Quando il sindaco diventa testimonial

Eravamo rimasti ai sindaci Daniela Gasparini e Nicola Cristaldi rispettivamente sindaci di Cinisello Balsamo e di Mazara del Vallo. Entrambi arruolati come testimonial per la campagna che proponeva un regime accuratamente “sbilanciato” ai fini del dimagrimento. Succedeva piu’ di un anno fa. Come sarà andata a finire?

E ora un altro sindaco, Ivano Rocchetta di Castel D’Arquato diventa testimonial di una multinazionale alimentare. Il sindaco ha deciso di mettere la propria faccia per sponsorizzare il Danacol insieme alla Carrà. Potenza del marketing, oltre al sindaco, diversi cittadini inneggiano al drink arricchito in fitosteroli. Ah non l’avete visto? eccolo! e c’è anche il backstage

Via


La foto del giorno: American Academy of Coca Cola & Pediatrics

Ogni anno centinaia di pediatri americani, si riuniscono per l’appuntamento annuale: la conferenza nazionale dell’American Academy of Pediatrics, una occasione per vedere colleghi e aggiornarsi sulle ultime scoperte scientifiche. Non manca l’area espositiva come accade in queste occasioni. Chi era tra i main sponsors quest’anno? facile rispondere dopo aver visto l’immagine che ritrae i numerosi pediatri diventati all’istante testimonial della Coca-Cola.

Ha suscitato un vivace dibattito negli ultimi mesi la notizia che sia la Coca Cola e la Pepsi sono main sponsor della American Academy of Pediatrics e dell’American Academy of Family Physicians. Ma ci sono altri esempi clamorosi, anche l’American Dietetic Association ha accettato la partnership con le stesse multinazionali. Tra i “partners,” dell’ADa oltre alla Coca-Cola, troviamo Aramark, il National Dairy Council, Hershey, Mars, Kellogs, Unilever e General Mills.

Prosegue così anche coinvolgendo addetti ai lavori tra medici, dietisti, nutrizionisti, l’avanzata della pubblicità della multinazionale che usa ogni possibile fonte di trasmissione dei messaggi pubblicitari, compresi i social network come Twitter, Facebook, siti web, eventi sportivi, applicazioni per smartphone. E il suo atteggiamento non è isolato.

Sto preparndo un post sulla situazione delle società scientifiche italiane ed europee. Nel frattempo vi allego un articolo di Marion Nestle sul tema: Food company sponsorship of nutrition research and professional activities: a conflict of interest? E’ stato pubblicato nel 2001 su Public Health Nutrition e descrive la situazione negli Stati Uniti. Sono passati dieci anni, è sempre attualissimo.

Fonti:

-Pediatricians:trick or treat-bags

-Sponsor e società scientifiche

-Pesticides are good for you

- Food company sponsorship of nutrition research and professional activities: a conflict of interest?


Cartoline da Göteborg

Eccomi rientrata in dipartimento dopo cinque giorni intensi passati a Göteborg in occasione del convegno della Società Europea dell’Aterosclerosi.
Insieme alla collega Tiziana Bacchetti, abbiamo diviso le nostre giornate tra le varie sessioni scientifiche e al termine piacevoli passeggiate nella città alla scoperta delle tante cose che offre Göteborg in questa stagione. Un sole caldo, le giornate lunghissime, il cielo azzurro, il verde dei parchi e giardini, la simpatia e l’accoglienza degli svedesi.

Il 79° convegno della società si è svolto nel complesso monumentale del Gothia Towers.

All’ingresso subito un segnale di innovazione, la prima volta in cui vedo una società scientifica pubblicizzare le proprie attività e curare le news grazie ai social network, hai notizie di altri esempi? ecco il monitor che accoglieva i partecipanti, per la verità nei giorni del convegno non ci sono stati aggiornamenti puntuali, ma è comunque un segnale interessante.

EAS e social network La società scientifica EAS ha attivato account su Twitter, Facebook e Linkedin, anche una applicazione per Iphone. Sulla pagina di Facebook, passato il convegno di Göteborg, già annunciato il prossimo che si terrà a Milano a maggio 2012.

Connecting people, le numerose postazioni a cui accedere per leggere, scrivere mails..è la prima volta che mi capita di vedere il servizio offerto per tutta la durata del convegno, senza limitazioni.

Chi c’è al convegno? l’elenco per verificare se colleghi sono presenti.

Pause pranzo al meeting

Non si perde tempo…. lunedì pranzo e sessione scientifica in contemporanea.

Ho scoperto che gli svedesi adorano il pesto, offerto anche al convegno, un menu in buona parte decisamente mediterraneo.

