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	<title>Commenti a: Dedicato agli aspiranti gastronomi molecolari</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Mar 2010 21:52:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: giulia</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6507</link>
		<dc:creator>giulia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:00:49 +0000</pubDate>
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		<description>@ mauro r:
&quot;lo “scienziato della cucina”, per me, è colui che trova nuovi accostamenti, nuovi sapori, nuove fragranze, partendo da quello che già la natura gli offre&quot;
ci sono molti chef eccellenti che fanno questo quotidianamente: il primo esempio che mi viene in mente è una ricetta di recente inventata da Massimiliano Alajmo de &quot;Le calandre&quot; &quot;riso bianco con polvere di caffè e capperi di pantelleria&quot;: sembra strano questo abinamento (io l&#039;ho mangiato e direi che è fa-vo-lo-so) eppure ora è &quot;scopiazzato&quot; a destra e a manca

&quot;Questa cucina molecolare, senza offendere nessuno, mi pare tanto una cucina per chi ha poche idee…&quot;

oppure per chi le ha esaurite tutte e ora sperimenta così ;-)

Comunque a mio avviso sarebbe più esatto chiamarla cucina scientifica

Buona giornata, giulia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ mauro r:<br />
&#8220;lo “scienziato della cucina”, per me, è colui che trova nuovi accostamenti, nuovi sapori, nuove fragranze, partendo da quello che già la natura gli offre&#8221;<br />
ci sono molti chef eccellenti che fanno questo quotidianamente: il primo esempio che mi viene in mente è una ricetta di recente inventata da Massimiliano Alajmo de &#8220;Le calandre&#8221; &#8220;riso bianco con polvere di caffè e capperi di pantelleria&#8221;: sembra strano questo abinamento (io l&#8217;ho mangiato e direi che è fa-vo-lo-so) eppure ora è &#8220;scopiazzato&#8221; a destra e a manca</p>
<p>&#8220;Questa cucina molecolare, senza offendere nessuno, mi pare tanto una cucina per chi ha poche idee…&#8221;</p>
<p>oppure per chi le ha esaurite tutte e ora sperimenta così <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Comunque a mio avviso sarebbe più esatto chiamarla cucina scientifica</p>
<p>Buona giornata, giulia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro R.</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6506</link>
		<dc:creator>Mauro R.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:00:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2351#comment-6506</guid>
		<description>Che putiferio!
E&#039; chiaro che entrambe le cucine possono convivere. Il discorso è ben più soggettivo però. Personalmente, per esempio, ciò che mi soddisfa di più sono i piatti semplici, sono l&#039;olio di oliva extra-vergine, il burro, le verdure di stagione, la farina e quant&#039;altro abbia &quot;pochi&quot; passaggi industrali e lavorazioni chimiche (oggi mi rendo conto, bisogna cercare BENE per trovare prodotti poco lavorati e quanto più genuini). Le &quot;schiumette&quot; non mi appagano anche se, non metto in dubbio, possono divertire gli scienziati della cucina e incuriosire tante persone (anche se su di me, non hanno il minimo appeal...ma lo reputo pacificamente un mio limite). Concludo con questa considerazione: abbiamo migliaia di ingredienti &quot;veri&quot; a disposizione e lo &quot;scienziato della cucina&quot;, per me, è colui che trova nuovi accostamenti, nuovi sapori, nuove fragranze, partendo da quello che già la natura gli offre. Questa cucina molecolare, senza offendere nessuno, mi pare tanto una cucina per chi ha poche idee...
Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che putiferio!<br />
E&#8217; chiaro che entrambe le cucine possono convivere. Il discorso è ben più soggettivo però. Personalmente, per esempio, ciò che mi soddisfa di più sono i piatti semplici, sono l&#8217;olio di oliva extra-vergine, il burro, le verdure di stagione, la farina e quant&#8217;altro abbia &#8220;pochi&#8221; passaggi industrali e lavorazioni chimiche (oggi mi rendo conto, bisogna cercare BENE per trovare prodotti poco lavorati e quanto più genuini). Le &#8220;schiumette&#8221; non mi appagano anche se, non metto in dubbio, possono divertire gli scienziati della cucina e incuriosire tante persone (anche se su di me, non hanno il minimo appeal&#8230;ma lo reputo pacificamente un mio limite). Concludo con questa considerazione: abbiamo migliaia di ingredienti &#8220;veri&#8221; a disposizione e lo &#8220;scienziato della cucina&#8221;, per me, è colui che trova nuovi accostamenti, nuovi sapori, nuove fragranze, partendo da quello che già la natura gli offre. Questa cucina molecolare, senza offendere nessuno, mi pare tanto una cucina per chi ha poche idee&#8230;<br />
Un saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6505</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:58:28 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;prima voce un po’ fuori dal coro&quot; Stupore! :-)
Sei in ottima e vasta compagnia, Wyk, non ti preoccupare.
Con affetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;prima voce un po’ fuori dal coro&#8221; Stupore! <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Sei in ottima e vasta compagnia, Wyk, non ti preoccupare.<br />
Con affetto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Wyk72</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6500</link>
		<dc:creator>Wyk72</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:43:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2351#comment-6500</guid>
		<description>&gt; in cucina: entrambe le cose possono convivere perché se cè 

