Tante proteste e alla fine Burger King ha ritirato lo spot pubblicitario del panino messicano Texican Whopper, destinato al mercato spagnolo.
Invece lo spot del Ciociaro della McDonald’s che ha ugualmente alimentato delle polemiche è ancora in onda?
Tante proteste e alla fine Burger King ha ritirato lo spot pubblicitario del panino messicano Texican Whopper, destinato al mercato spagnolo.
Invece lo spot del Ciociaro della McDonald’s che ha ugualmente alimentato delle polemiche è ancora in onda?
In tempi non sospetti, avevo scritto questo post “Quelli che la cucina molecolare” che voleva essere ironico, mi aveva colpito l’uso di certi ingredienti addensanti e emulsionanti nelle preparazioni di quello che veniva definito un grande chef Ferran Adrià. Erano gli stessi ingredienti che usa l’industria per scopi molto diversi e le cui caratteristiche strutturali e funzionali sono un continuo stimolo per i miei posts.
Di addensanti ho scritto tante volte. Ho parlato della gomma di guar, ho seguito la vicenda della sua contaminazione da diossina.
Ho trattato gli alginati e la carragenina, sorprendendo alcuni lettori sull’impiego che ne viene fatto nella produzione di certi insaccati.
Ho scritto delle maltodestrine che sono di tanti tipi, ho parlato a proposito della sua presenza in alcuni salumi, come questi che importiamo dalla Spagna. Leggete l’etichetta, è un uso fuorviante degli additivi addensanti oppure no?
E negli hamburger cosa ci stanno a fare le maltodestrine oltre al resto?
Maltodestrine le ho trovate anche in Alixir. I prodotti oggetto dei miei ET.chettibus® sono spesso chiari esempi di cosa si riesce ad ottenere con un uso massiccio di alcuni di questi composti.
Ho sempre cercato di spiegare con linguaggio semplice ma corretto da un punto di vista scientifico come si ottengono alcuni additivi e quali impieghi trovano nel settore alimentare.
Ringrazio Dario Bressanini per il link che contraccambio. Concordo con alcune delle sue affermazioni: alcuni si usano anche a casa. Chiediamoci comunque se quelli che incontriamo tra gli scaffali sono indispensabili. Se a volte l’industria ne fa un uso fuorviante per coprire la scarsa qualità delle materie prime impiegate, per migliorare un prodotto che altrimenti non sarebbe appetibile.
A distanza di tre anni vedo lo chef attaccato con un pressapochismo che fa spavento. Mi riferisco alle -non so come chiamarle- esibizioni di Striscia la notizia a cui non vorrei dare troppo peso.
Si parla di rapporti di collaborazione tra lo chef e suoi colleghi internazionali che praticano la cucina molecolare e il mondo della ricerca, l’industria. Ora ho poco tempo, sono di corsa, ma ci tornerò sopra.
Prima di parlare, bisognerebbe informarsi, rileggere le “Linee guida per la diffusione delle informazioni scientifiche sull’alimentazione”, non fa mai male.
Per esempio, tutti quelli che parlano di Ferran Adrià e del suo ruolo come ristoratore, conoscono la sua attività di ricerca all’interno di Alicia, una Fondazione che si occupa di scienze e gastronomia, effetti dell’alimentazione sulla salute in condizioni normali e patologiche?
Fatevi un giro nel sito di Alicia e ditemi se non sorprende anche voi la moltitudine di attività scientifiche e divulgative che svolge il centro in collaborazione con un elenco lunghissimo di partner. Sono certa che alla fine vi sarà venuta voglia di prenotarvi per una visita.
Post in progress..
Per una volta, non curiosiamo solo tra gli ingredienti, ma anche nelle immagini e nelle farciture dei panini di Scanwiches, un fotoblog in cui l’autore ha pensato di tagliare a metà i panini farciti e passarli allo scanner. Per ogni panino viene indicato il contenuto completo, dove è stato acquistato, forno, fast food o panineria. L’ immagine sopra ritrae un panino preparato da Crosby connection. Secondo voi cosa c’è dentro? ecco la risposta.
Visto su picamemag.com
Nel Regno Unito la Pasqua 2009 sarà da ricordare per le iniziative finalizzate a ridurre la mole di rifiuti dovuti agli imballaggi delle uova. Le uova di Pasqua Nestlé in vendita nel Regno Unito hanno quest’anno molto meno imballaggio di quelle in vendita in Italia. La multinazionale ha ridotto l’imballaggio del 30% e sostituito buona parte della plastica usata come protezione delle uova con del cartone riciclato e riciclabile. Anche Cadbury UK, Kraft, Magna Specialist Confectioners, Mars UK hanno stipulato accordi con la Wrap-led Seasonal Confectionery Industry Working Group per attuare una significativa riduzione del packaging delle uova di Pasqua 2009. Si stima che il packaging, le confezioni dei prodotti che acquistiamo, occupi circa il 70% del volume di rifiuti. Il food packaging è circa il 50% del packaging totale. La confezione degli alimenti assolve indubbiamente a diversi ruoli: protegge le derrate alimentari da contaminanti ambientali, ha quindi una funzione importante per l’igiene. Serve per il trasporto e per prolungare la conservazione. Il packaging è anche un veicolo per informazioni tra aziende e consumatori, contiene infatti alcune diciture obbligatorie come l’etichetta alimentare.
Esaurite le loro funzioni, le confezioni diventano un rifiuto. Come ridurne la mole?
Parole d’ordine: 3 R: Reduce. Ricicle. Reuse.
