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	<title>Commenti a: I giovani e la dieta di transizione in Italia (3) &#8211; problemi e sfide</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 Jul 2010 02:13:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Stefania</title>
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		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:09:44 +0000</pubDate>
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		<description>@Barbara - si, sono totalmente d&#039;accordo.  E aggiungo che oltre a non avere gli strumenti intellettuali per accorgersene, in molti casi non hanno neanche l&#039;interesse.  Leggo oggi sul Corriere che la presentatrice del prossimo Festival e&#039; finita in ospedale per aver preso delle bustine per dimagrire... se questa persona, che ha di sicuro tempo, strumenti intellettuali e finanziari per fare un tipo di scelta alimentare chiamiamola ..&#039;virtuosa&#039;, come mai invece sceglie di prendere le bustine?  come mai non ha l&#039;interesse di capirne di piu&#039;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Barbara &#8211; si, sono totalmente d&#8217;accordo.  E aggiungo che oltre a non avere gli strumenti intellettuali per accorgersene, in molti casi non hanno neanche l&#8217;interesse.  Leggo oggi sul Corriere che la presentatrice del prossimo Festival e&#8217; finita in ospedale per aver preso delle bustine per dimagrire&#8230; se questa persona, che ha di sicuro tempo, strumenti intellettuali e finanziari per fare un tipo di scelta alimentare chiamiamola ..&#8217;virtuosa&#8217;, come mai invece sceglie di prendere le bustine?  come mai non ha l&#8217;interesse di capirne di piu&#8217;?</p>
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		<title>Di: Barbara M</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7138</link>
		<dc:creator>Barbara M</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:02:54 +0000</pubDate>
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		<description>Buona sera.
Vorrei dare una visione leggermente diversa sul discorso etichettatura.
Ringrazio per tutte le vittorie sull&#039;etichettatura che si sono ottenute, seppur ritengo che ci sia ancora da lavorare.
Io le etichette le leggo, eccome se le leggo! Ovvio occorre un po&#039; di impegno, di tempo e soprattutto un minimo di cultura che è quella che la scuola dovrebbe dare.
Perchè le etichette ci sono, ma poi bisogna saperle leggere !!
Riporto una conversazione sentita sull&#039;autobus (si sui mezzi pubblici ogni tanto origlio ...):
***
... che poi è magro, ha solo il 3% di grassi, quindi 3gr di grassi non sono tanti ...
***
3% non vuol dire 3gr!!! Vuol dire il 3% del peso della cosa in questione (ora non ricordo, ma era qualcosa in confezioni da 250 gr).
Insomma qui mancano le basi dell&#039;istruzioni. E tra queste basi metto il senso critico e la logica elementare. Quelle cose che ci dovrebbero permettere di giudicare tutti quei prodotti *light* che troviamo sui banchi del supermercato: *30% di grassi in meno* non vuol dire necessariamente leggero, 30% di che?
Insomma siamo circondati da messaggi fuorvianti e in molti non hanno gli strumenti per accorgersene e per sfruttare gli alleati che ci vengono forniti (le etichette).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buona sera.<br />
Vorrei dare una visione leggermente diversa sul discorso etichettatura.<br />
Ringrazio per tutte le vittorie sull&#8217;etichettatura che si sono ottenute, seppur ritengo che ci sia ancora da lavorare.<br />
Io le etichette le leggo, eccome se le leggo! Ovvio occorre un po&#8217; di impegno, di tempo e soprattutto un minimo di cultura che è quella che la scuola dovrebbe dare.<br />
Perchè le etichette ci sono, ma poi bisogna saperle leggere !!<br />
Riporto una conversazione sentita sull&#8217;autobus (si sui mezzi pubblici ogni tanto origlio &#8230;):<br />
***<br />
&#8230; che poi è magro, ha solo il 3% di grassi, quindi 3gr di grassi non sono tanti &#8230;<br />
***<br />
3% non vuol dire 3gr!!! Vuol dire il 3% del peso della cosa in questione (ora non ricordo, ma era qualcosa in confezioni da 250 gr).<br />
Insomma qui mancano le basi dell&#8217;istruzioni. E tra queste basi metto il senso critico e la logica elementare. Quelle cose che ci dovrebbero permettere di giudicare tutti quei prodotti *light* che troviamo sui banchi del supermercato: *30% di grassi in meno* non vuol dire necessariamente leggero, 30% di che?<br />
Insomma siamo circondati da messaggi fuorvianti e in molti non hanno gli strumenti per accorgersene e per sfruttare gli alleati che ci vengono forniti (le etichette).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Wyk72</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7127</link>
		<dc:creator>Wyk72</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:05:42 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt; L’etichettatura – come spiegavo sopra nel post – non ha aiutato a fare scelte piu’ virtuose.&lt;/i&gt;

