Dye diet. Eat food not additives

Non ne condivido i toni a tratti allarmanti, ma mi incuriosisce il blog Dye diet curato da Nick, un passato trascorso tra le aule universitarie come docente in Chimica Organica e vari incarichi in diverse multinazionali. Il suo blog Dye diet con lo slogan “Eat food not additives” è una vetrina che ci mostra vari esemplari di junk food e mi consola che non siano così numerosi sui nostri scaffali prodotti simili a quelli descritti da Nick.

Il suo ragionamento è stato questo. Gli alimenti forniscono energia e fattori nutrizionali (proteine, grassi, carboidrati).

In molti prodotti troviamo additivi vari, particolare attenzione è riservata ai coloranti e conservanti.

Vista la sua esperienza si è dotato di uno spettrofotometro per valutare i livelli di coloranti nei vari prodotti che intercetta. Eccolo:

dyediet

Allestita una curva di calibrazione usando delle soluzioni standard di coloranti, ad esempio del Red 40, Nick riesce a quantificare (alla lunghezza d’onda di 500 nm) la concentrazione del colorante alimentare nelle bevande che incontra. Ad esempio queste:

L’obiettivo è calcolare, dei vari prodotti analizzati, il DyeDiet Nutrition Factor (DDNF) come descritto qui. Ed ecco l’aereogramma con cui presenta le sue elaborazioni quantitative riferite alla qualità del prodotto sotto esame. In questo caso il 7Up-Cerry-Antioxidant di cui avevo scritto tempo fa.


E come Eritorbato (E316) di sodio

Nella lista di ingredienti di un piatto pronto ho trovato l’eritorbato di sodio (E316). Di cosa si tratta? L’eritorbato di sodio è un sale dell’acido eritorbico (E 315) ed è usato come antiossidante.

E-R-I-T-O-R-B-A-T-O? da un punto di vista chimico e’ un isomero dell’acido L-ascorbico che di certo avrete notato piu’ frequentemente tra gli ingredienti di insaccati e wurstel. L’acido ascorbico è anche noto come vitamina C. L’eritorbato al contrario non ha attività vitaminica, ma ne svolge le stesse funzioni tecnologiche come additivo, a prezzi piu’ bassi.

Come l’ascorbato, anche l’eritorbato ha un ruolo tecnologico. Infatti favorisce la formazione di nitrosilmioglobina accelerando la reazione tra i nitriti presenti nella matrice carnea e la mioglobina. La nitrosilmioglobina conferisce una colorazione rossa alle carni molto attraente per il consumatore.

Come si ottiene l’eritorbato? Può essere ottenuto per sintesi o per fermentazione microbica a partire dal glucosio.

Il livello massimo di eritorbato nei prodotti a base di carne? è di circa 500 mg/kg.

Il maggior produttore mondiale? Credo sia la Cina che detiene il monopolio anche della produzione di acido ascorbico.


Da quando al centro Tumori di Aviano si occupano della classificazione degli additivi alimentari

Un lettore mi chiede di confermare i contenuti della tabella. Veramente questa tabella l’ho già vista parecchi anni fa, errori compresi. L’E330 non corrisponde al glutammato di sodio, si tratta dell’acido citrico e non è tossico alle dosi usate negli alimenti. Come può accadere che chi diffonde queste mail non faccia una verifica?

L’appello che evidentemente ha ripreso a circolare come confermato qui inizia con un elenco di sigle di additivi che sarebbe stato “distribuito dal centro anti-tumori di Aviano (Pordenone)“.
Leggo che la prima versione della lista risale addirittura al 1976 e veniva diffusa via fax. L’EFSA non esisteva ancora. Mentre continuva a circolare la lista senza che nessuno correggesse, ci sono state diverse revisioni sugli additivi. Nel 2007 per esempio è stata ultimata una prima valutazione sulla relazione tra alcuni coloranti alimentari e iperattività nei bambini. Sappiamo che a seguito della revisione si è introdotta l’obbligatorietà della dicitura “può influire negativamente sull’attenzione dei bambini per i prodotti contenenti i coloranti azoici. L’EFSA in questi ultimi anni ha anche abbassato la DGA per il colorante amaranto (E123).

Di additivi abbiamo parlato in tante occasioni, per capire le funzioni che svolgono e chiederci se sono davvero indispensabili, se la loro presenza è fuorviante e serve a mascherare qualità non eccelse delle materie prime impiegate. Se vogliamo documentarci seriamente sugli additivi, sui livelli d’uso, su quali prodotti è ammesso l’impiego, come auspicato anche qui in tante occasioni, vi suggerisco un riferimento ufficiale recentissimo. Si tratta dell’elenco pubblicato da pochi giorni nella Gazzetta Ufficiale: il REGOLAMENTO (UE) N. 1129/2011 dell’11 novembre 2011 che istituisce l’elenco di additivi alimentari diffusi nell’UE. Il regolamento contiene vari allegati in cui troverete

— la denominazione degli additivi alimentari ammessi in UE e il numero E corrispondente,
— gli alimenti ai quali possono essere aggiunti,
— le condizioni del loro impiego,
— le restrizioni alla vendita diretta al consumatore finale.

