La colazione dei campioni

Continua la perlustrazione delle aziende che hanno puntato sulla Word cup per promuovere i loro prodotti. Oggi guardiamo le proposte della Kellog’s.

La multinazionale che negli USA per ben due volte è stata costretta a cessare le campagne promozionali dopo intervento della Federal Trade Commission (FTC) per pubblicità fuorvianti riportate sulle confezioni dei Kellog’s Rice Krispies e Frosted Mini-Wheats, per il campionato che si sta svolgendo in Sud Africa ha attivato una promozione che riguarda i giocatori della nazionale inglese che sono stati omaggiati di una fornitura per la colazione durante la missione africana.
Per l’occasione si è pensato addirittura ad una nuova versione dei cereali e a confezioni personalizzate per ognuno dei 23 giocatori che compongono il team.

Qualche esempio: Wayne Rooney è immortalato nelle scatole dei Kai Kai Pops, Frank Lampard sui ‘Lamp Flakes’, Steven Gerrard sui Frosties.

La Kellog’s non è nuova a packaging in cui sono raffigurati come testimonial i giocatori di calcio. Abbiamo un esempio anche a casa nostra. Ve lo ricordate?

Fonti

Kellogg tightens policies on marketing to children

Kellogg reveals major shift in marketing practices to kids

World Cup Football Fever https://trashfood.com/2008/06/la-colazione-dei-campioni.html

England team will be cereal thrillers in South Africa


La mozzarella teutonica: Pseudomonas fluorescens e muffe

Visto che ormai abbiamo compreso tutti che le mozzarelle dalle caratteristiche organolettiche così peculiari non sono solo state immesse in vendita in Piemonte, e il nome del batterio coinvolto inizia a circolare è arrivato il momento di ricostruire meglio la vicenda. Come fare? dal solito bollettino RASFF, quello che in altre occasioni ci è servito per riflettere sugli alert di ogni genere che riguardano le merci in arrivo nei vari paesi della Comunità europea.

Intanto una domanda, chi sono i paesi produttori principali di mozzarelle? sorpresa! il mercato è dominato da Germania, USA e Australia.

E proprio dalla Germania sono arrivate le mozzarelle di cui in tanti parliamo da qualche giorno.

Leggo qui che già 9 giugno 2010 era stata diramato l’alert, insomma si sapeva già che prodotti non conformi erano in circolazione. Grazie al sistema di allerta rapida Ue, tutte le informazioni relative alla mozzarella contaminata erano state rese disponibili ai 27 Paesi Ue. E’ scattata poi una seconda allerta nei giorni successivi. C’è voluta la signora piemontese comunque perchè in tanti ne venissero a conoscenza.

L’azienda tedesca è la Milchwerk Jäger, uno dei caseifici più antichi della Germania. Da numerosi anni esporta in diversi paesi vari formaggi come Provolone, Mozzarella, Caciotta. Il principale cliente è l’Italia che importa il 90 % della sua produzione. Il latte lavorato presso il caseificio Jäger proviene al 100% dall’Alta e Bassa Baviera come riporta in sito dell’azienda.

Leggiamo sul sito della Milchwerk Jäger, che la Mozzarella rispecchia quella che è l’antica ricetta di questo formaggio fresco, già da sempre usata nel sud Italia. Per la sua produzione, usiamo solamente latte di prima qualità e naturalmente, fermenti lattici vivi. Le moderne tecniche inoltre, ci consentono di avere un prodotto esente da qualsiasi contaminazione battereologica e soprattutto dall’aspetto molto bianco.

E cosa salta fuori dalla lettura del bollettino RASFF? che le mozzarelle come dimostrano i certificati d’esportazione della società tedesca, non sono state inviate solo in vari discount in Italia, sono coinvolti anche Francia, Slovenia, Bielorussia, Russia.
Si allunga l’elenco delle marche coinvolte: Land, Malga Paradiso, Lovilio, Fattorie Torresina e Monteverdi.

