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	<title>Commenti a: Fat Economics: l&#8217;obesità, un effetto collaterale del progresso?</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Di: Wyk72</title>
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		<dc:creator>Wyk72</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 21:23:32 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;E tornando al discorso obesita’, francamente non vedo un alleggerimento del peso degli americani a breve termine…&lt;/i&gt;

Nel midwest, dove ho vissuto io, le persone mi davano l&#039;impressione di una massa amorfa di &lt;i&gt;polli in batteria&lt;/i&gt;. Biancastri, sguardo spento, unico obbiettivo, arrivare a fine giornata per premiarsi con 6/7 shots di superalcolici (nei casi migliori), e ingozzarsi tutto il giorno di tutto lo schifo possibile.

Finché la gente viene allevata a suon di consumo smodato - di cibo in primis - c&#039;è poco da fare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>E tornando al discorso obesita’, francamente non vedo un alleggerimento del peso degli americani a breve termine…</i></p>
<p>Nel midwest, dove ho vissuto io, le persone mi davano l&#8217;impressione di una massa amorfa di <i>polli in batteria</i>. Biancastri, sguardo spento, unico obbiettivo, arrivare a fine giornata per premiarsi con 6/7 shots di superalcolici (nei casi migliori), e ingozzarsi tutto il giorno di tutto lo schifo possibile.</p>
<p>Finché la gente viene allevata a suon di consumo smodato &#8211; di cibo in primis &#8211; c&#8217;è poco da fare.</p>
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		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6646</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 14:17:14 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il link, Gianna. Era chiaro che non sapevo bene di cosa si trattasse... 8-) Ma la mia preoccupazione resta.
Al di là delle polemiche, sia chiaro, ogni iniziativa rivolta all&#039;educazione alimentare è benvenuta. Tuttavia credo anche che ognuno dovrebbe innanzitutto far bene il proprio mestiere e solo dopo dedicarsi ad attività collaterali.
Educazione alimentare... Davvero un bel problema. Io ho buttato lì un&#039;idea, non so quanto realizzabile, non so quanto efficace. Non nascondo, però, la mia diffidenza nei confronti di modelli di insegnamento che si rifanno ai soliti luoghi comuni. Non vorrei, infatti, che passassero messaggi del tipo “biologico=buono, industriale=cattivo”, a scapito di un percorso formativo che stimoli piuttosto il senso critico attraverso la trasmissione di strumenti intellettuali basati sull&#039;oggetività e scientificamente corretti. Si tratterebbe, secondo me, di fornire a bambini e ragazzi un metodo (come al solito). Metodo inteso non solo come modo di ragionare, ma anche come acquisizione di abitudini: giusta distribuzione dei pasti durante la giornata, valutazione del peso dei cibi e del loro apporto calorico (perché no?), come variare la dieta...
Va bene, pensieri in libertà che lasciano il tempo che trovano... Resta fondamentale la tua osservazione per cui “sono argomenti che dovrebbero far parte del programma scolastico”. D&#039;accordissimo.
Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il link, Gianna. Era chiaro che non sapevo bene di cosa si trattasse&#8230; <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8-)' class='wp-smiley' /> Ma la mia preoccupazione resta.<br />
Al di là delle polemiche, sia chiaro, ogni iniziativa rivolta all&#8217;educazione alimentare è benvenuta. Tuttavia credo anche che ognuno dovrebbe innanzitutto far bene il proprio mestiere e solo dopo dedicarsi ad attività collaterali.<br />
Educazione alimentare&#8230; Davvero un bel problema. Io ho buttato lì un&#8217;idea, non so quanto realizzabile, non so quanto efficace. Non nascondo, però, la mia diffidenza nei confronti di modelli di insegnamento che si rifanno ai soliti luoghi comuni. Non vorrei, infatti, che passassero messaggi del tipo “biologico=buono, industriale=cattivo”, a scapito di un percorso formativo che stimoli piuttosto il senso critico attraverso la trasmissione di strumenti intellettuali basati sull&#8217;oggetività e scientificamente corretti. Si tratterebbe, secondo me, di fornire a bambini e ragazzi un metodo (come al solito). Metodo inteso non solo come modo di ragionare, ma anche come acquisizione di abitudini: giusta distribuzione dei pasti durante la giornata, valutazione del peso dei cibi e del loro apporto calorico (perché no?), come variare la dieta&#8230;<br />
Va bene, pensieri in libertà che lasciano il tempo che trovano&#8230; Resta fondamentale la tua osservazione per cui “sono argomenti che dovrebbero far parte del programma scolastico”. D&#8217;accordissimo.<br />
Ciao.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6640</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 09:50:21 +0000</pubDate>
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		<description>Si infatti, Gianna - Bacillus ha ragione quando dice che la conoscenza dell&#039;ecosistema e il coinvolgimento dei bambini nella &#039;scoperta&#039; degli alimenti (ad es, andare a prendere fragole o raccogliere altri frutti, vedendo l&#039;orto e comprendendo come e&#039; fatto) e&#039; fondamentale per educare alla buona alimentazione. E in questo senso le istituzioni danno linee guida e promuovono eventi di un certo tipo, cosi&#039; come delegano alle autorita&#039; sub-regionali.  E&#039; facile quindi che un progetto davvero ben pensato e importante si possa poi &#039;perdere&#039; a livello locale proprio perche&#039; le persone competenti non lo fanno (per tante ragioni, non necessariamente budget limitato).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si infatti, Gianna &#8211; Bacillus ha ragione quando dice che la conoscenza dell&#8217;ecosistema e il coinvolgimento dei bambini nella &#8217;scoperta&#8217; degli alimenti (ad es, andare a prendere fragole o raccogliere altri frutti, vedendo l&#8217;orto e comprendendo come e&#8217; fatto) e&#8217; fondamentale per educare alla buona alimentazione. E in questo senso le istituzioni danno linee guida e promuovono eventi di un certo tipo, cosi&#8217; come delegano alle autorita&#8217; sub-regionali.  E&#8217; facile quindi che un progetto davvero ben pensato e importante si possa poi &#8216;perdere&#8217; a livello locale proprio perche&#8217; le persone competenti non lo fanno (per tante ragioni, non necessariamente budget limitato).</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6638</link>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 08:27:33 +0000</pubDate>
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		<description>@Bacillus, mi riferivo a questo progetto che dalle scuole è passato nel tempo ad una iniziativa finalizzata a far conoscere le aziende e i loro prodotti..

Probabilmente la sua realizzazione dipende molto da chi organizza a livello locale. 

http://www.campagnamica.it/campagnamica/jsp/index.jsp</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Bacillus, mi riferivo a questo progetto che dalle scuole è passato nel tempo ad una iniziativa finalizzata a far conoscere le aziende e i loro prodotti..</p>
<p>Probabilmente la sua realizzazione dipende molto da chi organizza a livello locale. </p>
<p><a href="http://www.campagnamica.it/campagnamica/jsp/index.jsp" rel="nofollow">http://www.campagnamica.it/campagnamica/jsp/index.jsp</a></p>
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		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6633</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 23:21:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2482#comment-6633</guid>
		<description>Gianna, voglio essere sincero. Dall&#039;organizzazione di categoria vorrei sapere di iniziative rivolte alla tutela economica delle produzioni locali, a contrattazioni/contrapposizioni con la GDO per reagire alla speculazione di chi domina il mercato, ad iniziative per la promozione della nostra agricoltura (non solo dei prodotti) verso l&#039;estero; vorrei fossero organizzati un giorno si ed un giorno no corsi di aggiornamento tecnologico, informatico, economico. Non esiste niente di tutto questo.

