Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Conservanti'

7 aprile 2009

E 304, Ascorbil palmitato

ascorbil palmitate

L’Ascorbil palmitato è un antiossidante (E304) che nasce dalla reazione tra acido ascorbico (vitamina C) e acido palmitico (un acido grasso). A mia conoscenza, non è una molecola sintetizzata negli organismi viventi. Però della vitamina C se ne conoscono i numerosi ruoli fisiopatologici. La vitamina C è sintetizzata nelle piante, è molto diffusa in frutta e ortaggi, però è instabile ed è tra i composti piu’ termolabili. Dopo essere stata assunta con gli alimenti che la contengono è biodisponibile e a livello delle cellule partecipa alle reazioni di difesa antiossidante contro i radicali liberi che danneggiano le principali macromecole. Nelle cellule umane la troviamo nel citoplasma delle cellule e nel sangue.

L’interesse dell’industria alimentare e non solo per la sintesi dell’ascorbil palmitato, è legato al ruolo antiossidante che la vitamina C svolge negli alimenti. Per le sue caratteristiche strutturali, è solubile in acqua e non ha affinità per ambienti in cui si trovano lipidi o grassi. Trasformare l’acido ascorbico in ascorbil palmitato ha quindi un obiettivo importante: convertire l’acido ascorbico in una molecola che possa venire a contatto con matrici in cui sono presenti i grassi. La molecola è anche piu’ stabile dell’acido ascorbico libero. Questo ne permette l’impiego non solo nell’industria alimentare e in quella farmaceutica, entra frequentemente tra gli ingredienti di prodotti cosmetici.

Come si ottiene l’ascorbil palmitato? Facendo reagire appunto l’acido ascorbico con un acido grasso, oltre all’acido palmitico, si usano il linoleico o l’oleico. Per rendere il processo piu’ efficiente si fa impiego di catalizzatori e di enzimi immobilizzati come le lipasi tra cui quello ricavato dalla Candida antartica.

E adesso ci potremmo chiedere come si ottengono i due reagenti. Se avessimo scritto questo post piu’ di settant’anni fa, la storia dell’ascorbil pamitatao sarebbe iniziata probabilmente da matrici alimentari ricche di vitamina C, infatti in passato quando le biotecnologie applicate all’industria agroalimentare non erano così diffuse, la vitamina C si otteneva per estrazione da matrici alimentari. Pensate che ho trovato un articolo addirittura del 1934 pubblicato su Biochemical Journal intitolato:”Large scale preparartion of ascorbic acid from hungarian pepper (Capsicum annuum)”. Oggi l’acido ascorbico è ottenuto su larga scala da lieviti, grazie a processi di fermentazione.

L’acido palmitico o altri acidi grassi si ottengono da oli vegetali per distillazione frazionata, non escludo fasi in cui si procede all’idrogenazione per aumentare il livello di acidi grassi saturi da separare successivamente.

Mi aspetto che la molecola assunta con i cibi segua il destino di altri esteri che entrano nell’alimentazione. Ho trovato un articolo sulla sicurezza, anche se piuttosto datato (Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives, 25 June – 4 July 1973).

Ecco una scheda tecnica sull’E304.

E infine in quali alimenti si usa l’ascorbil pamitato come antiossidante? Alla quantità massima (Q.B,quanto basta), il suo uso è ammesso in prodotti disidratati come latte in polvere, fiocchi di patate.

Se avete una confezione di preparato in polvere per purè, andate a leggere gli ingredienti, dovreste trovarlo.

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19 marzo 2009

La chimica della crema catalana

Mi stavo chiedendo, ma il colorante Sunset Yellow non lo usa piu’ nessuno? Sì, l’E110, anche chiamato giallo tramonto. E invece bastava cercare bene. Eccolo, nella crema catalana della DUHL, azienda spagnola, produttrice di numerosi dessert e piatti pronti. E non è mica da solo, è usato in combinazione con la tartrazina (E102).