Dopo diversi giorni, troviamo altri alert che riguardano la mozzarella in data 21 giugno e 22 giugno e stavolta sono associati a dei dati di laboratorio:

21/6/2010 Troviamo il Pseudomonas fluorescens responsabile di “altered organoleptic characteristics (blue coloured: 1 mm) of Pseudomonas fluorescens (3000000 * 1000 CFU/g) in mozzarella cheese from Germany”

21/6/2010 Ancora mozzarella “cheese with altered organoleptic characteristics (bleu coloured) of mozzarella cheese from Germany infested with moulds”

Non solo Pseudomonas fluorescens, anche muffe?

E’ tutto risolto ha rassicurato Hermann Jaeger della Milchwerke Jaeger interrogandosi sul perchè di tanta attenzione e clamore. E’ arrivato perfino a dire in una intervista che fin dal mese di maggio scorso era stato evidenziato il Pseudomas fluorescens e il problema per lui era risolto.

Che altre sorprese ci riserva la mozzarella organetticamente alterata?

continua..
Fonti:
RASFF notification list

Blue-mozzarella-alert-sparks-labelling-debate


Il fatto alimentare

I lettori che cercano notizie e informazioni su temi legati all’alimentazione nei suoi molteplici aspetti, sicurezza alimentare, prezzi, pubblicità fuorviante, confronti tra prodotti, da qualche giorno hanno una nuova risorsa, si chiama Il fatto alimentare e ci troverete anche me. Ho accettato l’invito di Roberto La Pira a contribuire a questo nuovo progetto editoriale. Al sito contribuiranno vari autori che conoscerete meglio nei prossimi giorni. Lo staff è composto da Roberto La Pira (direttore responsabile), Silvio Garattini direttore istituto Mario Negri, Valeria Torazza (ricerche di mercato), l’avvocato Dario Dongo e la giornalista Mariateresa Truncellito. Il nuovo spazio dedicato al mondo dei consumi, -ha anticipato Roberto -vuole bilanciare il crescente disinteresse dei media verso certe tematiche a favore di argomenti come il benessere e la salute capaci di raccogliere l’interesse degli inserzionisti pubblicitari. Il sito prevede quattro aree. Nella prima si tratta di sicurezza alimentare, prodotti ritirati dal mercato, trattamenti illeciti negli allevamenti, contaminanti chimici, additivi. L’area supermercato proporrà inchieste sui prezzi e analisi di prodotti. Lo spazio dedicato alle etichette esaminerà le diciture scorrette e metterà a confronto le indicazioni sulle confezioni. Un’attenzione particolare sarà rivolta alla nutrizione e alle campagne istituzionali firmate dall’Iss, dall’Inran.
Anche le decisioni dell’Autorità per la sicurezza alimentare di Parma (Efsa) e di altre agenzie come l’Afssa francese e la Fsa inglese verranno riprese e affiancate ai risultati di test comparativi italiani e stranieri. Le norme legislative verranno illustrate e commentate da esperti con un linguaggio comprensibile.
Il sito è in rodaggio, ci sono ancora cose da sistemare, comunque buona lettura!


La mozzarella che si colora di blu. Ipotesi ad alta voce

La mozzarella che diventa blue dopo essere stata aperta? impressionante vero? impressionante anche il numero del sequestro, si parla di 70.000 mozzarelle. Abbiamo veramente bisogno di importare mozzarelle dalla Germania? a che prezzi?

Sapete cosa mi è venuto in mente? La storia dei traccianti di cui avevo letto qualche anno fa.

Nel 2000 fu presentato un disegno di legge che prevedeva l’impiego di traccianti nel latte in polvere da destinare ai mangimi animali. L’aggiunta di traccianti era finalizzata ovviamente ad evitare usi fraudolenti del latte in polvere -destinato alla zootecnia- nell’alimentazione umana, per fare ad esempio formaggi.

Così si leggeva in un articolo: Ai fini di tutela della salute e di salvaguardia della sicurezza alimentare, ai sensi dell’articolo 30 del Trattato che istituisce la Comunità europea, come modificato dal Trattato di Amsterdam di cui alla legge 16 giugno 1998, n. 209, nel latte e nel latte scremato in polvere destinati ad usi zootecnici, e nei loro derivati, devono essere presenti traccianti colorati, di origine naturale, innocui per la salute umana ed animale ed in grado di rendere tali prodotti stabilmente evidenziabili.

