Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Educazione e informazione alimentare'

18 Giugno 2008

Fit o… fat?

E’ difficile determinare come e perche’ il grasso e l’essere grasso abbia assunto una connotazione cosi’ negativa nella societa’ moderna. Nel suo Fat History, Peter N. Stearns afferma che un cambio in questo senso inizio’ alla fine dell’800. Prima di allora perfino Shakespeare aveva avuto parole di rispetto :

Let me have men about me that are fat;
 Sleek-headed men and such as sleep o’ nights:
Yond Cassius has a lean and hungry look; 
He thinks too much: such men are dangerous.” (Julius Caesar, I, ii).

Potremmo affermare che il cambio nella percezione del grasso (come macronutriente) e dell’essere non magri sia associato ad un ritorno verso dei modelli religioso cristiani che associavano appunto la magrezza con la virtu’. E quindi l’idea che il mangiare grasso facesse ingrassare e che l’essere grasso fosse un peccato morale si diffuse velocemente.

Potremmo anche continuare dicendo che la prima ‘condanna’ pubblica dei grassi puo’ datarsi agli inizi del 1950, in seguito alla pubblicazione di un numero di ricerche che collegavano la dieta bilanciata alla buona salute e la longevita’. Su Eat Well and Stay Well, pubblicato in US nel 1959, i dottori Ancel e Margaret Keys spiegarono i beneficii dei cibi tipici dei paesi mediterranei. Tale dieta, particolarmente ricca di prodotti della terra freschi e di stagione, era ricca di carboidrati ma povera di proteine e grassi. Da allora il messaggio che ci ha accompagnato dagli anni 80 in poi e’ stato proprio quello di ridurre i grassi proprio per poter prevenire le malattie cardiovascolari e i tumori. Eppure contrariamente alle raccomandazioni, oggi la stragrande maggioranza delle popolazioni dei paesi industrializzati prende 37-42% della loro energia dal grasso anziche’ solo 30-35%.

La connotazione negativa del grasso viene costantemente reiterata dai media, dall’industria dello spettacolo e da quella della moda. Il corpo magro e talvolta pure emaciato e’ l’ideale tipo di bellezza per uomini e donne. Come dicevo nel precedente post, il recente caso della Nintendo e del suo gioco WiiFit ha riportato a galla un dilemma che fa discutere tanti: cosa intendiamo con ‘grasso’ e come si determina il sovrappeso, come facciamo a capire quando e’ il momento di fermarci e fare scelte piu’ consapevoli. Il gioco utilizza un pannello/bilancia elettronico che controlla il peso del giocatore e usa BMI (Body Mass Index) per indicare il livello di… obesita’. usando parole come ’sottopeso’ e ‘grasso’. Quale e’ il problema, dunque? il problema e’ che il gioco ha come target i bambini, e quando un bambino di 10 anni si vede indicato come ‘grasso’ (pur non essendolo, visto che il BMI dei bambini e’ variabile), questo puo’ avere effetti tutt’altro che educativi.

Argomento pieno di spunti, dunque - che sara’ oggetto di tesi, la mia ;-)

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16 Giugno 2008

Frutta snack reloaded-2

studentfutter

Ricorderete il post sul progetto Frutta Snack presentato qualche mese fa. Tra i commenti, è arrivato quello di Salvatore Facondini, uno degli imprenditori che rifornisce i distributori di snack con frutta secca o disidratata. L’ho invitato a raccontarci la sua esperienza.

Oggi Salvatore ci parla della sua esperienza personale, ci racconta della società della sua famiglia e di “Bon Fruit“, uno dei prodotti inseriti nei distributori automatici che aderiscono al progetto. Molto probabilmente se non avesse avuto l’opportunità di Frutta Snack, Salvatore avrebbe cessato la sua attività, ma questa nuova prospettiva gli ha dato il coraggio per continuare. La storia di Salvaltore è quella di un imprenditore che non si è voluto piegare alle difficoltà degli ultimi anni davanti alla aggressività dei centri commerciali e alle loro condizioni di vendita. Nata nel 1955, l’azienda Valisi per molti anni, ha confezionato frutta secca “classica” per poterla rivendere con margini dignitosi nel mercato locale. Dall’avvento della grande distribuzione le cose sono molto cambiate, i “mostri” del commercio -come li definisce Salvatore- hanno cannibalizzato il mercato e messo in concorrenza fra loro i produttori per migliorare i propri margini.

