Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Grassi idrogenati'

7 Giugno 2008

La colazione dei campioni

“Stamattina colazione a base di pane e Nutella”, come afferma Claudio Silvestri, chef della Nazionale italiana di calcio. Nutella Ferrero è sponsor delle nazionali di calcio sia della Germania che dell’Italia. Visto che stanno per partire gli Europei di calcio, non potevano scegliere momento migliore gli attivisti di Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’olio di palma e per chiedere alla Ferrero di modificare la composizione della formula della crema spalmabile.

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15 Agosto 2007

Grassa Ikea

biscotti alla cannella

Mi hanno convinto a fare un giro all’IKEA dove ero già stata in occasione della inaugurazione della nuova sede ad Ancona. Complice il tempo nuvoloso, c’era una fiumana di gente. L’Ikea da un paio di anni, ha iniziato il lancio di una linea di prodotti alimentari col proprio marchio per applicare la propria filosofia del fai-da-te anche al cibo, permettendo quindi alla propria clientela di “costruirsi” le proprie portate. Ikea è già presente nel settore food con ristoranti e bar presenti in ogni suo punto vendita, e che contribuiscono per circa il 4,5% del fatturato totale.
Nonostante fosse pomeriggio, c’era gente al ristorante, ma che olio usano per condire? (more…)

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11 Maggio 2007

Fritto misto contest

Mi sono abbonata un po’ di tempo fa alla PotatoProNewsletter e nell’ultima  ho trovato notizia di un sito FryTest.com, tutto dedicato agli oli per friggere french fries, crocchette, fish and chips. Negli Usa è obbligatorio riportare i livelli di acidi grassi trans sulle confezioni ed è stato vietato l’uso di oli contenenti grassi idrogenati nei ristoranti di alcune città. È nata cosi’ FryTest.com, una compagnia che si è costituita per fornire informazioni sugli oli "zero trans fat’: Si chiamano così gli oli che che contengono < 0.5 g di acidi grassi trans a porzione. In collaborazione con la Texas University, sono state condotte delle prove di frittura con oli diversi prodotti da varie aziende come FryChef (palm olein, high oleic sunflower blend), Cargill: Clear Valley (high oleic canola) e Cargill: eLitra (high oleic canola) e ConAgra: Wesson Smart Choice (cottonseed, canola blend).
Com’è andata?

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4 Marzo 2007

Il babaçu

baacu

Nel banco frigo ieri ho trovato una merendina con questa composizione.

 

Ingredienti: Zucchero, latte fresco (21,5%),farina di frumento,uova, grasso vegetale raffinato (palma), grassi vegetali idrogenati (palmisto, cocco, babaçu),cacao magro in polvere (4,8%),fecola di patate, miele (2,4%),sciroppo di glucosio, tuorlo, burro di cacao, olio di semi di girasole, proteine del latte,latte scremato in polvere, amido di tapioca,burro, emulsionanti E442,E471,E475, E476, fibre di frumento, agenti lievitanti :E450,E503ii, sale, aromi

 

E mi è venuta la curiosità di sapere che cos’è il babaçu. Si tratta della Orbignya martiana, una palma tropicale che può raggiungere anche i 20 m di altezza ed è di grande valore economico, poiché se ne possono sfruttare diverse parti. Dal babaçu si ricavano  infatti olio commestibile e per cosmetici, farina (utilizzata per la produzione di dolci, pane, budini), carbone vegetale, carta, prodotti dell’artigianato locale e bio-diesel. Dal liquido che si estrae dalla pianta gli Indios ricavano anche una bevanda fermentata.

L’etichetta conferma che quando troviamo la generica dicitura "grassi vegetali", si tratta nella gran parte dei casi di grassi tropicali e ora sappiamo che anche l’olio di babaçu può essere sottoposto a idrogenazione. 

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17 Novembre 2006

Via gli acidi grassi trans, arriva VISTIVE™!

KFC

Dal gennaio scorso negli USA è obbligatorio riportare i livelli di acidi grassi trans nelle etichette alimentari e molte aziende hanno annunciato l’intenzione di modificare i tipi di olio usato nelle varie filiere produttive per diminuire la loro formazione negli alimenti. Azioni legali e altri episodi hanno spinto sull’acceleratore e dopo due anni di tests, è arrivato anche l’annuncio della Kentucky fried chiken (KFC) che cambierà la fornitura di olio da utilizzare nelle cucine dei suoi numerosi ristoranti. Alla Monsanto gongolano perchè la scelta è caduta su VISTIVE una varietà di soia da loro prodotta. Vistive contiene un livello minore dell’acido grasso poliinsaturo linolenico (3%) rispetto alla soia tradizionale (8%) e pertanto l’olio che si ottiene è piu’ stabile quando esposto ad alte temperature, non richiede l’idrogenazione e quindi non provoca la formazione di acidi grassi trans. La KFC segue  la Kellogg Company, che ha già annunciato lo scorso anno la decisione di inserire l’olio ottenuto dalla soia  VISTIVE  per i suoi prodotti low-trans fats. Ma cosa troviamo su Vistive nel web? Al primo posto, precedendo tutti gli entusiastici comunicati della Monsanto, troviamo l’articolo Beware Monsanto’s "Vistive Soybeans" del Prof. Joe Cummins dell’ Institute for Science in Society.L’autore rivolge l’attenzione sulla sicurezza di Vistive, le modificazioni della composizione degli acidi grassi della nuova varietà di soia, sono state ottenute mediante tecniche di conventional breeding  ma Vistive è comunque una varietà transgenica poiché possiede il tratto che le conferisce resistenza all’erbicida RoundUp.IL dibattito a questo punto è solo iniziato.

