Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

30 luglio 2010

Rosso Tonno

E io che credevo che l’uso di coloranti nei prodotti ittici fosse rivolto al salmone, al surimi e gamberetti-like. Mi sbagliavo.

Leggendo tra i commenti di questo post su Dissapore, sono venuta a conoscenza di una pratica di cui non avevo mai sentito parlare prima.

Sapevate che il tonno può essere sottoposto a trattamenti con monossido di carbonio o colorato con il colorante rosso barbabietola per imprimergli una colorazione piu’ evidente sul banco in cui è esposto? Il colore delle carni del tonno rosso è di un rosso vivo dovuto alla proteina mioglobina che, combinandosi con l’ossigeno, genera la ossi-mioglobina dal colore acceso. L’ossidazione a cui va incontro la mioglobina quando la carne è esposta all’aria è abbastanza veloce trasformando il colore brillante in bruno più o meno scuro anche se è il prodotto è ancora molto fresco. Sappiamo che il colore dei prodotti alimentari è un criterio importante delle scelte dei consumatori. Ed ecco il trattamento con monossido di carbonio, composto che legandosi alla mioglobina genera la carbossi-mioglobina, sostanza dal colore rosso. Il procedimento, sommato al processo di congelamento esalta alcune caratteristiche qualitative del prodotto, quali appunto il colore rosso del tonno. Il monossido di carbonio è anche un inibitore della proliferazione batterica.

La FDA ha dichiarato sicuro (GRAS) il trattamento con monossido di carbonio mentre Giappone e Unione Europea ne hanno vietato l’uso poiché tale pratica potrebbe essere impiegata anche per coprire tracce di carne non conservata troppo bene. Il monossido di carbonio, conferendo colore rosso al tonno, ne maschererebbe le alterazioni dovute all’invecchiamento. Sappiamo che nei tonni il tenore di istidina, aminoacido precursore dell’Istamina, è doppio rispetto agli altri pesci. L’istamina è una amina biogena che viene ottenuta per decarbossilazione dell’istidina da parte di alcuni batteri che intervengono durante il processo d’invecchiamento del prodotto, soprattutto quando non viene rispettata la catena del freddo. Tra le più importanti sindromi di origine alimentare causate dall’ingestione di ammine biogene vi è l’avvelenamento da istamina (sindrome sgombroide).

Sia negli ultimi giorni che in passato in paesi della UE non sono mancate le segnalazioni di partite di filetti di tonno sottovuoto congelati e trattati con monossido di carbonio, origine Vietnam e provenienza Olanda.

E a proposito di tonno e coloranti, coincidenza vuole che proprio in questi giorni tra le segnalazioni del sistema di allerta europeo RASFF, ho trovato la notifica di una partita di filetti di tonno illegalmente colorati con l’E 124 o red ponceau. Tonno proveniente dall’Indonesia via Paesi Bassi e distribuito in Italia.

Ma a parte il colore, siamo sicuri che in certi piatti ci sia veramente il tonno rosso? Si narra di partite di tonno pinna gialla colorato con il rosso barbabietola. Colorare il pesce con una sostanza come il succo di barbabietola non é illegale, -leggo – ma spacciarlo per tonno rosso lo é.

In questa intervista a Valentina Tepedino, direttrice di Eurofishmarket, si accenna al fatto che l’uso del colorante raramente è dichiarato in etichetta, probabilmente per la diffidenza verso gli additivi e la scarsa informazione sull’argomento.

Per saperne di piu’

- RASFF notification: filetti di tonno trattati con monossido di carbonio

-RASFF notification: Tonno colorato con E124

-Pesci-additivi-e-frodi

-What Color Is Your Tuna?

- Dove sono i gamberetti?

-un-novel-food-al-giorno-lastaxantina.html

-Rischi chimici: l’istamina

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24 luglio 2010

Ho vinto il tartufo nero!

Tartufo

Mai provato il tartufo nero estivo? dovreste sentire il profumo. Questi nella foto li ho vinti la settimana scorsa grazie a Agrycult e ai suoi sorteggi su Twitter.
Non c’è che dire, il team di Agrycult è davvero generoso. Ancora poche ore per tentare nuovamente la fortuna e vincere 100g di tartufo nero che vi verranno spediti a casa dal Molise. E ovviamente potete comprarlo. Tutte le informazioni qui.

