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	<title>Commenti a: SOS Olio extravergine d&#8217;oliva Made in Italy</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Mar 2010 17:53:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Giacomo</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6870</link>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:13:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Stefano,
se hai bisogno di qualche suggerimento o consulenza sui nuovi impianti d&#039;olivo mi puoi contattarmi al 3351035844.
Oppure passa dal mio sito www.renello.it
a presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano,<br />
se hai bisogno di qualche suggerimento o consulenza sui nuovi impianti d&#8217;olivo mi puoi contattarmi al 3351035844.<br />
Oppure passa dal mio sito <a href="http://www.renello.it" rel="nofollow">http://www.renello.it</a><br />
a presto</p>
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	<item>
		<title>Di: stefano</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6847</link>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 14:34:42 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Giacomo, ci siamo conosciuti nel tuo Agriturismo, sono venuto con mia moglie a visitare i tuoi oliveti, ho bisogno di parlarti in riguardo a questi, se mi puoi inviare il tuo n° di tel perchè è stato perso.
il Mio Tel 3473736881
Ciao Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Giacomo, ci siamo conosciuti nel tuo Agriturismo, sono venuto con mia moglie a visitare i tuoi oliveti, ho bisogno di parlarti in riguardo a questi, se mi puoi inviare il tuo n° di tel perchè è stato perso.<br />
il Mio Tel 3473736881<br />
Ciao Stefano</p>
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	<item>
		<title>Di: Giacomo Godone</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6442</link>
		<dc:creator>Giacomo Godone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:14:46 +0000</pubDate>
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		<description>Sono completamente in sintonia con quanto ha scritto Leonardo, voglio anche agiungere che anche gli agricoltori hanno le loro buone colpe.
In primis non sono stati capaci di gestire le associazioni dei produttori e hanno permesso ai &quot;signori delle organizzazioni sindacali&quot; si spartirsi le poltrone con personaggi che non hanno competenze o che sono a suffragio universale di chi c&#039; li ha messi. E il risultato  stato che le Associazioni dei produttori italiane non hanno voce in capitolo.
Se si guarda all&#039;estero, vedi Francia, le associazioni dei produttori riescono a imporre le loro idee e ad organizzare feroci manifestazioni.
In secundis gli agricoltori italiani si sono sempre accontentati di qualche contributo pittosto che pensere seriamente al futuro con mente imprenditoriale.
Addirittura nel settore dell&#039;olio la prima dop italiana  è stata fatta da una notissima con la compiacenza di alcuni agricoltori che hanno fatturato olive mai raccolte.....e diventate per magia DOP!!!

