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	<title>Trashfood &#187; Fibre alimentari</title>
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	<description>Randomestrale di Incultura Alimentare</description>
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		<title>Betaglucani reloaded</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Filiere]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il tempo passa veloce, sono già passati due anni da questo post  in cui avevo ricostruito le caratteristche nutrizionali e il mercato dei beta glucani, ipotizzando il loro ingresso nel mercato degli alimenti funzionali. 
I betaglucani, inclusi tra le fibre vegetali solubili,  sono polimeri del glucosio. I legami tra le varie molecole non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2618/4301079748_fea11cb651.jpg" alt="PastaRiso Scotti " /></p>
<p>Il tempo passa veloce, sono già passati due anni da questo<a href="http://trashfood.com/2007/11/il-beta-glucano.html"> post </a> in cui avevo ricostruito le caratteristche nutrizionali e il mercato dei <strong><a href="http://trashfood.com/2007/11/il-beta-glucano.html">beta glucani</a></strong>, ipotizzando il loro ingresso nel mercato degli alimenti funzionali. </p>
<p>I betaglucani, inclusi tra le <strong>fibre vegetali solubili, </strong> sono polimeri del glucosio. I legami tra le varie molecole non sono scissi dagli enzimi intestinali ma sono demoliti dai batteri della flora batterica intestinale.</p>
<p><a href="http://trashfood.com/files/2010/01/beta-glucan_.GIF"><img src="http://trashfood.com/files/2010/01/beta-glucan_-300x136.GIF" alt="beta-glucan_" width="300" height="136" class="alignnone size-medium wp-image-2960" /></a></p>
<p><strong>I betaglucani aiutano a ridurre il colesterolo? </strong> Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia, in comune con altre fibre vegetali,  è stato ipotizzato che i betaglucani eserciterebbero una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla loro fermentazione, si formerebbero acidi organici a corta catena a cui è stato attribuito un ruolo inibitore della sintesi epatica di colesterolo. </p>
<p>Tra le aziende che li hanno scelti come ingredienti funzionali vi è la <strong>Kellogs</strong> con i cereali <strong>Optivita</strong>. Beta glucani anche in <strong>Alixir </strong>e biscotti <strong>Galbusera</strong>. Ora la <strong><a href="http://trashfood.com/files/2010/01/scotti.JPG">Pastariso Scotti</a>. </strong></p>
<p>Stamattina ho incontrato appunto la <a href="http://trashfood.com/files/2010/01/scotti-300x225.jpg">pubblicità</a> della Pastariso, un tipo di pasta con i seguenti ingredienti: <em>Farina di riso, fibra di orzo con betaglucani (7%), gemma di riso 2%, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi.</em> </p>
<p>Dall&#8217;etichetta nutrizionale risulta che in 100 g di pasta sono contenuti  1,7 g di betaglucani.</p>
<p>Leggo che:<br />
<strong>75 g di PastaRiso permettono di coprire il 25% della quantità giornaliera di betaglucani.</strong> </p>
<p>Ma da quando è stato stabilito il fabbisogno giornaliero in betaglucani?</p>
<p>Ora sto cercando in che quantità i betaglucani esercitano il loro effetto ipocolesterolemizzante.</p>
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		<title>L&#8217;altra settimana su Trashfood</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/04/laltra-settimana-su-trashfood-3.html</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 15:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Additivi]]></category>
		<category><![CDATA[Aromi]]></category>
		<category><![CDATA[Coloranti]]></category>
		<category><![CDATA[Conservanti]]></category>
		<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[- Cherry 7Up antioxidant  La 7Up e la mania degli antiossidanti per contrastare i radicali liberi responsabili dell&#8217;invecchiamento. E arriva il remake della Cherry 7Up.  
-Funghi in giardinoTranquilli, sono piopparoli. 
-Texican whopper. A chi?  Burger King e le sue disavventure diplomatiche.