&gt; un limite è in noi

Concordo: non vedo perché alla prima voce un po&#039; fuori dal coro viene fuori che sei &quot;passatista talebano&quot; o implicitamente &quot;limitato&quot;.

Rimango dell&#039;idea di Gualtiero Marchesi, riguardo a certi esperimenti culinari, per delle ottime ragioni.

Inoltre il dipinto che fate della vita di campagna è troppo ingrato, per quanto non lo si debba sicuramente dipingere troppo di rosa, non lo si può nemmeno crocifiggere come tana di ignoranti tout-court.

Non mi piacciono certi toni da secchioni, ma tantomeglio-tantopeggio, mi adeguo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt; in cucina: entrambe le cose possono convivere perché se cè </p>
<p>&gt; un limite è in noi</p>
<p>Concordo: non vedo perché alla prima voce un po&#8217; fuori dal coro viene fuori che sei &#8220;passatista talebano&#8221; o implicitamente &#8220;limitato&#8221;.</p>
<p>Rimango dell&#8217;idea di Gualtiero Marchesi, riguardo a certi esperimenti culinari, per delle ottime ragioni.</p>
<p>Inoltre il dipinto che fate della vita di campagna è troppo ingrato, per quanto non lo si debba sicuramente dipingere troppo di rosa, non lo si può nemmeno crocifiggere come tana di ignoranti tout-court.</p>
<p>Non mi piacciono certi toni da secchioni, ma tantomeglio-tantopeggio, mi adeguo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giulia</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6499</link>
		<dc:creator>giulia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 14:59:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2351#comment-6499</guid>
		<description>@Wyk72
anche io come te ho vissuto in campanga e tuttora vivo in campagna. ho un piccolo vigneto, un frutteto, l&#039;orto, facciamo il maiale come una volta e tra poco metterò su un pollaio con galline ovaiole... (attenzione, per me nulla di tutto ciò lo ritengo biologico...) Tutto questo non mi crea limite verso le nuove frontiere: la mia sete di conoscenza non mi impedisce di provare a degustare le nuove tecniche di cucine &quot;scientifica&quot; utilizzando ad esempio il sifone di Adrià... che poi possono piacere o meno. 
Quindi io non vedo una distinzione arbitraria ta “conservatori” e “progressisti” in cucina: entrambe le cose possono convivere perché se cè un limite è in noi!

