Cosa ci fa la silice colloidale negli alimenti? l’antiagglomerante E551

Fave,mais, arachidi, olio vegetale, sale, peperoncino in polvere, esaltatore di sapidità, E621,aromi, antiagglomerante silice colloidale. Cosa ci fa la silice colloidale come ingrediente di questo mix proposto come idea aperitivo? Svolge il suo ruolo di additivo A-N-TI-AGG-LO-ME-RAN-TE come indicato. Il termine indica un “composto che riduce la tendenza di particelle individuali di un prodotto alimentare ad aderire una all’altra“.

Qualche domanda : il silicio ha qualche ruolo fisiologico nell’organismo umano? il silicio colloidale viene assorbito? ci sono differenze tra il silicio che trovo nelle piante e quello usato come additivo? che livelli troviamo nei tessuti umani? si hanno dati sulle applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio SiO2? basta domande, cerchiamo risposte.

Il Biossido di silicio (SiO2) è il composto di silicio più comune della crosta terrestre.  In natura lo troviamo in forme cristalline (principalmente quarzo) o amorfo. Si trova in numerosi tipi di roccia. I cosiddetti amorfi non cristallini di biossido di silicio possono essere di origine biologica o sono formati da materiale roccioso sottoposto ad alte temperature.  Il biossido di silicio è una sostanza molto resistente alle sostanze chimiche, trova numerose applicazioni nell’industria del vetro, nell’industria ottica e in edilizia. Diversi tipi di SiO2 sono utilizzati per la fabbricazione di materiali da costruzione (calcestruzzo ed altri). Il composto, quando utilizzato per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti, prende generalmente il nome di Gel di silice.

E veniamo all’utilizzo nell’industria alimentare come additivo (E551). La silice colloidale è un composto chimico polimerico, con peso molecolare variabile, costituito da unità di biossido di silicio unite fra loro.  Durante la lavorazione si formano nanoparticelle (5-50 nm) che poi si aggregano in particelle di dimensioni maggiori (150-200 nm). La silice può essere aggiunta ad alcuni alimenti in polvere, come sale da cucina, condimenti, integratori alimentari e alimenti secchi per evitare la formazione di agglomerati. Le quantità non devono superare il 2% del peso del prodotto. E’ consentito anche  l’uso in sostanze impiegate come vettori  di emulsionanti, coloranti, aromi.  Secondo le norme comunitarie in materia di agricoltura biologica, additivi a base di silice sono omologati anche per l’uso in alimenti biologici  “soltanto come agente antiagglomerante per erbe fini e spezie”. Cercando in rete sul suo utilizzo come additivo, scopro  che è usato come antiagglomerante molto spesso, l’ho trovato in diversi integratori  (es di fibre). Dimenticavo, il biossido di silicio fa anche parte degli ingredienti della pasta della Tisanoreica.

Ci chiedevamo dei suoi ruoli fisiologici nell’organismo umano. il Silicio è considerato un minerale traccia e si trova a livelli simili allo zinco e al selenio. La dieta è ovviamente la fonte principale di silicio (circa 20-50 mg/die l’apporto nei paesi occidentali). Il Silicio si trova negli alimenti come biossido di silicio (SiO2, silice) e silicati. Alti livelli di silicio si trovano negli alimenti derivati ​​da piante, e in particolare dei cereali non raffinati. L’Acido ortosilicico [Si(OH)4] è la specie di silicio principale nell’acqua potabile e altri liquidi, compresa la birra, ed è la fonte più facilmente disponibile di silicio per l’uomo dopo somministrazione orale. I meccanismi di assorbimento del silicio non sono comunque ben definiti. Leggo qui che il biossido di silicio amorfo non viene assorbito, né recuperato dall’organismo umano e viene escreto a causa della sua scarsa solubilità. Come per altri metalli ed elementi della tavola periodica, la forma chimica dei composti modula quindi l’assorbimento nel tratto gastrointestinale.

Il crescente impiego di nanoparticelle di SiO2 ha sollevato interrogativi su potenziali effetti dannosi per la salute umana. Su Pubmed trovo per esempio l’articolo The role of reactive oxygen species in silicon dioxide nanoparticle-induced cytotoxicity and DNA damage in HaCaT cells.

La ricerca condotta in vitro su cellule intestinali ha evidenziato un effetto citotossico ma a elevate concentrazioni delle particelle.

Per ora l’EFSA si è espressa sull’uso di nanomateriali a base di biossido di silicio per fabbricare imballaggi alimentari. Tutta da approfondire lo studio delle applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio nelle filiere alimentari e la relazione tra dimensione delle particelle e loro effetti.

fonti:

Dietary silicon intake and absorption

What are the uses of nanoparticles in consumer products?

