La foto del giorno
Pubblicato: 2012/05/04 Filed under: Filiere 15 Commenti »Cosa c’è dentro e cosa sta succedendo nel contenitore?
up date: si tratta di una fase della lavorazione delle olive da tavola. Olive verdi, anche difettate, vengono sottoposte ad un trattamento ossidante che provoca l’imbrunimento, la presenza del gluconato ferroso nel liquido contribuisce a stabilizzare il colore nero. Ecco perchè il gluconato ferroso lo troviamo indicato nelle confezioni di olive nere inscatolate.
Quali additivi sono ammessi nella produzione degli alimenti biologici?
Pubblicato: 2012/04/22 Filed under: Additivi, Educazione alimentare, Educazione e informazione alimentare, Filiere, La borsa della spesa | Tags: additivi, alimenti biologici, conservanti, filiere Lascia un commento »Martedì 24 aprile sarò a Sirolo nella sede del Parco del Conero. Ho accettato infatti di supportare da un punto di vista scientifico le attività didattiche e divulgative nell’ambito del Corso di Formazione: “Le produzioni del Conero – la qualità che tutela l’ambiente”. Il tema che mi è stato affidato nel modulo formativo sulle produzioni Biologiche è: Alimentazione biologica: quali vantaggi per la salute? Indispensabile documentarsi sulla legislazione attinente. Quali additivi tecnologici e conservanti sono ammessi nei mangimi e prodotti impiegati nell’alimentazione degli animali? Quali antiossidanti? Quali sostanze sono impiegate nella produzione di alimenti biologici trasformati? I solfiti sono ammessi come conservanti? e i nitriti? E gli addensanti carragenina e gomma di guar?
Sapete tutte le risposte? Vi va di informarvi? ecco il REGOLAMENTO (CE) N. 889/2008 DELLA COMMISSIONE del 5 settembre 2008 recante le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l’etichettatura e i controlli.
MInced Pork Tom Yum flavour
Pubblicato: 2012/03/24 Filed under: Aromi, Filiere 3 Commenti »Guardate cosa ha trovato mio figlio nel negozio di prodotti asiatici , instant noodles MInced Pork Tom Yum flavour.
Pasta: farina di grano 68.52%,olio di palma 9.87%
Bustina di aromi: aroma di carne artificiale 4.66%, zucchero 4%, sale 2.07%, erba cipollina secca 1.3%, aglio in polvere 1.06%,chili in polvere 1%,acido citrico 0.92%, glutammato monosodico 0.8%, aroma di lime 0.8%
Busta olio: olio di palma 4%,aglio 1%
Come sarà prodotto l’aroma di carne artificiale? sfruttando la reazione di Maillard, come già trattato in altre occasioni a proposito di “imitation meat flavours“. I precursori dell’aroma di carne possono essere suddivisi in due categorie: ci sono componenti solubili in acqua (amminoacidi, peptidi, carboidrati, nucleotidi, tiamina ecc) e componenti lipidici insolubili in acqua. La celebre Reazione di Maillard, in cui reagiscono aminoacidi e zuccheri è responsabile della formazione di numerosi composti tra cui come già ricordato, quelli che contribuiscono all’aroma della carne.
In particolare, la reazione tra l’aminoacido cisteina e lo zucchero porta alla sintesi di molecole che impartiscono il sapore che caratterizza la carne di pollo e di maiale.
Altri posts sul tema degli “imitation flavours” e sulla reazione di Maillard:
- Da Maillard ai chicken flavours
-Come si dice junk food in cinese
-Dalla reazione di Maillard agli Advanced Glycation End-products (AGes)
Professione gastro-photoreporter. Zucchero di canna. A qualcuno piace grezzo
Pubblicato: 2012/02/29 Filed under: Additivi, C' è posta per TRASHFOOD, Coloranti, Filiere, La borsa della spesa, Messaggi fuorvianti 11 Commenti »Granulare o in zollette? cristallino, raffinato, grezzo, integrale, panela e mascavo. Demerara, golden caster e raw cane, sono diversi i termini per descrivere lo zucchero di canna che in molti preferiscono allo zucchero di barbabietola attribuendogli proprietà nutrizionali particolari.Ma alzi la mano chi sapeva che certi produttori usano il colorante caramello per accentuare il colore bruno-dorato dello zucchero di canna grezzo o integrale?. Ecco l’etichetta.