La crema catalana è un dessert tipico della Catalogna. Alla Duhl, hanno deciso di farla così, per chi non ha tempo da perdere. L’inizio non è male. Latte,zucchero tuorlo di uova fresche (7,3%),uova fresche (3,7%),amido.
Poi si prosegue con addensanti (E440ii,E407, E410),il conservante (E202). E infine aromi e coloranti (E102, E110). La busta dello zucchero caramellato contiene:fruttosio e destrosio.
In pratica avete un contenitore di plastica con la crema e al momento di servire, dovrete versare il contenuto della bustina di zucchero caramellato, pochi minuti e la superficie si colorerà.

crema catalana DHULcrema catalana DHUL

Su Giallo Zafferano invece ho trovato la ricetta per prepararla: latte, uova (solo i tuorli), zucchero semolato, zucchero di canna, e aromi a piacere (limone, succo d’arancia, cannella, vaniglia). Si prepara sul fornello, poi si fa raffreddare. Prima di essere servita, viene scaldata nella sua parte superiore in modo tale che lo zucchero possa caramellare e creare una superficie e croccante.

In cosa consiste la caramellizzazione? In un processo che avviene quando gli zuccheri sono esposti a temperature superiori alla loro temperatura di fusione. Nella caramellizzazione, gli zuccheri sono i protagonisti assoluti, mentre nella reazione di Maillard reagiscono zuccheri e gruppi aminici delle proteine. Il riarrangiamento molecolare e le reazioni durante la caramellizzazione portano alla formazione di composti responsabili dell’imbrunimento non enzimatico degli alimenti.

Tra tutti gli zuccheri, il fruttosio è quello che ha il punto di fusione piu’ basso ( 110° C), poi seguono gli altri: Galattosio e glucosio (160° C), Maltosio (180° C), Saccarosio (160° C).

Le modificazioni chimiche portano anche alla formazione di molecole volatili, quelle che riconosciamo appunto nel caramello.

Qui trovate la reazione . Avevo parlato invece dei vari tipi di caramello (E150) usati come coloranti in questo post.

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11 febbraio 2009

La Food Standard Agency va avanti da sola

Food Standard AgencyLa Food Standard Agency va avanti da sola e ha pubblicato un elenco di aziende che non hanno mai fatto impiego o hanno preso l’impegno di modificare gli ingredienti allo scopo di rimuovere i coloranti artificiali oggetto dello studio pubblicato su Lancet nel 2007, ricordato come lo studio di Southampton. La ricerca puntava attenzione alla relazione tra apporto del conservante sodio benzoato e alcuni mix di coloranti artificiali: Tartrazina (E102), Quinoline Yellow (E104), Sunset Yellow (E110), Carmoisina (E122), Ponceau 4R (E124) e Rosso allura. (E129)

Dai dati ottenuti i ricercatori suggerirono una associazione tra assunzione di questi cocktails e un aumento della iperattività in due gruppi di bambini di 3 e 8-9 anni. I dati hanno convinto gli esperti della FSA e in risposta è stato approvato un regolamento che obbligherà le aziende ad apporre dal 2009 la dicitura: “nuoce alla salute dei bambini” nei prodotti contenenti i coloranti artificiali e il conservante.

L’EFSA, chiamata ad esprimersi sulla questione, non ha ritenuto sufficienti i dati per modificare i livelli d’uso dei composti sotto esame. Per gli esperti nominati dall’autorità non ci sono sufficienti evidenze scientifiche per limitarne l’uso (EFSA press release, “EFSA evaluates Southampton study on food additives and child behavior” March 14, 2008). D’accordo con le conclusioni dell’EFSA e della FDA, anche la Food Standards Australia New Zealand (FSANZ), quest’ultima infatti si è espressa sicurezza dei coloranti alle concentrazioni impiegate nei prodotti in vendita in Australia e in Nuova Zelanda.