Altro discorso e sapere cosa mangiamo: ma qui si apre una voragine.... sulla quale state già ampiamente dibattendo: qualcuno di voi ha letto il libro &quot;mi fido di te&quot; di Massimo Carlotto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Wyk72<br />
anche io come te ho vissuto in campanga e tuttora vivo in campagna. ho un piccolo vigneto, un frutteto, l&#8217;orto, facciamo il maiale come una volta e tra poco metterò su un pollaio con galline ovaiole&#8230; (attenzione, per me nulla di tutto ciò lo ritengo biologico&#8230;) Tutto questo non mi crea limite verso le nuove frontiere: la mia sete di conoscenza non mi impedisce di provare a degustare le nuove tecniche di cucine &#8220;scientifica&#8221; utilizzando ad esempio il sifone di Adrià&#8230; che poi possono piacere o meno.<br />
Quindi io non vedo una distinzione arbitraria ta “conservatori” e “progressisti” in cucina: entrambe le cose possono convivere perché se cè un limite è in noi!</p>
<p>Altro discorso e sapere cosa mangiamo: ma qui si apre una voragine&#8230;. sulla quale state già ampiamente dibattendo: qualcuno di voi ha letto il libro &#8220;mi fido di te&#8221; di Massimo Carlotto?</p>
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	<item>
		<title>Di: gianna ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6496</link>
		<dc:creator>gianna ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 10:41:09 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito del mangiare di una volta, ho ripreso un libro che avevo acquistato tempo fa.Il titolo è eloquente &quot;Il mangiare cattivo&quot; di Stefano Scansani, dove il termine &quot;cattivo&quot; si riferisce proprio al cibo di un recente passato, &lt;em&gt;&quot;quello della civiltà rurale, delle pezze al culo, del sudore e del callo,della fame e dei cancheri. &quot;&lt;/em&gt; Magari qualche ricetta potrei riproporvela. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito del mangiare di una volta, ho ripreso un libro che avevo acquistato tempo fa.Il titolo è eloquente &#8220;Il mangiare cattivo&#8221; di Stefano Scansani, dove il termine &#8220;cattivo&#8221; si riferisce proprio al cibo di un recente passato, <em>&#8220;quello della civiltà rurale, delle pezze al culo, del sudore e del callo,della fame e dei cancheri. &#8220;</em> Magari qualche ricetta potrei riproporvela. <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6493</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:42:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2351#comment-6493</guid>
		<description>@stefania
d&#039;accordissimo! (mi pare proprio di non avere niente da aggiungere)

