FibreSSe

Fibresse

Se la Barilla propone Alixir regularis® anche la Parmalat risponde con nuovi alimenti “funzionali” per contribuire a regolarizzare la “naturale” attività intestinale: ho trovato lo yogurt e il latte Fibresse che contengono il principio attivo Regoplus®.

Regoplus®? È una combinazione di fibre naturali, vitamina E e biotina- si legge sul sito dell’azienda.

Di quali fibre naturali si tratta? Ormai la risposta la conosciamo, dall’etichetta leggiamo che Regoplus contiene frutto-oligosaccaridi (FOS).

Come ho già scritto, la nomenclatura delle fibre alimentari è cambiata da alcuni anni. Ripropongo l’evoluzione del termine “fibre” negli ultimi decenni. Con questo termine, non si indicano solamente i componenti di natura polisaccaridica presenti nei vegetali, ma anche carboidrati “non digeribili” e la lignina. La definizione “non digeribile” include ora molte sostanze che in passato non erano considerate fibre, ne sono esempi l’amido resistente (resistant starch,)inulina e oligosaccaridi che non vengono digeriti dagli enzimi intestinali.

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Evoluzione del concetto di fibra alimentare

Anni 70 – Materiale della parete secondaria delle cellule vegetali

Anni 80 – Polisaccaridi non amidacei (cellulosa, emicellulose, pectine, gomme, mucillagini)

Anni 90 – Oligosaccaridi e amino-zuccheri non digeribili naturalmente presenti negli alimenti. Oligosaccaridi di sintesi chimica. Frazioni di amido resistenti alla digestione ( resistant starch)

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Tra i nuovi brevetti di frutto-oligosaccaridi ho trovato Actilight®. Disponibile in polvere o in forma liquida a concentrazioni dal 55% to 95%, è prodotta dallo zucchero di barbabietola attraverso l’azione di alcuni enzimi tra cui la beta-fructo-furanosidasi estratta dal fungo Aspergillus niger.

Produzione di Fos dalla barbabietola

Questo post lo inserisco nella categoria “fibre vegetali” ma non ho cambiato idea, considero sempre fuorviante che frutto-oligosaccaridi a corta catena siano inseriti tra le fibre alimentari. La scritta “con fibre” su molti prodotti alimentari, può contribuire ad un falso senso di sicurezza nutrizionale e non invita a scelte consapevoli da parte dei consumatori.

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Mandorle Californiane tra nutrizione e business

Quando ho visto questa pagina sull’American Journal of Clinical Nutrition, una delle riviste piu’ seguite dai nutrizionisti di tutto il mondo, prima ho curiosato nel sito Almonds are In dell’Associazione Californiana di produttori di mandorle. Poi mi sono chiesta in che situazione fosse la mandorlicoltura italiana. In rete ho trovato solo questo sito di una associazione di produttori di Agrigento, i dati sulle produzioni risalgono al 1998 e gli aggiornamenti del sito internet sono fermi al 2002. Un segnale molto eloquente che la situazione non è affatto positiva?.

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Alixir Regularis™

Niente da fare, sembra introvabile Alixir nei supermercati della mia città. Non è che la cosa mi sconvolga, ma dopo averne sentito parlare e continuando a vedere la pubblicità come questa su quotidiani e periodici, immaginavo che sarebbe aumentata la diffusione. E’ una delle mie specializzande che mi ha portato una bottiglia della bevanda arancia carota. La bevanda che contiene un mix di fibre battezzate come Alixir Regularis.

Cosa c’e dentro?

Ingredienti: acqua minerale naturale, zucchero d’uva concentrato, succo concentrato di arancia 3,8%, combinazione di principi attivi prebiotici alixir regularis 2,24% (galatto oligosaccaridi, malto destrina di mais), succo concentrato di carota 1,3%, succo concentrato di limone, vitamina C, aromi naturali, gelificante.farina di semi di carrube,vitamina B1, contiene lattosio.

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Il Beta glucano

Il Beta glucano, un polimero costituito da molecole di glucosio, si candida come protagonista del mercato degli alimenti funzionali. Lo ha scelto la Kellogs per comunicare l’effetto anti-colesterolo dei suoi nuovi cereali Optivita. Il beta glucano è incluso infatti tra le fibre vegetali solubili. Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia è stata ipotizzata una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla fermentazione del beta glucano, si formano acidi a corta catena che inibiscono la sintesi epatica di colesterolo.

Beta glucano anche in alcuni prodotti da forno della linea Alixir della Barilla che ha scelto di rifornirsi in Nuova Zelanda dalla GraceLinc che ricava il betaglucano dall’orzo. Un grande risultato per i neozelandesi perchè sul mercato ci sono diverse altre aziende produttrici che ricavano il betaglucano sia da cereali (1,2) che da microrganismi. Il betaglucano infatti è un costituente della membrana cellulare di funghi e lieviti. Orzo, avena e grano ne contengono in percentuale del 7%,2% e 1%.

