Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Io lo leggerei'

21 Giugno 2009

Questione di bolle. La scienza del cioccolato aerato

Il mio archivio di etichette si arricchisce di un nuovo esemplare. L’etichetta di una barretta di cioccolato aerato, Luflée della Milka (Kraft). Di cosa si tratta? Di un cioccolato che si presenta con delle bolle incorporate.

Cioccolato aerato

Come si ottiene la cioccolata aerata? Mediante un processo fisico che prevede l’uso (anche) di alcuni gas e all’università di Readind (UK) hanno anche voluto confrontare l’effetto di diversi gas sulla struttura del cioccolato, sulle dimensioni delle bolle e sulle proprietà sensoriali. A confronto ossido d’azoto, azoto, anidride carbonica e argon. L’ossido d’azoto è quello che ha dato i risultato piu’ graditi ai membri del panel test voluto dalla Nestlè per studiare le performance dei suoi snacks (1). Il processo è piuttosto articolato, qui ne potete leggere un esempio.

aerat chocolate

-Le tecnologie con cui si ottiene l’aerazione sono vantaggiose per l’industria poiché essa permette di tagliare i costi e i tempi di lavorazione. Infatti si risparmia sulla quantità di cioccolato, ma il gusto non ne è compromesso. Meno materie prime, meno grassi. Una barretta come quella della foto (60g) costa 0.97 euro. Perché ha un costo maggiore a parità di peso se confrontata con altre tavolette non aerate?

-Tra le aziende che hanno già immesso in vendita il cioccolato aerato, ho trovato la Nestlè con Aero. Negli USA è nato perfino un marchio Bubblechocolate.

-L’aerazione è una tecnica decisamente accattivante. E’ indispensabile? No, assolutamente. Ma viene eseguita poichè porta alla produzione di nuove “texture” e forme che si differenziano dal resto dei prodotti. Danno anche sensazioni nuove al palato dei consumatori.

-Non c’è in pratica prodotto che non possa essere sottoposto a questo trattamento, soufflé, crema spray, il cappuccino, la birra,il gelato,il popcorn.

-Ho scoperto dei libri dedicati alle “Bubble in Food” e convegni internazionali dedicati al tema, per i piu’ curiosi, per esempio propongo la lettura di : Bubbles in food 2. Novelty, health and luxury.

Bubble in Food

lo prendo?

Per saperne di piu’:

- Determination of bubbles in foods by X-ray microtomography and image analysis

-Laughing gas makes better chocolate

-Aerated Products

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8 Giugno 2009

Starbucks. Il buono e il cattivo del caffè

Un libro su Starbucks? Esatto. L’autore è Taylor Clark, un giornalista d’inchiesta che per anni ha lavorato al Willamette Week, settimanale di Portland, città che insieme a Seattle è stata fra le prime investite dall’espansione di Starbucks. Clark ripercorre quindi la storia del brand, l’idea percorsa dal fondatore Howard Schultz, indaga in dettaglio la cultura aziendale, le cause della sua espansione e le ragioni per cui è amata e avversata in egual misura. Nel libro si trovano interviste ai protagonisti di Starbucks e ai suoi concorrenti, fra cui Illycaffè. Quali sono le ragioni del successo dei suoi prodotti, il latte e i frappuccinos?

Altri dettagli li trovate nel blog dedicato alla pubblicazione.

Via.

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26 Aprile 2009

Il colmo per la metilcellulosa

Dopo le strampalate interviste di Striscia la notizia, la metilcellulosa è arrivata all’attenzione dei telespettatori. Chissà quante volte hanno acquistato senza pensarci troppo, gelati, dessert e altri prodotti che contengono questo addensante o altri derivati della cellulosa come la carbossimetilcellulosa (CMC) come questo esempio:

Gelato e addensanti

C’è chi guarda la metilcellulosa con sospetto perchè si usa nella cucina molecolare. Dove trovate la metilcellulosa? E’ un additivo con funzione addensante e ho trovato un elenco del Codex Alimentarius che ci informa su tutti i tipi di prodotti in cui può essere impiegata in percentuali diversi (circa 0.5%). Inoltre la metilcellulosa è il principio attivo di un lassativo (Citrucell) e di un prodotto dimagrante (Celevac).