Nanoscale semiconducting silicon as a nutritional food additive

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8 commenti on “Cosa ci fa la silice colloidale negli alimenti? l’antiagglomerante E551”

  1. Fabio Sirna scrive:

    OK, tutto chiaro. Ma è innocuo al nostro organismo? Possiamo mangiare tranquillamente i prodotti che lo contengono o meglio lasciar perdere? Grazie, Fabio

  2. unpodimondo scrive:

    Scusa l’ignoranza… se ho capito bene si tratta più o meno della stessa Silice essiccante che si trova nelle bustine dentro le borse, le scatole da scarpe e i prodotti elettronici? Quella sui cui sacchettini c’è scritto “do not eat”?

  3. giannabio scrive:

    @fabio @marco mi sto facendo una cultura sul silicio. Come ho scritto sopra, e come accade per altri elementi chimici, il silicio si trova combinato in modi diversi e esiste una relazione tra struttura e sua biodisponibilità nell’organismo umano. Il silicio presente nell’acqua come Acido ortosilicico [Si(OH)4] viene assorbito ed escreto dai reni, mentre il silicio “amorfo”, almento sulla base dei dati attuali, non viene assorbito e viene quindi escreto nel caso lo assumiamo con cibi o bevande..Per la silice colloidale parliamo di materie prime “food grade” cioè ottenute con procedure al fine di avere materiale che è considerato sicuro. Non deve essere superato però il 2% negli alimenti.
    esistono anche altri composti ovviamente, in cui il silicio per struttura e per processi produttivi con cui è ottenuto, da origine ad aggregati che non sono “food grade”, vedi il materiale che hai citato…

  4. Robo scrive:

    Quindi dottoressa, se ho capito bene, allo stato attuale delle conoscenze la possibile tossicità cellulare dei composti a base di silicio e’ relativa solo a quelli in nanoscala, e non per quanto riguarda il silicio colloidale (almeno ai dosaggi consentiti entro il 2%). Stando così’ le cose eventuali problematiche riguardanti la salute umana potrebbero derivare in futuro per lo più’ da inquinamenti alimentari da trattamenti con nanomateriali, che saranno sempre più’ frequenti per migliorare le caratteristiche meccaniche e di superficie. C’e’ un aspetto che non mi e’ del tutto chiaro: nell’articolo di nanotec da lei citato parla di impossibilita’ di assorbimento del silicio amorfo, ma nella sua descrizione della produzione del silicio colloidale si parla di particelle che si aggregano fino a 200 nm, una dimensione non molto diversa da quella che nello studio su Pubmed risulta essere capace di esercitare effetti tossici sulle colture cellulari epiteliali (anzi mi pare di aver capito che l’effetto inibente maggiore lo esercitano i 100 nm, rispetto alle granulometrie minori). E’ così? Immagino faccia comunque fede ciò che dice l’EFSA. Grazie

  5. giannabio scrive:

    @robo Il silicio è veramente un elemento controverso. Si passa dai siti in cui si parla della silicosi, malattia professionale che colpisce i polmoni degli operai che lavorano nella produzione dei derivati del silicio (silice cristallina), ai siti in cui si vendono supplementi di acido ortosilicico proposti per il benessere fisico e del tessuto osseo fino ad arrivare alle sue potenziali applicazioni nelle nanotecnologie con interrogativi sulla salute. La silicosi potrebbe essere dovuta ad un effetto cancerogeno come suggeriscono alcuni lavori datati piu’ di dieci anni.
    Per quello che riguarda le nanoparticelle i dati in vitro ottenuti esponendo cellule in coltura a particelle di dimensioni diverse (15 nm -100 nm) hanno evidenziato un effetto concentrazione dipendente e correlato anche alle dimensioni. Perché si conducono queste ricerche sebbene si consideri il silicio amorfo non digeribile e non assorbibile? Credo che si debba pensare ad una possibile esposizione per contatto o attraverso le vie respiratorie non solo attraverso i cibi. Ecco le motivazioni degli studi degli ultimi anni.
    Ho trovato questo lavoro del 2011: “Amorphous silica nanoparticles trigger nitric oxide/peroxynitrite imbalance in human endothelial cells: inflammatory and cytotoxic effects,” la cui lettura è accessibile

    Interessante, è pubblicato su una rivista che non conoscevo: Int J Nanomedicine.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3224709/?tool=pubmed

    Buona lettura!

  6. Francesco Monteleone scrive:

    Salve, io bevo molta acqua durante il giorno e acquisto sempre la stessa, una marca molto nota, prodotta in Francia, anche un po’ cara, guardando la mineralizzazione totale, mi sono accorto di questa SILICE “SiO2″ che è presente in quest’acqua con 15mg, la mia domanda è: è dannoso al corpo umano? A che cosa serve? Il metabolismo riesce ad eliminarlo facilmente? Grazie!

    • vincenzo cipolla scrive:

      e avendo una i.r.c. lieve (creatinina 1,6) si può assumere un antiaggregante di biossido di sicilicio contenuto in minama dose in una fibra di psyllium?grazie.

  7. […] il Biossido di Silicio è noto per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti ed è spesso presente negli alimenti – sì ce lo mangiamo senza conoscerlo.. fortuna che il biossido di silicio amorfo non viene […]


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