Pubblicità comparative e sicurezza alimentare

Le pubblicità comparative non sono una novità, anche tra aziende alimentari.

Avrete visto quella dell’acqua Santa Croce o dell’acqua Sant’Anna. Trattandosi di alimenti si punta l’attenzione su aspetti nutrizionali, assenza o presenza di nutrienti particolari.

La Plasmon ha deciso di puntare su aspetti legati alla sicurezza alimentare: i livelli di contaminanti nei suoi prodotti rispetto a quelli della Barilla. E così l’azienda ha comparato sui quotidiani la sua pastina per bambini con i «piccolini» Barilla. Sotto la scritta: «Molte mamme usano pasta per adulti anche per bambini con meno di tre anni. Questa pasta può contenere livelli di contaminanti anche molto superiori ai limiti di legge stabiliti per bambini di questa età».

A casa Barilla non l’hanno presa bene, il tutto poi è successo mentre a Milano si svolgeva il seguitissimo Forum sull’Alimentazione. «Azione grave. Nessuno dei prodotti Barilla è rivolto specificatamente ai bambini da 0 a 3 anni; per questo motivo è assolutamente scorretto e ingannevole confrontare pasta per bambini per l’infanzia con pasta che è destinata a uso corrente per tutta la famiglia».

Sapevate che esiste una normativa sugli alimenti per l’infanzia 0-3 anni che impone limiti piu’ restrittivi per quanto riguarda la presenza di micotossine, metalli pesanti e pesticidi nei baby food rispetto agli alimenti per adulti?

In molti hanno ripreso la notizia per commentare le pagine di pubblicità e il botta e risposta delle due aziende. Ma cosa sono le molecole scelte dalla Plasmon per dimostarre che i suoi prodotti rispettano la normativa vigente? A cosa servono? Cosa ho imparato cercando notizie sui vari composti.

-Fosfina si tratta di un fumigante. Il frumento e altri cereali, oltre a caffè, cacao necessitano di trattamenti per conservare il prodotto per mesi. Tra le tecniche maggiormente utilizzate vi sono l’impiego di insetticidi di contatto e la fumigazione con gas come la “fosfina”.

- Il piperonil butossido (PPBO) è un «sinergizzante», un composto chimico usato in associazione al piretro poichè ne migliora sia la persistenza (lo protegge dalla degradazione operata dalla luce solare), sia il potere insetticida.

-Deltametrina insetticida della famiglia dei piretroidi. Negli ultimi anni le autorizzazioni ministeriali di alcuni preparati a base di deltametrina, sono state oggetto di revoca. C’è qualcuno che ne sa di piu?

-Pririmifos metile Insetticida-acaricida a vasto spettro d’azione

-Clorpirifos metile Insetticida della famiglia dei composti fosfo-organici. Ho trovato il suo nome anche nel documento “CONTROLLO UFFICIALE SUI RESIDUI DI PRODOTTI FITOSANITARI NEGLI ALIMENTI DI ORIGINE VEGETALE pubblicato dal Ministero della Salute. Si tratta di dati del 2009.

Poi ci sono le micotossine, come l’Ocratossina e il Don, sigla che si riferisce al Deossinivalenolo. Quest’ultimo è descritto come la micotossina piu’ diffusa nel frumento in Europa. In rete troviamo vari documenti che li riguardano.

Vi siete mai chiesti cosa accade a queste molecole durante i trattamenti post raccolta (es. molitura) e dopo la cottura? qualche informazione su questo documento dell’Arpa sulla Distribuzione del DON nei prodotti di molitura del duro e negli spaghetti prima e dopo cottura.

Fonti

- Distribuzione del DON nei prodotti di molitura del
duro e negli spaghetti prima e dopo cottura

CONTROLLO UFFICIALE SUI RESIDUI DI PRODOTTI FITOSANITARI NEGLI ALIMENTI DI ORIGINE VEGETALE (2009)

- Grano importato perchè non è buono/

- Guidelines Comparative Advertising pdf

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9 commenti on “Pubblicità comparative e sicurezza alimentare”

  1. Grissino scrive:

    Come giustamente molti hanno sottolineato, quello che non ha fatto buona pubblicitá a Barilla é stato che non hanno confutato quelle cifre ma solo mettersi sulla difensiva. Ció significa indirettamente che Plasmon ha ragione. Doveva dire “avete ragione, cercheremo di fare meglio”. Dire che i due prodotti sono per target diversi non significa nulla. Perché secondo voi uno sta a vedere se sulla confezione c’é scritto “per bambini sotto i 3 anni” prima di dare un biscotto a un bambino piccolo?