Grazie a Michele per la foto.
In quali altri prodotti di cui ho scritto in precedenza, ho incontrato il caramello?
Il costo delle arance
Pubblicato: 2012/02/28 Filed under: Filiere, Food blogs, La borsa della spesa | Tags: arance, filiere 5 Commenti »Si chiama proprio così:Arance piccole, il nuovo sito web nato dall’esperienza dell’agronomo siciliano Corrado Vigo. Tutto quello che c’è da sapere sulle arance siciliane e sulle filiere produttive, perchè quest’anno sono di pezzatura medio-piccola? Quanto costa produrle? Quanto costa raccoglierle? e quanto incassa il produttore? Buona lettura e rinnovo i complimenti a Corrado Vigo per la sua passione e impegno.
Agitare prima dell’uso.
Pubblicato: 2012/02/11 Filed under: Filiere, Food design 7 Commenti »Agitare prima dell’uso.
Erogare.
Attendere qualche secondo.
A voi la mousse di uova in versione spray: Uovo intero liquido di gallina allevata a terra, pastorizzato, sotto pressione di gas alimentare CO2. Conservante E202.
Grazie a Dan per l’assist!.
Carbon label, dietrofront della Tesco
Pubblicato: 2012/02/10 Filed under: Filiere, Uncategorized 1 Commento »Nel 2007 avevo scritto della Tesco, la prima catena GDO ad annunciare l’impegno di aggiungere la carbon label, l’etichetta sulle emissioni di CO2 legate alla produzione e al trasporto di tutti i suoi prodotti, circa 70.000. Dopo quattro anni i costi eccessivi hanno portato alla decisione di abbandonare la carbon label. Attualmente, l’etichetta è applicata su circa cinquecento prodotti. Evidentemente la Tesco non ha ottenuto con l’operazione del comunicare la carbon footprint, un miglioramento della propria la brand reputation rispetto alle aziende concorrenti. Un duro colpo per il Carbon Trust, l’organismo precedentemente finanziata dal governo che aveva creato l’etichetta e che affiancava la Tesco nel progetto.
Fonte immagine
E’ nato Extrascape!
Pubblicato: 2012/02/09 Filed under: Filiere, Not only trashfood 2 Commenti »Gli amici molisani ne hanno pensata un’altra, è nato Extrascape, come coniugare l’attenzione ad un prodotto di qualità come l’olio extravergine e il paesaggio in cui l’olivo viene coltivato.
Come non condividere gli obiettivi? organizzare una associazione internazionale per difendere e valorizzare i paesaggi olivicoli. Supportano il progetto oltre a Molisextra anche la regione Molise, Agrycult, Università ed altre istituzioni pubbliche.
E c’è dell’altro, ecco il lancio del concorso Extrascape promosso per far conoscere il progetto. Cosa si vince? a voi scoprirlo seguendo il link!
Passaparola!!
Goodbye Pink Slime
Pubblicato: 2012/02/08 Filed under: Filiere 9 Commenti »Buone notizie per i clienti McDonald’s USA. La multinazionale ha annunciato che nei propri panini non verranno piu’ usati i controversi boneless lean beef trimmings ribattezzati in Pink slime. Questa immagine è piuttosto eloquente. Pink Slime? si, insomma, scarti della macellazione e carne bovina separata meccanicamente o qualcosa che ci assomiglia molto da vicino. Se ne è occupato anche Jamie Oliver nella sua campagna di informazione alimentare “Food Revolution”.
In passato i boneless lean beef trimmings servivano esclusivamente per produrre pet food. Poi la Beef Products Incorporated, ha avuto una idea geniale, perchè non impiegarla per hamburger, taco meats, low-fat hot dogs, chicken nuggets e snacks? Il suo utilizzo per l’alimentazione umana è permesso da diversi anni negli USA, è vietato in UK e nel resto d’Europa.