Ma quante di queste storie in agricoltura c&#039;è ne sarebero da raccontare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono completamente in sintonia con quanto ha scritto Leonardo, voglio anche agiungere che anche gli agricoltori hanno le loro buone colpe.<br />
In primis non sono stati capaci di gestire le associazioni dei produttori e hanno permesso ai &#8220;signori delle organizzazioni sindacali&#8221; si spartirsi le poltrone con personaggi che non hanno competenze o che sono a suffragio universale di chi c&#8217; li ha messi. E il risultato  stato che le Associazioni dei produttori italiane non hanno voce in capitolo.<br />
Se si guarda all&#8217;estero, vedi Francia, le associazioni dei produttori riescono a imporre le loro idee e ad organizzare feroci manifestazioni.<br />
In secundis gli agricoltori italiani si sono sempre accontentati di qualche contributo pittosto che pensere seriamente al futuro con mente imprenditoriale.<br />
Addirittura nel settore dell&#8217;olio la prima dop italiana  è stata fatta da una notissima con la compiacenza di alcuni agricoltori che hanno fatturato olive mai raccolte&#8230;..e diventate per magia DOP!!!</p>
<p>Ma quante di queste storie in agricoltura c&#8217;è ne sarebero da raccontare?</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Leonardo</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6426</link>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:13:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=1854#comment-6426</guid>
		<description>scusate ma i dati a mia disposizione circa queste analisi sono troppo scarsi per prendere una posizione pro o contro i produttori, non mi pare si metta in dubbio la capacità del commercio di reperimento e di trasferimento al consumatore della qualità del prodotto.
Questo mi puzza di terrorismo alimentare. Ho purtroppo gia avuto esperienza diretta ed indiretta di campagne comunicazionali in cui si spaventa il consumatore con analisi poco accurate, quelle serie costano troppo e tropo spesso non danno possibilità di fare scoop.
Io personalmente ho vissuto sulla mia pelle i disastrosi risultati di una &quot;indagine&quot; in cui alla fine nella mia qualità di produttore, ed in quuel periodo la mia battaglia era per essere il migliore sul mercato, non ho potuto avere  concretamente la possibilità di difendermi dovendo poi subire le conseguenza di una immagine negativa che non meritavo.
Poi scusate ma ho un dente avvelenato contro il sistema alimentare inglese che pretende l&#039;eccellenza senza pagarla., Già mi sono trovato di fronte a esorbitasnti ipergarantiste e anche spesso insensate richieste da quel mercato per poi dopo ore di lavoro e di sforzi anche organizzativi aremarmi in un &quot; too expancive&quot;.
Il baco sta in tutta la filiera; 
nella stampa che alcune volte si comporta in manera diciamo &quot;superficiale&quot;, 
nel consumatore che in questa supeficialità si adagia e si appiattisce in una diffusa insicurezza  &quot;visto che tutto è corrotto ed artefatto tanto vale comprare il meno caro&quot;,
nell&#039;ipocrisia di molte catene di distribuzione che si fanno paladini di una qualità che alla fine non vogliono controllare in maniera seria e che troppo spesso per attirare il consumatore usano la scorciatoia del prezzo a tutti i costi (scurate il gioco di parole) ottenedo il risultato di instupidire ulterioremente un consumatore pirgo e gia demoralizzato,
e da ultimo nella resa di molti produttori siano essi contadini o trasformatori i quali stufi di combattere per avere una la giusta remunerazione la qualità che saprebbero fre trovano rifugio nel prezzo e questo purtroppo sovente a scapito della qualità
Così vincono i furbi.
Ma il panorama non è completamente scuro perchè ci sono alcuni componenti della filiera che nonostante la dominante corrente avversa di superficialità e di disinformazione continuano con pervicace determinazione a cresere  trarformare  distribuire e consumare una qualità  che può essere sufficiente buona o eccellente  ma che certamente deve è conscia.
Questa è la punta di diamante della costruzione di una seria cultura alimentare la quale dovrebbe stare alla base dell&#039;approccio alla filiera.
&quot;Ho un sogno &quot;  una filiera alimentare basata sulla trasparenza, nella informazione seria e nel fatto che chi si prende l&#039;incarico di fare una cosa la faccia con coscenza.
I produttori facciamo la qualità che possono i trasformatori facciamo i prezzi per quello che hanno comunicando onestamente di che cosa si tratta.
La distribuzione distribuisca in maniera efficace e controlli seriamente.
I mezzi di comunicazione, che sono ben lungi dal voler imbavagliare ,agiscano con competenza e si prendano la piena responsabilità delle loro azioni.
Scusate lo sfogo di un ex agricoltore deluso che quando legge queste cose rivive certe esperienze e si sente ribollire il sangue.
Se siete arrivati fino a qui non mi resta che sperare di aver quantomeno contribuito al dibattito ringraziandovi per la pazienza
