Betaglucani reloaded

Il tempo passa veloce, sono già passati due anni da questo post in cui avevo ricostruito le caratteristche nutrizionali e il mercato dei beta glucani, ipotizzando il loro ingresso nel mercato degli alimenti funzionali.
I betaglucani, inclusi tra le fibre vegetali solubili, sono polimeri del glucosio. I legami tra le varie molecole non sono scissi dagli enzimi intestinali ma sono demoliti dai batteri della flora batterica intestinale.
I betaglucani aiutano a ridurre il colesterolo? Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia, in comune con altre fibre vegetali, è stato ipotizzato che i betaglucani eserciterebbero una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla loro fermentazione, si formerebbero acidi organici a corta catena a cui è stato attribuito un ruolo inibitore della sintesi epatica di colesterolo.
Tra le aziende che li hanno scelti come ingredienti funzionali vi è la Kellogs con i cereali Optivita. Beta glucani anche in Alixir e biscotti Galbusera. Ora la Pastariso Scotti.
Stamattina ho incontrato appunto la pubblicità della Pastariso, un tipo di pasta con i seguenti ingredienti: Farina di riso, fibra di orzo con betaglucani (7%), gemma di riso 2%, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi.
Dall’etichetta nutrizionale risulta che in 100 g di pasta sono contenuti 1,7 g di betaglucani.
Leggo che:
75 g di PastaRiso permettono di coprire il 25% della quantità giornaliera di betaglucani.
Ma da quando è stato stabilito il fabbisogno giornaliero in betaglucani?
Ora sto cercando in che quantità i betaglucani esercitano il loro effetto ipocolesterolemizzante.












Io continuo a pensare che questi prodotti servano solo a spennare le persone ignoranti alimentarmente ma con un buon stipendio!
Scritto da Grissino, il 24 gennaio, 2010 at 22:07
Sempre mitica dottoressa Gianna. Grazie a te, so ora cosa sono i Betaglucani di cui, improvvisamente, scopriamo di averne un bisogno vitale. Saluti a tutti.
Scritto da Mauro R., il 25 gennaio, 2010 at 11:12
non credo ci sia un livello raccomandato di betaglucani, lo sento per la prima volta, su quanto possa essere utile se non viene promosso con una dieta equuilibrata e una attività fisica non so. Se mi posso permettere ti lascio qualche riferimento, credo tu li abbia già, stavo casualemnte scrivendo una cosa sull’orzo e ho scoperto che contiene dai 3,37-6,23 g di betaglucani per 100 gr, se la fonte è vera. In FDA dovrebbe essere dal 2005 una lista di alimenti con fibre solubili che contengono beta glucani e che possono inserirlo in etichetta, mi sembra di ricordare.
-Jood S, Kalra S. Chemical composition and nutritional characteristics of some hull less and hulled barley cultivars grown in India. Nahrung 2001 February;45(1):35-9.
-Wilson TA, Nicolosi RJ, et al. Reduced and high molecular weight barley beta-glucans decrease plasma total and non-HDL-cholesterol in hypercholesterolemic Syrian golden hamsters. J Nutr 2004 October;134(10):2617-22.
- Biorklund M, van RA, et al. Changes in serum lipids and postprandial glucose and insulin concentrations after consumption of beverages with beta-glucans from oats or barley: a randomised dose-controlled trial. Eur J Clin Nutr 2005 November;59(11):1272-81.
- Keogh GF, Cooper GJ, et al. Randomized controlled crossover study of the effect of a highly beta-glucan-enriched barley on cardiovascular disease risk factors in mildly hypercholesterolemic men. Am J Clin Nutr 2003 October;78(4):711-8.
Scritto da gunther, il 25 gennaio, 2010 at 13:42
Cara Gianna,
non sanno cosa inventarsi … quanto vale una bella parmigiana di melanzane, piena di olio …. e parmigiano …
Scritto da Corrado Vigo, il 26 gennaio, 2010 at 07:12
vorrei capire se i betaglucani, possono essere aggiunti ad esempio nella fase di latte-innesto di una cagliata per formaggio ai fermenti lattici: Lactobacillus bulgaricus Streptococcus thermophilus lactobacillus acidiphilus e bifidobacterium bifidum
grazie
Scritto da mario, il 23 giugno, 2010 at 08:56