I dessert offerti al convegno

cakes EAS Gotheborg

Lo stand dello sponsor Benecol con i suoi prodotti arricchiti in fitostanoli. I drinks erano offerti anche durante le pause pranzo. Altro sponsor Danone con il suo Danacol.

E ora scatti per la città

Irrinunciabile una visita a Haga, il vecchio quartiere dove si possono visitare circa 70 negozi, quello che mi ha colpito di piu’ è Olivolja interamente dedicato all’olio extravergine, all’aceto e condimenti vari.

L’ingresso di Olivolja

Grande cura nell’arredo e nella presentazione dei numerosi tipi di olio e aceto in vendita.

….con possibilità di fare assaggi

Gotheborg è una città ricca di verde e parchi, con due giardini botanici

Tutti ristoranti hanno uno spazio esterno, se fa freddo, non c’è problema. Quelle coperte appoggiate vi aspettano per riscaldarvi. Questa attenzione verso i clienti è offerta da tutti i locali.

Impossibile non fare una sosta al Feskekôrka fish market hall.

Le coreografiche presentazioni di uno dei piccoli ristoranti dove è possibile degustare il pesce


Ancora pesce e crostacei esposti al mercato cittadino e degustazioni

Le forme del pane

Lipstick Building e il veliero Viking, due simboli della città

I dolci, supermercato 7 eleven

E dopo questo apporto calorico, seppure virtuale, torniamo al convegno, presentate le “Linue guida per la prevenzione e trattamento delle dislipidemie”accessibili a questo link .


La colazione dei campioni

Continua la perlustrazione delle aziende che hanno puntato sulla Word cup per promuovere i loro prodotti. Oggi guardiamo le proposte della Kellog’s.

La multinazionale che negli USA per ben due volte è stata costretta a cessare le campagne promozionali dopo intervento della Federal Trade Commission (FTC) per pubblicità fuorvianti riportate sulle confezioni dei Kellog’s Rice Krispies e Frosted Mini-Wheats, per il campionato che si sta svolgendo in Sud Africa ha attivato una promozione che riguarda i giocatori della nazionale inglese che sono stati omaggiati di una fornitura per la colazione durante la missione africana.
Per l’occasione si è pensato addirittura ad una nuova versione dei cereali e a confezioni personalizzate per ognuno dei 23 giocatori che compongono il team.

Qualche esempio: Wayne Rooney è immortalato nelle scatole dei Kai Kai Pops, Frank Lampard sui ‘Lamp Flakes’, Steven Gerrard sui Frosties.

La Kellog’s non è nuova a packaging in cui sono raffigurati come testimonial i giocatori di calcio. Abbiamo un esempio anche a casa nostra. Ve lo ricordate?

Fonti

- Kellogg tightens policies on marketing to children

- Kellogg reveals major shift in marketing practices to kids

-World Cup Football Fever http://trashfood.com/2008/06/la-colazione-dei-campioni.html

- England team will be cereal thrillers in South Africa


I jalapeno chicken sandwich non sono tutti uguali

Sentivate il bisogno di un jalapeno chicken sandwich musicale? E’ un’altra proposta -la più stravagante che ho incontrato- tra quelle pensate dalle aziende alimentari per promuovere i loro prodotti in occasione dei mondiali di calcio. Ci ha pensato la Tesco.

Fonte


A World Cup of Flavoured chips

Come in passato, sguardo rivolto agli sponsor che affiancano la Word Cup e alle aziende che hanno immesso nuovi prodotti sul mercato in occasione del grande evento sportivo e mediatico. Rinnovata e non c’è da stupirsi la collaborazione con i main sponsor storici Coca Cola, Birra Budweiser e McDonald’s. A questo proposito la World Cancer Research Fund, ha criticato l’alleanza consolidata perchè ci si auspicherebbe un cambiamento dai comitati organizzatori. La Fifa non ha commentato, lo sappiamo: business is business.

A proposito di nuovi packaging in occasione del campionato del mondo, un caso è la Walkers che ogni tanto fa parlare di sè. Stavolta si è inventata la Walkers Flavour Cup Champion ribattezzata come ” the world’s first-ever “crisp tournament”.

Vincerà l’Italia o l’Inghilterra? Il Brasile o l’Argentina? ma non si parla di squadre bensì del contest messo in piedi dall’azienda e finalizzato a far conoscere i flavour che meglio secondo lei sono rapprensentativi di alcune delle nazioni partecipanti alla competizione.

Edizione limitata come si vuole in questi casi: “English Roast Beef and Yorkshire Pudding”, “Brazilian Salsa”, “American Cheeseburger”, “French Garlic Baguette” e “South African Sweet Chutney”.

Per la Spagna? “Spanish chicken paella”

Seguono: Irish stew, Australian BBQ kangaroo, Argentinian flame-grilled steak

Per la Germania il “German bratwurst sausage” poi “Dutch edam” e “Welsh rarebit

15 nuovi flavours per i snacks-fans.