La storia di Bon Fruit inizia così: Per caso un giorno Salvatore visita un gestore locale di distributori automatici per presentargli i propri prodotti snack come arachidi, pistacchi, ecc.. Viene a sapere di Frutta Snack e del progetto dell’Osservatorio agroalimentare di Cesena volto a portare alle scuole cibi alternativi alle merendine conservate convenzionali. Si mette a studiare se può proporre un proprio prodotto per questo nuovo canale di vendita. Salvatore è partito esaminando altre iniziative di altri stati europei che come l’Italia sono impegnati nella ricerca di alternative agli snacks dolci e salati da proporre agli studenti. La sua attenzione cade su “Studentenfutter“, frutta secca a guscio ed uvetta. Dopo vari tentativi, e studiando altre combinazioni, ha ideato Bonfruit. Una tra le difficoltà più grandi è stato trovare frutta disidratata priva di anidride solforosa. Salvatore voleva questo prodotto e alla fine c’è riuscito.

Per quanto riguarda invece il rischio aflatossine, problema con cui si devono confrontare tutti quelli che producono e/o distribuiscono la frutta a guscio, Salvatore garantisce il consumatore in due modi: il primo è che ha scelto origini più sicure della frutta secca, si privilegia, quando possibile, la frutta di origine italiana (il prodotto viene stoccato in guscio e sgusciato solo quando è ordinato), il secondo è che nella miscela, solo una parte di prodotto è frutta a guscio e quindi piu’ sensibile a contaminazione. Le mandorle arrivano dalla Puglia, se manca la disponibilità, dalla California. Le nocciole provengono dalla Campania, in alternativa dal Lazio.

Ora il prodotto c’è, Salvatore è soddisfatto. Gli studenti gradiscono. Salvatore vorrebbe trovare nuovi sbocchi commerciali. Purtroppo non è facile investire in campagne promozionali. Salvatore ha puntato sul pay per click di Google che gli porta visibilità sebbene poi non si trovi il prodotto nel supermercato che chiede cifre troppo elevate (sui 5.000 € per inserimento del prodotto…nel punto vendita). Quello che si diceva prima, l’aggressività e le condizioni contrattuali della GDO e degli ipermercati.

Riusciamo a convincere Salvatore ad aprirsi un blog per parlare dei suoi prodotti e della selezione che viene attuata?

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9 Giugno 2008

L’altra settimana su Trashfood

-La-FAO-tra-obesità-e-denutrizione Si è concluso a Roma il vertice FAO. Tutti concordano che è stato un fallimento. Rivalità tra stati, politica, interessi diversi, boicottaggio da prte di alcuni, hanno portato ad un vertice dai risultati inconcludenti. La FAO, sulla carta è un organismo dell’ONU che dovrebbe combattere la fame nel mondo. Purtroppo i risultati dal 1945, anno della sua istituzione non sono affatto incoraggianti.

-Guadagagnare salute, il programma ministeriale muove i suoi passi tra i vari comuni e regioni e italiane. Nella tappa marchigiana, si parla di rete, di importanza di coinvolgere piu’ protagonisti pubblici e privati (Università, centri di ricerca, Media, Aziende Sanitarie, Aziende alimentari ecc…) che nel territorio possono essere importanti ed esercitare ruoli diversi nella promozione della salute. Passi è uno dei progetti avviato dal 2005 sul territorio nazionale. Piccoli passi, a mia opinione, almeno a giudicare dagli scarni risultati conseguiti fino ad oggi.

-A casa mia maionese significa uova, olio d’oliva, succo di limone e aceto. Unilever e Kraft, i due big della produzione di maionese non la pensano come me. La leggerezza della maionese, in fondo è solo una emulsione olio/acqua.

-Mi sono sempre chiesta quale fosse la composizione dei grassi vegetali della Nutella, la colazione dei campioni della nazionale. I bene informati dicono che ci sia anche olio di palma e parte la campagna di sensibilizzazione di Greenpeace.

-Viaggio tra gli sponsor delle nazionali di calcio impegnate agli europei. Ma guarda a cosa hanno pensato in Turchia, producono la Cola Turka, in diverse varianti, poteva mancare quella al Cappuccino?

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5 Giugno 2008

Guadagnare Salute, passaparola e marketing sociale

Contribuisco anch’io al passaparola e alla divulgazione del programma Guadagnare Salute, il progetto trasversale e di prevenzione che è stato approvato durante il precedente governo. Il progetto, come ricorderanno i piu’ attenti, si articola in quattro aree (pdf)

- comportamenti alimentari salutari
- lotta al tabagismo
- lotta allʼabuso di alcol
- promuovere lʼattività fisica.