-Quelli che la cucina molecolare reloaded.html  Ebbene sì, anche i grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- <a href="http://trashfood.com/2009/04/cherry-7up-antioxidant.html ">Cherry 7Up antioxidant </a> La 7Up e la mania degli antiossidanti per contrastare i radicali liberi responsabili dell&#8217;invecchiamento. E arriva il remake della Cherry 7Up.  </p>
<p>-<a href="http://trashfood.com/2009/04/filiera-corta.html ">Funghi in giardino</a>Tranquilli, sono piopparoli. </p>
<p>-<a href="http://trashfood.com/2009/04/texican-whopper-a-chi.html">Texican whopper. A chi? </a> Burger King e le sue disavventure diplomatiche.</p>
<p>-<a href="http://trashfood.com/2009/04/quelli-che-la-cucina-molecolare-reloaded.html">Quelli che la cucina molecolare reloaded.html </a> Ebbene sì, anche i grandi chef usano gli additivi in cucina.</p>
<p>- <a href="http://trashfood.com/2009/04/do-you-giuis.html">Do you Giuis?</a>. La bibita Gius fa il suo ingresso nel sito di Flickr dedicato al Rosso Allura.</p>
<p>-<a href="//trashfood.com/2009/04/il-colmo-per-la-metilcellulosa.html"> Il colmo per la metilcellulosa.</a> Tutta la vicenda di &#8220;Striscia la notizia&#8221; e le sue interviste strampalate, ha un merito. Adesso tutti sapete cos&#8217;è la metilcellulosa.</p>
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		<title>Il colmo per la metilcellulosa</title>
		<link>http://trashfood.com/2009/04/il-colmo-per-la-metilcellulosa.html</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 13:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Additivi]]></category>
		<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Io lo leggerei]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le strampalate interviste di Striscia la notizia, la metilcellulosa è arrivata all&#8217;attenzione dei telespettatori. Chissà quante volte hanno acquistato senza pensarci troppo, gelati, dessert e altri prodotti che contengono questo addensante o altri derivati della cellulosa come la carbossimetilcellulosa (CMC) come questo esempio:

C&#8217;è chi guarda la metilcellulosa con sospetto perchè si usa nella cucina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le strampalate interviste di <a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/videogallery/videogallery_max_laudadio.shtmlhttp://">Striscia la notizia</a>, la <strong>metilcellulosa</strong> è arrivata all&#8217;attenzione dei telespettatori. Chissà quante volte hanno acquistato senza pensarci troppo, gelati, dessert e altri prodotti che contengono questo addensante o altri derivati della cellulosa come la carbossimetilcellulosa (CMC) come questo esempio:</p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2009/04/gelato1.jpg' title='Gelato e addensanti'><img src='http://trashfood.com/files/2009/04/gelato1.jpg' alt='Gelato e addensanti' /></a></p>
<p>C&#8217;è chi guarda la <strong>metilcellulosa </strong>con sospetto perchè si usa nella <strong><a href="http://trashfood.com/2009/04/quelli-che-la-cucina-molecolare-reloaded.html">cucina molecolare</a></strong>. Dove trovate la metilcellulosa? E&#8217; un additivo con funzione addensante e ho trovato un elenco del <a href="http://www.codexalimentarius.net/gsfaonline/additives/details.html?id=83">Codex Alimentarius</a> che ci informa su tutti i tipi di prodotti in cui può essere impiegata in percentuali diversi (circa 0.5%). Inoltre la metilcellulosa è il principio attivo di un <strong>lassativo</strong> (Citrucell) e di un <strong>prodotto dimagrante </strong>(Celevac).</p>
<p>Stamattina mentre stavo ragionando sulle sue caratteristiche strutturali mi sono detta che sarebbe potuta rientrare senza troppi problemi nella famiglia delle <strong>&#8220;dietary fiber&#8221;</strong>. Che cosa penso di questa nuova definizione delle <a href="http://trashfood.com/2006/08/questione_di_fibre.html">fibre</a> l&#8217;ho già detto, per me è fuorviante. Una alimentazione ricca di fibre significa privilegiare piatti con legumi, ortaggi, frutta e non prodotti a cui sono aggiunti intenzionalmente carboidrati non digeribili anche di sintesi. Vogliamo usare gli idrocolloidi come addensanti? OK,  riabilitarli a ruolo di fibre, mi sembra troppo. </p>
<p>Un giro veloce e ho conferma delle mie intuizioni. Nel documento &#8220;<strong>Statement of the Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies on a request from the Commission related to dietary fibre&#8221;</strong> trovo un elenco esaustivo delle molecole che sulla base della nuova definizione, rientrano tra le fibre. Lo lascio in inglese, poi appena ho un pò di tempo, lo traduco.</p>
<p><strong><a href="http://www.icc.or.at/news/EFSA_Panel_Statement_on_Dietary_Fibre.pdf">Definitions of dietary fibre in dietary recommendations of fibre intake</a></strong><br />
Carbohydrates, compounds analogous to carbohydrates, and lignin and related substances that are not digested or absorbed in the human small intestine. These include:</p>
<p>• Polysaccharides other than starch, and non-digestible oligosaccharides: e.g. cellulose, hemicelluloses such as arabinoxylans, arabinogalactans and xyloglucans, pectin, fructans and some oligosaccharides (inulin, fructooligosaccharides, oligofructose), galacto-oligosaccharides and xylooligosaccharides, gums and mucilages (for some population groups: lactose)</p>
<p>• Compounds analogous to carbohydrates: indigestible dextrins (mainly from potatoes and maize), synthetic carbohydrates and their derivatives, polydextrose, <strong>methylcellulose</strong>, <strong>hydroxypropyl methylcellulose</strong>, etc. indigestible starch.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Conclusione? un prodotto contenente la Metilcellulosa come addensante, potrebbe sulla base della nuova definizione, essere etichettato con la dicitura &#8220;<strong>Con fibre</strong>&#8221; proprio perchè c&#8217;è il derivato della cellulosa come ingrediente. Non ho trovato conferme ma ho letto che negli USA uno yogurth della Dannon la contiene per aumentare appunto il livello di fibre.</p>
<p>Da leggere:</p>
<p>-<a href="http://www.icc.or.at/news/EFSA_Panel_Statement_on_Dietary_Fibre.pdf">Definitions of dietary fibre in dietary recommendations of fibre intake</a></p>
<p>-<a href="http://www.fitsugar.com/2703811">Methycellulose</a></p>
<p>-<a href="http://trashfood.com/2006/08/questione_di_fibre.html">Questione di fibre</a></p>
<p>- <a href="http://nutrimenti.simplicissimus.it/2009/04/26/i-derivati-della-cellulosa/">La cellulosa e i suoi derivati.</a></p>
<p>Tag: <a href="http://www.technorati.com/tag/Metilcellosa" rel="tag">Metilcellosa</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Fibre" rel="tag">Fibre</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Dietary+fiber" rel="tag">Dietary fiber</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Striscia+la+notizia" rel="tag">Striscia la notizia</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Addensanti" rel="tag">Addensanti</a></p>
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		<title>E 1200, il polidestrosio</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/12/e-1200-il-polidestrosio.html</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 12:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella etichetta di alcuni biscotti, ho trovato indicato il polidestrosio come fibra alimentare. 