Tornando alla decisione della FSA, trovate l’elenco delle aziende qui e sono la dimostrazione che ci sono delle alternative. Su quali siano i nuovi ingredienti che entreranno nelle formulazoni, non ho però ancora trovato notizie.

Fonte: Food Navigator

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6 febbraio 2009

Il succo del vicino è sempre piu’ verde

Bevande alla mela

Dopo il rosso, il blue, il nero, il giallo, è arrivato il momento di parlare dei coloranti che impartiscono il colore verde. Come si ottiene? Quali coloranti o combinazioni si usano se si vuole rafforzare il colore verde di un succo di frutta o di una bibita?

La clorofilla è il pigmento fotosintetico (clorofilla a, clorofilla b) che da il colore verde alle foglie, è contenuto nei cloroplasti, quindi troviamo la clorofilla in numerosi ortaggi verdi (spinaci, broccoli, bietole, ecc..). La clorofilla ha un anello di porfirina come il gruppo eme dell’emoglobina, ma al centro troviamo il magnesio al posto del ferro. All’anello è legata la catena del fitolo, che rende la molecola non solubile nell’acqua.

Gli spinaci contengono circa 80 mg/100g di clorofilla.

La sigla E 140 indica il colorante verde dovuto alla clorofilla che si ottiene dagli spinaci e dall’ortica. Anche alcune microalghe possono essere utilizzate.

La clorofilla è un pigmento liposolubile, quindi non si scioglie nell’acqua. La clorofilla inoltre si altera facilmente alla luce e al calore. Ecco il motivo delle modifiche alla sua struttura per rendere la molecola idrosolubile, adatta a essere usata in mezzi acquosi.

I complessi rameici – nei quali il magnesio della molecola è sostituito dal rame – sono più stabili e le molecole sono solubili in acqua. I derivati però durante il trattamento perdono la catena del fitolo. Il nome del derivato semi-sintetico sodio/rame della clorofilla è clorofillina usata come colorante alimentare con il numero E141

Vediamo qualche prodotto insieme.

Santal TOP, mela con eucalipto, Ingredienti: acqua, succo di purea di mela (20%), zucchero, acidificante acido citrico, addensante pectina, antiossidante acido ascorbico,aromi, estratto di eucalipto 0,015%, colorante E141

Santal Verde, Ingredienti: Acqua, succo e purea di kiwi (15%),succo di mela (12%),succo di uva bianca (10%), saccarosio, succo di lime (3%), lattato di magnesio, addensante: pectina. Antiossidante: acido citrico, Vitamina C, colorante:Clorofilla rameica; aromi, luteina (0,0005%),acido folico.

Green Apple Pfanner, Ingredienti: Acqua, succo di purea di mela (20%), succo di mela concentrato (17%), zucchero, succo di limone concentrato, acidificante:acido citrico, stabilizzante pectina, antiossidante: acido ascorbico, coloranti:Beta carotene, E133, aroma. .Pastorizzato.

Alla Parmalat hanno pensato di usare l’E141, la Clorofilla rameica. Alla Pfanner hanno invece fatto una scelta diversa, il verde è ottenuto mescolando beta carotene e un colorante artificiale, l’E133 Blue brillante FCF, come mostra l’etichetta.

L’aspetto non è molto invitante vero?

succhi alla frutta

Altre aziende hanno fatta una scelta diversa. Il colore verde nel gusto Kiwi-mela Zuegg, di cui avevo parlato tempo fa, derivava dalla combinazione tra l’E133 e il colorante E104 (giallo di chinolina o Yellow N° 10).

