Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Additivi'

13 Novembre 2008

Magic Sipper Quick Milk

Cannuccia Quick Milk

Quick Milk, Paolo ha decifrato l’etichetta misteriosa.

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9 Novembre 2008

Questa settimana su Trashfood

Gianna a Linea Verde

E’ la settimana in cui sono apparsa per due minuti nella trasmissione domenicale Linea Verde per parlare dei benefici dell’olio extravergine. Grazie a Mariana e a Paula per il fotomontaggio! di cosa si è parlato su TRASHfOOD?

-Pimpinella-e-altre-erbe-di-campo-in-rete Ortaggi e IV gamma, ma non è la solita insalata.

-Nuval, un nuovo indice di qualità nutrizionale.Utile o inutile?

-Dove sarò lunedì prossimo? A Imola, in occasione della manifestazione Baccanale per parlare di estetica del cibo a “Belli senz’anima.”

-Tutti pazzi per Obama, You can eat and drink

-Et.chettibus la nuova etichetta misteriosa.

-Gadget elettorali e impatto ambientale: solo bottiglie BPA-free per i due candidati.

-Questo-cibo-da-strada-non-e-fantastico? Senza conservanti, c’è scritto sul sito di Fantastic, i cup noodles che hanno sfamato molti dei giovani intervenuti a Lucca Comics. E l’320 che leggiamo in etichetta cosa sarebbe? Non è forse un antiossidante usato per aumentare la conservazione?.

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29 Agosto 2008

L’ EFSA favorevole alla ice structuring protein (ISP) della Unilever

Della anti-freeze protein impiegata dalla Unilever per produrre gelati ne avevo parlato due anni fa.Titoli urlati e di fantasia per alcuni giorni, come quello sotto apparso sul Corriere della Sera, poi è calato il silenzio.

Corriere della Sera sulla GM protein

La Unilever non si è comunque arresa. Ora che l’European Food Standards Authority’s (EFSA) ha pubblicato il documentoSafety of ‘Ice Structuring Protein (ISP) - Scientific Opinion of the Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies and of the Panel on Genetically Modified Organism” che afferma la sicurezza della proteina, ne sentiremo parlare di nuovo?

La proteina transgenica nota con l’acronimo ISP (ice structuring protein) è autorizzata come ingrediente a livelli non superiori a 0.01% del peso del prodotto.

-Cosa sono le ISP (ice structuring protein) o anti-freeze protein? Sono proteine che intervengono in natura in animali e vegetali che vivono a basse temperature come pesci, licheni e batteri. Esse legandosi ai cristalli di ghiaccio, permettono di abbassare la temperatuura di formazione di cristalli di ghiaccio e proteggono così i tessuti di piante o animali che vivono in ambienti estremi.

La Unilever inizialmente fece dei tests con la proteina ISP ottenuta dal pesce della specie Macrozoarces americanus. Per problemi economici, visto che estrarre la proteina dal sangue dei pesci artici è costoso, la Unilever ha messo a punto un processo per ottenere la proteina da colture di lieviti a cui è stata trasferita la capacità di sintetizzare la ISP. La ISP di cui stiamo parlando è quindi una proteina transgenica.

La proteina ottenuta -assicurano dalla Unilever- non contiene residui dei lieviti transgenici e DNA ricombinante. La stessa azienda ha fornito all’EFSA i dati di uno studio condotto su ratti a cui è stata somministrata forzatamante la proteina per 13 settimane. Dallo studio non sono emerse differenze signifiicative tra animali trattati e controlli. Da parte dell’EFSA si escude anche la possibilità di reazioni allergiche “The Panels found no evidence of genotoxic activity in a variety of trials. Based on a range of test results, the risk of an allergic reaction in fish-allergic people or the population at large is considered very unlikely, as is the possibility that allergic reactions to yeast allergens could occur due to eating the ISP-containing products.”

Ora come me, vi starete chiedendo: Perchè la Unilever ha iniziato a farne uso? L’impiego della proteina, secondo la Unilever, offre vantaggi nella produzione di low-fat ice cream,contribuisce cioè favorevolmente alla struttura e cremosità dei prodotti a basso contenuto in grassi.

-Ma è solo questo? cercando forse ho trovato altre risposte. La Unilever fa parte della International Ice Cream Association, la lobby con sede a Washington, è interessata all’impiego e all’autorizzazione da parte della FDA, di prodotti derivati dal latte di tutti i mammiferi per la produzione del gelato destinato al mercato statunitense. Su Themilkweed.com leggo che si vorrebbe permettere l’impiego di latte a basso contenuto di grassi e proteine come quello che si ricava dalle bufale, sostituendo quindi il latte vaccino. Senza dubbio la anti-freeze protein offre un notevole vantaggio economico nella produzione del gelato e nella formazione dei cristalli di ghiaccio. Questo permetterebbe l’uso di ingredienti meno costosi e di conseguenza profitti piu’ alti per l’azienda.