Nel 2006 la legge è stata abrogata.

Cosa può essere accaduto quindi alla mozzarella che si colora di blue? Che qualcuno abbia forse volontariamente inserito dell’innocuo tracciante nel latte in polvere che l’azienda tedesca ha usato per produrre la mozzarella? Allo scopo di smascherare la frode?

Di traccianti,latte in polvere e mozzarelle troviamo traccia negli archivi del web quando si scrisse della mozzarella che avrebbe virato dal bianco al verde se fuorilegge. Ecco l’articolo del 1999: “La pizza diventa verde se la mozzarella usata non e’ di latte naturale. Un tracciante anti – frode Ma i pizzaioli: precauzione esagerata”.

Ipotesi ad alta voce in attesa di capire meglio cosa è accaduto.

Il video girato dalla signora che ha denunciato il fatto è già su You Tube, a vederlo si pensa ad una bufala ma se i NAS sono partiti con i sequestri evidentemente hanno verificato la veridicità della notizia.

21/6/ 2010, Aggiornamento: scopro che l’allerta era già partita il 9 giugno 2010 come si legge qui.

Fonte immagine


Do you T e n d e r c r i s p ®?

Con meno clamore rispetto alle promozioni precedenti, il parmigiano reggiano entra nei panini della Burger King. Come si chiama la combinazione panino, filetto di pollo, bacon e scaglie di Parmigiano Reggiano DOP? Tendercrisp® Parmigiano Reggiano.
Edizione limitata come usa in queste occasioni.
Chi si cimenta stavolta in professione gastro-photoreporter? 🙂

Via


Novità nelle etichette alimentari: grassi trans naturali e artificiali?

Sono stata un giorno fuori e al mio ritorno mi sono ritrovota tra le polemiche sulla Nutella-Ue con appelli e i proclami per scongiurare che diventi fuori legge. Mi sorprendo sempre, dovrei saperlo invece che uno degli sport preferiti di alcuni è alzare la voce senza sapere bene di cosa si sta parlando e senza leggere cosa effettivamente è stato proposto. E di cose interessanti ce ne sono nelle proposte del parlamento europeo in tema di etichettatura nutrizionale. Cose che però sono state taciute.
Il Parlamento Europeo si è opposto al metodo a “semaforo” che voleva indicare con simboli colorati di verde, giallo e rosso la quantità relativa di energia, di grassi e di zuccheri contenuti negli alimenti.

Al tempo stesso il Parlamento europeo ha approvato nuove regole sull’etichettatura.

-Si è proposto che diventino piu’ completi i profili nutrizionali, che vengano indicati oltre ai carboidrati totali anche gli zuccheri semplici e il contenuto in sale, fibra e proteine. Nessuna novità per questo, sono dati che leggiamo già in molte etichette.

-Si è proposto l’obbligo dell’indicazione delle quantità non solo dei grassi totali ma anche degli acidi grassi saturi. Si chiede inoltre che siano indicati i grassi trans. Mi sembra una proposta condivisibile, un bel risultato. E’ evidente che chi tra i produttori privilegia l’uso di grassi vegetali saturi come olio di palma, olio di cocco o grassi idrogenati non sarà troppo contento perchè i grassi saturi presenti saranno elevati.

-C’è dell’altro, ho letto che nel testo si propone la distinzione tra grassi trans naturali e artificiali. Credo che questa precisazione -che non so quanto sia fattibile concretamente- serva a fare chiarezza sulle fonti di grassi usati (burro, margarine, oli raffinati). Sappiamo infatti che in piccola quantità alcuni grassi trans ( acido vaccenico, acido linoleico coniugato) si possono formare durante la digestione nei ruminanti e le molecole che si formano vengono assorbite e passano nel latte e nei prodotti derivati.
Un livello maggiore di acidi grassi trans si forma durante il processo di idrogenazione e raffinazione a cui sono sottoposti gli oli vegetali. Questo è un tema che merita di essere approffondito e mi prendo l’impegno di farlo a breve. Pensate che è stato perfino finanziato uno studio per indagare se i grassi trans di origine naturale o artificiale hanno effetti diversi sul metabolismo dei lipidi nei soggetti umani.