Di cosa si tratta? Il polidestrosio ha una storia alle spalle come additivo alimentare (E1200): stabilizzante, addensante, umettante in numerosi prodotti dell&#8217;industria dolciaria. 
Da alcuni anni il polidestrosio ha ottenuto il riconoscimento come fibra alimentare ai fini della dichiarazione in etichetta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella etichetta di alcuni biscotti, ho trovato indicato il <strong>polidestrosio</strong> come <strong>fibra alimentare</strong>. </p>
<p>Di cosa si tratta? Il polidestrosio ha una storia alle spalle come additivo alimentare (E1200): stabilizzante, addensante, umettante in numerosi prodotti dell&#8217;industria dolciaria. </p>
<p>Da alcuni anni il polidestrosio ha ottenuto il riconoscimento come fibra alimentare ai fini della dichiarazione in etichetta di prodotti alimentari.</p>
<p>Ha un apporto calorico di circa 1 Kcal/g ed è costituito da <a href="http://www.tailijie.com.cn/english/pro-img/p-01.gif">polimeri</a> di glucosio legati con molecole di sorbitolo e con residui di acido citrico o acido fosforico. I polimeri si ottengono per condensazione degli ingredienti. Il legame 1,6-glucosidico è il legame principale.</p>
<p>Per tutti i <a href="http://www.nutraingredients.com/Industry/Danisco-polydextrose-new-soluble-fibre-source">produttori </a> di polidestrosio quindi il riconoscimento come fibra alimentare è stata una vera fortuna, da additivo a fibra alimentare con un mercato tutto nuovo su cui attecchire. Due i principali protagonist nel mercato globale del polidestrosio: la Danisco  con <em>Litesse</em> e la Tate &amp; Lyle&#8217;s con <em>Sta-Lite</em>.</p>
<p>Tag: <a href="http://www.technorati.com/tag/E1200" rel="tag">E1200</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Polidestrosio" rel="tag">Polidestrosio</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Danisco" rel="tag">Danisco</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Tate+&amp;Lyle's+" rel="tag">Tate &amp;Lyle&#8217;s </a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Litesse" rel="tag">Litesse</a></p>
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		<title>Bone Bone</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/09/bone-bone.html</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 20:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Not Only Food]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nome richiama al tessuto osseo, è il progetto di “Bone Bone”, una merendina da banco frigo che sarà composta da due fette di pan di Spagna farcite da una crema di yogurt arricchita in calcio, probiotici e sostanze come l’inulina per migliorare l’assorbimento del minerale. Ideata da un gruppo di studenti dell&#8217;Università Federico II [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il nome richiama al tessuto osseo, è il progetto di “Bone Bone”, una merendina da banco frigo che sarà composta da due fette di pan di Spagna farcite da una crema di yogurt arricchita in calcio, probiotici e sostanze come l’inulina per migliorare l’assorbimento del minerale. Ideata da un gruppo di studenti dell&#8217;Università Federico II di Napoli, “Bone Bone” ha vinto l&#8217;edizione italiana di &#8220;<a href="http://www.federalimentare.it/Documenti/Cibus2008/ComunicatoTROPHELIA.pdf">Trophelia 2008</a>&#8221; e quindi si è aggiudicata l&#8217;opportunità di rappresentare  l’Italia in “<a href="http://www.trophelia.fr/1-16340-anglais.php">TROPHELIA EUROPE</a> 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione). </p>
<p align="justify">Ad attenderli una giuria che sarà composta da 13 rappresentanti delle principali aziende industriali alimentari tra cui Danone, Nestlè, Unilever e da alcune PMI. Il compito della commissione sarà verificare la fattibilità, qualità della ricetta e della confezione, la correttezza dell’etichetta e dell’informazione, il profilo di responsabilità sociale ed ambientale contenuto nel prodotto presentato.<br />
I ragazzi di Napoli dovranno competere con i progetti  vincitori delle competizioni nazionali degli altri 12 paesi. Cosa avranno ideato i ragzzi provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna e Ungheria? </p>
<p><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/universita/articoli/2008/09_Settembre/15/bone_bone.shtml">Via</a></p>