E cosa hanno scelto per rappresentare l’Italia? “Italian spaghetti bolognese”. :)

Cosa ci fa lo chef e gastronomo-molecolare Heston Blumethal in questo post? è già da un po’ che lo chef collabora con l’azienda.
http://www.walkers.co.uk/f

Fonte immagine


La dieta punti da McDonald’s: Weight Watchers approva

Chi è la signora della foto? Jean Nidetch, la casalinga che negli anni Sessanta ha messo a punto la dieta Weight Watchers. Il programma ebbe successo, anche grazie alle riunioni periodiche tra coloro che seguivano la dieta. Nel 1992 Weight Watchers introdusse il programma a distanza grazie al quale anche chi non aveva il tempo di frequentare le riunioni poteva seguire il metodo. Nel 1999 Weight Watchers lancio’ le riunioni individuali e dal 2000 iniziò ad organizzare incontri direttamente sul posto di lavoro.

Chi ha studiato il programma si sarà confrontato con il conteggio dei punti dei vari alimenti che si desidera consumare. I punti Weight Watchers per i prodotti McDonald’s c’erano già. Da diversi anni era stato calcolato il punteggio attribuito ad ogni prodotto servito nel fast food.

Per dire la Coca Cola Small corrisponde a 3 punti.
Un Cinnamon Roll e un Oreo McFlurry corrispondono rispettivamente a 9 punti o 13 punti.

Bastava dare un seguito che probabilmente i protagonisti sapevano avrebbe suscitato molto interesse. In Nuova Zelanda da alcuni giorni tre proposte McDonald’s sono servite con il logo della Weight Watchers. Sono the Filet-O-Fish, Chicken McNuggets e Sweet Chilli Seared Chicken Wrap.

La Weight Watchers International, Inc. è diventata uno dei protagonist della diet industry. Dopo piu’ di 40 anni dalla fondazione, milioni di persone si sono rivolte a lei per iniziare una dieta. Ogni settimana 50.000 meetings Weight Watchers si svolgono in giro per il mondo. Si stima che nel 2008, sono stati spesi circa $4 billions in prodotti e servizi Weight Watchers. Business is business.
Via.


DOPatevi!

Dopatevi, rugby e prodotti DOP

Vi piace la nuova campagna a sostegno dei prodotti DOP e IGP? Testimonial la nazionale italiana di rugby.

Fonte


Mangiare e bere al Summer Jamboree (2)

Proseguo il racconto gastronomico del Summer Jamboree 2009. Cosa dissetava ballerini, curiosi e appassionati del Festival accorsi a Senigallia?

Due gli sponsors, la birra Theresianer e l’azienda piemontese Abbondio, conosciuta per le sue gazzose. La storica azienda ha fatto parlare di sé quando qualche anno fa ripropose dei formati con la chiusura a biglia, abbandonata ormai da anni.

A Senigallia ovunque si vedevano le bottiglie della linea vintage Abbondio con le sorridenti e ammiccanti pin up: la gazzosa verde alla menta, la gazzosa rossa, la gazzosa classica bianca, il chinotto e il gusto pompelmo e fragola.

Sul sito dell’azienda leggo che: l’impegno di Abbondio nei confronti della genuinità continua a porsi nuovi traguardi: l’utilizzo di ingredienti esclusivamente naturali, selezionati con cura per la loro qualità, e la totale assenza di coloranti artificiali. Al loro posto, solo estratti di aromi naturali. Le bibite Abbondio già da tempo non contengono conservanti, e vengono preparatepartendo da ingredienti pregiati, provenienti dalle aree a maggior vocazione, come le speciali varietà di limoni siciliani e di menta piemontese, i chinotti liguri e calabresi, le arance pugliesi, uniti allo zucchero di canna extrafine garantito senza OGM.

Leggo anche che accanto alle formule classiche, l’ Abbondio ne ha proposte alcune nuove. Devono essere appunto quelle della linea Vintage perchè alcuni interrogativi me li pongo leggendo le etichette proposte sul mercato nazionale ed internazionale.

Di ingredienti non se ne trovano nel sito dell’Abbondio. Eccone alcuni:

Vediamo la ricetta del chinotto Originale? Acqua, zucchero di canna,anidride carbonica, colorante E150d, aromi, acidificante: acido citrico.

Il chinotto? Non avvistato.Il segreto deve stare in quella parola:aromi.

Gazzosa bianca acqua,zucchero di canna,anidride carbonica,acidificante:acido citrico,aromi naturali,antiossidante:acido ascorbico

anche qui, succo di limoni non citato.

e infine Pompelmo e fragola: acqua, succo di pompelmo 12%, zucchero di canna,anidride carbonica,acidificante:acido citrico,succo di fragola, aromi,conservante: benzoato di sodio.