Stamattina mentre stavo ragionando sulle sue caratteristiche strutturali mi sono detta che sarebbe potuta rientrare senza troppi problemi nella famiglia delle “dietary fiber”. Che cosa penso di questa nuova definizione delle fibre l’ho già detto, per me è fuorviante. Una alimentazione ricca di fibre significa privilegiare piatti con legumi, ortaggi, frutta e non prodotti a cui sono aggiunti intenzionalmente carboidrati non digeribili anche di sintesi. Vogliamo usare gli idrocolloidi come addensanti? OK, riabilitarli a ruolo di fibre, mi sembra troppo.

Un giro veloce e ho conferma delle mie intuizioni. Nel documento “Statement of the Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies on a request from the Commission related to dietary fibre” trovo un elenco esaustivo delle molecole che sulla base della nuova definizione, rientrano tra le fibre. Lo lascio in inglese, poi appena ho un pò di tempo, lo traduco.

Definitions of dietary fibre in dietary recommendations of fibre intake
Carbohydrates, compounds analogous to carbohydrates, and lignin and related substances that are not digested or absorbed in the human small intestine. These include:

• Polysaccharides other than starch, and non-digestible oligosaccharides: e.g. cellulose, hemicelluloses such as arabinoxylans, arabinogalactans and xyloglucans, pectin, fructans and some oligosaccharides (inulin, fructooligosaccharides, oligofructose), galacto-oligosaccharides and xylooligosaccharides, gums and mucilages (for some population groups: lactose)

• Compounds analogous to carbohydrates: indigestible dextrins (mainly from potatoes and maize), synthetic carbohydrates and their derivatives, polydextrose, methylcellulose, hydroxypropyl methylcellulose, etc. indigestible starch.
—————————————

Conclusione? un prodotto contenente la Metilcellulosa come addensante, potrebbe sulla base della nuova definizione, essere etichettato con la dicitura “Con fibre” proprio perchè c’è il derivato della cellulosa come ingrediente. Non ho trovato conferme ma ho letto che negli USA uno yogurth della Dannon la contiene per aumentare appunto il livello di fibre.

Da leggere:

-Definitions of dietary fibre in dietary recommendations of fibre intake

-Methycellulose

-Questione di fibre

- La cellulosa e i suoi derivati.

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19 Aprile 2009

Questa settimana su Trashfood

-Pot noodles doner kebab. Pot Noodles della Unilever, “the slag of all snacks’ che non è un complimento. Quale misteriosa combinazione di molecole impartisce il nuovo gusto: Doner Kebab.

- Scanwiches Prendete un panino farcito, tagliatelo a metà, lo passate allo scanner. Bravi, adesso lo potete spedire a Scanwiches, un fotoblog che raccoglie decine di immagini di panini e indirizzi in cui sono stati acquistati.

-Conserviamo i conservanti?
I conservanti sintetici BHA (Butil-idrossi-anisolo) e BHT (butil-idrossi-toluene), dal bancone del laboratorio al piatto.

Pet-food-politics: The Chihuahua in the Coal Mine“, il nuovo libro di Marion Nestle ripercorrere i piu’ recenti scandali e recall che hanno interessato il settore dei mangimi per animali domestici.

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14 Aprile 2009

Pet Food Politics: The Chihuahua in the Coal Mine

Pet Food cover

Pet Food Politics: The Chihuahua in the Coal Mine“ è il nuovo libro di Marion Nestle.

Dopo Food politics:how the food industry influences Nutrition and health e What to eat, l’autrice esplora le filiere produttive dei mangimi destinati agli animali domestici, è l’occasione per ripercorrere i piu’ recenti scandali e recall che hanno interessato il settore e per trattare gli scambi commerciali degli ingredienti contaminati che sono stati impiegati nella produzione dei mangimi. Non abbiamo dimenticato la vicenda della melamina vero?

A proposito di animali domestici, avete visto Bo, il nuovo cane della famiglia Obama? E “The Obama Dog Blog” che gli è stato dedicato?