a disposizione per chiarimenti
Leonardo Ricci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate ma i dati a mia disposizione circa queste analisi sono troppo scarsi per prendere una posizione pro o contro i produttori, non mi pare si metta in dubbio la capacità del commercio di reperimento e di trasferimento al consumatore della qualità del prodotto.<br />
Questo mi puzza di terrorismo alimentare. Ho purtroppo gia avuto esperienza diretta ed indiretta di campagne comunicazionali in cui si spaventa il consumatore con analisi poco accurate, quelle serie costano troppo e tropo spesso non danno possibilità di fare scoop.<br />
Io personalmente ho vissuto sulla mia pelle i disastrosi risultati di una &#8220;indagine&#8221; in cui alla fine nella mia qualità di produttore, ed in quuel periodo la mia battaglia era per essere il migliore sul mercato, non ho potuto avere  concretamente la possibilità di difendermi dovendo poi subire le conseguenza di una immagine negativa che non meritavo.<br />
Poi scusate ma ho un dente avvelenato contro il sistema alimentare inglese che pretende l&#8217;eccellenza senza pagarla., Già mi sono trovato di fronte a esorbitasnti ipergarantiste e anche spesso insensate richieste da quel mercato per poi dopo ore di lavoro e di sforzi anche organizzativi aremarmi in un &#8221; too expancive&#8221;.<br />
Il baco sta in tutta la filiera;<br />
nella stampa che alcune volte si comporta in manera diciamo &#8220;superficiale&#8221;,<br />
nel consumatore che in questa supeficialità si adagia e si appiattisce in una diffusa insicurezza  &#8220;visto che tutto è corrotto ed artefatto tanto vale comprare il meno caro&#8221;,<br />
nell&#8217;ipocrisia di molte catene di distribuzione che si fanno paladini di una qualità che alla fine non vogliono controllare in maniera seria e che troppo spesso per attirare il consumatore usano la scorciatoia del prezzo a tutti i costi (scurate il gioco di parole) ottenedo il risultato di instupidire ulterioremente un consumatore pirgo e gia demoralizzato,<br />
e da ultimo nella resa di molti produttori siano essi contadini o trasformatori i quali stufi di combattere per avere una la giusta remunerazione la qualità che saprebbero fre trovano rifugio nel prezzo e questo purtroppo sovente a scapito della qualità<br />
Così vincono i furbi.<br />
Ma il panorama non è completamente scuro perchè ci sono alcuni componenti della filiera che nonostante la dominante corrente avversa di superficialità e di disinformazione continuano con pervicace determinazione a cresere  trarformare  distribuire e consumare una qualità  che può essere sufficiente buona o eccellente  ma che certamente deve è conscia.<br />
Questa è la punta di diamante della costruzione di una seria cultura alimentare la quale dovrebbe stare alla base dell&#8217;approccio alla filiera.<br />
&#8220;Ho un sogno &#8221;  una filiera alimentare basata sulla trasparenza, nella informazione seria e nel fatto che chi si prende l&#8217;incarico di fare una cosa la faccia con coscenza.<br />
I produttori facciamo la qualità che possono i trasformatori facciamo i prezzi per quello che hanno comunicando onestamente di che cosa si tratta.<br />
La distribuzione distribuisca in maniera efficace e controlli seriamente.<br />
I mezzi di comunicazione, che sono ben lungi dal voler imbavagliare ,agiscano con competenza e si prendano la piena responsabilità delle loro azioni.<br />
Scusate lo sfogo di un ex agricoltore deluso che quando legge queste cose rivive certe esperienze e si sente ribollire il sangue.<br />
Se siete arrivati fino a qui non mi resta che sperare di aver quantomeno contribuito al dibattito ringraziandovi per la pazienza<br />
a disposizione per chiarimenti<br />
Leonardo Ricci</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giacomo Godone</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6425</link>
		<dc:creator>Giacomo Godone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 20:55:42 +0000</pubDate>
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		<description>Vi suggerisco di leggere cosa c&#039;è scritto sul blog www.olioextraverginetoscana.it
Vi faccio un breve riassunto:
1) tuti i marchi storici della toscana hanno da sempre utilizzato olii esteri in particolare spagnolo. L&#039;olio toscano veniva aggiunto al massimo per il 5-7 % per dare un po&#039; di amaro e piccante.
2) In toscana abbiamo 100.000 ettari di olvi distribuiti su 90.000 aziende. Il che significa che mediamente un azienda ha poco piu&#039; di un ettaro e che con la produzione media di 7 kg a pianta per 300 olivi e una resa del 10-12 % portano a ben 200 Kg di olio. 
3) il consumo di una famiglia  di 50 litri di olio all&#039;anno quindi pensate quanto olio toscano  disponibile per il mercato, praticamnte zero.
4) il costo di produzione in Toscana di un buon extravergine, raccolto verde  a mano in pianta è di 15-20 Euro/kg (Fonti istituto Economia Agraria di Firenze).