Non so rispondere alla tua domanda. In ogni caso, “Campagna Amica” nei confronti dei nostri ragazzi è uno slogan persino irritante. Mai la campagna ha negato l&#039;accesso a chi voleva conoscerla: in un capannone industriale ti sarà vietato l&#039;accesso, ma se vuoi “visitare” un campo di mais, beh, ne trovi quanti ne vuoi, lì all&#039;aria aperta. Basterebbe che le scuole organizzassero passeggiate in campagna: cose di imparare ce ne sarebbero a montagne, credetemi, solo con una passeggiata, senza la presenza del contadino.
E l&#039;amore per il cibo sano potrebbe venire anche solo da questo: capire l&#039;ecosistema, rendersi consapevoli delle prerogative dell&#039;ecologia agricola, analizzare vantaggi e svantaggi. Per me, da sempre, questo è compito della scuola, degli insegnanti. Affiderei a loro la responsabilità, pretenderei da loro un riscontro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianna, voglio essere sincero. Dall&#8217;organizzazione di categoria vorrei sapere di iniziative rivolte alla tutela economica delle produzioni locali, a contrattazioni/contrapposizioni con la GDO per reagire alla speculazione di chi domina il mercato, ad iniziative per la promozione della nostra agricoltura (non solo dei prodotti) verso l&#8217;estero; vorrei fossero organizzati un giorno si ed un giorno no corsi di aggiornamento tecnologico, informatico, economico. Non esiste niente di tutto questo.</p>
<p>Non so rispondere alla tua domanda. In ogni caso, “Campagna Amica” nei confronti dei nostri ragazzi è uno slogan persino irritante. Mai la campagna ha negato l&#8217;accesso a chi voleva conoscerla: in un capannone industriale ti sarà vietato l&#8217;accesso, ma se vuoi “visitare” un campo di mais, beh, ne trovi quanti ne vuoi, lì all&#8217;aria aperta. Basterebbe che le scuole organizzassero passeggiate in campagna: cose di imparare ce ne sarebbero a montagne, credetemi, solo con una passeggiata, senza la presenza del contadino.<br />
E l&#8217;amore per il cibo sano potrebbe venire anche solo da questo: capire l&#8217;ecosistema, rendersi consapevoli delle prerogative dell&#8217;ecologia agricola, analizzare vantaggi e svantaggi. Per me, da sempre, questo è compito della scuola, degli insegnanti. Affiderei a loro la responsabilità, pretenderei da loro un riscontro.</p>
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		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6632</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 22:39:23 +0000</pubDate>
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		<description>@Bacillus - si lo so ... tra il dire e il fare etc etc  ma io parlo di teoria, cerco di spiegare certi meccanismi, poi i risultati di ogni singolo paese sono un&#039;altra cosa... l&#039;esito di certi obiettivi passa per tanti &#039;filtri&#039;, le idee buone non e&#039; detto che siano applicate poi efficacemente (infatti dicevo &#039;Obama intende modificare&#039; - intende!) .... comunque poi per quanto riguarda gli USA e&#039; ancora un po&#039; presto per capire, non si fa altro che celebrare la fine della crisi ma in verita&#039; il cammino e&#039; ancora lungo e incerto!  Anche io la penso come te, avendo poi vissuto in US e tornandoci regolarmente mi pare moooolto difficile vedere realizzati certi obiettivi.  E tornando al discorso obesita&#039;, francamente non vedo un alleggerimento del peso degli americani a breve termine... ci vorrebbe un miracolo o una bacchetta magica prima ancora delle riforme alla politica agricola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Bacillus &#8211; si lo so &#8230; tra il dire e il fare etc etc  ma io parlo di teoria, cerco di spiegare certi meccanismi, poi i risultati di ogni singolo paese sono un&#8217;altra cosa&#8230; l&#8217;esito di certi obiettivi passa per tanti &#8216;filtri&#8217;, le idee buone non e&#8217; detto che siano applicate poi efficacemente (infatti dicevo &#8216;Obama intende modificare&#8217; &#8211; intende!) &#8230;. comunque poi per quanto riguarda gli USA e&#8217; ancora un po&#8217; presto per capire, non si fa altro che celebrare la fine della crisi ma in verita&#8217; il cammino e&#8217; ancora lungo e incerto!  Anche io la penso come te, avendo poi vissuto in US e tornandoci regolarmente mi pare moooolto difficile vedere realizzati certi obiettivi.  E tornando al discorso obesita&#8217;, francamente non vedo un alleggerimento del peso degli americani a breve termine&#8230; ci vorrebbe un miracolo o una bacchetta magica prima ancora delle riforme alla politica agricola.</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6631</link>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 22:22:35 +0000</pubDate>