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PepsiCo + Scienceblogs = Pepsigate

PepsiCo significa numerosi prodotti, qualche esempio? Tropicana, FritoLay, Seven Up, Doritos, Gatorade. Ora mescolate PepsiCo, social media, infomercial blog e ScienceBlogs, ed ecco a voi il Pepsigate.

Non sono una esperta di social marketing ma leggo che la PepsiCo ha da insegnare con la sua iniziativaPepsi Refresh Project” che ha coinvolto i social media. Ma non raccontiamo solo i successi. Il Pepsigate, come è stata ribattezzata la vicenda in cui è stata coinvolta nelle utime settimane, è stato un fallimento.

I social media italiani non ne hanno parlato affatto ma quello che sta accadendo al network ScienceBlogs merita diverse considerazioni e potrebbe essere preso ad esempio del potere dei social networks e della forza che hanno le persone che ne fanno parte.

Breve riassunto per chi non conoscesse i precedenti della notizia. ScienceBlogs è un network costituito da bloggers ricercatori e scienziati di vari settori. Chi c’è dietro ScienceBlogs? La rivista scientifica Seed Magazine.
ScienceBlogs nato nel 2006 con 14 autori, ha visto crescere il numero dei partecipanti fino a circa 80. Tutti ricercatori e professionisti che amano comunicare le loro ricerche con un vasto numero di lettori. Gli autori sono pagati da Seed e i fondi derivano dalla pubblicità. La popolarità e autorevolezzata del network è cresciuta negli anni al punto che alcuni posts su vari temi trattati nei blogs, alimentazione, salute, neuroscienze, ambiente, astronomia, medicina, erano linkati dal New York Times Science e dal National Geographic site oltre ad essere indexati su Google News.

Agli inizi di luglio 2010, SEED ha annunciato a tutti i bloggers del network che la PepsiCo avrebbe aperto un blog nel network, anche il nome era già pronto: “Food frontiers“, lo stesso del corporate blog già esistente. Ricercatori che lavorano alla PepsiCo avrebbero scritto articoli su temi nutrizionali e salute. Un evidente conflitto d’interessi denunciato da alcuni bloggers tra i piu’ influenti. Se Food Frontiers era già attivo, perchè aprirne uno nuovo su ScienceBlogs?

Da parte di numerosi blogger del network tra cui i piu’ conosciuti come Brian Switek e Rebecca Skloot, non si sono fatte attendere le reazioni negative con post molto critici che hanno fatto emergere il timore che l’ingresso di Food frontiers avrebbe fatto perdere la credibilità dell’intero network. L’elenco dei bloggers che hanno annunciato addirittura la chiusura dei loro spazi su ScienceBlogs si è allungato giorno dopo giorno.
In pochi giorni Seed Media e Scienceblogs hanno visto crollare la loro reputazione con numerose critiche alla scelta editoriale.
Dopo qualche giorno, Adam Bly, Seed’s CEO, ha annunciato la decisione di interrompere il rapporto con la PepsiCo e Food frontiers è stato interrotto. Ecco il testo della mail spedita ai bloggers da Adam Bly:

“We apologize for what some of you viewed as a violation of your immense trust in ScienceBlogs. Although we (and many of you) believe strongly in the need to engage industry in pursuit of science-driven social change, this was clearly not the right way.
How do we empower top scientists working in industry to lead science-minded positive change within their organizations? How can a large and diverse online community made up of scientists and the science-minded public help? How do companies who seek genuine dialogue with this community engage? We’ll open this challenge up to everyone on SB and beyond in the coming days so that we can all find the right solution”.

Una sua lettera in cui cerca di giustificare la sua scelta è stata pubblicata sul Guardian.

Nel leggere vari commenti e post come questo, questo e anche questo, sembra che già in passato l’indipendenza di Seed sia stata messa in discussione.

Resta l’episodio, tutto da analizzare per le sue ricadute sul futuro di ScienceBlogs e sul suo modello di business on line. Ne ha parlato anche Nature News. Se volete seguire la vicenda su Twitter, ecco l’hashtag: #SbFAIL.

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12 luglio 2010

La foto del giorno. Junk food generation

Snacks dolci e salati, fries, fast food consumati in un anno da bambini tra 4 e dieci anni nel Regno Unito.

