Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

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9 Agosto 2008

Questa settimana su Trashfood

MOsaico Agosto 2008

- E’ sempre cucumber time, l’occasione per ricordare la Pepsi al cetriolo lanciata in Giappone nell’estate 2007.

-Come si chiama il cocco importato dalla Mc-Garlet, già tagliato a metà, confezionato con cannuccia, ready to drink? Coccodabere.

-Sui carburanti derivati dal mais: We drive what we eat

-Vini Doc nel tetrapak o nel «bag in box» invece che nelle bottiglie di vetro? ha suscitato numerosi commenti in prevalenza negativi, la decisione del Ministero delle Politiche Agricole.

- Grazie a YouTube, possiamo vedere alcune parti del film Our daily bread

-Cosa c’è dentro ai Prebiotic Drink della San Benedetto? ci sono le fibre solubili Nutriose®, destrine, che l’azienda francese Rochette ricava dal grano o dal mais.

-A pranzo nel villaggio olimpico di Beijing tra chef internazionali e menu’ forniti di calorie.

-Iniziata la full immersion in articoli che riguardano il legame tra agricoltura, ambiente, alimentazione e salute in vista di un prossimo convegno. La dieta che fa bene al pianeta.

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3 Agosto 2008

Stare a dieta fa bene al pianeta?

Global warming and cow gas emission

L’ARPAM di Macerata sta organizzando un convegno "Stare a dieta fa bene al pianeta?" in cui -come anticipato dal titolo- si affronteranno diversi argomenti:

-Stili alimentari, salute e rispetto dell’ambiente.

-Ripercussioni dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici sulla salute umana.

Sono stata invitata a partecipare con un mio contributo su cui sto ragionandoIl convegno dovrebbe essere in novembre, c’è ancora tanto tempo, ma ho già iniziato a raccogliere materiale. E per domani devo inviare agli organizzatori, le mie 5 domande, quelle previste dai corsi ECM,chi ne ha frequentato qualcuno sa a cosa mi riferisco.

Primo argomento da aggredire: cambiamenti climatici e zootecnia. Sul tema, la vignetta che riguarda le emissioni di gas dagli allevamenti zootecnici.

Il metano e l’ossido nitroso (gas legati all’attività zootecnica) contribuiscono al riscaldamento del pianeta, molto di piu’ dell’anidride carbonica. Letto su: Food, livestock production,energy,climate change,and health di McMichael A et al., Lancet (2007)

Fonte immagine: Ohiomm.com

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12 Febbraio 2008

Dunkin Donuts an lenga piemontèisa

Prima leggete questa etichetta.

INGREDIENTS: Water, Sugar, Non Dairy Creamer [Contains Partially Hydrogenated Coconut Oil, Corn Syrup Solids, Sodium Caseinate (Milk Derivative), Dipotassium Phosphate, Sugar, Mono-and Diglycerides, Sodium Silicoaluminate, Sodium Stearoyl Lactylate, Soy Lecithin, Artificial Flavors, Annatto and Turmeric], Cocoa Powder (processed with alkali), Maltodextrin, Whey, Nonfat Dry Milk, Salt, Cellulose Gum, Silicone Dioxide, Natural and Artificial Flavor, Sodium Citrate.

24 ingredienti per fare una Hot Chocolate? cioccolata in tazza, impossibile? E invece no, succede nella catena di Dunkin Donuts, una delle più grandi catene americane di caffetteria, conosciuta soprattutto per le sue ciambelle. (more…)

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3 Febbraio 2008

Questa settimana su Trashfood

mosaicosettimanale

-Not only Made in Italy Continua il viaggio nel Made in Italy come lo pensano all’estero dai piatti pronti Heinz al Ragutello fino ai sughi made in Mammarella Foods by Francis Ford Coppola.

-Hai visto le patate blue? Patate blue ottenute dopo dieci anni da un agronomo svizzero? dove sta la novità? Esistevano già da piu’ di cent’anni.

-Stefania ci parla di In defence of Food, il nuovo libro di Michael Pollan, giornalista e autore anche di The Omnivore’s dilemma.

-Le 5 C di cacciucco Le zuppe di pesce tra tradizione e piatti pronti.

-La sconfitta di Kokopelli Il nome Kokopelli è sinonimo di tutela della biodiversità per tutti i seed savers. In Francia non la pensano così, multata l’associazione che da molti anni conserva e vende vecchie varietà di semi.

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30 Gennaio 2008

Hai visto le patate blue?

Terra blue chips
Sul Corriere della Sera -grazie Grissino! -si parla della novità delle patate blue ottenute dal Sign. Christoph Gämperli un ingegnere agronomo svizzero. I tuberi dal colore insolito sono stati cresciuti incrociando patate della specie “Idaho Blue” con quelle più chiare “Parli”, caratteristiche della regione Prättigau nei Grigioni. Ma i nuovi snacks che saranno preparati con le “blue potatoes” non sono una novità. Le Terra Blues® Potato Chips sono servite per esempio ai passeggeri della JetBlue flights Airways da diversi anni. Il colore è di certo dovuto alla presenza di antocianine, sostanze ampiamente presenti nel mondo vegetale. Le stesse molecole impartiscono il colore blue-viola a melanzane, mirtilli e altri prodotti. (more…)