Tornando in Europa, ora dopo la pubblicazione del documento EFSA, dovrà esprimersi la Commissione Europea e anche gli stati membri dovranno decidere se approvare la proteina come ingrediente. Tra il 2003 e 2007, gelati ottenuti con la ISP sono stati già venduti negli USA, Australia e Nuova Zelanda. In questi stati i gelati non indicano in etichetta se si è fatto impiego della ISP.

Informazione di servizio. Quali sono i marchi Unilever in vendita negli USA in cui si è fatto uso della anti-freeze protein? Alcuni sono questi: Breyer’s Light Double-Churned, Breyer’s Light Double-Churned, Extra Creamy Creamy Chocolate ice cream.

Fonti: Food Navigator Themilkweed.com

Gelati Unilever prodotti con GM anti-freeze protein

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9 Agosto 2008

Questa settimana su Trashfood

MOsaico Agosto 2008

- E’ sempre cucumber time, l’occasione per ricordare la Pepsi al cetriolo lanciata in Giappone nell’estate 2007.

-Come si chiama il cocco importato dalla Mc-Garlet, già tagliato a metà, confezionato con cannuccia, ready to drink? Coccodabere.

-Sui carburanti derivati dal mais: We drive what we eat

-Vini Doc nel tetrapak o nel «bag in box» invece che nelle bottiglie di vetro? ha suscitato numerosi commenti in prevalenza negativi, la decisione del Ministero delle Politiche Agricole.

- Grazie a YouTube, possiamo vedere alcune parti del film Our daily bread

-Cosa c’è dentro ai Prebiotic Drink della San Benedetto? ci sono le fibre solubili Nutriose®, destrine, che l’azienda francese Rochette ricava dal grano o dal mais.

-A pranzo nel villaggio olimpico di Beijing tra chef internazionali e menu’ forniti di calorie.

-Iniziata la full immersion in articoli che riguardano il legame tra agricoltura, ambiente, alimentazione e salute in vista di un prossimo convegno. La dieta che fa bene al pianeta.

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30 Luglio 2008

Food design sotto zero

Batman Unilever ice cream

L’altro giorno in spiaggia, contatto ravvicinato con dei contenitori di polipropilene in cui si trova il nuovo prodotto che Algida (Unilever) ha lanciato in occasione dell’ultimo film: Batman:The Dark knight. Ma non si tratta del solito gelato, nè di un ghiacciolo, si tratta di piccole sfere lemon e cola. Gli ingredienti sono questi.

Le chiamano “perle di ghiaccio”, sono l’ultima innovazione tra i gelati. Negli Usa sono note come “ice cream beads.”

Non trovate notizie sul prodotto sul sito internet dell’Algida, c’è solo il video dello spot che passa in Tv.

Ho cercato qualche notizia sulla tecnologia che permette di ottenere le piccole sfere di ghiaccio.

Tutto è iniziato circa venti anni fa. E’ il microbiologo Curt Jones che scopre nel corso di alcuni esperimenti, che grazie all’azoto liquido e alla “cryogenic encapsulation”, è possibile fabbricare microsfere di ghiaccio che si conservano, non fondono, e non si aggregano tra di loro. La temperatura ovviamente è un fattore critico, le sfere si mantengono se la temperatura si mantiene costantemente a -40°C.

Jones notò il successo delle microsfere tra parenti e amici, intuì l’affare e dopo i primi esperimenti condotti nel garage di casa, decise di fondare l’azienda Dippin Dots: l’”Ice Cream of the Future.” Nel 2000, arrivarono i primi locali in franchising, insomma un successo in continua crescita.

La tecnica per ottenere le “cryogenically frozen ice cream beads” sta iniziando a diffondersi, ed è applicata anche da altre aziende tra cui la Cargill (1)

Alla Dippin Dots, ne fanno davvero di tutti i colori, è il caso di dirlo.

Guardate quante sfere di ghiaccio si ottengono con varie tipologie di aromi e colori diversi.

ice cream beads

Sarà questo il gelato del futuro?

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28 Luglio 2008

Food design under 14

Mettete insieme: acqua, sciroppo di fruttosio-glucosio,succo di limone concentrato 0,9%, olio vegetale, addensanti (carragenina, pectine), emulsionanti (mono e digliceridi degli acidi grassi), acidificanti (acido citrico), coloranti (carbone vegetale),aromi, sale, proteine del latte, edulcoranti (acesulfame-K, aspartame).

E esce fuori un prodotto studiato per il target 11-14 anni.

Capito di cosa si tratta?

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7 Luglio 2008

La doppia vita dei formaggi fusi

Che fine fanno formaggi scaduti, sottilette, formaggini, mozzarelle, ritirati dai supermercati? possono essere rilavorati per farne uso zootecnico? leggiamo questo sulle agenzie, e non solo, possono essere usati per produrre formaggi fusi (!?).

