PepsiCo + Scienceblogs = Pepsigate

PepsiCo significa numerosi prodotti, qualche esempio? Tropicana, FritoLay, Seven Up, Doritos, Gatorade. Ora mescolate PepsiCo, social media, infomercial blog e ScienceBlogs, ed ecco a voi il Pepsigate.

Non sono una esperta di social marketing ma leggo che la PepsiCo ha da insegnare con la sua iniziativaPepsi Refresh Project” che ha coinvolto i social media. Ma non raccontiamo solo i successi. Il Pepsigate, come è stata ribattezzata la vicenda in cui è stata coinvolta nelle utime settimane, è stato un fallimento.

I social media italiani non ne hanno parlato affatto ma quello che sta accadendo al network ScienceBlogs merita diverse considerazioni e potrebbe essere preso ad esempio del potere dei social networks e della forza che hanno le persone che ne fanno parte.

Breve riassunto per chi non conoscesse i precedenti della notizia. ScienceBlogs è un network costituito da bloggers ricercatori e scienziati di vari settori. Chi c’è dietro ScienceBlogs? La rivista scientifica Seed Magazine.
ScienceBlogs nato nel 2006 con 14 autori, ha visto crescere il numero dei partecipanti fino a circa 80. Tutti ricercatori e professionisti che amano comunicare le loro ricerche con un vasto numero di lettori. Gli autori sono pagati da Seed e i fondi derivano dalla pubblicità. La popolarità e autorevolezzata del network è cresciuta negli anni al punto che alcuni posts su vari temi trattati nei blogs, alimentazione, salute, neuroscienze, ambiente, astronomia, medicina, erano linkati dal New York Times Science e dal National Geographic site oltre ad essere indexati su Google News.

Agli inizi di luglio 2010, SEED ha annunciato a tutti i bloggers del network che la PepsiCo avrebbe aperto un blog nel network, anche il nome era già pronto: “Food frontiers“, lo stesso del corporate blog già esistente. Ricercatori che lavorano alla PepsiCo avrebbero scritto articoli su temi nutrizionali e salute. Un evidente conflitto d’interessi denunciato da alcuni bloggers tra i piu’ influenti. Se Food Frontiers era già attivo, perchè aprirne uno nuovo su ScienceBlogs?

Da parte di numerosi blogger del network tra cui i piu’ conosciuti come Brian Switek e Rebecca Skloot, non si sono fatte attendere le reazioni negative con post molto critici che hanno fatto emergere il timore che l’ingresso di Food frontiers avrebbe fatto perdere la credibilità dell’intero network. L’elenco dei bloggers che hanno annunciato addirittura la chiusura dei loro spazi su ScienceBlogs si è allungato giorno dopo giorno.
In pochi giorni Seed Media e Scienceblogs hanno visto crollare la loro reputazione con numerose critiche alla scelta editoriale.
Dopo qualche giorno, Adam Bly, Seed’s CEO, ha annunciato la decisione di interrompere il rapporto con la PepsiCo e Food frontiers è stato interrotto. Ecco il testo della mail spedita ai bloggers da Adam Bly:

“We apologize for what some of you viewed as a violation of your immense trust in ScienceBlogs. Although we (and many of you) believe strongly in the need to engage industry in pursuit of science-driven social change, this was clearly not the right way.
How do we empower top scientists working in industry to lead science-minded positive change within their organizations? How can a large and diverse online community made up of scientists and the science-minded public help? How do companies who seek genuine dialogue with this community engage? We’ll open this challenge up to everyone on SB and beyond in the coming days so that we can all find the right solution”.

Una sua lettera in cui cerca di giustificare la sua scelta è stata pubblicata sul Guardian.

Nel leggere vari commenti e post come questo, questo e anche questo, sembra che già in passato l’indipendenza di Seed sia stata messa in discussione.

Resta l’episodio, tutto da analizzare per le sue ricadute sul futuro di ScienceBlogs e sul suo modello di business on line. Ne ha parlato anche Nature News. Se volete seguire la vicenda su Twitter, ecco l’hashtag: #SbFAIL.

Fonte immagine

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4 commenti on “PepsiCo + Scienceblogs = Pepsigate”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by SocialMediaStrategy and giannaBio, giannaBio. giannaBio said: Mescolate PepsiCo, social media,scientist blogger, a voi il Pepsigate. http://trashfood.com/2010/07/pepsico-scienceblogs-pepsigate.html [...]

  2. meristemi scrive:

    Domanda banale e provocatoria a cui peraltro non so dare risposte: esistono media realmente indipendenti, anche restando nell’esclusivo seminato della comunicazione scientifica? In fin dei conti anche le riviste peer-reviewed della scienza ufficiale sono proprietà di un editore “commerciale” e misurano la loro competitività con il sistema dell’impact factor, che può essere considerato come un indice di mercato tale da influenzare la scelta degli articoli da pubblicare.

  3. gianna ferretti scrive:

    @Meristemi
    Sui conflitti di interesse nella ricerca medica e nelle informazioni che giungono agli operatori sanitari e al pubblico tramite le riviste scientifiche c’è questa presentazione con numerosi casi recenti.
    http://www.slideshare.net/Partecipasalute/dri-i-conflitti-di-interesse-in-medicina-2723192

    Forse le cose cambieranno con le riviste open access?

  4. gianna ferretti scrive:

    A proposito di metriche e di Impact Factor delle riviste scientifiche :)

    http://duncan.hull.name/2010/06/22/impact-factor/


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