<p>Tag: <a href="http://www.technorati.com/tag/Bone+Bone" rel="tag">Bone Bone</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/SIAL" rel="tag">SIAL</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Trophelia" rel="tag">Trophelia</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/inulina" rel="tag">inulina</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/merendine" rel="tag">merendine</a></p>
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		<title>Le destrine di Nutri(ose)</title>
		<link>http://trashfood.com/2008/08/le-destrine-di-nutriose.html</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 20:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali prodotti derivano dal mais? farina, amido, olio. Sono i primi che ci vengono in mente. Poi ci sono etanolo, destrosio, lecitina, sciroppo di glucosio e fruttosio. E anche le destrine si ricavano dal mais. Si tratta di composti che sulla base della nuova nomeclatura, sono considerati &#8220;fibre alimentari con effetto prebiotico&#8221;
Diverse aziende si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Quali prodotti derivano dal mais? farina, amido, olio. Sono i primi che ci vengono in mente. Poi ci sono etanolo, destrosio, lecitina, sciroppo di glucosio e fruttosio. E anche le destrine si ricavano dal mais. Si tratta di composti che sulla base della nuova nomeclatura, sono considerati &#8220;<a href="http://trashfood.com/2006/08/questione_di_fibre.html">fibre alimentari</a> con effetto prebiotico&#8221;</p>
<p>Diverse aziende si sono specializzate nella produzione di prebiotici e di destrine da aggiungere a snacks, yogurth, bibite o altre applicazioni.<br />
Le fibre prebiotiche di Actilight® per esempio, sono usate in <a href="http://trashfood.com/2008/05/fibresse.html">Fibresse</a>. </p>
<p>Destrine le troviamo in <a href="http://papillevagabonde.blogspot.com/2008/05/spellegrino-lancia-fitness-bevanda.html ">Fitness</a> della San Pellegrino e in <a href="http://trashfood.com/2008/02/alixir-regularis%e2%84%a2.html">Alixir</a>. </p>
<p>Nei nuovi <a href="http://www.pubblicitaitalia.it/news.asp?id_news=50731">Prebiotic Drink </a>della San Benedetto che ho avvistato nei distributori automatici sul piazzale della stazione troviamo le fibre solubili <a href="http://www.nutriose.com/">Nutriose®.</a> Sono destrine, fibre &#8220;solubili&#8221; che l&#8217;azienda francese Rochette ricava dal grano o dal mais.</p>
<p align="justify">Si allunga quindi l&#8217;elenco di prodotti &#8220;funzionali&#8221; pensati  per &#8220;<em>nutrire e stimolare la crescita di batteri buoni naturalmente presenti nell’intestino&#8221;. </em> </p>
<p align="justify">Ecco la <a href="http://farm4.static.flickr.com/3245/2724289035_f6337b9a5a.jpg?v=0">pubblicità del prebiotic drink</a> <em>Batik break</em> della San Benedetto che contiene il 12% di frutta, crema di latte e vari altri ingredienti. Non l&#8217;ho ancora trovato sul <a href="http://www.sanbenedetto.it/prodotti.php?prodotti=BNG">sito </a>dell&#8217;azienda. </p>
<p>Ma i prebiotici e i prodotti per il benessere intestinale si rivolgono solo al pubblico femminile? a giudicare dalle pubblicità di altri prodotti come questo <a href="http://shopntellu.wordpress.com/2007/06/29/activia-italy-oh-my/">(1,</a> <a href="http://www.jellev.nl/activia.jpg">2) </a> o <a href="http://trashfood.com/2008/05/fibresse.html">questo</a>, sembrerebbe di sì.</p>
<p>Tags: <a href="http://www.technorati.com/tag/Prebiotic" rel="tag">Prebiotic</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/San+Benedetto" rel="tag">San Benedetto</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/fibre+vegetali" rel="tag">fibre vegetali</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/drink" rel="tag">drink</a> <a href="http://www.technorati.com/tag/alimenti+funzionali" rel="tag">alimenti funzionali</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FibreSSe</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se la Barilla propone Alixir regularis®  anche la Parmalat risponde con nuovi alimenti &#8220;funzionali&#8221; per contribuire a regolarizzare la &#8220;naturale&#8221; attività intestinale: ho trovato lo yogurt e il latte Fibresse che contengono  il principio attivo Regoplus®.
Regoplus®?  È una combinazione di fibre naturali, vitamina E e biotina- si legge sul sito dell&#8217;azienda. 
Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2108/2404413101_058065c677_m.jpg" alt="Fibresse" /></p>
<p align="justify">Se la Barilla propone <a href="http://trashfood.com/2008/02/alixir-regularis%E2%84%A2.html">Alixir regularis®</a>  anche la <a href="http://www.parmalat.it/prodotti/fibresse/index.htm">Parmalat</a> risponde con nuovi alimenti &#8220;funzionali&#8221; per contribuire a regolarizzare la &#8220;naturale&#8221; attività intestinale: ho trovato lo yogurt e il latte <a href="http://www.flickr.com/photos/trashfood/2404413095/">Fibresse</a> che contengono  il principio attivo Regoplus®.</p>
<p>Regoplus®?  <em>È una combinazione di fibre naturali, vitamina E e biotina</em>- si legge sul sito dell&#8217;azienda. </p>
<p align="justify">Di quali fibre naturali si tratta? Ormai la risposta la conosciamo, dall&#8217;etichetta leggiamo che Regoplus contiene frutto-oligosaccaridi (FOS). </p>
<p>Come ho già<a href="//trashfood.com/2006/08/questione_di_fibre.html"> scritto</a>, la nomenclatura delle fibre alimentari è cambiata da alcuni anni. Ripropongo  l&#8217;evoluzione del termine &#8220;fibre&#8221; negli ultimi decenni. Con questo termine, non si indicano solamente i componenti di natura polisaccaridica presenti nei vegetali, ma anche carboidrati “<em>non digeribili</em>” e la lignina. La definizione “<em>non digeribile</em>” include ora molte sostanze che in passato non erano considerate fibre, ne sono esempi l’amido resistente (<em>resistant starch,</em>)<a href="http://trashfood.com/2006/09/inulinadolcificante_o_prebioti.html">inulina</a> e oligosaccaridi che non vengono digeriti dagli enzimi intestinali. </p>
<p>_____________________________________________________________________________</p>
<p><strong>Evoluzione del concetto di fibra alimentare </strong></p>
<p>Anni 70 &#8211; Materiale della parete secondaria delle cellule vegetali</p>
<p>Anni 80 &#8211; Polisaccaridi non amidacei (cellulosa, emicellulose, pectine, gomme, mucillagini)</p>
<p>Anni 90 &#8211; Oligosaccaridi e amino-zuccheri non digeribili naturalmente presenti negli  alimenti. Oligosaccaridi di sintesi chimica. Frazioni di amido resistenti alla digestione ( <em>resistant starch</em>) </p>
<p>___________________________________________________________________</p>
<p align="justify">Tra i nuovi brevetti di frutto-oligosaccaridi ho trovato <a href="http://www.beghin-meiji.com/actilight/index.php?id=3&amp;menu=2&amp;rub=1">Actilight®. </a> Disponibile in polvere o in forma liquida a concentrazioni dal 55% to 95%, è prodotta dallo zucchero di barbabietola attraverso l’azione di alcuni enzimi tra cui la beta-fructo-furanosidasi estratta dal fungo Aspergillus niger. </p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2008/05/fibre.jpg' title='Produzione di Fos dalla barbabietola'><img src='http://trashfood.com/files/2008/05/fibre.jpg' alt='Produzione di Fos dalla barbabietola' /></a></p>
<p align="justify">Questo post lo inserisco nella categoria &#8220;fibre vegetali&#8221; ma non ho cambiato idea, considero sempre fuorviante che frutto-oligosaccaridi a corta catena siano inseriti tra le fibre alimentari. La scritta &#8220;<em>con fibre</em>&#8221; su molti prodotti alimentari, può contribuire ad un falso senso di sicurezza nutrizionale e non invita a scelte consapevoli da parte dei consumatori.</p>
<p>Tags: <a href="http://www.technorati.com/tag/fibre+alimentari" rel="tag">fibre alimentari,</a><a href="http://www.technorati.com/tag/prebiotici" rel="tag">prebiotici</a></p>
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		<title>Mandorle Californiane tra nutrizione e business</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 17:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Not Only Food]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti ortofrutticoli]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando ho visto questa pagina sull’American Journal of Clinical Nutrition, una delle riviste piu’ seguite dai nutrizionisti di tutto il mondo, prima ho curiosato nel sito Almonds are In  dell&#8217;Associazione Californiana di produttori di mandorle. Poi mi sono chiesta in che situazione fosse la mandorlicoltura italiana. In rete ho trovato solo questo sito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2028/2257216757_0b6e3dce9c_m.jpg " alt="mandorle, porzioni" /></p>
<p align="justify">Quando ho visto questa pagina <em>sull’American Journal of Clinical Nutrition</em>, una delle riviste piu’ seguite dai nutrizionisti di tutto il mondo, prima ho curiosato nel sito <a href="http://www.almondsarein.com/">Almonds are In </a> dell&#8217;Associazione Californiana di produttori di mandorle. Poi mi sono chiesta in che situazione fosse la mandorlicoltura italiana. In rete ho trovato solo questo sito di una <a href="http://www.mandorladiagrigento.it/index.htm">associazione</a> di produttori di Agrigento, i dati sulle <a href="http://www.mandorladiagrigento.it/tabella_produz.htm">produzioni</a> risalgono al 1998 e gli aggiornamenti del sito internet  sono fermi al 2002. Un segnale molto eloquente che la situazione non è affatto positiva?.</p>