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12 Dicembre 2007

Il pane tra industria e artigianato

atlante dei prodotti tipici,Il pane

Il bello della rete, gli incontri, gli scambi di commenti e un giorno è arrivata sul blog Stefania, che vive all’estero da tanto tempo. Stefania da qualche anno ha iniziato a focalizzare i propri interessi personali nel settore alimentare tra corsi di cucina e un programma di MSci nella City University sulle politiche alimentari (food policy). Il cibo e’ dunque una sua grande passione ma soprattutto la interessa tutta la cultura che c’e’ dietro certe abitudini alimentari. Oggi sono lieta di ospitare un post di Stefania sul pane, sulla sua produzione e sulle ricadute economiche delle nostre scelte alimentari. L’immagine che ho scelto è la copertina di un libro che ho nella mia biblioteca: Atlante dei prodotti tipici. Il pane di Claudio Barberis, ci permette di fare un viaggio tra le regioni italiane e i vari tipi tradizionali e rituali di pane. Pane barbaria, michetta, grisia monferrina, giaco, gavasot, pan nociato, tigella, pane cafone, cuccidati di carrozza, brazzadela,puccia, pizziangulu...
Adesso le parole a Stefania. (more…)

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30 Novembre 2007

Studenti gastro-photoreporter

olio di palma tra i rifiuti

Studenti universitari fiorentini in versione gastro-photoreporter, sono alcuni di loro che mi hanno inviato questa foto,immortalata presso la loro mensa universitaria. Per tutti coloro che pensavano che di grassi e di oli raffinati se ne facesse uso solamente nelle friggitorie e nei fast food ecco la prova che non è così e di olio di palma bifrazionato si fa largo impiego. Sto cercando dati sulla sua composizione,punto di fumo e diffusione nella ristorazione non solo collettiva. Avete mai letto la composizione di certi oli che ci vengono proposti come adatti per friggere?

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14 Novembre 2007

C’è posta per Trashfood

Sono al galoppo in questi giorni e mi scuso con tutti quelli che mi scrivono e a cui non ho trovato ancora il tempo di rispondere. Riporto un paio di mails anche di studenti con la promessa di occuparmi presto di loro.

Salve….sto preparando una relazione sul consumo dei cibi pronti in Italia (livello masters di politiche alimentari all’universita’ di Londra City University) e mi chiedevo se avesse qualche link o ricerca accademica che spiegasse le scelte socio-culturali alimentari degli italiani. Ho trovato una relazione del dipartimento del tesoro italiano e diversi articoli della stampa qua e la’ ma niente altro.

..e poi dal Messico: -Which chemistry method is the best to extract or obtain inuline from the roots of the chicory plant? Which are the steps of that chemistry method to obtain inuline from the roots of the chicory?
I’m in college. I study Engineer of biochemistry, in México. I’m very interested in the inuline…. Please send me all the information you have about it. Thankyou!

Se chi passa da queste parti ha documenti o fonti utili da condividere, si faccia avanti!

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29 Settembre 2007

Alimenti Funzionali sul Corriere

vending machine

Sul Corriere della Sera in edicola domani,come ogni domenica ci saranno le pagine interne dell’inserto Salute. Ci sarà un articolo sugli alimenti funzionali alla cui stesura ho contribuito con piacere, coinvolta da Carla Favaro, la biologa Specialista in Scienze dell’Alimentazione che da numerosi anni collabora con il quotidiano. Di nuovi prodotti immessi sul mercato ne ho parlato in diverse occasioni. Margarine, formaggi e minidrinks con fitosteroli (1,2), prebiotici e probiotici (1,2),yogurth con polifenoli e fattori proposti come sazianti. Una mail tira l’altra e nel mese di agosto Carla ed io abbiamo confezionato insieme anche una tabella che riassume le varie tipologie di prodotti in vendita in Italia fino ad oggi. Adesso sono curiosa di vedere come la redazione assemblerà il tutto. A domani in edicola.

Edit:una parte dell’articolo
Articolo Corriere della sera/

Fonte vignetta hospitalityguild.com

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5 Settembre 2007

Te lo do io l’alert: la gomma di guar

gomma di guar

Immagino che a Zurigo, dove ha sede la Unipektin, produttrice e distributrice europea di alcuni ingredienti alimentari, in questi ultimi due mesi, non se la passino troppo bene e molti saranno in fibrillazione per la vicenda della gomma di guar contaminata. Ho iniziato a seguire la cosa alcuni giorni fa dopo aver letto l’articolo apparso su “Il Salvagente“.

La gomma di guar deriva da una pianta, la Cyamopsis tetragonoloba coltivata in prevalenza in India, Pakistan e in percentuale minore negli USA. Trova largo impiego come additivo addensante e la sua presenza è segnalata sull’etichetta con la sigla E412. La gomma di guar si usa in prodotti dell’industria dolciaria come gelati, budini,dessert,bevande al cioccolato, salse, conserve di pesce. Ci sono anche degli integratori a base di gomma di guar (gluco-mannani). La troviamo anche in biscotti e dolci per celiaci.

Voglio credere alle rassicurazioni lette in vari siti, anche se fosse presente in alcuni prodotti, la contaminazione da pentaclorofenolo e diossina sarebbe a concentrazioni molto molto basse,entro i limiti consentiti. Quindi calma. Anche se non ne avevamo bisogno, ecco una nuova dimostrazione della fragilità di alcune filiere produttive lunghe e complesse dove nella composizione entrano decine di ingredienti.

Vorrei comunque ripercorrere la vicenda, come si sono mossi i vari stati membri della UE e come è stata trattata la notizia sui media.

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