Volete saperne di piu’ sugli additivi alimentari? ecco l’elenco (regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio) relativo agli additivi alimentari autorizzati negli additivi alimentari, negli enzimi alimentari, negli aromi alimentari e nei nutrienti.

buona lettura!

E non dimenticate l’alfabeto di Trashfood, con gli ingredienti trattati nei vari posts.

alfabeto additivi

fonti:

- REGOLAMENTO (UE) N. 1129/2011 dell’11 novembre 2011 sugli additivi alimentari

- Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli additivi alimentari autorizzati negli additivi alimentari, negli enzimi alimentari, negli aromi alimentari e nei nutrienti.


Cosa c’è dentro un Ham & Cheese Hot Pocket?

Un modo originale ed efficace di mostrare l’elenco degli ingredienti alimentari e far riflettere sulle nostre scelte alimentari? eccola! il poster del designer Justin Perricone che illustra l’elenco degli ingredienti di un Ham & Cheese Hot Pocket. Sul sito web di Hotpocket trovate anche gli altri.

Parlavamo qualche settimana fa di prodotti ottenuti dalla sommatoria di decine di ingredienti e additivi.
Al cinquantesimo ingrediente del poster mi sono fermata. :)

Ecco l’Ham & Cheese Hot Pocket, l’avreste mai detto?

Via


La frase del giorno.Quale prodotto contiene cinquanta componenti diversi?

A prosposito di etichette e scelte alimentari, il Dr. Andrea Ghiselli dell’INRAN ieri in una intervista apparsa su Il corriere.it, ha affermato: «Bollare i cibi come vietati peraltro è sempre un errore: tutto può rientrare, nella giusta misura, in un’alimentazione sana perciò sarebbe meglio sforzarsi di leggere le informazioni nutrizionali così come sono, o magari dare un’occhiata alla lista degli ingredienti: quando un prodotto contiene cinquanta componenti diversi è abbastanza “pasticciato” da consigliare di lasciarlo sullo scaffale».

Cinquanta componenti come ingredienti? A quali prodotti si sarà riferito? io ne ho trovato uno ma non mi sembra sia in vendita in Italia.

Guardate cosa c’è dentro il Nutrigrain della Kellog’s.:)


Biscotti e coloranti azoici

Cosa è successo ai biscotti dall’azienda La Rustichelli?

Se prima comparivano in etichetta:

Ingredienti:
Farina di grano tenero tipo “0” -zucchero- margarina vegetale (Grassi e oli vegetali-Emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi,lecitina- Sale- Conservante:Acido sorbico- Aromi- Correttore di acidità:Acido citrico-Colorante:betacarotene)- semi naturali di anice- Carbonato acido d’ammonio- Coloranti: E102,E110,E122,E124,E131,E151,E514

Ora troviamo:

Ingredienti: Farina di grano tenero tipo “0” – zucchero- margarina vegetale (grassi e oli vegetali, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi,lecitina -Sale-Conservante:Acido sorbico, Aromi, Correttore di acidità: acido citrico- Colorante: beta carotene) -Semi naturali di anice- Cacao- Carbonato acido d’ammonio, E503ii – Aromi- Colorante naturale:betacarotene -Aromi naturali

Eccoli a confronto nelle due versioni, Prima e dopo il remake.

Cosa è cambiato? Sono scomparsi i coloranti azoici.

Biscotti e colorantiBiscotti e coloranti

Si cominciano quindi a vedere le conseguenze della presa di posizione della comunità europea contro i coloranti azoici.

Come detto in precedenza a partire dal 20 luglio 2010 gli alimenti contenenti i ccoloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, dovrebbero recare, accanto alla denominazione (E), anche la scritta “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come riportato nell’allegato V del regolamento europeo 1333/2008.

Avevo già intercettato l’esempio della cedrata Tassoni che senza troppo clamore ha sostituito la tartrazina con estratto di cartamo, e voi avete altri da segnalarne?


absolutely positively…trashfood

indovinello dell’estate (irrompo all’improvviso, ma non ho saputo resistere):

Rice Flour (Arborio and Whole Grain Brown Rice Flour), Vegetable Oil (Sunflower, Safflower and / or Canola Oil), Whole Grain Corn Flour, Marinara Snack Seasoning Blend (Dehydrated Vegetables (Tomato, Onion, Green Bell Pepper, Garlic, Black Bean), Salt, Spices, Sugar, Vinegar Powder (Maltodextrin, White Distilled Vinegar), Torula Yeast, Maltodextrin, Yeast Extract, Lemon Juice Powder (Corn Syrup, Lemon Juice, Lemon Oil), Citric Acid, Parsley, Extractives of Paprika, Spice Extractives), Pinto Beans, Acacia Gum, Flax Seeds, Sesame Seeds, Sugar.

di che si tratta?

saluti a tutti.

 


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