@Wyk72
Volevo aggiungere... Se l&#039;alta ristorazione è un fenomeno dei nostri tempi, allo stesso modo credo che il desiderio da parte di molti appassionati di riscoprire la natura delle produzioni alimentari nelle sue più intime implicazioni, rappresenti oggi una realtà diffusa che risulta degna di ogni considerazione.
Molti appassionati, infatti, vogliono diventare in qualche modo protagonisti di quello che consumano: alcuni (come te) si cimentano nella produzione, altri magari vogliono solo saperne di più, conoscere i luoghi, parlare con le persone.
Lo trovo, in sé, un fenomeno positivo. Personalmente, ad esempio, preferisco un consumatore evoluto, che oltre alla passione per il vino, abbia anche una certa conoscenza ed una certa esperienza in merito. Per dire, non mi basta più quello che mi chiede “con quale luna posso imbottigliarlo?” - più volte a domande del genere mi sono trattenuto dal rispondere con un sonoro calcio nel deretano – ma preferisco di gran lunga quello che vuole vedere i vigneti (che fanno pietà, tra l&#039;altro) o mi chiede come vinifico.
Questo atteggiamento, però, se diventa l&#039;espressione di una diffidenza pregiudiziale nei confronti dell&#039;industria alimentare, risulta patologico. Se si perviene ad una demonizzazione della produzione su grande scala, si perde di vista la realtà, e si finisce per trovarsi ingiustamente contro un intero settore economico. 
A quale pro? Non si dimentichi, infatti, che nel nostro paese (nonostante le tante malefatte, dal vino al metanolo al riciclaggio di formaggi scaduti), l&#039;industria alimentare è un fiore all&#039;occhiello dell&#039;economia ed in tema di evoluzione tecnologica e di qualità non ha eguali nel mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@stefania<br />
d&#8217;accordissimo! (mi pare proprio di non avere niente da aggiungere)</p>
<p>@Wyk72<br />
Volevo aggiungere&#8230; Se l&#8217;alta ristorazione è un fenomeno dei nostri tempi, allo stesso modo credo che il desiderio da parte di molti appassionati di riscoprire la natura delle produzioni alimentari nelle sue più intime implicazioni, rappresenti oggi una realtà diffusa che risulta degna di ogni considerazione.<br />
Molti appassionati, infatti, vogliono diventare in qualche modo protagonisti di quello che consumano: alcuni (come te) si cimentano nella produzione, altri magari vogliono solo saperne di più, conoscere i luoghi, parlare con le persone.<br />
Lo trovo, in sé, un fenomeno positivo. Personalmente, ad esempio, preferisco un consumatore evoluto, che oltre alla passione per il vino, abbia anche una certa conoscenza ed una certa esperienza in merito. Per dire, non mi basta più quello che mi chiede “con quale luna posso imbottigliarlo?” &#8211; più volte a domande del genere mi sono trattenuto dal rispondere con un sonoro calcio nel deretano – ma preferisco di gran lunga quello che vuole vedere i vigneti (che fanno pietà, tra l&#8217;altro) o mi chiede come vinifico.<br />
Questo atteggiamento, però, se diventa l&#8217;espressione di una diffidenza pregiudiziale nei confronti dell&#8217;industria alimentare, risulta patologico. Se si perviene ad una demonizzazione della produzione su grande scala, si perde di vista la realtà, e si finisce per trovarsi ingiustamente contro un intero settore economico.<br />
A quale pro? Non si dimentichi, infatti, che nel nostro paese (nonostante le tante malefatte, dal vino al metanolo al riciclaggio di formaggi scaduti), l&#8217;industria alimentare è un fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;economia ed in tema di evoluzione tecnologica e di qualità non ha eguali nel mondo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6491</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 20:32:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2351#comment-6491</guid>
		<description>un paio di cose per concludere - si parla spesso di sapori piu&#039; genuini ma ricordiamoci che anche il terreno dove sono cresciute le colture o dove ha brucato quell&#039;agnello ha grande importanza (quindi non solo lavorazione finale).  E ricordiamoci anche che in passato non c&#039;era l&#039;informazione che c&#039;e&#039; ora e che permette all&#039;agricoltore di fare il suo lavoro bene. Ora invece il produttore ha tutta l&#039;informazione e la tecnologia che vuole e puo&#039; scegliere : lavorare sui volumi (e quindi produrre-produrre-produrre), a spese della qualita&#039;, incluso allevamenti intensivi e compagnia bella, oppure lavorare in piccolo, sfruttando la multifunzionalita&#039; che un&#039;azienda puo&#039; offrire.  E quindi puo&#039; permettersi di stoccare i suoi prodotti (magari facendo l&#039;olio con la propria raccolta delle olive, preparandosi le carni salate o le confetture etc etc). o affittando anche le sue stanze. Duro lavoro!  almeno per molti che si imbarcano in questa avventura, come testimoniava Bacillus.  Non tutti ce la fanno.  Quindi concludendo non c&#039;e&#039; bisogno di andare negli USA - dove per inciso ho vissuto per 3 anni e dove torno regolarmente - per trovare cucina penosa e poco salutare. Infine: la logica produttivistica a cui accennavo sopra e&#039; stata riaggiustata (con la fine di certi incentivi e la riforma CAP) dal mondo politico qui in EU perche&#039; - come spiegavo altrove - si e&#039; capito che non ha funzionato poi cosi&#039; bene.... le malattie cardiovascolari continuano ad essere la causa primaria di morte nel mondo, per non parlare poi dell&#039;obesita&#039; che ha un enorme peso sulla sanita&#039; pubblica (e tutto quello che deriva: diabete etc).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un paio di cose per concludere &#8211; si parla spesso di sapori piu&#8217; genuini ma ricordiamoci che anche il terreno dove sono cresciute le colture o dove ha brucato quell&#8217;agnello ha grande importanza (quindi non solo lavorazione finale).  E ricordiamoci anche che in passato non c&#8217;era l&#8217;informazione che c&#8217;e&#8217; ora e che permette all&#8217;agricoltore di fare il suo lavoro bene. Ora invece il produttore ha tutta l&#8217;informazione e la tecnologia che vuole e puo&#8217; scegliere : lavorare sui volumi (e quindi produrre-produrre-produrre), a spese della qualita&#8217;, incluso allevamenti intensivi e compagnia bella, oppure lavorare in piccolo, sfruttando la multifunzionalita&#8217; che un&#8217;azienda puo&#8217; offrire.  E quindi puo&#8217; permettersi di stoccare i suoi prodotti (magari facendo l&#8217;olio con la propria raccolta delle olive, preparandosi le carni salate o le confetture etc etc). o affittando anche le sue stanze. Duro lavoro!  almeno per molti che si imbarcano in questa avventura, come testimoniava Bacillus.  Non tutti ce la fanno.  Quindi concludendo non c&#8217;e&#8217; bisogno di andare negli USA &#8211; dove per inciso ho vissuto per 3 anni e dove torno regolarmente &#8211; per trovare cucina penosa e poco salutare. Infine: la logica produttivistica a cui accennavo sopra e&#8217; stata riaggiustata (con la fine di certi incentivi e la riforma CAP) dal mondo politico qui in EU perche&#8217; &#8211; come spiegavo altrove &#8211; si e&#8217; capito che non ha funzionato poi cosi&#8217; bene&#8230;. le malattie cardiovascolari continuano ad essere la causa primaria di morte nel mondo, per non parlare poi dell&#8217;obesita&#8217; che ha un enorme peso sulla sanita&#8217; pubblica (e tutto quello che deriva: diabete etc).</p>
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	<item>
		<title>Di: Wyk72</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6490</link>
		<dc:creator>Wyk72</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 19:39:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2351#comment-6490</guid>
		<description>&gt;Un atteggiamento pregiudizialmente diffidente nei confronti 