Ma scusa, secondo te lo stato o chi per lui dovrebbe &quot;fare la spesa&quot; al posto dei cittadini?

Ma siamo al livello di un menù &quot;Imposto per legge&quot; ai cittadini, quantità incluse?

E&#039; francamente &lt;i&gt;assurdo&lt;/i&gt;.

L&#039;etichettatura è fondamentale per far togliere le componenti &lt;i&gt;nocive&lt;/i&gt; dai cibi, e mi riferisco ai grassi trans. A me non sta bene la dizione spannometrica &quot;oli e grassi vegetali&quot;, per esempio, pretenderei la dizione obbligatoria &quot;idrogenati - parzialmente idrogenati&quot;. Anche mettere la quota di grassi trans in etichetta non sarebbe male, non nel modo ridicolo che fanno in USA (dove quantità inferiori a 0,5g di trans PER PORZIONE vengono considerati assurdamente ZERO - basta fare la porzione di 15g e il gioco è fatto), ma in maniera seria, sui canonici 100g.

Le &quot;virtù&quot; anche a livello alimentare, non possono essere &quot;imposte per legge&quot; - o le si ha, o si tenta di acquisirne studiando - compito dello stato e di chi ha a cuore queste cose è informare e favorire la circolazione delle informazioni più che può, cosa che grazie anche alle nuove tecnologie, tipo quella che stiamo usando or ora, sta avvenendo rapidamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i> L’etichettatura – come spiegavo sopra nel post – non ha aiutato a fare scelte piu’ virtuose.</i></p>
<p>Ma scusa, secondo te lo stato o chi per lui dovrebbe &#8220;fare la spesa&#8221; al posto dei cittadini?</p>
<p>Ma siamo al livello di un menù &#8220;Imposto per legge&#8221; ai cittadini, quantità incluse?</p>
<p>E&#8217; francamente <i>assurdo</i>.</p>
<p>L&#8217;etichettatura è fondamentale per far togliere le componenti <i>nocive</i> dai cibi, e mi riferisco ai grassi trans. A me non sta bene la dizione spannometrica &#8220;oli e grassi vegetali&#8221;, per esempio, pretenderei la dizione obbligatoria &#8220;idrogenati &#8211; parzialmente idrogenati&#8221;. Anche mettere la quota di grassi trans in etichetta non sarebbe male, non nel modo ridicolo che fanno in USA (dove quantità inferiori a 0,5g di trans PER PORZIONE vengono considerati assurdamente ZERO &#8211; basta fare la porzione di 15g e il gioco è fatto), ma in maniera seria, sui canonici 100g.</p>
<p>Le &#8220;virtù&#8221; anche a livello alimentare, non possono essere &#8220;imposte per legge&#8221; &#8211; o le si ha, o si tenta di acquisirne studiando &#8211; compito dello stato e di chi ha a cuore queste cose è informare e favorire la circolazione delle informazioni più che può, cosa che grazie anche alle nuove tecnologie, tipo quella che stiamo usando or ora, sta avvenendo rapidamente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7123</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:38:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=3043#comment-7123</guid>
		<description>Un paio di considerazioni ancora – mi rendo conto che alcuni punti non sono stati chiariti. Scusate il ritardo nella risposta.