VI BASTA PER TRARRE LE CONCLUSIONI...... 
Queste sono notizie che non fanno piacere agli industriali e ai disonesti che maneggiano olii monnezza, li raffinano, e poi li aggiustano  aggiungendo aromi sintetici e coloranti.

E gli agricoltori abbandonano gli olivi,.... e poi le colline ci franano ai primi temporali addosso e la colpa non è mai di nessuno.

La finanza perche&#039; non rompe questa maledetta frode alimentare.
Perche&#039; non si insegna a capire cosa  un olio di qualità e quali benefiche qualità ha.

Io credo che molto del nostro patrimonio alimentare italiano senza un olio di qualità sia ben poca cosa.

A disposizione per chiarimenti

Dr. Agronomo Giacomo Godone
Az. Agricola Renello Trequanda (SIENA)- 10.000 piante d&#039;olivo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi suggerisco di leggere cosa c&#8217;è scritto sul blog <a href="http://www.olioextraverginetoscana.it" rel="nofollow">http://www.olioextraverginetoscana.it</a><br />
Vi faccio un breve riassunto:<br />
1) tuti i marchi storici della toscana hanno da sempre utilizzato olii esteri in particolare spagnolo. L&#8217;olio toscano veniva aggiunto al massimo per il 5-7 % per dare un po&#8217; di amaro e piccante.<br />
2) In toscana abbiamo 100.000 ettari di olvi distribuiti su 90.000 aziende. Il che significa che mediamente un azienda ha poco piu&#8217; di un ettaro e che con la produzione media di 7 kg a pianta per 300 olivi e una resa del 10-12 % portano a ben 200 Kg di olio.<br />
3) il consumo di una famiglia  di 50 litri di olio all&#8217;anno quindi pensate quanto olio toscano  disponibile per il mercato, praticamnte zero.<br />
4) il costo di produzione in Toscana di un buon extravergine, raccolto verde  a mano in pianta è di 15-20 Euro/kg (Fonti istituto Economia Agraria di Firenze).</p>
<p>VI BASTA PER TRARRE LE CONCLUSIONI&#8230;&#8230;<br />
Queste sono notizie che non fanno piacere agli industriali e ai disonesti che maneggiano olii monnezza, li raffinano, e poi li aggiustano  aggiungendo aromi sintetici e coloranti.</p>
<p>E gli agricoltori abbandonano gli olivi,&#8230;. e poi le colline ci franano ai primi temporali addosso e la colpa non è mai di nessuno.</p>
<p>La finanza perche&#8217; non rompe questa maledetta frode alimentare.<br />
Perche&#8217; non si insegna a capire cosa  un olio di qualità e quali benefiche qualità ha.</p>
<p>Io credo che molto del nostro patrimonio alimentare italiano senza un olio di qualità sia ben poca cosa.</p>
<p>A disposizione per chiarimenti</p>
<p>Dr. Agronomo Giacomo Godone<br />
Az. Agricola Renello Trequanda (SIENA)- 10.000 piante d&#8217;olivo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianna ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6174</link>
		<dc:creator>gianna ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 13:56:25 +0000</pubDate>
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		<description>Io da diversi anni sono abbonata all&#039;orto di Francesco Travaglini (Parco dei Buoi, Molise) e acquisto anche il suo olio in lattine da 5 litri, così risparmio.

Francesco racconta come si forma il prezzo finale.

http://parcodeibuoi.com/2007/10/il-prezzo-dellolio-nuovo.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io da diversi anni sono abbonata all&#8217;orto di Francesco Travaglini (Parco dei Buoi, Molise) e acquisto anche il suo olio in lattine da 5 litri, così risparmio.</p>
<p>Francesco racconta come si forma il prezzo finale.</p>
<p><a href="http://parcodeibuoi.com/2007/10/il-prezzo-dellolio-nuovo.html" rel="nofollow">http://parcodeibuoi.com/2007/10/il-prezzo-dellolio-nuovo.html</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: La lectora corrent</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6173</link>
		<dc:creator>La lectora corrent</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 11:31:33 +0000</pubDate>
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		<description>Non so quale sia il prezzo dell&#039;olio d&#039;oliva in Italia, ma in Spagna un olio extravergine costa molto di più di quanto li fanno pagare in quei supermercati inglesi. Ma allora, ingannano i consumatori dicendo che quello è olio extravergine senza che lo sia?

È come l&#039;aceto balsamico che ora si trova anche in Spagna nei supermercati e costa poco. Ma non ha niente a vedere con l&#039;aceto balsamico che compero a &quot;Los Italianos&quot;, accanto a casa mia (&quot;Los Italianos&quot; è una ditta stabilita a Barcellona da molti anni dove si compra pasta fresca e molti prodotti italiani; ora devono essere alla terza generazione).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so quale sia il prezzo dell&#8217;olio d&#8217;oliva in Italia, ma in Spagna un olio extravergine costa molto di più di quanto li fanno pagare in quei supermercati inglesi. Ma allora, ingannano i consumatori dicendo che quello è olio extravergine senza che lo sia?</p>
<p>È come l&#8217;aceto balsamico che ora si trova anche in Spagna nei supermercati e costa poco. Ma non ha niente a vedere con l&#8217;aceto balsamico che compero a &#8220;Los Italianos&#8221;, accanto a casa mia (&#8220;Los Italianos&#8221; è una ditta stabilita a Barcellona da molti anni dove si compra pasta fresca e molti prodotti italiani; ora devono essere alla terza generazione).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6171</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 10:27:28 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che il mio omonimo di sopra abbia centrato il punto della questione, scrivendo: &quot;a 3 euro non è possibile per definizione avere un buon extravergine italiano&quot;.