<p><span id="more-827"></span></p>
<p align="justify">Ho trovato che il mercato è tutto nelle mani della California, che produce circa il 70% delle mandorle commercializzate nel mondo. Se l’Italia, ha ricoperto per molti anni un ruolo di rilievo, è scivolata al terzo posto e poi al quarto posto alla fine degli anni novanta. Il calo drastico di superfici e di produzione in Sicilia è iniziato negli anni ’70, ma le cause del declino sono precedenti e risalgono all’immediato dopoguerra. In quegli anni la politica agraria inseguiva un solo parametro, la quantità. In Sicilia e in Puglia è iniziato l’espianto dei mandorleti, relegati nelle zone più povere, aride e inaccessibili, mentre le terre fertili sono destinate a colture capaci di produrre dieci volte tanto: agrumi, pesche, uva da tavola. I trent’anni che hanno annientato la mandorlicoltura italiana sono gli stessi che hanno consegnato la supremazia assoluta alla California. Le circa 6.000 aziende americane sono giganti, il ciclo colturale è completamente meccanizzato, i costi di produzione molto bassi e le associazioni di produttori curano alla perfezione il collocamento sul mercato, offrendo un prodotto standard, rifornimenti costanti e prezzi concordati un anno prima della consegna. Le mandorle californiane sono belle, regolari, tutte uguali. Anche se sono considerate scadenti dal punto di vista organolettico, gli americani esportano mandorle anche in Italia e nei porti italiani arrivano già calibrate e perfettamente insaccate, poi le troviamo sugli scaffali dei supermercati. Altri paesi in crescita sono quelli del Nord Africa come la Tunisia. </p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2008/02/almond.jpg' title='Almond california'><img src='http://trashfood.com/files/2008/02/almond.jpg' alt='Almond california' /></a></p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2008/02/1390_2825.jpg' title='Almond California'><img src='http://trashfood.com/files/2008/02/1390_2825.jpg' alt='Almond California' /></a></p>
<p align="justify">Gli USA non sono solamente produttori di mandorle, elevato è anche il consumo e vastissima anche l&#8217;offerta di prodotti derivati, come i <em><a href="http://www.bluediamond.com/retail/breeze/images/AlmondBreezegroupshot.gif">flavoured almond milk</a></em>.</p>
<p>Si è davvero sorpresi dalla <a href="http://www.almondsarein.com/Manufacturing/content.cfm?">mole</a> di dati forniti sul sito dell&#8217;associazione californiana di produttori di mandorle.</p>
<p>Volete le ricette? Ci sono?</p>
<p>Statistiche, dati economici e produttivi? Ci stanno</p>
<p>News sui mercati ed eventi? of course.</p>
<p>Informazioni sulla composizione in nutrienti? fibre, grassi, carboidrati, proteine, sali minerali, vitamine, ecc? certo!</p>
<p>E così i californiani ci fanno da maestri anche in tema di <a href="http://www.flickr.com/photos/trashfood/2257216757">nutrizione</a> proponendo il consumo di mandorle per i loro effetti positivi sulla salute del cuore.</p>
<p><img src="http://www.almondsarein.com/files/AlmondsAreIn/images/homepagephotos/Almond%20Heart.194.jpg" alt="almondhearth" /></p>
<p>Ecco a cosa serviva la <a href="http://www.flickr.com/photos/trashfood/2257216757/">scatola</a>, in vendita nello shop del sito.</p>
<p>23 mandorle=1 ounce, la <a href="http://trashfood.com/2008/02/la-porzione-perfetta.html">porzione perfetta </a> secondo &#8216;<a href="http://almondboard.agweb.net/perfect_portion.php">Almond Board.</a></p>
<p><img src="http://trashfood.com/files/2008/02/box.gif" alt="box mandorle" /></p>
<p>fonti: <a href="http://editore.slowfood.com/editore/riviste/arca/EN/03/Mandor1.html">Slowfood</a>, <a href="http://www.almondsarein.com">AlmondsAreIn</a> </p>
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		<title>Alixir Regularis™</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 12:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Not Only Food]]></category>

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		<description><![CDATA[
Niente da fare, sembra introvabile Alixir nei supermercati della mia città. Non è che la cosa mi sconvolga, ma dopo averne sentito parlare e continuando a vedere la pubblicità come questa su quotidiani e periodici, immaginavo che sarebbe aumentata la diffusione. E’ una delle mie specializzande che mi ha portato una bottiglia della bevanda arancia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://trashfood.com/files/2008/02/alixir21.jpg' title='Alixir'><img src='http://trashfood.com/files/2008/02/alixir21.jpg' alt='Alixir' /></a></p>