-	a Marco volevo dire che quello che ho scritto non e’ ovviamente scritto per I ragazzi, ma bensi’ pensando a chi dovrebbe lavorare per porre rimedio ai problemi che abbiamo identificato.  Questo lavoro e’ seguito da una lista di raccomandazioni per gli operatori pubblici affinche’ trovino efficaci soluzioni al problema.  Penso che tu abbia ragione nel dire che a questi ragazzi  non ci si rivolge usando il loro stesso linguaggio, penso tuttavia sia un problema generale (a prescindere cioe’ dall’educazione alimentare)
-	il discorso sulla TV pubblica che trasmette messaggi contrastanti e pubblicita’ di cibi ‘sbagliati’ apre un dibattito etico di per se; come diceva Marco dovremmo chiederci se sia giusto che una TV pubblica debba trarre profitto dalla pubblicita’ di suddetti prodotti, mentre contemporaneamente il governo promuove la piramide e la dieta mediterranea!  Inoltre dovremmo chiederci se sia giusto che certe pubblicita’ siano fatte come sono fatte: me ne viene in mente una di una famosa azienda, che mostra le tortine per la colazione che crescono sugli alberi…
-	la testimonianza di Elena dovrebbe chiarire un altro fatto: quando si passa dalle linee guida generali che poi ogni regione deve ‘trasmettere’ localmente, le iniziative e I risultati variano moltissimo, in quanto dipendono poi da chi , localmente, le rende possibili.  Non tutte le regioni o i comuni raggiungono gli stessi risultati, non tutte le scuole si mostrano entusiaste ad aderire a certe iniziative , non tutti i comuni comprendono l&#039;urgenza di certe questioni, non tutti i responsabili di mense pubbliche comprendono che certi alimenti non dovrebbero essere infilati nel menu&#039; (ricordate il post sul pangasio?) .
-	Alex sottolinea un punto importante: la nostra dieta e’ cambiata, diventando particolarmente ricca di grassi e zuccheri.  In questo consiste la dieta di transizione  dei paesi industrializzati .  Parliamo naturalmente non solo della frequente presenza di zucchero (e quindi dolci e desserts) nella ns dieta ma anche di dolcificanti vari che finiscono nella filiera (pensiamo ai succhi di frutta, commercializzati come sani e naturali) e porzioni maggiori di carboidrati complessi (pasta, riso etc) nei ns piatti (poiche’ non si ha tempo di preparare un pasto completo, allora si tende ad aumentare la porzione di pasta,  e ci si accontenta di un pranzo o di una cena cosi’).   L’etichettatura – come spiegavo sopra nel post – non ha aiutato a fare scelte piu’ virtuose.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di considerazioni ancora – mi rendo conto che alcuni punti non sono stati chiariti. Scusate il ritardo nella risposta.</p>
<p>-	a Marco volevo dire che quello che ho scritto non e’ ovviamente scritto per I ragazzi, ma bensi’ pensando a chi dovrebbe lavorare per porre rimedio ai problemi che abbiamo identificato.  Questo lavoro e’ seguito da una lista di raccomandazioni per gli operatori pubblici affinche’ trovino efficaci soluzioni al problema.  Penso che tu abbia ragione nel dire che a questi ragazzi  non ci si rivolge usando il loro stesso linguaggio, penso tuttavia sia un problema generale (a prescindere cioe’ dall’educazione alimentare)<br />
-	il discorso sulla TV pubblica che trasmette messaggi contrastanti e pubblicita’ di cibi ‘sbagliati’ apre un dibattito etico di per se; come diceva Marco dovremmo chiederci se sia giusto che una TV pubblica debba trarre profitto dalla pubblicita’ di suddetti prodotti, mentre contemporaneamente il governo promuove la piramide e la dieta mediterranea!  Inoltre dovremmo chiederci se sia giusto che certe pubblicita’ siano fatte come sono fatte: me ne viene in mente una di una famosa azienda, che mostra le tortine per la colazione che crescono sugli alberi…<br />
-	la testimonianza di Elena dovrebbe chiarire un altro fatto: quando si passa dalle linee guida generali che poi ogni regione deve ‘trasmettere’ localmente, le iniziative e I risultati variano moltissimo, in quanto dipendono poi da chi , localmente, le rende possibili.  Non tutte le regioni o i comuni raggiungono gli stessi risultati, non tutte le scuole si mostrano entusiaste ad aderire a certe iniziative , non tutti i comuni comprendono l&#8217;urgenza di certe questioni, non tutti i responsabili di mense pubbliche comprendono che certi alimenti non dovrebbero essere infilati nel menu&#8217; (ricordate il post sul pangasio?) .<br />
-	Alex sottolinea un punto importante: la nostra dieta e’ cambiata, diventando particolarmente ricca di grassi e zuccheri.  In questo consiste la dieta di transizione  dei paesi industrializzati .  Parliamo naturalmente non solo della frequente presenza di zucchero (e quindi dolci e desserts) nella ns dieta ma anche di dolcificanti vari che finiscono nella filiera (pensiamo ai succhi di frutta, commercializzati come sani e naturali) e porzioni maggiori di carboidrati complessi (pasta, riso etc) nei ns piatti (poiche’ non si ha tempo di preparare un pasto completo, allora si tende ad aumentare la porzione di pasta,  e ci si accontenta di un pranzo o di una cena cosi’).   L’etichettatura – come spiegavo sopra nel post – non ha aiutato a fare scelte piu’ virtuose.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Wyk72</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7109</link>
		<dc:creator>Wyk72</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 13:49:10 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;Ma voi avete mai visto i blog di cucina e di ricette su internet? Vi semprano dei piatti equilibrati? Sani?&lt;/i&gt;