Manon avevamo letto che non si usano conservanti?

Sorridono le pin up sulle bottiglie.Il vintage piace così tanto. Apprezzo molto la scelta del vetro. Ma 2,50 euro per un volume di 250ml di una bibita che sulla base degli ingredienti non appare così diversa da tante altre, mi sembrano decisamente troppo.


Mangiare e bere al Summer Jamboree

summer Jamboree

Si è concluso due settimane fa il Summer Jamboree 2009. E dire che per dieci anni,nonostante Senigallia non sia lontana da Ancona, non ero mai stata a visitare il il Festival internazionale della musica e della cultura dell’America anni ’40 e ’50. Leggendo le impressioni e i commenti di chi ha vissuto questa manifestazione fin dai primi anni emergono alcuni problemi. Il festival, complice il successo che ha avuto negli ultimi tempi,si è trasformato ed è diventato piu’ commerciale. I proprietari di auto d’epoca quest’anno erano meno numerosi, tenuti alla larga dalla gran massa di pubblico. Gli appassionati arrivati appositamente per ballare hanno fatto fatica a trovare spazio in pista.

Quest’anno ci sono andata in due diverse occasioni. Per me era tutto nuovo anche se non ho potuto non notare che tra le bancarelle del vintage market c’erano espositori che c’entravano poco, è stato comunque divertente camminare accanto a giovani e meno giovani vestiti o addobbati con accociature impomatate a simulare quelle di 40 anni fa.

Summmer Jamboree non è solo il Festival internazionale della musica e della cultura dell’America anni ’40 e ’50, è anche l’ opportunità -secondo gli organizzatori- di viaggiare attraverso sapori e aromi dell’America multietnica del passato e di oggi.

Non potevo non soffermarmi sulle proposte gastronomiche, così sapete cosa vi aspetta nel caso decidiate in futuro di partecipare.

Ho deciso di provare la novità del Diner 2009, oltre al Pancake con sciroppo d’acero, ho ordinato il Navajo Fried Bread, un piatto che ricorda l’assedio subito dal popolo Navajo e che rappresenta una tradizione. La storia racconta che originari delle terre tra le quattro montagne sacre fra Arizona, Utah, Colorado e New Mexico, i Navajo subirono feroci aggressioni e furono imprigionati per numerosi anni. Il Governo statunitense mandò loro soltanto farina, sale, zucchero e lievito. Da questi ingredienti poveri nacque il Navajo Fried Bread. Eccolo al prezzo di 6 euro, una untuosissima frittella su cui erano adagiati fagioli e foglie di insalata.

Quest’anno, come negli anni precedenti c’era il menù del Cajun e Tex Mex Diner aperto tutti i giorni. Si potevano assaggiare i piatti del fast food e della quotidianità statunitense accanto ad altri espressione dell’America multietnica. In menu’ ho visto il Souwestern Barbecue, il Chili con carne y frijoles negros, Chicken Sticks, Onion Rings e il Kentucky Fried Chicken.

Che cos’era il misterioso Cajun Jambalaya? Jambalaya si usa per definire un miscuglio di ingredienti, zafferano,pomodori, prosciutto.

Tra le proposte anche il Chicano’s Burrito, un piatto tipico della cucina ispanica,le Blue and red corn tortilla chip, tortillas di mais blu e rosso derivate dalle pannocchie di quei colori.

Anche quest’anno si trovava il Giant Swing Burger. e il Poor Boy, un panino italo americano con polpa di granchio fritta, pomodori, lattuga, cipolla e tabasco nato il giorno in cui una signora di un chiosco impietosita da un piccolo emigrante affamato che guardava i panini disse “C’mon give a sandiwich to this poor boy!”

Per chi nonostante tutto non se la sentiva di rinunciare agli spaghetti e ai sapori mediterranei, c’era il menù “Tu vuo fà l’americano” che proponeva spaghetti cacio e pepe, spaghetti all’amatriciana, frittura di mare, fritto misto all’italiana con verdure in pastella.

Ubiquitarie le patate fritte.

Non mancava la piada con la Nutella (?)

In menu anche il kebab marchigiano con porchetta.

E non vogliamo parlare del bere e delle bibite analcoliche?. Ovunque bottiglie della linea Vintage Abbondio sponsor della manifestazione con le sue bottiglie con sorridenti e ammiccanti pin -up e di cui vale la pena dire qualcosa..(continua)..

Ecco qualche immagine per respirare l’atmosfera che si vive in quei giorni a Senigallia..cliccate per vederle ingrandite.

Alcune immagini sono tratte da VivereSenigallia.it e da Flickr (Album di Pandemia, The Andy Branca Show).


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 868 follower