<p align="justify">Niente da fare, sembra introvabile <strong><a href="http://www.alixir.it">Alixir</a></strong> nei supermercati della mia città. Non è che la cosa mi sconvolga, ma dopo averne sentito parlare e continuando a vedere la pubblicità come <a href="http://trashfood.com/files/2007/12/aglio1.JPG">questa</a> su quotidiani e periodici, immaginavo che sarebbe aumentata la diffusione. E’ una delle mie specializzande che mi ha portato una bottiglia della bevanda arancia carota. La bevanda che contiene un mix di fibre battezzate come <strong>Alixir Regularis</strong>.</p>
<p>Cosa c’e dentro? </p>
<p align="justify">Ingredienti: <em>acqua minerale naturale, zucchero d’uva concentrato, succo concentrato di arancia 3,8%, combinazione di principi attivi prebiotici alixir regularis 2,24%  (<strong>galatto oligosaccaridi, malto destrina di mais</strong>), succo concentrato di carota 1,3%, succo concentrato di limone, vitamina C, aromi naturali, gelificante.farina di semi di carrube,vitamina B1, contiene lattosio.</em></p>
<p><span id="more-639"></span></p>
<p align="justify">Tra le ipotesi della scarsa presenza di Alixir nei punti vendita è stato ipotizzato che vi sia il rischio che i prodotti della nuova linea <a href="http://www.commeurope.com/2007/11/23/alixir-darth-vader-e-i-fantasmi-di-barilla/">cannibalizzino</a> il resto della produzione Barilla, in particolare di quella Mulino Bianco: i prodotti della linea “<strong>Liberi per Natura</strong>”, ad esempio, risulterebbero al confronto meno salutari, ma sicuramente più vicini alla tradizione Barilla. La maggior parte dei commenti, in rete, si è concentrata sui <a href="http://ovosodo.blogspot.com/2007/10/pane-alixir-lo-compreresti.html">prezzi </a> dei prodotti Alixir, <a href="http://www.albanesi.it/dietaitaliana/BLU/Recensioni/Alixir_Barilla.htm">sull&#8217;apporto calorico</a>, sul colore nero del <a href="http://www.elmanco.com/2007/11/16/alixir/">packaging</a> così insolito tra gli scaffali.</p>
<p align="justify">Io vorrei continuare a dare uno sguardo al sito curato da <a href="http://www.healthware.it/portal/288899_alixirit_barilla_svela_il_segreto_on_line_con_heal.html">Healthware</a>,in particolare alla parte “bianca” del sito che ha l’obiettivo di informare il consumatore sui ‘<em>segreti del vivere al meglio’</em>, grazie all’offerta di contenuti e servizi interattivi che si dovrebbero arricchire nel tempo.</p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2008/02/alixir_home.jpg' title='Alixir home'><img src='http://trashfood.com/files/2008/02/alixir_home.jpg' alt='Alixir home' /></a></p>
<p>Del mais da cui sono ottenute le maltodestrine, leggiamo:</p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2008/02/mais.jpg' title='Mais su Alixir-home'><img src='http://trashfood.com/files/2008/02/mais.jpg' alt='Mais su Alixir-home' /></a></p>
<p>Inoltre:</p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2008/02/mais2.jpg' title='mais-high amylose'><img src='http://trashfood.com/files/2008/02/mais2.jpg' alt='mais-high amylose' /></a></p>
<p>-Ok, bella la pannocchia della foto, ma le maltodestrine che sono incluse nella bevanda, sono ormai il risultato di una produzione condotta su larga scala mediante idrolisi enzimatica.</p>
<p align="justify">-Inoltre come già detto per lo <a href="http://trashfood.com/2007/11/cercasi-prebiotici-non-disperatamente.html">snack Alixir</a>, le <strong>fibre prebiotiche</strong>, non sono affatto introvabili. Basta fare un giro su google e si trovano  molti  <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=maltodestrine+di+mais&amp;btnG=Cerca&amp;meta= ">prodotti</a> contenenti maltodestrine, come desserts, bevande e <a href="http://images.google.it/images?um=1&amp;hl=it&amp;q=maltodestrina+&amp;btnG=Cerca+immagini">integratori</a>. </p>
<p align="justify">-Per completezza, nel sito della Alixir, mi aspetto che vengano aggiunti dettagli non solo su come si ottengono le <strong>maltodestrine</strong>, ma anche dati sulla filiera produttiva degli altri componenti prebiotici di Alixir Regularis e cioè i <strong>galatto-oligosaccaridi</strong> (<a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;_udi=B6VS6-41V3FP1-7&amp;_user=970447&amp;_rdoc=1&amp;_fmt=&amp;_orig=search&amp;_sort=d&amp;view=c&amp;_acct=C000049639&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=970447&amp;md5=98212c7576da2669d2b39ba3a8f04ce9">1,</a><a href="http://www.springerlink.com/content/g0733086j2592471/">2</a>)</p>
<p>E per finire alcune pubblicità viste sull&#8217;Inserto Salute di Repubblica di qualche mese fa. </p>
<p><a href='http://trashfood.com/files/2007/11/meglio1.JPG' title='Alixir1'><img src='http://trashfood.com/files/2007/11/meglio1.JPG' alt='Alixir1' /></p>