La maggior parte, no. Ma spulciando ne trovi anche di &quot;buoni&quot; ed equilibrati. Ci sono degli ottimi libri (quelli dei suddetti Albanesi&amp;Tibaldi per esempio).

&lt;i&gt;nessuno vuole pensare davanti a un etichetta.&lt;/i&gt;

Totalmente in disaccordo con questo punto di vista. Un grande sforzo è stato fatto per avere delle etichette nutrizionali decenti (e per certi versi sono perfino migliorabili). Adesso ci vuole lo sforzo da parte della gente - tutti i consumatori - di leggerle e di fare un uso intelligente delle informazioni fornite. Questa filosofia del &quot;vivere senza pensare&quot; non è il massimo, secondo me.

&quot;Ai ragazzi non importa nulla di&quot;, mi sembra una generalizzazione senza senso. Conosco personalmente molti ragazzi e moltissime ragazze che vorrebbero curare la propria alimentazione e non sanno come fare. Le ragazze soprattutto compiono  spesso degli errori madornali, con diete improvvisate, insensate, e tutti sappiamo quanto sia diventato grave il problema anoressia, come il suo opposto, l&#039;obesità.

&lt;i&gt;a loro interessa il gusto e sappiamo tutti che il grasso, il sale ecc restituiscono sensazioni piacevoli.&lt;/i&gt;