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		<description>Bacillus nella tua regione la Coldiretti non è attiva con l&#039;iniziativa  &quot;Campagna Amica&quot; rivolta alle scuole?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bacillus nella tua regione la Coldiretti non è attiva con l&#8217;iniziativa  &#8220;Campagna Amica&#8221; rivolta alle scuole?</p>
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	<item>
		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6630</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 21:11:14 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa, Stefania, ma in che mondo vivi? ‘Corporate responsibility’ 8O Stiamo assistendo proprio in questi mesi alla feroce lotta tra la presidenza Obama e le lobby delle assicurazioni per la riforma (tra l&#039;altro all&#039;acqua di rose secondo i nostri canoni) della Sanità negli Stati Uniti. Si tratta di una lotta dura, durissima, altro che reciproco riconoscimento di responsabilità.
Senza offesa, Stefania, ma la speranza di infondere etica dall&#039;alto all&#039;iniziativa privata è una pura illusione.
L&#039;impegno di Coldiretti in iniziative di questo genere non corrisponde ad un fattivo impegno nei confronti dei propri associati. Non è un caso.
P.S.: sono titolare e conduttore di una piccola azienda vitivinicola e pago la tessera Coldiretti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, Stefania, ma in che mondo vivi? ‘Corporate responsibility’ <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt='8O' class='wp-smiley' /> Stiamo assistendo proprio in questi mesi alla feroce lotta tra la presidenza Obama e le lobby delle assicurazioni per la riforma (tra l&#8217;altro all&#8217;acqua di rose secondo i nostri canoni) della Sanità negli Stati Uniti. Si tratta di una lotta dura, durissima, altro che reciproco riconoscimento di responsabilità.<br />
Senza offesa, Stefania, ma la speranza di infondere etica dall&#8217;alto all&#8217;iniziativa privata è una pura illusione.<br />
L&#8217;impegno di Coldiretti in iniziative di questo genere non corrisponde ad un fattivo impegno nei confronti dei propri associati. Non è un caso.<br />
P.S.: sono titolare e conduttore di una piccola azienda vitivinicola e pago la tessera Coldiretti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6628</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 20:25:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2482#comment-6628</guid>
		<description>L&#039;intervento di Bacillus illustra la scelta dell&#039;attuale governo, ovvero quella di sostenere quel ramo dell&#039;industria piu&#039; influente (piu&#039; grossa nei volumi e quindi piu&#039; forte politicamente) piuttosto che la media e piccola impresa.  E&#039; una strategia che da sempre il governo americano segue e che l&#039;attuale presidente Obama intende modificare.  Pero&#039; non mi pare che il settore agricolo italiano sia peggio di quello di altri paesi europei ;-)  

Le iniziative promosse dalle istituzioni spesso vedono coinvolta l&#039;industria perche&#039; il mondo politico pensa che sia giusto che certi cambiamenti possano avvenire mantenendo il dialogo anche con l&#039;industria (che sia piccola o grande distribuzione, produzione o trasformazione etc.) cosi&#039; come con la societa&#039; civile. Sono i 3 vertici a cui spesso ho fatto cenno.  Quindi in questo senso anche se puo&#039; sembrare strano, si ritiene necessario coinvolgere in iniziative che riguardino l&#039;ambiente anche societa&#039; come l&#039;ENI citata come esempio da Bacillus... perche&#039; e&#039; un modo di riconoscere pubblicamente le proprie responsabilita&#039;  e il proprio impegno, la propria &#039;corporate responsibility&#039; insomma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento di Bacillus illustra la scelta dell&#8217;attuale governo, ovvero quella di sostenere quel ramo dell&#8217;industria piu&#8217; influente (piu&#8217; grossa nei volumi e quindi piu&#8217; forte politicamente) piuttosto che la media e piccola impresa.  E&#8217; una strategia che da sempre il governo americano segue e che l&#8217;attuale presidente Obama intende modificare.  Pero&#8217; non mi pare che il settore agricolo italiano sia peggio di quello di altri paesi europei <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />   </p>