&gt;di questi tipi di espressioni culinarie non mi pare granché 

&gt;virtuoso…

Concordo abbastanza con la tua analisi, le espressioni culinarie della cucina scientifica non è che mi diano più di tanto fastidio - mi  fastidia questo autoritarismo implicito che &quot;o magni così o magni da ada la zozza&quot; e che &quot;piaccia o no è il futuro&quot;. Ma il futuro de che?

Nel Midwest vedi la gente come sta messa, tirata su a veleni e cibo poco nutriente. E&#039; MALATICCIA quasi tutta. Hai voglia a fre sport. Solo un fesso non se ne accorgerebbe. Muoiono di cancro come le mosche. Quelli che stanno meglio sono sempre IMMIGRATI di al max una generazione, che ancora non sono messi così male, se hai occhio li riconosci A VISTA.

Mi dà si un po&#039; fastidio che si usi lecitina estratta ad esano negli oleifici industriali e che si vadano a cercare alghe (esotiche ma non troppo) per gli &quot;effeti speciali&quot;. Nulla di peccaminoso, ma, come dire, preferirei sparissero i grassi di mer** dai biscotti, in linea prioritaria, ossia, come dicevo in altro post, secondo me ha più peso funzionale  un ciauscolo coi probiotici al posto del  nitrito di sodio (per quanto non sia un grosso fan degli insaccati in generale), che la &quot;cicisbea&quot; spuma di vermouth (che palle stè spume, poi, roba da...rammolliti sdentati - mio parere personale).

