Di cosa si tratta? 1,2,3..la soluzione

Per tutti coloro che pensano che i solfiti siano conservanti impiegati quasi esclusivamente nel settore enologico, ecco un esempio di prodotto che li contiene. E si tratta della soluzione del post di qualche giorno fa. Cosa fanno insieme i seguenti ingredienti?

Fiocchi di patate 59%, grassi e oli vegetali, panna disidratata, latte scremato, sale iodato, lattosio, spinaci 2,1%, formaggio fuso 2% (formaggio, siero di latte), proteine del latte, spezie (aglio, pepe, noce moscata, curcuma), siero di latte, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi, stabilizzante: sodio citrato – difosfati, antiossidanti: metabisolfito di sodio – palmitato di ascorbile – alfatocoferolo, aromi (contengono derivati del latte).

1,2,3 …Un purè, gusto spinaci e formaggio fuso della Pfanni.

Su Ingredienti e informazioni le varie fasi della preparazione.


E 320, il Butil-idrossi-anisolo (BHA) nei tortellini

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Nota la mia passione per le etichette e gli ingredienti, vi racconto cosa ho trovato nel fine settimana. In una confezione di tortellini nel banco frigo, ho trovato il butil-idrossi-anisolo (BHA) nell’impasto. Recupero quindi un mio contributo dall’archivio del randomestrale Trashfood.

Il BHA (Butil-idrossi-anisolo) e il BHT (butil-idrossi-toluene), identificati rispettivamente dalle sigle E320 e E321 sono due additivi antiossidanti di sintesi. Gli antiossidanti, sono molecole che con meccanismi diversi ritardano o inibiscono l’ossidazione dei cibi, soprattutto quelli che contengono grassi. Per quanto riguarda il butilidrossianisolo (BHA) è ammesso come additivo alimentare nel latte in polvere per distributori automatici, grassi e oli per la produzione professionale di alimenti trattati termicamente; viene utilizzato anche con noci, patate disidratate, cereali lavorati, miscele per dolci, zuppe e minestre, salse, snack a base di cereali, condimenti, integratori alimentari e gomme da masticare.
Non è consentito in alimenti per l’infanzia. E ‘stato vietato in Giappone nel 1958.

Il BHA trova impiego come antiossidante anche nella produzione di mangimi per animali. Inoltre ha numerose applicazioni come additivo negli imballaggi per alimenti.

In considerazione del largo impiego di questo additivo, ne sono esposti non solo i consumatori ma anche gli addetti che lavorano nelle industrie che li producono. E’ segnalata inoltre una potenziale esposizione al BHA del personale dei fast food in cui si impiegano oli contenenti BHA. Infatti questa sostanza è tra le molecole che si liberano tra i 150°C e i 170° C durante la cottura.

L’EFSA si è di recente occupata del BHA. Il gruppo di esperti scientifici sugli Additivi alimentari e sulle fonti di nutrienti aggiunte agli alimenti (Ans), utilizzando una nuova metodologia, ha riconosciuto che l’esposizione al Butilidrossianisolo (BHA) potrebbe superare la Dose giornaliera ammissibile (Dga) a causa della sua presenza non solo negli alimenti ma anche nei materiali e negli oggetti a contatto con gli alimenti (Moca). Secondo il gruppo di esperti l’esposizione al BHA come additivo alimentare non supera in genere la Dga di 1 mg/kg di peso corporeo al giorno; tuttavia, tale dose può essere superata se viene presa in considerazione anche l’esposizione ai Moca. Per questa valutazione, il gruppo Ans si è basato sul consumo di 1 kg di cibi confezionati contenenti BHA nella quantità massima autorizzata.

Qualche prodotto che contiene BHA o BHT:

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BHT nella gomma da masticare

Fonti: Conserviamo i conservanti?

- Butylated Hydroxyanisole (BHA). CAS No. 25013-16-5

-A new method to determine oxidative stability of vegetable fats and oils at simulated frying temperature

-BHT. Material Safety Data Sheet

-A Fresh Look at Food Preservatives

-Antioxidants – Good Cops or Bad Cops

-EFSA Journal


L’anno scorso su TRASHFOOD

Il 2012 è stato un anno meno prolifico degli anni precedenti, la vita off line non lascia troppo tempo per riflettere e scrivere. Sono comunque numerosi i temi affrontati. Una selezione scelta per voi. Enjoy!

