Cartoline da TriesteNEXT -2. Venerdì: digestione, accoglienza, primi incontri

Seconda puntata di Cartoline da TriesteNext. Paolo Cocco a te!

28 settembre 2012

Cara Gianna,

Conosci il frico morbido? Che meraviglia! È una specie di pancake, per così dire, a base di formaggio, patate, altro formaggio, burro, e ancora formaggio. L’ho mangiato ieri sera a Udine a casa di una cara amica che conosce la mia golosità e curiosità di provare ogni prodotto tipico. La fame ha vinto sullo spirito di cronista per cui non ho una fotografia, ma eccoti un’infografica:

Frico infografica

Arrivato a Trieste a metà mattina, ho depositato il mio bagaglio e firmato il registro insieme a cento, centocinquanta altri studenti. Tutti abbiamo ricevuto una bella maglietta bianca dell’evento, un badge sponsorizzato da Radio 24, e ahimè!, un elenco di eventi obbligatori a cui partecipare… il che ha significato nessun evento alimentare e troppi eventi politico-universitari. Ho iniziato a pianificare la mia via di fuga.

Nel pomeriggio TriesteNEXT è iniziato ufficialmente. Dopo la necessaria presentazione da parte degli organizzatori e principali sponsor, si è entrati nel vivo della discussione con un incontro sulla ricerca in Europa, in particolare a proposito della relazione tra ricerca di base e applicata. Ho scoperto tra le altre cose l’esistenza di un fondo di ricerca europeo destinato specificamente a collaborazioni tra ricercatori di diverse università.

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Scappato nel breve intervallo tra l’incontro sulla ricerca e il successivo su Open Access, ho partecipato a una lezione chiamata “Dal chicco alla tazzina”, parte degli incontri organizzati dalla Università del Caffè Illy. L’insegnante, nonostante una chiara tendenza a parlare di ciò che rende unica la miscela dei suoi datori di lavoro, è riuscito a raccontare in modo interessante la sfida di riuscire a mantenere una miscela costante nel sapore nonostante la variabilità della produzione anno dopo anno, e ha mostrato immagini di un apparecchio chiamato Sortex, che preseleziona i chicchi di caffè “buoni” da quelli “cattivi” prima ancora della tostatura. Il suo aspetto ricorda una grossa stampante di vent’anni fa, ma non lasciarti ingannare – un singolo Sortex è in grado di esaminare 5 tonnellate di caffè ogni ora!

Ti risparmio i dettagli dell’incontro successivo su Open Access, per quanto fosse molto interessante. Il professor Robert Darnton, vero protagonista dell’incontro, ha manifestato un grande talento per la comunicazione, ma soprattutto un’affascinante mimica per un professorone universitario.

Robert Darnton

La serata è terminata con la partecipazione in diretta alla Notte dei Ricercatori su Radio 24… Ho imparato una lezione importante: condurre un programma radiofonico significa avere ben poche possibilità di sentire gli interventi degli ospiti e del pubblico da casa. Il bravo Federico Taddia è riuscito a districarsi con maestria tra le mille cose da gestire allo stesso tempo, ma più di una volta ho sudato freddo per lui.

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Arrivata l’ora di andare a dormire ho desiderato di svegliarmi il mattino successivo per provare di persona l’avventura di ordinare “un nero” a Trieste.

Paolo

Continua…

Paolo Cocco è un trentaqualcosenne sardo, naturalista ed etologo per formazione. Ha vissuto e lavorato a Sassari, Torino e New York, ma preferisce definirsi “apolide d’adozione”. Si occupa di divulgazione ed educazione scientifica e sogna di lavorare per riviste e musei di storia naturale.

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7 commenti on “Cartoline da TriesteNEXT -2. Venerdì: digestione, accoglienza, primi incontri”

  1. Gianna Ferretti scrive:

    Certo che conosco il frico. Assaggiato qualche anno fa durante una vacanza in Friuli. A te è piaciuto? ;)

  2. Giovanni scrive:

    ciao Gianna,
    anche io, come Paolo, ho partecipato a Trieste Next la settimana scorsa.
    Posso confermare che condurre un programma in radio (nel nostro caso La notte dei ricercatori) non è affatto semplice. Federico Taddia è stato bravo a gestire la trasmissione ma anche i suoi assistenti hanno dovuto trottare parecchio (e ovviamente questo in radio non si vede)..
    Comunque complimenti per l’articolo di Paolo perché mi ha fatto ritornare in mente i bei momenti vissuti lo scorso weekend a Trieste..
    Giovanni

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  4. unpodimondo scrive:

    Il frico lo mangio tutte le volte che vado in montagna in Carnia: più che triestina è una specialità della montagna friulana fatta col formaggio di malga (latteria o montasio). E’ ottimo ma per il fegato è un po’ una bomba….

    Confermo la bravura di Federico Taddia. L’ho conosciuto una decina di anni fa per un intervista radiofonica che mi fece per un mio vecchio hobby in un programma per ragazzi…

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