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15 Marzo 2009

Il frigorifero di Stefania

Mostri nel mio frigorifero

Oggi pomeriggio a Milano in occasione di Falacosagiusta, verrà presentato il libro “I mostri nel mio frigorifero” (Terre di mezzo Editore 2008) della giornalista Stefania Cecchetti. Purtroppo ho dovuto declinare l’invito di Stefania a partecipare alla seconda presentazione e non sarò stasera a Milano. Ma se siete in zona, vi invito ad andare e ad ascoltare l’autrice con cui ci siamo sentite in diverse occasioni l’anno scorso,telefonate e mails per scambiare idee e confrontarci sui vari prodotti alimentari che Stefania ha scelto di trattare. Cosa si nasconde dentro merendine, piatti pronti, salumi, bibite, yogurt, sughi.. recita il sottotitolo del libro che è giunto alla seconda edizione, segno che c’è curiosità intorno a questo tema, e questo è positivo. Un libro agile da tenere a portata di mano e a cui attingere quando si hanno curiosità su alcuni ingredienti e ci si interroga sulle loro funzioni. Trashfood, da cui Stefania ha attinto per vari argomenti, è tra i siti suggeriti per cercare informazioni su temi di attualità nutrizionale. Grazie!

Allora l’appuntamento con Stefania è per oggi pomeriggio, Caffè letterario (ore 15-17.00).Qui trovate il programma dell’intera giornata.

Dove? Falacosagiusta, Fieramilanocity, Porta Scarampo, Viale Scarampo, Milano

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4 Novembre 2008

Plastica, Bisphenol A e i candidati

Gadget

Stavo guardando gli stores on line dei due candidati. Tanti gadget e sconti. Tra gli accessori, bottiglie di plastica con i simboli dei due partiti. Entrambi i candidati hanno puntato su bottiglie di plastica BPA-free. La siglia BPA indica il bisphenol A, sulla cui sicurezza si è scritto molto e dati contrasanti sono stati pubblicati. Qui un documento ufficiale della FDA sulla contestata molecola.

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21 Ottobre 2008

Pianeta Pollo

Pianeta pollo

Dopo Fast food nation e Il dilemma dell’onnivoro, un nuovo libro che tratta l’industrializzazione delle filiere produttive alimentari, entra nella mia libreria. Ieri ho fatto compere, tra gli altri ho preso il libro Pianeta Pollo: la triste storia del pennuto nel tuo piatto, traduzione di Planet Chicken: The Shameful Story of the Bird on Your Plate della giornalista Hattie Ellis che da numerosi anni si occupa di alimentazione e filiere produttive e di industria alimentare. Qui e qui qualche informazione in piu’.

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5 Settembre 2008

Nostra Signora Terra

Volevo segnalare un articolo che ho trovato sull’Espresso - una sorta di intervista a 3 con Petrini e Zaia. La chiacchierata non va a fondo su certi punti, ma e’ interessante perche’ fa capire almeno le linee generali di pensiero. Bisogna poi vedere quanto verra’ realizzato e come. L’articolo ha come titolo Nostra Signora Terra.

Diciamo che mi trova in generale d’accordo con gli spunti discussi (noterete che anche gli interlocutori si trovano d’accordo praticamente su tutto), trovo qualche imprecisione, ad esempio quando si parla di Europa, non si dice chiaramente che una cosa sono le politiche agricole, un’altra sono invece quelle che codificano il processo produttivo e che quindi impongono standards assurdi e inappropriati a certe produzioni artigianali tipiche italiane: l’esempio di Zaia riguarda le piastrelle che l’EU impone agli artigiani per garantire facili procedure igieniche - per la stessa ragione se non erro vengono imposti i piani di lavoro in acciaio anche nei pastifici artigianali…mentre sappiamo tutti in Italia che per fare la pasta fresca hai bisogno di un piano di lavoro in legno.

Un’altra perplessita’ a mio avviso riguarda la faccenda del distributore del latte: di che latte si sta parlando? prodotto locamente, certo, ma non si dice se pastorizzato o no, e questo fa differenza. E poi pensiamo di risolvere il forte potere d’acquisto dei supermercati rispetto al piccolo produttore con il distributore di latte? Ovviamente no. Anzi, per il supermercato e’ un’ottima opportunita’ per attirare nuovi clienti.