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ET.chettibus® risolto. Motta cup cake

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Il primo ET.chettibus® del 2013 è risolto. siete diventati troppo bravi.

Cosa fanno insieme farina di grano tenero tipo 00,zucchero,uova fresche, oli e grassi vegetali,sciroppo di glucosio-fruttosio, cioccolato bianco (zucchero,burro di cacao, latte in polvere,emulsionante: lecitina di soia,aromi), decorazioni di pasticceria (3,5%)(zucchero, pasta di cacao, burro di cacao, amido di mais, coloranti: E 171, E 120, E101 (i), E 133, E 100, stabilizzante:gomma arabica,emulsionante: lecitina di soia, agenti di rivestimento: cera d’api-cena carnauba-gomma lacca,aromi),aromi,conservante:sorbato di potassio, colorante biossido di titanio?

Fanno Motta Cup cake variante crema chantilly. Il confronto tra l’immagine sulla confezione e il contenuto è impietoso.
La neonata cartella di Flickr dedicata al biossido di titanio (E 171) e quella che raccoglie prodotti contenenti il colorante azzurro E 133 si arricchiscono di questo nuovo elemento.

Complimenti a Nico che ha indovinato. Al prossimo ET.chettibus®


ET.chettibus® 26

Nuova puntata di ET.chettibus®, la caccia al prodotto da identificare.

Ingredienti: farina di grano tenero tipo 00,zucchero,uova fresche, oli e grassi vegetali,sciroppo di glucosio-fruttosio, cioccolato bianco (zucchero,burro di cacao, latte in polvere,emulsionante: lecitina di soia,aromi), decorazioni di pasticceria (3,5%)(zucchero, pasta di cacao, burro di cacao, amido di mais, coloranti: E171, E120, E101 (i), E133, E100, stabilizzante:gomma arabica,emulsionante: lecitina di soia, agenti di rivestimento: cera d’api-cena carnauba-gomma lacca,aromi),aromi,conservante:sorbato di potassio, colorante biossido di titanio.

Come nelle ultime puntate, al vincitore un omaggio offerto da Surbir la bottega di golosità Made in Emilia.


La foto del giorno

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Tempo di agrumi. Tra gli scaffali troviamo arance provenienti da vari paesi. Corrado Vigo ci spiega cos’è l’ortofenilfenolo, conosciuto anche come E231.


Dye diet. Eat food not additives

Non ne condivido i toni a tratti allarmanti, ma mi incuriosisce il blog Dye diet curato da Nick, un passato trascorso tra le aule universitarie come docente in Chimica Organica e vari incarichi in diverse multinazionali. Il suo blog Dye diet con lo slogan “Eat food not additives” è una vetrina che ci mostra vari esemplari di junk food e mi consola che non siano così numerosi sui nostri scaffali prodotti simili a quelli descritti da Nick.

Il suo ragionamento è stato questo. Gli alimenti forniscono energia e fattori nutrizionali (proteine, grassi, carboidrati).

In molti prodotti troviamo additivi vari, particolare attenzione è riservata ai coloranti e conservanti.

Vista la sua esperienza si è dotato di uno spettrofotometro per valutare i livelli di coloranti nei vari prodotti che intercetta. Eccolo:

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Allestita una curva di calibrazione usando delle soluzioni standard di coloranti, ad esempio del Red 40, Nick riesce a quantificare (alla lunghezza d’onda di 500 nm) la concentrazione del colorante alimentare nelle bevande che incontra. Ad esempio queste:

L’obiettivo è calcolare, dei vari prodotti analizzati, il DyeDiet Nutrition Factor (DDNF) come descritto qui. Ed ecco l’aereogramma con cui presenta le sue elaborazioni quantitative riferite alla qualità del prodotto sotto esame. In questo caso il 7Up-Cerry-Antioxidant di cui avevo scritto tempo fa.


E come Eritorbato (E316) di sodio

Nella lista di ingredienti di un piatto pronto ho trovato l’eritorbato di sodio (E316). Di cosa si tratta? L’eritorbato di sodio è un sale dell’acido eritorbico (E 315) ed è usato come antiossidante.

E-R-I-T-O-R-B-A-T-O? da un punto di vista chimico e’ un isomero dell’acido L-ascorbico che di certo avrete notato piu’ frequentemente tra gli ingredienti di insaccati e wurstel. L’acido ascorbico è anche noto come vitamina C. L’eritorbato al contrario non ha attività vitaminica, ma ne svolge le stesse funzioni tecnologiche come additivo, a prezzi piu’ bassi.