Chi di noi non ha mai mangiato da bambino la pastina arricchita con i formaggini si chiedono i curatori del sito dell’Assolatte. Oggi esistono numerosi tipi di formaggi fusi, tutti ottenuti seguendo lo stesso principio: si fondono a caldo normali formaggi aggiungendo panna, caseina, siero o altri ingredienti. Esistono formaggi fusi cremosi e spalmabili, formaggi fusi a fette e formaggi fusi che ricordano per consistenza i formaggi molli. (Assolatte).

Il protagonista della truffa di cui si parla da qualche giorno, al contrario aveva pensato di rilavorare non solo quelli scaduti, anche gli avariati avevano una nuova vita e si rimettevano in vendita. Tutta la vicenda mi fa tornare in mente il libro “Mi fido di te“. Chi l’ha letto ricorderà che non era difficile riconoscere tra i reati commessi dal protagonista, i numerosi casi di frodi e sofisticazioni realmente accaduti anche in Italia. Tra le mura dell’azienda incriminata, vere acrobazie subivano i formaggi scaduti e avariati, la cosa che sconcerta e che è gravissima, è che tutto è avvenuto con la complicità di autorità sanitarie.

L’elenco delle truffe alimentari si allunga quindi, a chi vuol saperne di piu’ sull’argomento, suggerisco la lettura dei casi segnalati nel corso dell’attività operativa del Comando Carabinieri per la Sanità , dell’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e alcune Sentenze su Frodi e Sofisticazioni Alimentari: Truffe a tavola (2004) e Truffe a tavola 2005

A proposito di sentenze, ho letto che se verrà approvata la proposta della norma blocca-processi di cui si parla in questi giorni, anche i procedimenti penali sulle adulterazioni alimentari verrebbero congelati.

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30 Giugno 2008

Quanti sono gli ingredienti e additivi permessi nei prodotti biologici trasformati?

Quanti sono complessivamente gli ingredienti e additivi permessi nei prodotti biologici trasformati? Grazie ad una chiacchierata con un collega, ci è venuta la curiosità di cercare la lista completa.

Se l’elenco di additivi che possono essere impiegati nei prodotti convenzionali è di circa 500 composti, nei prodotti biologici la lista è molto piu’ breve, sono circa trenta. Ecco l’ ultima revisione (febbraio 2008) dell’Allegato sugli additivi permessi nei prodotti biologici a disposizione di chi vuol saperne di piu’.

Da provare poi c’è sempre l’ICEA check food.

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25 Maggio 2008

Questa settimana su Trashfood

Nella settimana in cui un mio contributo su questo mensile è caduto sotto i colpi del taglia-copia-incolla, di cosa mi è venuto in mente di parlare?

-Serve per preparare salse, sciroppi e finisce perfino in lattina:ecco il tamarindo juice.

-Conto alla rovescia per le fragole da testare: effetti nutrizionali e su alcuni markers biochimici tuti da esplorare. Sono tra i 20 volontari, da domani dovremmo cominciare.

-Le chiamano flavoured water, oltre ai prodotti contenenti aromi alla frutta, si iniziano a vedere quelli contenenti molecole modificate chimicamente (es. Vitamina E e Coenzima Q) per renderle solubili in acqua. Tra markeTTing, creatività e acrobazie biochimiche, è’ l’acqua bellezza!.

-Merendine italiane.it: sito nuovo ma contenuti già letti.

-Lo zucchero si trasforma, come? con l’aiuto dei coloranti naturali, sarà rosso barbabietola o rosso cocciniglia?

-Sull’album di Flickr, nuovi scatti in occasione di Formaggi d’autore a Gualdo (MC) tra formaggi e gelati dei Presidi Slow Food.

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20 Maggio 2008

Merendineitaliane.it

Poco tempo per scrivere in questi ultimi giorni, eppure ce ne sarebbero di cose da segnalare, per esempio il nuovo sito sulle Merendine italiane difese dall’associazione di categoria che raggruppa le industrie dolciarie italiane, l’AIDI. Leggiamo infatti: Gli ingredienti usati dall’industria per preparare le merendine sono gli stessi di un dolce fatto in casa o dal fornaio: farina, zucchero, uova, lievito, burro o margarina vegetale (rigorosamente non idrogenata), marmellata, cacao, latte ecc. a seconda della ricetta. L’unica differenza è che mentre il dolce artigianale o casalingo ha una riuscita variabile, quello industriale possiede caratteristiche organolettiche e nutrizionali costanti che il consumatore deve poter ritrovare ogni volta che lo acquista.

I contenuti del sito internet sono in gran parte tratti da una pubblicazione di due anni fa, il “Dossier merendine: oltre il pregiudizio”, curato dalla FOSAN in collaborazione appunto con l’AIDI, ne avevo parlato qui. Attorno vi troviamo cenni storici sulle merendine, giochini e indicazioni su come leggere le etichette.

Sul sito dell’AIDI tra le news leggiamo che le merendine italiane non contengono coloranti e conservanti. E’ vero, nella maggior parte non se ne trovano, ma basta cercare, c’è sempre qualche eccezione.

Se vi interessa ecco il “Dossier merendine: oltre il pregiudizio”,

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