Prima di entrare nelle filiere produttive per l’alimentazione umana, i boneless lean beef trimmngs subiscono diversi trattamenti, tra questi c’è n’è uno che ha fatto discutere parecchio, l’impiego di idrossido d’ammonio per rendere il tutto piu’ sicuro da un punto di vista igienico. Negli USA lo stesso trattamento è effettuato anche per altri tipi di carne come quella suina.
Ecco il video con cui la Beef Products Incorporated che è stata in tutti questi anni la principale fornitrice di McDonald, giustifica l’uso controverso dell’idrossido d’ammonio per sanificare i boneless lean beef trimmings . Ma come?-sembrano affermare - l’ammoniaca in fondo è un prodotto naturale, perchè tanto trambusto?
Edit (11-3-2012) Ho letto degli interrogativi sulla immagine che circola in rete, se ne parla anche su Il disinformatico. Volevo farlo da diversi giorni, cercare articoli che contenessero dati e immagini piu’ convincenti. Ho trovato questi: mechanically-separated-meat e mechanically-seperated-chicken
Fonti
- Pink Slime in 70% of American Ground Beef [Video] – Jamie Oliver
Dalle uova di Capelin ai succedanei del caviale
Pubblicato: 2012/01/07 Filed under: Coloranti, Filiere 3 Commenti »Dove eravamo rimasti? che ignoravo l’esistenza dei Capelin, fino al giorno in cui mi sono imbattuta nel vasetto di succedaneo dal colore acceso. Mi sono messa a cercare notizie dopo aver letto che proprio dalle uova di questi piccoli pesci si ricavano i succedanei delle uova di caviale rosso. I Capelin non sono gli unici pesci le cui uova vengono utilizzate per imitare il caviale. Esistono perfino prodotti per vegetariani e sono ottenuti da soia o alghe.
I Capelin a cui l’Islanda ha anche dedicato una moneta, svolgono un ruolo importante nella catena alimentare poichè rappresentano la preda di numerose specie di pesci tra cui i salmoni. Comunemente presenti nel Mar Baltico, fino alla Norvegia meridionale, si trovano anche nel Mare del Nord dalle Isole Britanniche fino alle coste settentrionali ed occidentali della Francia. Vengono pescati anche lungo le coste del Canada.
Benvenuti nella Capelin Spawning Beach, una delle spiagge canadesi di Newfoundland, laTrinity Bay, dove ogni estate arrivano i capelin per deporre le uova.
Ecco arrivano i Capelin a migliaia.
Solo in pochi sopravviveranno dopo aver deposto le uova, ovviamente sono facile preda di uccelli marini.
Rappresentano un bottino anche per molti pescatori e residenti.
Ed ecco come si presenta una spiaggia dopo la deposizione, è interamente ricoperta di uova, anch’esse una facile preda per uccelli, ma non solo. Le uova potranno essere raccolte e avviate alla lavorazione per diventare succedanei. Cosa accade dopo la loro raccolta?
Le uova vengono stoccate a bassa temperatura dentro barili usando il sale come conservante. Resteranno nei barili per mesi fino a quando si deciderà di iniziare la loro lavorazione per l’immissione sul mercato. Anche le uova di lompo subiscono lo stesso destino.
Ci interessava sapere come si arriva dal colore naturale delle uova di Capelin al colore rosso. Molto in sintesi, la colorazione delle uova può essere fatta durante il processo di salatura o durante le fasi successive. Per ottenere la tonalità desiderata, si usa una miscela di coloranti alimentari. Nell’Unione europea, sono impiegati l’E110 e l’E 124 per ottenere il succedaneo del caviale rosso. Si impiegano l’E150d e l’E151 per ottenere i succedanei del caviale nero.
Ed ecco le uova colorate pronte per le tappe successive. In alcuni casi si usano agar agar e altri stabilizzanti per mantenere una adeguata struttura e consistenza nei mesi di permanenza tra gli scaffali.
Una descrizione dettagliata della produzione dei succedanei del caviale a partire da uova di Capelin o di lompo la trovate in questo capitolo: The process of making lumpfish caviar
Fonte immagini The process of making lumpfish caviar,panoramio Canada-photos.com































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