Come l’ascorbato, anche l’eritorbato ha un ruolo tecnologico. Infatti favorisce la formazione di nitrosilmioglobina accelerando la reazione tra i nitriti presenti nella matrice carnea e la mioglobina. La nitrosilmioglobina conferisce una colorazione rossa alle carni molto attraente per il consumatore.

Come si ottiene l’eritorbato? Può essere ottenuto per sintesi o per fermentazione microbica a partire dal glucosio.

Il livello massimo di eritorbato nei prodotti a base di carne? è di circa 500 mg/kg.

Il maggior produttore mondiale? Credo sia la Cina che detiene il monopolio anche della produzione di acido ascorbico.


Da quando al centro Tumori di Aviano si occupano della classificazione degli additivi alimentari

Un lettore mi chiede di confermare i contenuti della tabella. Veramente questa tabella l’ho già vista parecchi anni fa, errori compresi. L’E330 non corrisponde al glutammato di sodio, si tratta dell’acido citrico e non è tossico alle dosi usate negli alimenti. Come può accadere che chi diffonde queste mail non faccia una verifica?

L’appello che evidentemente ha ripreso a circolare come confermato qui inizia con un elenco di sigle di additivi che sarebbe stato “distribuito dal centro anti-tumori di Aviano (Pordenone)“.
Leggo che la prima versione della lista risale addirittura al 1976 e veniva diffusa via fax. L’EFSA non esisteva ancora. Mentre continuva a circolare la lista senza che nessuno correggesse, ci sono state diverse revisioni sugli additivi. Nel 2007 per esempio è stata ultimata una prima valutazione sulla relazione tra alcuni coloranti alimentari e iperattività nei bambini. Sappiamo che a seguito della revisione si è introdotta l’obbligatorietà della dicitura “può influire negativamente sull’attenzione dei bambini per i prodotti contenenti i coloranti azoici. L’EFSA in questi ultimi anni ha anche abbassato la DGA per il colorante amaranto (E123).

Di additivi abbiamo parlato in tante occasioni, per capire le funzioni che svolgono e chiederci se sono davvero indispensabili, se la loro presenza è fuorviante e serve a mascherare qualità non eccelse delle materie prime impiegate. Se vogliamo documentarci seriamente sugli additivi, sui livelli d’uso, su quali prodotti è ammesso l’impiego, come auspicato anche qui in tante occasioni, vi suggerisco un riferimento ufficiale recentissimo. Si tratta dell’elenco pubblicato da pochi giorni nella Gazzetta Ufficiale: il REGOLAMENTO (UE) N. 1129/2011 dell’11 novembre 2011 che istituisce l’elenco di additivi alimentari diffusi nell’UE. Il regolamento contiene vari allegati in cui troverete

— la denominazione degli additivi alimentari ammessi in UE e il numero E corrispondente,
— gli alimenti ai quali possono essere aggiunti,
— le condizioni del loro impiego,
— le restrizioni alla vendita diretta al consumatore finale.

Volete saperne di piu’ sugli additivi alimentari? ecco l’elenco (regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio) relativo agli additivi alimentari autorizzati negli additivi alimentari, negli enzimi alimentari, negli aromi alimentari e nei nutrienti.

buona lettura!

E non dimenticate l’alfabeto di Trashfood, con gli ingredienti trattati nei vari posts.

alfabeto additivi

fonti:

- REGOLAMENTO (UE) N. 1129/2011 dell’11 novembre 2011 sugli additivi alimentari

- Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli additivi alimentari autorizzati negli additivi alimentari, negli enzimi alimentari, negli aromi alimentari e nei nutrienti.


Cosa c’è dentro un Ham & Cheese Hot Pocket?

Un modo originale ed efficace di mostrare l’elenco degli ingredienti alimentari e far riflettere sulle nostre scelte alimentari? eccola! il poster del designer Justin Perricone che illustra l’elenco degli ingredienti di un Ham & Cheese Hot Pocket. Sul sito web di Hotpocket trovate anche gli altri.

Parlavamo qualche settimana fa di prodotti ottenuti dalla sommatoria di decine di ingredienti e additivi.
Al cinquantesimo ingrediente del poster mi sono fermata. :)

Ecco l’Ham & Cheese Hot Pocket, l’avreste mai detto?

Via


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