Io sono cresciuto nella campagna più campagna, di famiglia piuttosto ricca e borghese, ho potuto gustare del buonissimo cibo, preparato con cura e attenzione da mia madre, che, per esempio ci ha tirato su a crostate che faceva con le sue mani, usando la margarina perché credeva fosse più salutare (&quot;Gradina&quot; era il suo brand preferito, ne aveva sempre 2-3 pacchetti in frigo). Erano sempre ottime grazie alle marmellate che ci facevamo con i frutti dei grossi ciliegi che avevamo, ma chiaramente quando ho scoperto i pericoli dei grassi idrogenati et similia (che ho letto anche in siti come questo, che trovo eccellenti), ci sono rimasto MOLTO male, perché era una truffa pericolosa, e si sapeva, si è finto di ignorare, per il &quot;selling point&quot;.

Questo mi ha un tantino, come dire, reso diffidente dalle novità a tutti i costi. 

I vini &quot;di campagna&quot; erano penosi, concordo, bisognava stare molto attenti alle conserve (poche), ma i sapori erano sicuramente più veraci. Mangiavamo parecchi conigli, oltre al pollame. Raramente maiale e insaccati.

La cultura del &quot;ritorno&quot; è un po&#039; patetica anche secondo me, ma se vissuta bene, può essere una bellissima cosa. Io l&#039;ho vissuta tornandomi a cogliere le olive e a farmi l&#039;olio, roba da mezzadri, che oggi, buffamente, fa &quot;snob&quot;.