Fonti: Trashfood; Encognitive.com

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1 gennaio 2009

Esposti Codacons e clamorosi copia incolla

Il prodotto della linea Winx Club Party continua a far parlare di sé, quando pensavo che ormai la proposta del boicottaggio fosse destinata a non avere seguito, visto l’annuncio dell’azienda, la storia registra una nuova puntata. Ora anche il Codacons scopre lo spumante per bambini e ciò che contiene. Con un esposto ai Nas e alla procura della Repubblica invita a intervenire “disponendo, se necessario, il sequestro del ‘Winx Club Party’ su tutto il territorio nazionale”. Secondo il Codacons, “dalla lettura degli ingredienti di questo ’spumante per bambini’, apparentemente innocui, non si evince la presenza di sostanze che, in realta’, da vari studi risultano essere potenzialmente pericolose“. Non so quali analisi abbiano fatto concretamente, tutti i composti di cui si parla nel comunicato erano già dichiarati in etichetta.

Ma c’è dell’altro, il comunicato diffuso su Agi Salute presenta clamorosi errori.

L’acido ciclamico diventa acido ciclamino, l’acesulfame di potassio viene dichiarato sinonimo di aspartame. L’azoburina? :-D

Come già accaduto, una notizia di agenzia , rimbalza da un sito all’altro senza che nessuno verifiche errori e orrori nel testo, tra cui Pagine mediche e Wine news.

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9 novembre 2008

Questa settimana su Trashfood

Gianna a Linea Verde

E’ la settimana in cui sono apparsa per due minuti nella trasmissione domenicale Linea Verde per parlare dei benefici dell’olio extravergine. Grazie a Mariana e a Paula per il fotomontaggio! di cosa si è parlato su TRASHfOOD?

-Pimpinella-e-altre-erbe-di-campo-in-rete Ortaggi e IV gamma, ma non è la solita insalata.

-Nuval, un nuovo indice di qualità nutrizionale.Utile o inutile?

-Dove sarò lunedì prossimo? A Imola, in occasione della manifestazione Baccanale per parlare di estetica del cibo a “Belli senz’anima.”

-Tutti pazzi per Obama, You can eat and drink

-Et.chettibus la nuova etichetta misteriosa.

-Gadget elettorali e impatto ambientale: solo bottiglie BPA-free per i due candidati.

-Questo-cibo-da-strada-non-e-fantastico? Senza conservanti, c’è scritto sul sito di Fantastic, i cup noodles che hanno sfamato molti dei giovani intervenuti a Lucca Comics. E l’320 che leggiamo in etichetta cosa sarebbe? Non è forse un antiossidante usato per aumentare la conservazione?.

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3 novembre 2008

Questo cibo da strada non è fantastic(o)?

cibo da strada a Lucca comics

Sono tornata ieri sera da Lucca Comix. Ancora frullata per il viaggio e per essere stata per due giorni in mezzo al serpentone umano che è arrivato in città. Accompagnati i figli a destinazione è stato piacevole girare tra i vicoli della cittadina, la scelta di distribuire i padiglioni nelle piazze della città ha portato ovviamente decine di migliaia di persone tra le vie, tanti curiosi, appassionati, addetti ai lavori e l’immancabile coreografia dei cosplayers. Si parla di circa 58.000 persone nella giornata di sabato. Anche i cosplayers, fumettisti o aspiranti tali, ad una certa ora hanno fame.

Nella terra del buccelato, dei cantucci, della ribollita, della pappa col pomodoro, del panino con il lampredotto, dei salumi e dei pecorini toscani, dell’olio extravergine e del pane toscano, cosa ha sfamato migliaia di giovani? al prezzo di 1,50 euro e al motto: Fantastic: mangia, evita la fila e divertiti c’erano i Cup Noodles Fantastic, sponsor tra l’altro della manifestazione.

Fantastic Cup Noodles

Cosa c’è dentro a Cup Noodles al Sapore Orientale?

Tagliolini: farina di frumento, oli vegetali (con antiossidante E320),sale

Bustina degli aromi: sale, zucchero, aromi, esaltatori di sapidità E621, E627, E631 cipolla in polvere, proteine vegetali idrolizzate (soia e frumento), soia in polvere, colorante 150d

Bustina degli ortaggi disidratati:(3,5%): cipolle, carote, piselli e mais.

