagio sentito da molti piccoli produttori e non solo degli olii.  Quando scrivo &gt;e’ molto facile immettere sul mercato qualcosa che non e’ di qualita’ ottimale e con un’etichettatura banale e poco chiara.&lt; e&#039; proprio quello che intendo, il problema e&#039; l&#039;etichettatura, cosi&#039; come d&#039;altronde ci sono molti consumatori che l&#039;etichetta manco la sanno leggere o se la leggono non la comprendono.  Non vivo in Italia da diversi anni ma la mia impressione e&#039; questa, correggimi se sbaglio. La classe politica italiana &#8211; e questo sopratutto nell&#039;ultimo decennio &#8211; seguendo le orme di paesi come l&#039;US e UK, ha voluto incentivare i grossi gruppi industriali senza pensare molto ai piccoli.  La cosa tragicomica e&#039; che ora, invece, in UK c&#039;e&#039; un bel dietrofront.  E anche Obama sta cercando di togliere i privilegi concessi ai grossi gruppi agroalimentari in US (chissa&#039; con quali risultati).  E invece l&#039;Italia, no, continua per inerzia ad accarezzare il sogno dei grandi gruppi che &#039;creano lavoro&#039; e che quindi devono necessariamente essere aiutati di piu&#039;.  Eppure anche l&#039;EU ha cambiato la sua politica degli incentivi!  Ma come per il discorso ambientale, sembra che all&#039;Italia importi poco.</p>
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	<item>
		<title>Di: francesco travaglini</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/dossier-olivenol-gli-oli-extravergine-nei-supermercati-tedeschi.html/comment-page-1#comment-6138</link>
		<dc:creator>francesco travaglini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 08:43:21 +0000</pubDate>
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		<description>Il prezzo all&#039;ingrosso alla borsa di Andria era all&#039;8 agosto di 2,95 euro al kg quindi 2,68 al litro circa...
Considerando che si tratta di prezzo all&#039;ingrosso il cui lotto minimo d&#039;acquisto è di qualche tonnellata....si rinnova il miracolo della GDO e dei maghi dell&#039;Assitol, appunto..
Chi riceve i 2,68 euro/litro dovrà operarsi nel fare miracoli per.. campà :-/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il prezzo all&#8217;ingrosso alla borsa di Andria era all&#8217;8 agosto di 2,95 euro al kg quindi 2,68 al litro circa&#8230;<br />
Considerando che si tratta di prezzo all&#8217;ingrosso il cui lotto minimo d&#8217;acquisto è di qualche tonnellata&#8230;.si rinnova il miracolo della GDO e dei maghi dell&#8217;Assitol, appunto..<br />
Chi riceve i 2,68 euro/litro dovrà operarsi nel fare miracoli per.. campà :-/</p>
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	<item>
		<title>Di: gianna ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/dossier-olivenol-gli-oli-extravergine-nei-supermercati-tedeschi.html/comment-page-1#comment-6137</link>
		<dc:creator>gianna ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 07:53:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri ho visto un olio &quot;extravergine&quot; a 2,99 euro nel supermercato sotto casa. Ho scoperto ora che il produttore-confezionatore è tra i vertici dell&#039;Assitol.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho visto un olio &#8220;extravergine&#8221; a 2,99 euro nel supermercato sotto casa. Ho scoperto ora che il produttore-confezionatore è tra i vertici dell&#8217;Assitol.</p>
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	<item>
		<title>Di: francesco travaglini</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/dossier-olivenol-gli-oli-extravergine-nei-supermercati-tedeschi.html/comment-page-1#comment-6136</link>
		<dc:creator>francesco travaglini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 07:47:25 +0000</pubDate>
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		<description>Gianna,
la percentuale di olio d&#039;oliva commercializzato nel mondo appannaggio dell&#039;industria olearia (praticamente 3-4 gruppi) è altissima, credo che oltre il 90%.
&quot;noialtri&quot; ci dividiamo il restante 10%. 
La risposta è in queste cifre. 
Il mondo dell&#039;olio è stranissimo e governato da pochissime persone. Gli olivicoltori, circa un milione in Italia, non contano un bel nulla.
Basta vedere l&#039;enfasi con la quale si è parlato sulla nuova norma sull&#039;origine in etichetta...chi avvantaggerà se non l&#039;industria olearia?