Il progetto biennale in svolgimento in questi mesi, è portato avanti dal Centro di Formazione e Studi Formez con cui il Ministero della Salute ha stipulato una convenzione. Ogni anno in Italia si realizzano centinaia di progetti che riguardano la salute e che trattano temi riguardanti l’alimentazione, l’attività fisica, prevenzione dell’abuso di alcool e tabagismo. C’è una grande eterogeneità negli interventi, il progetto si prefigge, tra i suoi obiettivi, di creare un archivio nazionale e di sostenere 2 dei migliori in ogni regione. Non si parla mai però di sostegno economico. Ci sarà una commissione che valuterà le iniziative. Ieri in occasione della presentazione del progetto in Ancona, ho ascoltato le esperienze dei consulenti Formez e degli operatori di alcune aziende sanitarie della Regione Marche.

-PASSI : Un’indagine sugli stili di vita dei cittadini marchigiani
Sono serviti 56 operatori dei Dipartimenti di Prevenzione durante i mesi di maggio giugno 2005 per fare delle interviste telefoniche a 800 cittadini (18-69 anni), un campione definito rappresentativo della popolazione marchigiana che risulta essere di circa 1.027.563 abitanti (rilevamento anagrafe sanitaria del 2004)

- “ Okkio alla salute” è un programma di sorveglianza nutrizionale che prevede la realizzazione di un sistema di indagini sulle abitudini alimentari e sull’attività fisica dei bambini delle scuole primarie.

-Con l’intervento “Progetto di…vino” ho sentito parlare di nuovo del Marketing della Salute e di Marketing Sociale. Il progetto “Cantinando di vino in vino (dallo sballo al gusto del buono e del bello)” presentato dalla Zona territoriale sanitaria 2, Urbino, ASUR Marche e dalla Comunità montana di Montefeltro si è aggiudicato nel 2005 il primo premio della seconda edizione del concorso Marketing della Salute, sulle esperienze di promozione della salute pianificate utilizzando i principi del marketing sociale.

-Il Dr. Francesco Bottaccioli, Consulente Formez ha trattato il tema “Comunicare e guadagnare salute”. Il Dr. Bottaccioli ha riferito che fino alla metà degli anni ’80 il rapporto tra i cittadini e gli altri attori del sistema salute era costruito e rappresentato da movimenti e associazioni che si facevano portatori di bisogni, aspettative e, talvolta, di concezioni generali della salute e della medicina che venivano raccolti da partiti e istituzioni e tradotti in riforma degli ordinamenti. La comunicazione della salute era quindi parte integrante della più generale comunicazione sociale e politica. Negli ultimi venti anni, essa è in larga misura interna al sistema dei media che garantiscono una diffusione capillare e permanente di informazioni che orientano culturalmente e praticamente settori rilevanti della popolazione.

-Il medico di medicina generale continua ad essere un punto di riferimento importante per le scelte di salute, ma come fonte informativa principale è passato dal 71,6% del 2003 al 65,8% del 2006, fino al 48,6% del 2007

-La TV è cresciuta dal 22,8% del 2003 al 43,2% del 2006.

-Internet è passata dal 2,8% del 2003 al 13,1% del 2006 fino al 19,9% del 2007 (che diventa oltre il 34% tra i laureati)

Allego la Scheda Rilevazione Formez per tutti quelli che vogliono partecipare e presentare i propri progetti.

C’è tempo fino al 30 giugno 2008.

Ecco le 44 pagine del programma Guadagnare Salute

Poi seguiremo nei prossimi mesi il sito Formez e le esperienze che verranno sostenute.

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6 Maggio 2008

L’alimentazione mediterranea non abita più qui

ROMA (4-5-2008)— Petto di pollo invece della pasta, frittatona al posto della verdura, formaggio anziché frutta. Niente pane, poco vino e tanti saluti alla dieta mediterranea. Sembra la lista della spesa di uno squattrinato studente fuori sede. Purtroppo è l’Sos che arriva dalla trincea del supermercato, quella dove ogni giorno milioni di italiani combattono il caro euro e gli aumenti di tutto ciò che si porta in tavola. È stata la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, a fare un confronto tra il 2007 e il 2006, con l’aggravante che quest’anno la situazione potrebbe peggiorare ancora. Calano gli acquisti di tutti i prodotti simbolo della nostra cucina tradizionale. A picco il pane (-6,2 per cento), e la verdura (-4,2).In calo la pasta (-2,6 per cento) e la frutta (-2,5), ma anche la carne bovina e di maiale. Quello che si risparmia viene investito in proteine low cost. Corriere della Sera

Qualche considerazione al volo. L’alimentazione mediterranea non abita piu’ a casa degli italiani? Non sono molto convinta che si tratti solo dell’austerity come si scrive sul Corriere della Sera a commento dell’indagine della Cia di qualche mese fa.