<p></a><a href='http://trashfood.com/files/2007/11/vivi1.JPG' title='alixir'><img src='http://trashfood.com/files/2007/11/vivi1.JPG' alt='alixir' /></a></p>
<p>Ridateci il Mulino Bianco.</p>
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		<title>Il Beta glucano</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 22:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fibre alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo chimico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Beta glucano, un polimero costituito da molecole di glucosio, si candida come protagonista del mercato degli alimenti funzionali. Lo ha scelto la Kellogs per comunicare l&#8217;effetto anti-colesterolo dei suoi nuovi cereali Optivita. Il beta glucano è incluso infatti tra le fibre vegetali solubili. Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia è stata ipotizzata una riduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il Beta glucano, un polimero costituito da molecole di glucosio, si candida come protagonista del mercato degli alimenti funzionali. Lo ha scelto la Kellogs per comunicare l&#8217;effetto anti-colesterolo dei suoi nuovi cereali <a href="http://www.kelloggs.it/it/kelloggs/website/images/opt1.jpg?804373092:">Optivita</a>. Il beta glucano è incluso infatti tra le fibre vegetali solubili. Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia è stata ipotizzata una riduzione dell&#8217;assorbimento del colesterolo nell&#8217;intestino, inoltre dalla fermentazione del beta glucano, si formano acidi a corta catena che inibiscono la sintesi epatica di colesterolo.</p>
<p align="justify">Beta glucano anche in alcuni prodotti da forno della linea <a href="http://www.alixir.it/it/alx-pog_cuore/alx-prog_aree/0/detail/0/146/34/pan-di-brioche.html#tabber">Alixir</a> della Barilla che ha scelto di rifornirsi in Nuova Zelanda dalla <a href="http://www.nutraingredients.com/news/ng.asp?n=80743-barilla-gracelinc-cardiovascular-buta-glucan">GraceLinc</a> che ricava il betaglucano dall&#8217;orzo. Un grande risultato per i neozelandesi perchè sul mercato ci sono diverse altre aziende produttrici che ricavano il betaglucano sia da cereali (<a href="http://www.nutraingredients-usa.com/news/ng.asp?id=74495-cevena-bioproducts-viscofiber-beta-glucan">1</a>,<a href="http://www.nutraingredients-usa.com/news/ng.asp?n=80988-vtt-mtt-beta-glucan-oats-finland">2</a>) che da microrganismi.  Il betaglucano  infatti è un costituente della membrana cellulare di funghi e lieviti. Orzo, avena e grano ne contengono in percentuale del 7%,2% e 1%. </p>
<p><span id="more-612"></span></p>
<p align="justify">Tra le aziende che hanno puntato sul business del beta glucano con suo isolamento da materie prime diverse vi è la <a href="http://www.cargillhft.com/industry_products_beta.html">Cargill</a> che ha brevettato il metodo per estrarre il beta glucano dall&#8217;orzo. Il prodotto ottenuto si chiama <a href="http://www.cargillhft.com/industry_products_beta_formulation.html#beverages">Barlív™</a> (70% in beta glucano) da applicare a prodotti da forno, barrette, bibite, yogurth, Tortillas.<br />
L&#8217;Agricultural Research Service del National Center for Agricultural Utilization Research in Peoria, IL, ha isolato Nutrim™. </p>
<p><img src="http://www.ars.usda.gov/is/graphics/photos/jun04/k3942-6i.jpg">Hifi</a>, la cultivar di avena piu&#8217; ricca in beta glucano</p>
<p>Gli scienziati dell&#8217;Agricultural Experiment Station in North Dakota,  hanno registrato il loro HiFi, una  nuova cultivar di avena con piu&#8217; del 50% di beta-glucano rispetto ad altre cultivar. La svedese Nutritech International, ha lanciato Aktiv. OatVantage, un concentrato di  beta-glucani (54%) è prodotto dalla Nurture.<br />
La Cevena propone <a href="www.viscofiber.com">Viscofiber</a>, con il 60% di beta-glucani. La giapponese Takeda-Kirin Foods Corporation, ha prodotto <a href="www.foodproductdesign.com/articles/464/464_651nutrinotes.html ">Pureglucan®, </a>con il  90% beta-glucani  derivati dalla fermentazione microbica del glucoso.</p>
<p>In Italia a che punto è la ricerca? sul sito <a href="http://www.cerealicoltura.it/alifu/pdf/A8_Valutazione_orzo.pdf">cerealicoltura.it </a>troviamo un progetto riguardante l&#8217;orzo e valutazione del contenuto in beta glucano in genotipi diversi: <em>Tidone, Nura, Aiace, Zacinto</em>. Fra tutti, i genotipi <em>Priora e Alamo</em> hanno il livello maggiore in beta glucano. Sono in corso anche esperienze di panificazione con farine a diverso contenuto in beta glucano. </p>
<p align="justify">Per i curiosi  che si interrogano su come si ottiene il beta glucano dai cereali, ecco <a href="www.freepatentsonline.com/20040049026.html">qualche</a> <a href="http://www.freepatentsonline.com/20030087019-0-large.jpg">schema </a> che sintetizza le tappe principali.<br />
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