Infine: si tocca molto velocemente l’argomento OGM. Di questo abbiamo parlato spesso qui su Trashfood, e abbiamo ricordato che non possiamo ostinarci a cavalcare la battaglia contro l’OGM parlando solo ed esclusivamente degli effetti sulla ns salute, perche’ come abbiamo visto, ancora non si sa tantissimo (e.g. si parla solo ora dell’insorgere di alcune patologie tipo la Morgellons, i cui meccanismi molecolari non sono ancora ben definiti. Alcune analisi hanno confermato la crescita di fibre nelle piaghe della pelle umana.La loro composizione non è stata identificata (Edit:vedi commenti)
E’ giusto parlare dei forti interessi della lobby bio-farmaceutica e quindi capire il ruolo che queste imprese hanno a livello politico e di lobby. Ed e’ giusto ricordare anche che queste imprese hanno cura dei loro interessi ma certamente non si pongono la questione morale legata ai brevetti, o quella finanziaria… di cui gia’ abbiamo parlato qui e qui : la ricerca ci ha gia’ avvisato che questo gran bel business non porterebbe alcun aiuto alle popolazioni povere, ne’ tantomeno al contadino, in quanto sarebbe costretto a dover ogni anno acquistare i semi (i semi OGM sono ibridi). Inoltre non scordiamoci anche che e’ molto difficile limitare l’uso di queste colture al di qua o al di la’ della staccionata. Leggete un po’ qui - tipico problema di chi NON vuole coltivare OGM. Oltre al danno, la beffa.

Un saluto a tutti.




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24 Luglio 2008

Top ten food trends

E’ di qualche mese fa la Top ten delle tendenze dell’industria alimentare. si tratta di una classifica stilata da Datamonitor, qualche prodotto segnalato lo abbiamo già visto, altre sono state una vera sorpresa anche per me e credo siano argomenti da approfondire in futuro.

1-Probiotici, non solo yogurt
Lunga vita ai probiotici che continuano ad essere protagonisti e non solo limitati allo yogurt (1,2). Nel 2007, il primo formaggio con il lancio di Kraft LiveActive poi altri prodotti lattiero-caseari, ne abbiamo visti anche in Italia. Vi sono indicazioni che il cioccolato potrebbe essere il prossimo. Il fornitore di cioccolato, Barry Callebaut ha introdotto una nuova tecnologia che consente la creazione di una tavoletta di cioccolato con probiotici.

2-Kids Foods
Mai sopita la polemica sul marketing aggressivo di alcune aziende di prodotti alimentari destinati a bambini, tra i nuovi soggetti da studiare, anche i produttori di alimenti e bevande del settore “organic”. Negli Stati Uniti, la Amy’s Kitchen offre una serie di primi congelati, si chiamano Amy’s Not Just for Kids, mentre Honest Tea propone per i più giovani la serie di Honest Kids alla Frutta

3-Fresco è meglio
Fresco, un aggettivo tutto da interpretare. Il numero di nuovi prodotti alimentari “freschi” lanciati negli Stati Uniti e che utilizzano o sono progettati per l’uso del vapore come un metodo di cottura è triplicato tra il 2005 e il 2007. Tra i nuovi alimenti surgelati da cucinare a vapore e presentati in pacchetti speciali,i ravioli Rosetto Steam’n negli Stati Uniti sono tra i prodotti da segnalare ad esempio di questa tendenza di consumo.
La Tesco’s ha deciso di aprire numerosi convenience store :Fresh & Easy sulla costa ovest degli Stati Uniti. Anche nel Regno Unito, la Tesco ha intenzione di proporsi con nuovi prodotti alimentari “freschi“.