Prodotto in Australia.

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15 settembre 2008

Dei nitrati, nitriti e barbabietole anti-ipertensione

Heart beetroot Juice

Ogni mese nuove ricerche su temi nutrizionali vengono pubblicate sulle decine di riviste scientifiche del settore. Alcune confermano dati precedenti, altre sono in contrasto o propongono nuove ipotesi.

Curiosando nel sito New Nutrition Business ho trovato un prodotto che mi ha decisamente spiazzato. Il prodotto HeartBeet è la risposta ad una collaborazione scientifica tra la James White Drinks e alcuni dei ricercatori autori dell’: articolo: “Acute blood pressure lowering, vasoprotective and anti-platelet properties of dietary nitrate via bioconversion to nitrite” pubblicato sulla rivista Hypertension. HeartBeet è un succo di barbabietola della James White Drinks e viene proposto con un claim salutistico inusuale, infatti al succo viene atttribuito un ruolo positivo contro l’ipertensione.

Dovuto a cosa?

Ai nitrati
. E già immagino che vi chiederete:

-I nitriti (E249 ed E250) e i nitrati (E251 ed E252) non sono quei componenti impiegati nella preparazione degli insaccati, usati come antimicrobici per inibire la crescita del Clostridium botulinum? I Nitrati in particolari condizioni non possono trasformarsi in nitriti?

-I nitriti non sono quelle molecole che possono reagire con le ammine formando le nitrosammine, molecole di cui sarebbe meglio non favorire la formazione?

Sono queste conoscenze che hanno portato a stabilire livelli consentiti di nitriti e nitrati nelle carni conservate a dosi di 150mg/kg e 250mg/kg rispettivamente. Oltre alla funzione amtimicrobica, questi sali hanno la capacità di esaltare il colore, il sapore e esaltare il gusto. La stabilizzazione del colore è dovuta alla reazione di nitrosazione dei gruppi amminici liberi della mioglobina contenuta nei muscoli, con formazione della nitrosomioglobina, di colore rosso vivo.

Alcuni produttori di insaccati hanno deciso di ridurre o rimuovere i nitriti dai loro prodotti e si trovano insaccati nitrite-free.

Qualcuno ricorderà che dei nitrati esistono anche dei limiti di riferimento nell’acqua potabile (50mg/litro).

Ma torniamo a Heartbeet. Il meccanimo molecolare protettivo attribuito alla ingestione acuta di nitrati si baserebbe sulla loro conversione in nitriti e successivamente in ossido nitrico, una sostanza che esercita in vivo, una azione vasodilatatoria. Il meccanismo proposto è descritto nell’articolo che ho citato sopra.

Leggo il claim sul sito dell’azienda… “Just 500ml of beetroot juice a day can significantly reduce blood pressure” e mi chiedo che concentrazione di nitrati ci sia nel succo, mi sono letta tutto l’articolo e non l’ho mica trovata.

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7 giugno 2008

La leggerezza della maionese

Maionese senza colesterolo

La maionese? È una emulsione tra due fasi olio/acqua. Come la preparate? Con uova, olio d’oliva, aceto, un pizzico di sale. Semplicissimo.

-L’aceto e il succo di limone costituiscono la fase acquosa.

-La lecitina del tuorlo d’uovo ha funzione emulsionante tra le fasi Olio/Acqua.

-Agiscono come emulsionanti/stabilizzanti le proteine del tuorlo d’uovo.

Nei prodotti in vendita l’olio d’oliva è sostituito da altri oli tra cui l’olio di girasole, poi ci sono anche l’acqua e addensanti vari tra gli ingredienti. In alcuni prodotti c’è anche il sorbato come conservante.

Kraft Legeresse:acqua, olio di semi di girasole (39%), uova fresche pastorizzate con tuorlo di uova fresche pastorizzate (8%), amido modificato, aceto di vino, sale, succo di limone, zucchero, correttore di acidità (acido lattico), conservante (sorbato di potassio), aromi.