Sto prendendo seriamente in considerazione di diventare vegetariano etico inoltre, stì allevamenti intensivi di pollame e bovini e suini mi disgustano. Se davvero è tutto &quot;a vantaggio nostro che così ce lo possiamo permettere&quot;, com&#039;é che i macellai sono la lobby più forte dalle parti nostre? Ricchissimi, potentissimi, spesso ignorantissimi.
Come li avranno fatti i soldi ? Non è che qualcuno ci fa un su po&#039; di cresta su questi &quot;economicissimi&quot; prodotti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt;Un atteggiamento pregiudizialmente diffidente nei confronti </p>
<p>&gt;di questi tipi di espressioni culinarie non mi pare granché </p>
<p>&gt;virtuoso…</p>
<p>Concordo abbastanza con la tua analisi, le espressioni culinarie della cucina scientifica non è che mi diano più di tanto fastidio &#8211; mi  fastidia questo autoritarismo implicito che &#8220;o magni così o magni da ada la zozza&#8221; e che &#8220;piaccia o no è il futuro&#8221;. Ma il futuro de che?</p>
<p>Nel Midwest vedi la gente come sta messa, tirata su a veleni e cibo poco nutriente. E&#8217; MALATICCIA quasi tutta. Hai voglia a fre sport. Solo un fesso non se ne accorgerebbe. Muoiono di cancro come le mosche. Quelli che stanno meglio sono sempre IMMIGRATI di al max una generazione, che ancora non sono messi così male, se hai occhio li riconosci A VISTA.</p>
<p>Mi dà si un po&#8217; fastidio che si usi lecitina estratta ad esano negli oleifici industriali e che si vadano a cercare alghe (esotiche ma non troppo) per gli &#8220;effeti speciali&#8221;. Nulla di peccaminoso, ma, come dire, preferirei sparissero i grassi di mer** dai biscotti, in linea prioritaria, ossia, come dicevo in altro post, secondo me ha più peso funzionale  un ciauscolo coi probiotici al posto del  nitrito di sodio (per quanto non sia un grosso fan degli insaccati in generale), che la &#8220;cicisbea&#8221; spuma di vermouth (che palle stè spume, poi, roba da&#8230;rammolliti sdentati &#8211; mio parere personale).</p>
<p>Io sono cresciuto nella campagna più campagna, di famiglia piuttosto ricca e borghese, ho potuto gustare del buonissimo cibo, preparato con cura e attenzione da mia madre, che, per esempio ci ha tirato su a crostate che faceva con le sue mani, usando la margarina perché credeva fosse più salutare (&#8220;Gradina&#8221; era il suo brand preferito, ne aveva sempre 2-3 pacchetti in frigo). Erano sempre ottime grazie alle marmellate che ci facevamo con i frutti dei grossi ciliegi che avevamo, ma chiaramente quando ho scoperto i pericoli dei grassi idrogenati et similia (che ho letto anche in siti come questo, che trovo eccellenti), ci sono rimasto MOLTO male, perché era una truffa pericolosa, e si sapeva, si è finto di ignorare, per il &#8220;selling point&#8221;.</p>
<p>Questo mi ha un tantino, come dire, reso diffidente dalle novità a tutti i costi. </p>
<p>I vini &#8220;di campagna&#8221; erano penosi, concordo, bisognava stare molto attenti alle conserve (poche), ma i sapori erano sicuramente più veraci. Mangiavamo parecchi conigli, oltre al pollame. Raramente maiale e insaccati.</p>
<p>La cultura del &#8220;ritorno&#8221; è un po&#8217; patetica anche secondo me, ma se vissuta bene, può essere una bellissima cosa. Io l&#8217;ho vissuta tornandomi a cogliere le olive e a farmi l&#8217;olio, roba da mezzadri, che oggi, buffamente, fa &#8220;snob&#8221;.</p>
<p>Sto prendendo seriamente in considerazione di diventare vegetariano etico inoltre, stì allevamenti intensivi di pollame e bovini e suini mi disgustano. Se davvero è tutto &#8220;a vantaggio nostro che così ce lo possiamo permettere&#8221;, com&#8217;é che i macellai sono la lobby più forte dalle parti nostre? Ricchissimi, potentissimi, spesso ignorantissimi.<br />
Come li avranno fatti i soldi ? Non è che qualcuno ci fa un su po&#8217; di cresta su questi &#8220;economicissimi&#8221; prodotti?</p>
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		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/10/dedicato-agli-aspiranti-gastronomi-molecolari.html/comment-page-1#comment-6489</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:19:17 +0000</pubDate>
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		<description>Non serve visitare il Midwest USA per provare una cucina pessima. Basta frequentare qualcuno di quei meravigliosi agriturismi che sono fioriti un po&#039; dappertutto e che solo raramente sono gestiti da persone appassionate e competenti. Oppure vivere qualche settimana (come capitò a me da ragazzo) in una famiglia di classico stampo contadino, con capofamiglia ignorante, violento e bestemmiatore, moglie sottomessa ed alcolizzata, vecchia madre del capofamiglia autoritaria e spilorcia... (non male, eh? :-) ) Famiglia nella quale si faceva da mangiare come un tempo, senza cura e piacere del cibo, con l&#039;aggravante che rispetto ad una volta la maggiore disponibilità di carne e materia grassa rendeva se possibile la dieta ancora più squilibrata.
Il mito delle “cose buone di una volta” è stato costruito e coltivato ad arte nel secondo dopoguerra da intellettuali che nel caotico sviluppo della modernità, hanno pensato di trovare nel passato dei punti di riferimento di cui la gente aveva bisogno. In un paese che si era velocemente industrializzato, con le campagne che si erano spopolate e la nascita di grandi formazioni urbane, la riscoperta della cultura contadina, (una riscoperta fatta ad arte, naturalmente), ha avuto facile presa nell&#039;immaginario collettivo. Ecco dunque che nasce la contrapposizione tra il cibo “industriale” e quello “genuino-contadino-naturale”, una contrapposizione che di fatto non ha alcuna ragione di esistere.
Si tratta di un movimento culturale che nel tempo si è consolidato, si è arricchito di altre accezioni, ma soprattutto si è arricchito, diventando lobby, centro di potere e movimento politico-ideologico.
Resta il fatto, tuttavia, che come davvero si viveva una volta, se lo sono dimenticato tutti e quello che resta sono solo luoghi comuni.