-Ridurre quindi l’acquisto di prodotti confezionati, come la frutta, ortaggi, formaggi takeaway nella vaschetta del polistirolo.
-Riciclare.
-Riusaremateriale utile. Il vetro può essere impiegato per altri liquidi, per le confetture domestiche. E la carta di opuscoli, food packaging, confezioni di carta o cartone?? Come prolungarne la vita?
Le mie due amiche Mariana e Paula che vivono in Argentina hanno pensato di riproporle in modo decisamente insolito. A Olivos dove vivono, non viene fatta la raccolta differenziata e allora, ecco l’idea. Perchè non utilizzare il materiale degli imballaggi che a volte sono robusti, resistenti, di bella fattura, per confezionare quaderni e blocchi? L’idea percorsa anche da altri artigiani, si è concretizzata anche nelle loro mani.
Ecco come alcune confezioni di alimentari, si trasformano in blocchi per appunti. Altre creazioni le trovate qui e sono in vendita su Etsy.com.



Tag: Easter egg Nestlè Cadbury Mars Uova di Pasqua waste food packaging
Non so a voi, ma a me è venuta fame oltre alla voglia di fare altrettanto, con altre combinazioni alimentari.
Visto su picamemag.com
Ne avevo parlato, chi non ricorda la storia del panettiere Digesù di Altamura? e l’idea di raccontarne la vicenda sullo schermo? Annunciata l’uscita della pellicola Focaccia blues nelle prossime settimane.
-Barilla, Mulino Bianco e altri sponsor. A Perugia è tornata Breakest -Evento dedicato a La prima colazione degli italiani
-Obama Food fingers Quanti prodotti gastronomici con l’immagine di Obama circolavano durante le elezioni? Stavolta il suo nome è finito negli Obama chicken Fingers da accompagnare con salsa al curry.
-Healthy-vending-machine Il ministero della Sanità del Galles ha formulato delle linee guida che vietano -da poche settimane- la vendita di alcuni snacks dolci e salati e bibite nei distributori automatici collocati all’interno degli ospedali. Favorevoli o contrari?
- La Disney ha interrotto la partnerhip con McDonald’s e ne è iniziata una con la USDA, Ministero dell’Agricoltura USA. E così ecco che troviamo uova e accessori per la cucina targati Disney. Sono arrivate le-uova-della-fattoria-Disney
- Sciroppo di glucosio-fruttosio reloaded. Sugar is back, leggiamo sul New York Times. E’ l’occasione per riparlare del dolcificante ottenuto dall’amido di mais.
Tag: Wales vending machine distributori automatici snacks zucchero HFCS Disney Barilla Mulino Bianco duck egg kid’smarketing Marion Nestle
Uova con i cartoon Disney? Esatto! L’ho trovate qui.
E’ necessario e indispensabile per convincere i piu’ piccoli a mangiare certi cibi? Come risponde la nutrizionista Marion Nestle intervistata sull’argomento?
“Food is food and entertainment is entertainment and I don’t see why they have to be mixed. If food is nourishing and well prepared, it is entertainment enough and doesn’t need cartoons to entice kids to eat. I say, let’s get rid of cartoons on all foods and let food be food.”
Chi sono le aziende alimentari che investono di piu’ in pubblicità? Ferrero, Barilla, Unilever, Perfetti Van Melle, Gervais Danone, Nestlè, Kellog’s, Kraft Food, Cameo, Muller. E due di queste hanno deciso che è ora che noi italiani impariamo a fare la colazione, meglio se con i loro prodotti. A Perugia oggi è ultimo giorno di Breakfest, l’evento interamente dedicato alla colazione. Sponsor principale il Mulino Bianco protagonista di appuntamenti e iniziative. In programma anche un reportage fotografico, realizzato in giro per l’Italia, dedicato proprio al risveglio degli italiani. Successivamente, a partire da maggio, partirà un tour che porterà Mulino Bianco in più di 100 città. Il tour incentrato sulla colazione non è una idea del tutto nuova, anche la Kellog’s lo ha organizzato in collaborazione con la società scientifica SIO. E anche l’idea Mulino Bianco della notte al museo per i bambini e colazione al risveglio, è stata già percorsa da Kellog’s.
Ma cosa mangiano gli italiani a colazione? E quanto tempo dedicano a quello che è considerato uno dei pasti principali della giornata? Secondo i dati Istat sarebbero il 79,2% gli italiani dediti a consumare una colazione adeguata in termini nutrizionali. Avete idea vero di cosa stiamo parlando? e la metà di loro dedica al primo pasto della giornata meno di dieci minuti, per mancanza di tempo o di appetito. Nei mesi scorsi una ricerca sulla prima colazione in Italia, commissionata proprio da Kellog’s e realizzata da GFK Eurisko, ha evidenziato che l’83% degli italiani fa la prima colazione, il 46% fa una colazione veloce (colazione fast ) mentre il 54% (colazione slow) fa una colazione con tranquillità seduto a tavola. E voi? Tè o caffè? Latte o yogurt? Nella colazione fast è il caffè protagonista, nella colazione slow è il caffelatte o il tè. Io come molti, non connetto senza il caffè.
Ancora poche ore di Breakfest, a Perugia con un test, potrete capire qual è il vostro tipo di risveglio e la vostra colazione ideale: risveglio morbido? allegro? energico o leggero?
Sembra che in centro a Perugia qualche malumore ci sia stato nelle zone in cui è stata allestita la struttura Barilla. A forma di mulino, è ovvio.
Fonti: Breakfest; Food: numeri e trend dell’advertising; Papille vagabonde