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Diagnosi…buona

pasta integrale

E’ la prima volta che mi capita di vedere la pubblicità di una pasta sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease. Si tratta della pasta integrale Barilla, Compliance, anamnesi,diagnosi, il testo è decisamente pensato per i lettori del periodico tra cui diabetologi, nutrizionisti e addetti ai lavori. La rivista infatti è il giornale ufficiale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la società Italiana di Diabetologia (SID) e la Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA). In fondo un coupon da inviare per posta o via fax o email per avere campioni omaggio e ricevere informazioni. Sulla pagina troviamo scritto: La nostra pasta è fatta con semola integrale ottenuta da un esclusivo metodo di macinazione del grano duro sviluppato da Barilla. Bene, vado a vedere sul sito dell’azienda, ma non ci sono dettagli su questo esclusivo metodo….e neanche una tabella nutrizionale che ho trovato però sulla confezione. Questa pasta contiene 6g di fibre/100g. Ci sono altri tipi di pasta “Ricchi di fibre”? Certo, il livello piu’ alto dove l’ho trovato? In Fiberpast, dove si arriva a 15g/100g, in questo caso, il valore così elevato è dovuto alla presenza di amido modificato e inulina. Tutti a ripassare quindi il mio post “Questione di fibre” e la loro nuova nomenclatura che ho scritto qualche tempo fa.


Pruna mangine solo una

Stamattina ho trovato questa novità: PrunoLax. No, non ero in farmacia, ma al supermercato. Prunolax viene definito come un integratore alimentare a base di Prugna e Fibra vegetale e dovrebbe esercitare un effetto di stimolo sul transito intestinale.
Gli ingredienti sono prugne (98%) e fibra vegetale (2%). Appena tornata a casa ho cercato il mio “Il Mangiar Saggio”, il libro sui proverbi legati al cibo che ho scritto alcuni anni fa. Ricordavo un proverbio su questo frutto estivo. Eccolo, l’ho trovato. Pruna mangine solo una, un proverbio siciliano. Cosa avevo scritto a commento? Che anche il poeta Marziale, ha scritto sulla virtù delle prugne:”Frigida sunt; laxant, multum possunt tibi pruna” Pertanto fin dall’antichità si faceva notare che l’uso di questi frutti doveva essere moderato. La proprietà lassativa, caratteristica delle prugne, è da ricollegare alla loro composizione chimica: sono ricche di fibre insolubili nella buccia e solubili (come la pectina), nella polpa. Contengono inoltre una sostanza che esercita una azione stimolante sull’intestino. 100 g di prugne fresche apportano circa 42 Kilocalorie che salgono a ben 152 Kilocalorie se consumate secche.


Alimenti funzionali:nuovi arrivi

Chi è l’azienda italiana prossima allo sbarco sul fronte dei cibi “funzionali”, quegli alimenti che si differenziano dai tradizionali perchè contengono ingredienti aggiunti allo scopo di portare benefici specifici alla salute o con funzioni di prevenzione?

Prima lettera B. E’ nata a Parma nel 1871. Avete indovinato? bravi.

E’ preannunciata per l’autunno l’introduzione sul mercato italiano di una serie di prodotti a nuovo marchio, si tratterà di alimenti funzionali che riguardano la salute cardiaca, le difese immunitarie, disturbi intestinali. Vediamo, cosa potrebbero contenere? fibre e acidi grassi omega3, sono i primi ingredienti “funzionali” che mi vengono in mente.
I prodotti coinvolti saranno pane, cracker, brioche, snack e cereali, novità anche nel settore delle bevande. Confezioni monodose e un pubblico di consumatori giovani come target.

Negli Stati Uniti, dove dove la dieta Low Carb non sta attraversando un periodo felice, l’azienda è già uscita con PLUS:una pasta in sei formati diversi arricchita appunto in fibre, proteine ed acidi grassi Omega 3. Di cosa si tratta? Eccola.

Un anno fa su TRASHFOOD: Burger King al cinema


Inulina:dolcificante o prebiotico?

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Cosa hanno in comune il latte Fibresse della Parmalat, lo yogurth Fibrya della Yomo e i biscotti Fibrattiva  Saiwa? Hanno  ingredienti particolari, gli oligo-fruttosi, termine sconosciuto nelle filiere alimentari e nelle etichette fino a qualche decina di anni fa. Ci offrono l’occasione per parlare di inulina e di oligo-fruttosi.Cosa sono? Quali hanno un effetto prebiotico?

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Questione di fibre

FibersureMi sono chiesta: Quale immagine scegliere per parlare di fibre vegetali e del business che le riguarda ? un carrello pieno di frutta,ortaggi e cereali? sono queste le fonti principali nella nostra alimentazione. Ho preferito usare invece un supplemento della Procter &Gamble, si chiama Fibersure. Ottenuto dalle radici della cicoria è un prodotto nuovo immesso sul mercato statunitense da pochi mesi. Non ha odore, nè sapore -affermano dalla Procter&Gamble- e può essere usato in cucina  o anche aggiunto ad altre pietanze per aumentare l’apporto alimentare di fibre. Gli esperti in nutrizione indicano in 30 grammi la quota di fibre vegetali che dovremmo assumere, ma negli USA l’intake è inferiore. Qui serve un ripasso veloce su cosa sono le fibre vegetali e come è cambiata la loro nomenclatura negli ultimi decenni. Siamo convinti di dover affidare a questi prodotti il nostro apporto di fibre vegetali?

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