Il gusto, come altre sensazioni sensoriali, possono essere EDUCATE. Il grasso e il sale di per sè sono solo delle componenti del sapore di un piatto. Da sole non dicono niente, anzi spesso sono ingredienti abusati nei piatti per coprirne i difetti, e danno assuefazione del senso del gusto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>Ma voi avete mai visto i blog di cucina e di ricette su internet? Vi semprano dei piatti equilibrati? Sani?</i></p>
<p>La maggior parte, no. Ma spulciando ne trovi anche di &#8220;buoni&#8221; ed equilibrati. Ci sono degli ottimi libri (quelli dei suddetti Albanesi&amp;Tibaldi per esempio).</p>
<p><i>nessuno vuole pensare davanti a un etichetta.</i></p>
<p>Totalmente in disaccordo con questo punto di vista. Un grande sforzo è stato fatto per avere delle etichette nutrizionali decenti (e per certi versi sono perfino migliorabili). Adesso ci vuole lo sforzo da parte della gente &#8211; tutti i consumatori &#8211; di leggerle e di fare un uso intelligente delle informazioni fornite. Questa filosofia del &#8220;vivere senza pensare&#8221; non è il massimo, secondo me.</p>
<p>&#8220;Ai ragazzi non importa nulla di&#8221;, mi sembra una generalizzazione senza senso. Conosco personalmente molti ragazzi e moltissime ragazze che vorrebbero curare la propria alimentazione e non sanno come fare. Le ragazze soprattutto compiono  spesso degli errori madornali, con diete improvvisate, insensate, e tutti sappiamo quanto sia diventato grave il problema anoressia, come il suo opposto, l&#8217;obesità.</p>
<p><i>a loro interessa il gusto e sappiamo tutti che il grasso, il sale ecc restituiscono sensazioni piacevoli.</i></p>
<p>Il gusto, come altre sensazioni sensoriali, possono essere EDUCATE. Il grasso e il sale di per sè sono solo delle componenti del sapore di un piatto. Da sole non dicono niente, anzi spesso sono ingredienti abusati nei piatti per coprirne i difetti, e danno assuefazione del senso del gusto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alex</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7108</link>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 09:23:24 +0000</pubDate>
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		<description>Ma voi avete mai visto i blog di cucina e di ricette su internet? Vi semprano dei piatti equilibrati? Sani? Per la maggior parte sono mamme fanno dolci tutti i giorni qualcuno li mangerà anche! Porzioni pantagrueliche, ci mettono 100 grammi di burro a persona e dicono che è una ricetta light! I ragazzi se non trovano fuori un panino con pancetta e formaggio dicono che non sa di niente, perchè hanno il sapore abituato a quelle caratteristiche di gusto.
Deve esserci un informazione nutrizionale più diretta, più pratica, più semplice, nessuno vuole pensare davanti a un etichetta. Ai ragazzi non importa nulla delle informazioni nutrizionali, hanno un età in cui la parola colesterolo non sanno cosa vuole dire, anche se lo sanno non gli riguarda, a loro interessa il gusto e sappiamo tutti che il grasso, il sale ecc restituiscono sensazioni piacevoli.
Nei ragazzi mcdonald vince non solo per il prezzo, è un punto di ritrovo, i ragazzi non hanno alternative, se ti vuoi incontrare con i tuoi coetanei dove vai, se non hai tanti soldi e vuoi mangiare qualcosa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma voi avete mai visto i blog di cucina e di ricette su internet? Vi semprano dei piatti equilibrati? Sani? Per la maggior parte sono mamme fanno dolci tutti i giorni qualcuno li mangerà anche! Porzioni pantagrueliche, ci mettono 100 grammi di burro a persona e dicono che è una ricetta light! I ragazzi se non trovano fuori un panino con pancetta e formaggio dicono che non sa di niente, perchè hanno il sapore abituato a quelle caratteristiche di gusto.<br />
Deve esserci un informazione nutrizionale più diretta, più pratica, più semplice, nessuno vuole pensare davanti a un etichetta. Ai ragazzi non importa nulla delle informazioni nutrizionali, hanno un età in cui la parola colesterolo non sanno cosa vuole dire, anche se lo sanno non gli riguarda, a loro interessa il gusto e sappiamo tutti che il grasso, il sale ecc restituiscono sensazioni piacevoli.<br />
Nei ragazzi mcdonald vince non solo per il prezzo, è un punto di ritrovo, i ragazzi non hanno alternative, se ti vuoi incontrare con i tuoi coetanei dove vai, se non hai tanti soldi e vuoi mangiare qualcosa?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7107</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:24:21 +0000</pubDate>
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		<description>Per quanto riguarda le scuole so che nella provincia in cui vivo ma in tutto il Veneto vengono proposti da parte dell&#039;Ulss (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione e Servizio Educazione e Promozione della Salute) ad ogni inizio anno dei percorsi sull&#039;alimentazione agli alunni di fare fasce di età che non riguardano tanto le nozioni quanto la possibilità di sperimentare un gusto, un odore, un sapore di qualche prodotto alimentare sia esso un frutto piuttosto che il pane,ecc..ad es. già a partire dalle scuole dell&#039;infanzia vengono organizzate visite alle fattorie didattiche, oppure si sperimenta (magari all&#039;inizio a partire da 1 volta la settimana) per tutti gli alunni la merenda a scuola a base di frutta. Sono alcuni genitori spesso che acquistano le cassette di frutta al mercato e poi la distribuiscono...insomma di inziative in campo ce ne sono tante...anche &quot;Orto in condotta&quot; progetto promosso da Slow Food...il punto è che le Scuole aderiscano o meno a quanto proposto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda le scuole so che nella provincia in cui vivo ma in tutto il Veneto vengono proposti da parte dell&#8217;Ulss (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione e Servizio Educazione e Promozione della Salute) ad ogni inizio anno dei percorsi sull&#8217;alimentazione agli alunni di fare fasce di età che non riguardano tanto le nozioni quanto la possibilità di sperimentare un gusto, un odore, un sapore di qualche prodotto alimentare sia esso un frutto piuttosto che il pane,ecc..ad es. già a partire dalle scuole dell&#8217;infanzia vengono organizzate visite alle fattorie didattiche, oppure si sperimenta (magari all&#8217;inizio a partire da 1 volta la settimana) per tutti gli alunni la merenda a scuola a base di frutta. Sono alcuni genitori spesso che acquistano le cassette di frutta al mercato e poi la distribuiscono&#8230;insomma di inziative in campo ce ne sono tante&#8230;anche &#8220;Orto in condotta&#8221; progetto promosso da Slow Food&#8230;il punto è che le Scuole aderiscano o meno a quanto proposto&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7105</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:22:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=3043#comment-7105</guid>
		<description>Il link di Albanesi