Tutto questo, naturalmente, non giustifica il peggio a cui oggi possiamo assistere, ed è giusto fare attenzione a tutto ciò che la società dei consumi tenta di imporci. Ma non bisogna dimenticare che in generale, le cose buone ci sono, sono tante, e possono anche essere accessibili dal punto di vista economico (cosa che non bisogna mai dimenticare).

In questo quadro, in quella che è una naturale espressione di una civiltà del benessere, c&#039;è l&#039; “alta cucina”. Che è cosa riservata agli appassionati, ai cultori del genere ed ovviamente a chi ne ha la possibilità. Si tratta, secondo me, di una forma d&#039;arte che, proprio per questo, ha una sua collocazione elitaria. Non deve essere oggetto di disprezzo, ma piuttosto di curiosità. Lì tutto è concesso, ovviamente... trattasi di arte... Un atteggiamento pregiudizialmente diffidente nei confronti di questi tipi di espressioni culinarie non mi pare granché virtuoso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non serve visitare il Midwest USA per provare una cucina pessima. Basta frequentare qualcuno di quei meravigliosi agriturismi che sono fioriti un po&#8217; dappertutto e che solo raramente sono gestiti da persone appassionate e competenti. Oppure vivere qualche settimana (come capitò a me da ragazzo) in una famiglia di classico stampo contadino, con capofamiglia ignorante, violento e bestemmiatore, moglie sottomessa ed alcolizzata, vecchia madre del capofamiglia autoritaria e spilorcia&#8230; (non male, eh? <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) Famiglia nella quale si faceva da mangiare come un tempo, senza cura e piacere del cibo, con l&#8217;aggravante che rispetto ad una volta la maggiore disponibilità di carne e materia grassa rendeva se possibile la dieta ancora più squilibrata.<br />
Il mito delle “cose buone di una volta” è stato costruito e coltivato ad arte nel secondo dopoguerra da intellettuali che nel caotico sviluppo della modernità, hanno pensato di trovare nel passato dei punti di riferimento di cui la gente aveva bisogno. In un paese che si era velocemente industrializzato, con le campagne che si erano spopolate e la nascita di grandi formazioni urbane, la riscoperta della cultura contadina, (una riscoperta fatta ad arte, naturalmente), ha avuto facile presa nell&#8217;immaginario collettivo. Ecco dunque che nasce la contrapposizione tra il cibo “industriale” e quello “genuino-contadino-naturale”, una contrapposizione che di fatto non ha alcuna ragione di esistere.<br />
Si tratta di un movimento culturale che nel tempo si è consolidato, si è arricchito di altre accezioni, ma soprattutto si è arricchito, diventando lobby, centro di potere e movimento politico-ideologico.<br />
Resta il fatto, tuttavia, che come davvero si viveva una volta, se lo sono dimenticato tutti e quello che resta sono solo luoghi comuni.</p>
<p>Tutto questo, naturalmente, non giustifica il peggio a cui oggi possiamo assistere, ed è giusto fare attenzione a tutto ciò che la società dei consumi tenta di imporci. Ma non bisogna dimenticare che in generale, le cose buone ci sono, sono tante, e possono anche essere accessibili dal punto di vista economico (cosa che non bisogna mai dimenticare).</p>
<p>In questo quadro, in quella che è una naturale espressione di una civiltà del benessere, c&#8217;è l&#8217; “alta cucina”. Che è cosa riservata agli appassionati, ai cultori del genere ed ovviamente a chi ne ha la possibilità. Si tratta, secondo me, di una forma d&#8217;arte che, proprio per questo, ha una sua collocazione elitaria. Non deve essere oggetto di disprezzo, ma piuttosto di curiosità. Lì tutto è concesso, ovviamente&#8230; trattasi di arte&#8230; Un atteggiamento pregiudizialmente diffidente nei confronti di questi tipi di espressioni culinarie non mi pare granché virtuoso&#8230;</p>
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