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8 luglio 2010

Distributori automatici. La piramide alimentare

E’ proprio così. E’ tutto vero. :)

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7 luglio 2010

Junk food marketing: multigrain P r i n g l e s

Leggi delle Multigrain Pringles e pensi subito alla deriva salutista dell’azienda.

Gusti Truly Original Nutrition, Creamy Ranch Nutrition e Cheesy Cheddar Nutrition.

Poi leggi gli ingredienti e scopri che le Multigrain sono solo un ottimo esempio di Junk food marketing

Truly Original Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH, SUGAR, AND TRIGLYCEROL MONO-OLEATE. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, DRIED BLACK BEANS, SALT, AND CITRIC ACID. CONTAINS WHEAT INGREDIENTS.

Creamy Ranch Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH, SUGAR AND TRIGLYCEROL MONO-OLEATE. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, SALT, DRIED BLACK BEANS, WHEY, BUTTERMILK, MONOSODIUM GLUTAMATE, GARLIC POWDER, COCONUT OIL, NATURAL AND ARTIFICIAL FLAVORS, ONION POWDER, DEXTROSE, SOUR CREAM (CREAM, NONFAT MILK, CULTURES), CULTURED NONFAT MILK, CITRIC ACID, SPICES, CREAM (NONFAT MILK, CREAM, LACTIC ACID, CULTURE), MALIC ACID, LACTIC ACID, APPLE CIDER VINEGAR, NONFAT MILK, VINEGAR, DISODIUM INOSINATE, DISODIUM GUANYLATE, SODIUM CASEINATE, MODIFIED FOOD STARCH, AND SOY PROTEIN. CONTAINS WHEAT, MILK, AND SOYBEAN INGREDIENTS.

Cheesy Cheddar Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH AND SUGAR. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, SALT, BLACK BEANS, WHEY, CHEDDAR CHEESE (PASTEURIZED MILK, CHEESE CULTURES, SALT, ENZYMES), MONOSODIUM GLUTAMATE, COCONUT OIL, BUTTERMILK POWDER, ONION POWDER, CITRIC ACID, LACTIC ACID, NATURAL FLAVORS, AUTOLYZED YEAST EXTRACT, GARLIC POWDER, YELLOW 6 LAKE, YELLOW 5 LAKE, SODIUM CASEINATE, DISODIUM INOSINATE, DISODIUM GUANYLATE, YELLOW 5 AND YELLOW 6. CONTAINS WHEAT, MILK, AND SOY INGREDIENTS.

Le recensioni di chi le ha già provate non sono entusiasmanti

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4 luglio 2010

Non è un sandwich. Non sono lasagne. Ma cos’é? il Lasandwich

Si narra che sia stato un inglese nel 1762, Sir John Montagu, quarto conte di Sandwich, a inventare il sandwich. Sir John era un uomo sempre molto occupato e trascorreva lunghe ore nel suo ufficio. Ed ecco l’idea di un pasto sul luogo di lavoro. I biografi comunque non sono molto concordi su questa paternità. Comunque dopo 238 anni sempre in terra d’Albione, è stato inventato il lasagna sandwich, ribattezzato Lasandwich. In vendita da Tesco dove pare siano davvero orgogliosi della genialata così descritta:

“Between two thick slices of white bread, you’ll find a generous filling of diced beef in a tangy tomato and herb sauce, layered with cooked pasta sheets and finished with a creamy cheddar, ricotta and mayonnaise dressing.”

Aggiungiamo la Lasagna sandwich alla lunga lista di prodotti che portano nomi che suonano italiani (italian sounding), ma che italiani di origine non sono affatto?

Grazie a Paolo per l’assist!

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3 luglio 2010

Cercasi abbonati all’Orto di Agrycult

Questa foto l’ho scattata quattro anni fa. Insomma, sono una abbonata storica dell’orto digitale di Francesco Travaglini, agricoltore e allevatore molisano. Lo seguo da diversi anni e ho appoggiato fin dall’inizio il nuovo progetto di Agrycult.

Si tratta di un progetto imprenditoriale importante per il messaggio forte associato, cercare di mantenere le terre coltivate, quelle che i genitori e i nonni di Francesco hanno coltivato prima di lui. Nonno Verino, tra l’altro continua a farlo..

Continuare a coltivarli -racconta Francesco-è diventato economicamente impossibile: se continua così nessuno in futuro si sognerà di coltivare terre se non per per l’autoconsumo.