Nel mio caso per esempio, non c&#039;è bisogno di scrivere che le olive sono raccolte e trasformate in Italia..tu avevi qualche dubbio ;-)
Preoccupante e inquietante è la festa che ha fatto il ministro con le associazioni di categoria..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianna,<br />
la percentuale di olio d&#8217;oliva commercializzato nel mondo appannaggio dell&#8217;industria olearia (praticamente 3-4 gruppi) è altissima, credo che oltre il 90%.<br />
&#8220;noialtri&#8221; ci dividiamo il restante 10%.<br />
La risposta è in queste cifre.<br />
Il mondo dell&#8217;olio è stranissimo e governato da pochissime persone. Gli olivicoltori, circa un milione in Italia, non contano un bel nulla.<br />
Basta vedere l&#8217;enfasi con la quale si è parlato sulla nuova norma sull&#8217;origine in etichetta&#8230;chi avvantaggerà se non l&#8217;industria olearia?<br />
Nel mio caso per esempio, non c&#8217;è bisogno di scrivere che le olive sono raccolte e trasformate in Italia..tu avevi qualche dubbio <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Preoccupante e inquietante è la festa che ha fatto il ministro con le associazioni di categoria..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianna ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/dossier-olivenol-gli-oli-extravergine-nei-supermercati-tedeschi.html/comment-page-1#comment-6135</link>
		<dc:creator>gianna ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 06:28:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=1844#comment-6135</guid>
		<description>@Francesco, io ripeto la domanda. Come mai nessun quotidiano ne ha parlato? forse è il periodo? o problemi a parlare di alcuni nomi che figurano tra gli inserzionisti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesco, io ripeto la domanda. Come mai nessun quotidiano ne ha parlato? forse è il periodo? o problemi a parlare di alcuni nomi che figurano tra gli inserzionisti?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco travaglini</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/dossier-olivenol-gli-oli-extravergine-nei-supermercati-tedeschi.html/comment-page-1#comment-6134</link>
		<dc:creator>francesco travaglini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 21:51:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=1844#comment-6134</guid>
		<description>Stefania, nel campo dell&#039;extravergine il problema è un tantino più complesso ed il comunicato stampa della rivista Merum centra perfettamente il punto:

&quot;...Fino a quando oli puzzolenti, rancidi e prodotti di qualità superiore che profumano di olive fresche porteranno lo stesso nome, i produttori di qualità in Italia e in tutto il bacino del Mediterraneo non hanno la possibilità di coprire il loro costi.”&quot;

Sicuramente ci sono piccoli produttori che producono oli puzzolenti in Italia ed all&#039;estero come ci sono piccoli produttori che producono oli di qualità sia in Italia che all&#039;estero. Il punto è che le etichette non aiutano affatto il consumatore nell&#039;individuazione della qualità dell&#039;olio e questa inchiesta ne è la prova. Purtroppo la valutazione organolettica, parte integrante della normativa sulla classificazione merceologica di un olio, è gestita in modo assolutamente inefficace. Se i criteri d&#039;assaggio fossero applicati rigidamente  potremmo aver risolto il problema senza aggiungere nulla al quadro normativo esistente.
Ma ve l&#039;immaginate Carapelli o chi per lui che commercializza un  &quot;olio vergine d&#039;oliva&quot;... 
la vedo dura</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefania, nel campo dell&#8217;extravergine il problema è un tantino più complesso ed il comunicato stampa della rivista Merum centra perfettamente il punto:</p>
<p>&#8220;&#8230;Fino a quando oli puzzolenti, rancidi e prodotti di qualità superiore che profumano di olive fresche porteranno lo stesso nome, i produttori di qualità in Italia e in tutto il bacino del Mediterraneo non hanno la possibilità di coprire il loro costi.”&#8221;</p>
<p>Sicuramente ci sono piccoli produttori che producono oli puzzolenti in Italia ed all&#8217;estero come ci sono piccoli produttori che producono oli di qualità sia in Italia che all&#8217;estero. Il punto è che le etichette non aiutano affatto il consumatore nell&#8217;individuazione della qualità dell&#8217;olio e questa inchiesta ne è la prova. Purtroppo la valutazione organolettica, parte integrante della normativa sulla classificazione merceologica di un olio, è gestita in modo assolutamente inefficace. Se i criteri d&#8217;assaggio fossero applicati rigidamente  potremmo aver risolto il problema senza aggiungere nulla al quadro normativo esistente.<br />
Ma ve l&#8217;immaginate Carapelli o chi per lui che commercializza un  &#8220;olio vergine d&#8217;oliva&#8221;&#8230;<br />
la vedo dura</p>
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