Cambiamenti nelle abitudini e nei consumi degli italiani sono già in atto da diversi anni.

Le cifre sono da prendere con le pinze, su che campione sono stati ottenuti i dati?

Ma torniamo all’alimentazione mediterranea, definizione coniata in relazione agli studi del biochimico Ancel Keys. Se ne parla spesso, credo ci sia da fare un po’ di ordine.

-In calo il consumo di verdure e ortaggi? Però aumentano gli acquisti di ortaggi della IV gamma. E i surgelati?

-Meno frutta? Ma cosa diciamo dei succhi e delle bibite?

-Meno pane e pasta? Cosa c’è da dire dei sostituti del pane e dei piatti pronti?

-In calo la carne? Bene! nel modello della dieta mediteranea la carne bovina dovrebbe essere presente solo una volta a settimana.

-Alzi la mano chi a colazione tutte le mattine non ha dolci o biscotti a tavola insieme al caffè latte.

-Quante volte i legumi sono nel menù settimanale? Dovrebbero esserci tutti i giorni sulla base del modello di alimentazione mediterrane.

- E le bevande alcoliche?- Un bicchiere di vino durante i pasti.

P.S 1. E’ la prima volta che vedo le proteine dell’uovo definite proteine low cost.

P.S 2. Ho sentito parlare di nuovo della proposta di includere il modello della dieta mediterranea tra i patrimoni dell’Unesco.

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18 Marzo 2008

Frutta snack reloaded

frutta snack

Il progetto Frutta Snack e dei distributori che contengono frutta e derivati avanza ed è arrivato nelle Marche. Venerdì scorso sono andata alla presentazione e sono tornata a casa con l’immancabile cartellina e materiale divulgativo. Mi sono presa qualche giorno per ragionarci sopra.

Cosa ho imparato?

-Che si parla di promozione del consumo di frutta fresca ma per la precisione nei nuovi distributori ci sono anche frutta essiccata, yogurth e parmigiano reggiano con cracker.

-Si parla di promuovere le produzioni del nostro territorio, in questo caso delle Marche,la mia regione. Ci si propone di offrire la possibilità di diversificare ed incrementare il reddito delle cooperative agricole della Val d’Aso. Staremo a vedere, per ora la macedonia è preparata con frutta sia nazionale che estera.

-I prezzi? Dalle 0.50 a 1.50 euro come stabilito e come accade nelle altre regioni dove l’iniziativa ha gia alle spalle diversi mesi di sperimentazione, sembra con successo.

-Il prezzo del prodotto fresco, la macedonia, è costituito per circa un quarto dal valore della materia prima e dagli altri tre quarti dai costi dei servizi e dai margini riservati alla rete distributiva per cui, del prezzo che paga il consumatore, solo un 20-25% arriva al produttore.

macedonia

-Sembra che i gestori dei distributori automatici di merendine e bibite gassate eroghino alle scuole X mila euro per avere l’esclusiva. E con i tagli alle scuole, cosa possiamo fare?

-I gestori di distributori di merendine ostacolano in alcuni casi l’ introduzione dei distributori alternativi.

Da leggere:Frutta snack (pdf)

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22 Febbraio 2008

Piacere mela

logomela

Metti insieme i principali consorzi e associazioni di produttori di mele, l’Assomela, finanziamenti del Ministero delle Politiche Agricole ecc..e cosa esce fuori? Il sito internet Piacere di mela a cui seguiranno campagne stampa sulle testate nazionali e siti di alimentazione e salute, promozioni nelle mense, nelle palestre e sulle piazze di Milano, Roma e Napoli, con corner, degustazioni, animazioni e distribuzione di materiale informativo.

Cosa c’è da dire sui contenuti?

-Che i dati “Mele e nutrizione” contengono le solite cose ormai sentite. Neanche una tabella e neanche un link a banche dati sulla composizione della frutta.

-Che non esistono solo la Mela Golden, La Pink Lady, la Fuji,la renetta, la Red delicious e poche altre.

Qualche anno fa mi sono interessata di frutta antica nell’ambito di un progetto di valorizzazione di vecchie varietà di mele rosa coltivate nell’appennino marchigiano. E’ stata l’occasione per me di conoscere tipi di mele dimenticate, come le piemontesi Grigia di Torriana, Carla, Runsè, Dominici, Magnana, Calvilla bianca, Buras, Gamba fina. Volete leggere qualcosa in proposito? Ecco un sito sulle mele antiche coltivate al nord. E la Mela Toggia, la Mela Agostina, Mela del castagno, la Broccaia, la limoncella, la mela zitella? qui un sito sulle mele antiche coltivate nell’appennino centrale.

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