    A me piace molto la pubblicitá comparativa, era ora che in Italia si facesse qualcosa in questo senso.

  2. Gianna Ferretti scrive:

    Stavo leggendo del progetto Safe wheat che dimostra l’impegno della Barilla nel campo della sicurezza delle farine. http://www.informazionediparma.com/archivio/2008/20081028/20_PR2810.pdf

    Comunque a seguito di articoli apparsi sulla stampa nei mesi precedenti, sulla Linea “Piccolini” compare l’avvertenza “per consumatori sopra i 3 anni”

    Una domanda alla Plasmon che ha residui seppure nel rispetto dei limiti, da dove si fornisce di frumento?

  3. Paolo scrive:

    A proposito di micotossine, sarebbe interessante capire perché in Italia siamo costretti per legge a mangiare mais contaminato da muffe cancerogene e da antifungini usati per tentare di ridurne la presenza, mentre da anni esistono varietà di mais ogm completamente esenti da questo problema…
    Per gli amanti del tanto acclamato “principio di precauzione”, è meglio un cibo sicuramente cancerogeno oggi, che un ogm domani…

  4. [...] altre notizie sui residui del fumigante fosfina e l’azienda Barilla, sono finita su siti che ricostruiscono la storia della azienda [...]

  5. andrea scrive:

    Ciao… seguo quotidianamente questo blog che trovo pieno di ottimi spunti di riflessione.
    Gli argomenti del food e della sua qualità sono il mio “pane” quotidiano e questo articolo mi ha interessato più di altri per il fatto che si parla di grano duro, macinazione, trattamenti e micotossine… interesse professionale visto che è proprio questo il mio lavoro, per una delle aziende di cui si parla sopra, ed in più vivo e lavoro a pochi km da Ancona.

    Non voglio entrare nel merito della querelle… diciamo che ne ho ben capito lo spirito… La cosa che invece mi incuriosisce è l’interesse di Gianna per la Fosfina e i trattamenti relativi.
    La fosfina è uno dei fumiganti più diffusi e in particolare quello con il tempo di carenza più basso per legge. Ci sono vari modi di trattare il cereale con fosfina, ma il migliore è senz’altro per via gassosa (j-system) seguito da quello con aggiunta di C02. La cosa essenziale è l’asportazione dei residui (ceneri) del trattamento, in ogni caso non deve esserci contatto tra il media che sviluppa fosfina e il cereale (utilizzo di vassoi o buste).
    In generale comunque i metodi di conservazione al giorno d’oggi più spinti sono fisici, refrigerazione o atmosfera controllata (CO2 o N2) che, sebbene abbiano un costo relativamente più alto, garantiscono l’assenza di residualità.

    Se hai bisogno di maggiori info sulla globalità del processo molitorio e dei controlli relativi puoi contattarmi per email (spero venga registrata).

  6. [...] “ilpastonudo” (qui) a “papillevagabonde” (qui), da “Trashfood” (qui) al “Fattoalimentare” (qui). Ma è giustificato tutto questo allarmismo sui residui [...]

  7. [...] leído lo que le ocurrió a la Barilla algunas semanas atrás en relación a los productos (pastas y galletas) que basados en [...]

  8. [...] letto cosa è accaduto alla Barilla un mese fa in merito ai prodotti (pasta e biscotti) che sulla base della legislazione [...]

  9. Paolo scrive:

    Ho trovato l’articolo molto interressate! Anche io mi occupo di problematiche simili. Mi occupo di formazione e leggendo queste notizie trovo sempre degli ultimi spunti da inserire nelle mie lezioni inerenti le sostanze chimiche. Il mio sito e’ il seguente: http://www.formazione-manuale-haccp.it ; se siete interessati sono disponibilie a collaborare.


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