Kraft classica :o lio di semi di girasole (70%), uova fresche pastorizzate con tuorlo di uova fresche pastorizzate (9,5%), acqua, aceto di vino, succo di limone, sale, zucchero, amido modificato, aromi, correttore di acidità: acido lattico.

Si può chiamare maionese un prodotto dove l’uovo è assente come la Kraft senza colesterolo? Come si sostituiscono le proprietà della lecitine e delle proteine dell’uovo? Qui ho trovato la ricetta della “maionese vegetale industriale” dove si usano emulsionanti e stabilizzanti che contengono diversi amidi e gomme allo scopo di riprodurre consistenza e struttura il piu’ possibile simile alla maionese tradizionale. Il mercato degli emulsionanti è cresciuto moltissimo negli ultimi anni perché essi svolgono ruoli importanti nell’industria alimentare.

Poichè la maionese Kraft senza colesterolo non contiene il tuorlo d’uovo, la Unilever ha presentato ricorso allo IAP, per messaggio ingannevole. La pronuncia IAP n. 26 del 17/04/08 in merito al messaggio “tutto il piacere della maionese senza colesterolo” ne ha ordinato la cessazione.

E cosa c’è di nuovo? Dopo aver giocato con le calorie e con gli ingredienti, visto che il contenuto in grassi è una delle barriere principali al consumo della salsa, ecco la novità, è stata presentata da pochi giorni la maionese Calvé Unilever con Omega 3.

A proposito di olio di girasole, molto usato nella formula della maionese, recentemente in Grecia sono stati ritirati dei marchi di oli di girasole per il rischio di contaminazione con oli minerali. Provenienza dell’olio:Ucraina, uno dei paesi da cui importiamo la maggior parte dell’olio di girasole. L’olio e’ arrivato in Francia da dove e’ stato distribuito anche in Italia, Olanda e Spagna. Ecco la decisione della commissione europea del 23 maggio 2008 che subordina a particolari condizioni l’importazione di olio di girasole originario dell’Ucraina, o proveniente da tale paese, a causa del rischio di contaminazione da oli minerali.

Su Papille Vagabonde, sono riportati i confronti dei prezzi di alcuni tipi di maionese. Le varianti light hanno un prezzo maggiore.

Home made is better!

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20 maggio 2008

Merendineitaliane.it

Poco tempo per scrivere in questi ultimi giorni, eppure ce ne sarebbero di cose da segnalare, per esempio il nuovo sito sulle Merendine italiane difese dall’associazione di categoria che raggruppa le industrie dolciarie italiane, l’AIDI. Leggiamo infatti: Gli ingredienti usati dall’industria per preparare le merendine sono gli stessi di un dolce fatto in casa o dal fornaio: farina, zucchero, uova, lievito, burro o margarina vegetale (rigorosamente non idrogenata), marmellata, cacao, latte ecc. a seconda della ricetta. L’unica differenza è che mentre il dolce artigianale o casalingo ha una riuscita variabile, quello industriale possiede caratteristiche organolettiche e nutrizionali costanti che il consumatore deve poter ritrovare ogni volta che lo acquista.

I contenuti del sito internet sono in gran parte tratti da una pubblicazione di due anni fa, il “Dossier merendine: oltre il pregiudizio”, curato dalla FOSAN in collaborazione appunto con l’AIDI, ne avevo parlato qui. Attorno vi troviamo cenni storici sulle merendine, giochini e indicazioni su come leggere le etichette.

Sul sito dell’AIDI tra le news leggiamo che le merendine italiane non contengono coloranti e conservanti. E’ vero, nella maggior parte non se ne trovano, ma basta cercare, c’è sempre qualche eccezione.

Se vi interessa ecco il “Dossier merendine: oltre il pregiudizio”,

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