http://www.albanesi.it/paginetest/sportivi.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il link di Albanesi</p>
<p><a href="http://www.albanesi.it/paginetest/sportivi.htm" rel="nofollow">http://www.albanesi.it/paginetest/sportivi.htm</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7104</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:21:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://trashfood.com/?p=3043#comment-7104</guid>
		<description>Il link di Tibaldi

http://www.cibo360.it/sport/quale/fittest.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il link di Tibaldi</p>
<p><a href="http://www.cibo360.it/sport/quale/fittest.htm" rel="nofollow">http://www.cibo360.it/sport/quale/fittest.htm</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://trashfood.com/2010/02/i-giovani-e-la-dieta-di-transizione-in-italia-3-problemi-e-sfide.html/comment-page-1#comment-7103</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:20:28 +0000</pubDate>
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		<description>Allora, Andrea Tibaldi mi va molto meglio... perchè a volte, pur dicendo le stesse cose, anche la forma ha un suo significato.

Faccio un esempio (poi magari vi posto i link uno alla volta, altrimenti il commento viene bloccato): sia Tibaldi che Albanesi fanno entrambi lo stesso test della corsa di 10 km in un&#039;ora di tempo (Tibaldi prevede inoltre 8 km per le donne, più due versioni differenziate del test per ciclisti e per nuotatori). 

Tibaldi lo chiama &quot;Fit-test&quot; e Albanesi lo chiama il &quot;Test del moribondo&quot;. Tibaldi dice che lo scopo del test è sapere se una persona si allena abbastanza e chi non supera il test è semplicemente uno che si allena poco e non godrà dei benefici dell&#039;attività fisica. Secondo Albanesi (già il nome di &quot;test del moribondo&quot; dice molto) chi non supera il test &quot;ha già un piede e mezzo nella fossa e sarebbe opportuno che corresse ai ripari.&quot; (sue testuali parole).

Tibaldi dice le stesse cose di Albanesi senza sentire il bisogno di umiliare le persone... Ora vi posto i link</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, Andrea Tibaldi mi va molto meglio&#8230; perchè a volte, pur dicendo le stesse cose, anche la forma ha un suo significato.</p>
<p>Faccio un esempio (poi magari vi posto i link uno alla volta, altrimenti il commento viene bloccato): sia Tibaldi che Albanesi fanno entrambi lo stesso test della corsa di 10 km in un&#8217;ora di tempo (Tibaldi prevede inoltre 8 km per le donne, più due versioni differenziate del test per ciclisti e per nuotatori). </p>
<p>Tibaldi lo chiama &#8220;Fit-test&#8221; e Albanesi lo chiama il &#8220;Test del moribondo&#8221;. Tibaldi dice che lo scopo del test è sapere se una persona si allena abbastanza e chi non supera il test è semplicemente uno che si allena poco e non godrà dei benefici dell&#8217;attività fisica. Secondo Albanesi (già il nome di &#8220;test del moribondo&#8221; dice molto) chi non supera il test &#8220;ha già un piede e mezzo nella fossa e sarebbe opportuno che corresse ai ripari.&#8221; (sue testuali parole).</p>
<p>Tibaldi dice le stesse cose di Albanesi senza sentire il bisogno di umiliare le persone&#8230; Ora vi posto i link</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