Vi lancio una provocazione: andate in un ipermercato o dal meccanico e controllate quanto costa l&#039;olio motore per le auto: mediamente tra i 10 e i 18 € al litro... Non ci preoccupiamo di quanto spendiamo per l&#039;olio che mettiamo nel motore della macchina e poi andiamo a fare i tirchi con l&#039;olio per il nostro organismo, pretendendo di spendere 3 euro al litro per un extra-vergine italiano???

Purtroppo anche nell&#039;olio extravergine la qualità ha un prezzo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il mio omonimo di sopra abbia centrato il punto della questione, scrivendo: &#8220;a 3 euro non è possibile per definizione avere un buon extravergine italiano&#8221;.</p>
<p>Vi lancio una provocazione: andate in un ipermercato o dal meccanico e controllate quanto costa l&#8217;olio motore per le auto: mediamente tra i 10 e i 18 € al litro&#8230; Non ci preoccupiamo di quanto spendiamo per l&#8217;olio che mettiamo nel motore della macchina e poi andiamo a fare i tirchi con l&#8217;olio per il nostro organismo, pretendendo di spendere 3 euro al litro per un extra-vergine italiano???</p>
<p>Purtroppo anche nell&#8217;olio extravergine la qualità ha un prezzo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6170</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 10:07:45 +0000</pubDate>
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		<description>Esatto, Marco - questa e&#039; stata la mia impressione dopo aver parlato con diversi produttori (e non solo di olio) qui a Londra.  A quel punto il buyer della grande distribuzione vince sempre...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto, Marco &#8211; questa e&#8217; stata la mia impressione dopo aver parlato con diversi produttori (e non solo di olio) qui a Londra.  A quel punto il buyer della grande distribuzione vince sempre&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/08/sos-olio-extravergine-doliva-made-in-italy.html/comment-page-1#comment-6168</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 07:44:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=1854#comment-6168</guid>
		<description>Da un lato esiste l&#039;interesse dei grandi produttori ad avere &quot;mano libera&quot; nel trasformare e distribuire il proprio prodotto. Dall&#039;altro lato ci sono i piccoli produttori tutti presi dalla produzione di qualità ed incapaci di organizzarsi, mettersi in rete, contare di più.
Solo nelle Marche ci sono tre ass.ni di produttori di olio, gelose l&#039;una dell&#039;altra, che si contendono poltrone e qualche spiccio.
C&#039;è poi il problema dei costi:  a 3 euro non è possibile per definizione avere un buon extravergine italiano. Sarebbe come avere un vino a 0,50. 
Diventa una questione di cultura alimentare, che può diffondersi attraverso iniziative locali (corsi, degustazioni, promozioni, ecc.) e la rete del web. Sarebbe bello se un gruppo di appassionati si prendesse a cuore la cosa e si attivasse per dare una mano!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da un lato esiste l&#8217;interesse dei grandi produttori ad avere &#8220;mano libera&#8221; nel trasformare e distribuire il proprio prodotto. Dall&#8217;altro lato ci sono i piccoli produttori tutti presi dalla produzione di qualità ed incapaci di organizzarsi, mettersi in rete, contare di più.<br />
Solo nelle Marche ci sono tre ass.ni di produttori di olio, gelose l&#8217;una dell&#8217;altra, che si contendono poltrone e qualche spiccio.<br />
C&#8217;è poi il problema dei costi:  a 3 euro non è possibile per definizione avere un buon extravergine italiano. Sarebbe come avere un vino a 0,50.<br />
Diventa una questione di cultura alimentare, che può diffondersi attraverso iniziative locali (corsi, degustazioni, promozioni, ecc.) e la rete del web. Sarebbe bello se un gruppo di appassionati si prendesse a cuore la cosa e si attivasse per dare una mano!</p>
]]></content:encoded>
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