– Tutte le informazioni nutrizionali dovranno essere indicate su 100 g o ml e, per assicurarne la leggibilità, dovranno avere caratteri di dimensione e stile precisi.

-Ci sarà anche l’obbligo di menzionare in etichetta la presenza di ingredienti prodotti con le nanotecnologie.

-Obbligatorio anche indicare la presenza di sostanze che aumentano l’appetito. Non vi viene la curiosità di sapere quali siano?

Tranquillizzatevi, nessun prodotto sarà fuorilegge, si continuerà a fare pubblicità ma le affermazioni salutistiche e i benefici promessi dovranno essere provati scientificamente.

A tutti coloro che si sono affrettati a dire che “non si può fare una selezione tra alimenti buoni e cattivi” aggiungo che si deve pur spiegare che ci sono differenze tra prodotti. Ma vogliamo cominciare a dire che le creme alla nocciola non sono tutte uguali? Che le diciture “ a base di grassi vegetali” o “solo grassi vegetali” non sono trasparenti bensì fuorvianti?

A me non sembrano così deplorevoli le proposte avanzate.

Che strano questo modo di procedere. Chiediamo piu’ trasparenza, piu’ informazioni, poi appena si propongono cose nuove e si cerca di fare chiarezza, commenti confusi e superficiali dilagano.

Fonti:

Food industry wins battle-traffic light labels

Laid bare, the lobbying campaign that won the food labelling battle

Do trans fatty acids from industrially produced sources and from natural sources have the same effect on cardiovascular disease risk factors in healthy subjects? Results of the trans Fatty Acids Collaboration (TRANSFACT) study.


I jalapeno chicken sandwich non sono tutti uguali

Sentivate il bisogno di un jalapeno chicken sandwich musicale? E’ un’altra proposta -la più stravagante che ho incontrato- tra quelle pensate dalle aziende alimentari per promuovere i loro prodotti in occasione dei mondiali di calcio. Ci ha pensato la Tesco.

Fonte


A World Cup of Flavoured chips

Come in passato, sguardo rivolto agli sponsor che affiancano la Word Cup e alle aziende che hanno immesso nuovi prodotti sul mercato in occasione del grande evento sportivo e mediatico. Rinnovata e non c’è da stupirsi la collaborazione con i main sponsor storici Coca Cola, Birra Budweiser e McDonald’s. A questo proposito la World Cancer Research Fund, ha criticato l’alleanza consolidata perchè ci si auspicherebbe un cambiamento dai comitati organizzatori. La Fifa non ha commentato, lo sappiamo: business is business.

A proposito di nuovi packaging in occasione del campionato del mondo, un caso è la Walkers che ogni tanto fa parlare di sè. Stavolta si è inventata la Walkers Flavour Cup Champion ribattezzata come ” the world’s first-ever “crisp tournament”.

Vincerà l’Italia o l’Inghilterra? Il Brasile o l’Argentina? ma non si parla di squadre bensì del contest messo in piedi dall’azienda e finalizzato a far conoscere i flavour che meglio secondo lei sono rapprensentativi di alcune delle nazioni partecipanti alla competizione.

Edizione limitata come si vuole in questi casi: “English Roast Beef and Yorkshire Pudding”, “Brazilian Salsa”, “American Cheeseburger”, “French Garlic Baguette” e “South African Sweet Chutney”.

Per la Spagna? “Spanish chicken paella”

Seguono: Irish stew, Australian BBQ kangaroo, Argentinian flame-grilled steak

Per la Germania il “German bratwurst sausage” poi “Dutch edam” e “Welsh rarebit

15 nuovi flavours per i snacks-fans.

E cosa hanno scelto per rappresentare l’Italia? “Italian spaghetti bolognese”. 🙂

Cosa ci fa lo chef e gastronomo-molecolare Heston Blumethal in questo post? è già da un po’ che lo chef collabora con l’azienda.
http://www.walkers.co.uk/f

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