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14 Ottobre 2006

Tecnofood:Soluzioni rapide in cucina

_zuppa.jpg

Ehi tu che stai leggendo, se fai uso di piatti pronti, pizze surgelate, risi e minestre in busta o brick, insomma ti piace tutto pronto in 5 minuti, fai parte di quel 60% degli italiani  che dichiarano di scegliere e consumare regolarmente cibi precotti o pasti sostitutivi. E’ dedicato a questo argomento, un articolo di Isabella Egidi nell’inserto Salute di Repubblica (Tecnofood,quando in cucina e a tavola trionfano le soluzioni rapide, 28 Settembre 2006). I risotti e minestre in busta sono risultati tra i cibi piu’ apprezzati da un campione di 1000 italiani tra i 25 e i 50 anni. Ma dove avevo già letto queste cifre? Adesso ricordo! su Peperosso Weekly del gennaio scorso. Possibile che non si trovino dati piu’ recenti? Tornando ai piatti pronti, cosa dice in proposito la Federalimentari? Che l’industria rende sempre più diversificata la loro offerta affinché siano in linea con le esigenze dei consumatori anche in termini nutrizionali. Siamo sicuri? Ecco alcune etichette che mi hanno portato alcuni miei studenti (1,2) e oggi sono finiti nel carrello della mia spesa alcuni prodotti di questa azienda. Mi sto documentando insomma e in un panorama così eterogeneo non è facile.

Fonte Tool dell’immagine:Util e Inutil


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28 Agosto 2006

Parla come mangi

Sto caricando sul TRASHFOOD’s album di Flickr, delle slides  usate in occasione di incontri  e seminari su temi legati all’etichettatura alimentare.  Dateci uno sguardo ogni tanto qui a destra  per vedere i nuovi arrivi. Due di queste immagini (1,2) le ho usate all’incontro Parla come mangi, due anni fa a Pizzighettone. Con l’occasione saluto i due Micheli, Michele Marziani che era con me tra i relatori e Michele Milani che aveva organizzato l’incontro.

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3 Marzo 2006

TRASHFOOD sul Salvagente

copertina Salvagente

Sull’ultimo numero del Salvagente in edicola c’è un articolo sui  grassi idrogenati e sulla loro ampia diffusione tra i prodotti italiani. Si analizza la situazione a livello internazionale, non tralasciando gli aspetti storici che hanno contribuito all’affermarsi dell’idrogenazione degli oli e grassi alimentari. L’articolo contiene parte di una mia intervista alla giornalista Marta Strinati che ha utilizzato anche l’archivio di TRASHFOOD come fonte bibliografica. Dalla prossima settimana l’intero articolo sarà in rete, se non volete aspettare,correte in edicola!

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20 Febbraio 2006

Biscotti …è tempo di crumb test!

crumbtest

Che ne dite di un robot per testare dei biscotti? La United Biscuit che ha ripreso la pubblicità dei suoi McVIties,  mi fa tornare sul tema del food design. Siamo proprio nei laboratori della United Biscuit, l’azienda anglosassone produttrice. Alla ricerca di cibi tecnologicamente perfetti come l’innovativo biscotto al cioccolato per il cui studio si è addirittura progettato il nuovo robot che riproduce la masticazione umana e permette di collaudare in quanto tempo si sbriciola un biscotto in relazione al suo peso. Si tratta di un Crumb test per studiare ‘the mechanical textural attribute relating to a low level of work required to break a biscuit into small fragments"s. Avreste mai detto che accadono questi tests? Dicono che il robot sia infaticabile! e soprattutto non perde l’appetito!

La United Biscuit è tra le aziende che ha annunciato la sostituzione dei grassi idrogenati tra gli ingredienti dei McVities, in Italia arrivano comunque ancora con oli idrogenati…eccone la prova.

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8 Ottobre 2005

Li chiamano trans

trans fats

Il termine grassi idrogenati è una delle chiavi di ricerca che ha portato il maggior numero di utenti su TRASHFOOD. Propongo un remake del mio articolo Li chiamano trans pubblicato sul primo numero del randomestrale. Le margarine commercializzate sino alla fine degli anni ’70 si ottenevano con il processo dell’idrogenazione e presentavano contenuti di isomeri trans non trascurabili. Si pensi che all’epoca

la Food and Drug Administration ammetteva per le margarine, cosiddette industriali, un limite di isomeri trans “non superiore al 50% degli acidi grassi insaturi”!. Attualmente tali valori non sono piu’ accettabili e sono state messe a punto tecniche per ottenere la margarina senza ricorrere all’idrogenazione. Quali sono?


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