4-Superfruits per tutti
Si chiamano “superfruits” e sono frutti ricchi di vitamine, antiossidanti e di sali minerali, come acai, goji bacche, noni e melograni, vengono proposti come materie prime da trasformare in succhi e bevande salutari. Cercate “superfruits” o “super juices” e ne troverete già degli esempi. Il 2008 potrebbe anche essere l’anno per superfruits emergenti come lo yumberry. Raccolto per oltre 2000 anni in Cina, è considerato una novità per la maggior parte del resto del mondo. Salutato per il suo alto contenuto di antiossidanti e dal sapore simile ai mirtilli, lo yumberry è alla base di una nuova linea di bevande negli Stati Uniti tra cui una dal nome fantasioso: Frutzzo anche al succo di melograno. Ai prodotti segnalati da Datamonitor, aggiungo farina del mio sacco: Xango di cui si è annunciato l’ arrivo anche in Italia.

5- African Taste
Nel mercato globale,il continente africano inizia a farsi conoscere per alcuni prodotti o ingredienti come il baobab e l’olio di argan da impiegare non solo nel settore dei cosmetici. Tra i nuovi ingredienti, il peperoncino Birds Eye Chili - noto anche come Peri-Peri sta cominciando a comparire in nuove salse e condimenti.

6-Il Sonno prima di tutto.
“Early to bed, early to rise, make a man healthy, wealthy and wise,” diceva Benjamin Franklin nel “Poor Richard’s Almanac”. La pubblicazione di studi che hanno messo in relazione la mancanza di sonno e l’insorgenza dell’obesità, ha aperto un mercato a prodotti finalizzati a prevenire l’insonnia. Tra questi c’è il nuovo latte Adult milk dell’azienda giapponese Nakazawa. Adult milk proviene da mucche che sono munte una volta alla settimana all’alba e che per questo forniscono un latte ad alto contenuto di melatonina. Alcuni nuovi prodotti sono basati invece sull’acido gamma-aminobutirrico (GABA), un aminoacido proposto per le sue proprietà di alleviare lo stress. La Jones Soda si è recentemente garantita il diritto di impiego di PHARMA GABA negli Stati Uniti e si attendono nuovi prodotti.

La Jones soda? come dimenticare i suoi drinks così alternativi?

7-Crunch Time
Prodotti di successo sono anche gli snacks che fanno leva sul “croccante” o sull’effetto “crispy”, con un business raddoppiato tra il 2002 e il 2006. Tra i nuovi prodotti che si propongono anche piu’ salutari dei precedenti, vi sono: McCain’s Frozen Popcorn Potatoes (mini popcorn-shaped shredded potatoes, la nuova generazione di Max Snickers Clusters della Masterfoods e i Multi-Grain snack crackers della Kellogs.

8-Spezie che passione!
E’ noto che con l’invecchiamento si ha un calo fisiologico della nostra capacità di percepire i sapori. Per compensare questa perdita sensoriale, da parte consumatori cresce l’offerta di cibi dai sapori piu’ forti. Sono quindi in aumento le salse piccanti e i formaggi dai sapori piu’ marcati. Datamonitor’s Online Productscan rileva il successo del termine “piccante” tra i nuovi prodotti alimentari e nelle bevande. Tra le proposte piu’ curiose, in Portogallo è stato proposto Adagio Momenti Yogurt drink dal sapore speziato e con Chili Peppers.

9-La Potenza della caffeina Non solo bevande, lo abbiamo già anticipato. La caffeina ha trovato impiego in semi di girasole, caramelle, patatine fritte. Prossimamente la cioccolata calda, come la Swiss Miss Pick-Me-Up Hot che promette un apporto di caffeina come quella contenuta in una tazza di caffè.

10-Per un pianeta piu’ verde
La tendenza ecologista, in futuro non solo imballaggi piu’ rispettosi dell’ambiente. Anche modi di produrre con fonti alternative, per un pianeta piu’ verde. Nella top ten troviamo alcuni esempi, sarebbe interessante trovarne altri. In Finlandia, la Into Limetti ha prodotto un long drink ottenuto da una azienda alimentata da energia eolica. Nel Regno Unito gli agricoltori della StoneGate hanno introdotto Free Range: uova prodotte da galline allevate in aziende agricole che utilizzano energia eolica o solare come fonti di energia. Nel frattempo, la Procter & Gamble’s ha ideato un dispositivo che consente di aromatizzare l’acqua del rubinetto evitando così rifiuti delle bottiglie di plastica.

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