E allora salviamo gli orti d’Italia per evitare l’impoverimento mentale (oltre che economico) che i contadini italiani subiscono cedendo alle più diverse (e suadenti) offerte provenienti dalle sirene dell’Industria. Ad esempio le offerte dei produttori di energie rinnovabili che usando il termine Parco per una distesa di pannelli fotovoltaici o una piantagione di pale eoliche, pensano possa bastare per farci credere che in fondo, si tratta di energia pulita e che la loro è una nobile impresa.
Il nostro Parco -continua Francesco – quello vero (non a caso Parco dei Buoi è appunto il nome dell’orto da cui provengono le nostre cassette) vogliamo continuare a chiamarlo tale: un giardino di olivi, orti e pecore al pascolo.
Ed allora L’obiettivo che quest’anno vogliamo raggiungere coltivando il nostro orto è quello di dimostrare che la produzione di energia dal vento o dal sole, due delle nostre ri-sorse, non possono essere l’unica coltivazione possibile, l’unica possibilità, l’unico modo per impiegare queste Terre.

Anche per questo è importante parlarne e abbonarsi all’orto di Parco dei Buoi. Per andare avanti e sostenere il progetto, occorrono nuovi abbonati. Altri 40, per ora ce ne sono 10 quindi attiviamo il passaparola.

Aderite! e ogni settimana, la cassetta di ortaggi arriverà direttamente a casa vostra. Ecco il modulo per aderire.

E se curate un blog, una ghiotta occasione. Ai primi 15 che parleranno del progetto e dell’abbonamento, 15 casse di verdure gratis a casa.

C’è tempo fino al 9 luglio.

Dai, cosa state aspettando? PASSAPAROLA!

Agrycult: the mission is possible!

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1 luglio 2010

Happy Meal e grasse letture

Siamo a Detroit, una delle città USA con il livello più alto di obesità. Cosa sta dicendo Ronald ai bambini? li sta informando della nuova iniziativa nata tra La McDonald’s e la biblioteca locale. L’iniziativa è finalizzata a incoraggiare i bambini delle elementari a leggere di piu’.
Dovranno recarsi quindi in biblioteca con un segnalibro McDonald’s. Dopo 5 visite per scegliere libri da leggere, potranno recarsi al McDonald’s locale e restituire il segnalibro con i relativi contrassegni. Cosa avranno in premio? un Happy Meal o in alternativa il Mighty Kids Meal. Happy meal con o senza giocattoli a sorpresa? la domanda sorge spontanea visto che proprio recentemente un’associazione non profit di consumatori americani ha manifestato l’intenzione di portare in tribunale la multinazionale del fast-food se continuerà a mettere giocattoli a sorpresa nell’Happy Meal (il menù dedicato ai bambini). Sappiamo quanto sia forte il richiamo dei gadget in regalo per piu’ piccoli.

Fonti:

-Basta ai-cibi con giochi a sorpresa: un altro problema per Mcdonalds.

- McDonald’ s library offer prizes for kids who read

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23 giugno 2010

La colazione dei campioni

Continua la perlustrazione delle aziende che hanno puntato sulla Word cup per promuovere i loro prodotti. Oggi guardiamo le proposte della Kellog’s.

La multinazionale che negli USA per ben due volte è stata costretta a cessare le campagne promozionali dopo intervento della Federal Trade Commission (FTC) per pubblicità fuorvianti riportate sulle confezioni dei Kellog’s Rice Krispies e Frosted Mini-Wheats, per il campionato che si sta svolgendo in Sud Africa ha attivato una promozione che riguarda i giocatori della nazionale inglese che sono stati omaggiati di una fornitura per la colazione durante la missione africana.
Per l’occasione si è pensato addirittura ad una nuova versione dei cereali e a confezioni personalizzate per ognuno dei 23 giocatori che compongono il team.

Qualche esempio: Wayne Rooney è immortalato nelle scatole dei Kai Kai Pops, Frank Lampard sui ‘Lamp Flakes’, Steven Gerrard sui Frosties.

La Kellog’s non è nuova a packaging in cui sono raffigurati come testimonial i giocatori di calcio. Abbiamo un esempio anche a casa nostra. Ve lo ricordate?

Fonti

- Kellogg tightens policies on marketing to children

- Kellogg reveals major shift in marketing practices to kids

-World Cup Football Fever http://trashfood.com/2008/06/la-colazione-dei-campioni.html

- England team will be cereal thrillers in South Africa

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