<p>Le iniziative promosse dalle istituzioni spesso vedono coinvolta l&#8217;industria perche&#8217; il mondo politico pensa che sia giusto che certi cambiamenti possano avvenire mantenendo il dialogo anche con l&#8217;industria (che sia piccola o grande distribuzione, produzione o trasformazione etc.) cosi&#8217; come con la societa&#8217; civile. Sono i 3 vertici a cui spesso ho fatto cenno.  Quindi in questo senso anche se puo&#8217; sembrare strano, si ritiene necessario coinvolgere in iniziative che riguardino l&#8217;ambiente anche societa&#8217; come l&#8217;ENI citata come esempio da Bacillus&#8230; perche&#8217; e&#8217; un modo di riconoscere pubblicamente le proprie responsabilita&#8217;  e il proprio impegno, la propria &#8216;corporate responsibility&#8217; insomma.</p>
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	<item>
		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/11/fat-economics-lobesita-un-effetto-collaterale-del-progresso.html/comment-page-1#comment-6627</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 18:52:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=2482#comment-6627</guid>
		<description>Non vorrei sembrare bastian contrario, disfattista, rompiballe. Ma se questa è l&#039;immagine che traspare dai miei interventi, pazienza... :-)
Tale premessa per osservare che se Coldiretti partecipa ad iniziative del genere, non oso immaginare le conseguenze. 8O 
Coldiretti è da sempre l&#039;organizzazione di categoria più forte, più potente, più influente del mondo agricolo. Purtroppo, storicamente, non riusciamo a dimenticarne le reponsabilità nei disastri che negli ultimi anni i nostri contadini hanno dovuto subire: dal crack Federconsorzi, allo scandalo delle quote latte, al generale disastro che la nostra intera agricoltura sta vivendo (e che pochi conoscono).
Assistere all&#039;attivismo della formidabile organizzazione non fa ben sperare per i bambini obesi, purtroppo.
E poi, come non riflettere sul conflitto di interessi? Un&#039;organizzazione come Coldiretti deve difendere i diritti degli agricoltori, non deve fare altro. Sarebbe come se Eni sponsorizzasse campagne per il risparmio energetico.
Invito di cuore alla riflessione. Giuste le iniziative; occhio agli interlocutori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non vorrei sembrare bastian contrario, disfattista, rompiballe. Ma se questa è l&#8217;immagine che traspare dai miei interventi, pazienza&#8230; <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Tale premessa per osservare che se Coldiretti partecipa ad iniziative del genere, non oso immaginare le conseguenze. <img src='http://trashfood.com/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt='8O' class='wp-smiley' /><br />
Coldiretti è da sempre l&#8217;organizzazione di categoria più forte, più potente, più influente del mondo agricolo. Purtroppo, storicamente, non riusciamo a dimenticarne le reponsabilità nei disastri che negli ultimi anni i nostri contadini hanno dovuto subire: dal crack Federconsorzi, allo scandalo delle quote latte, al generale disastro che la nostra intera agricoltura sta vivendo (e che pochi conoscono).<br />
Assistere all&#8217;attivismo della formidabile organizzazione non fa ben sperare per i bambini obesi, purtroppo.<br />
E poi, come non riflettere sul conflitto di interessi? Un&#8217;organizzazione come Coldiretti deve difendere i diritti degli agricoltori, non deve fare altro. Sarebbe come se Eni sponsorizzasse campagne per il risparmio energetico.<br />
Invito di cuore alla riflessione. Giuste le iniziative; occhio agli interlocutori.</p>
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