Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Prodotti ortofrutticoli'

30 gennaio 2010

Le arance rosse: l’ombelico della discordia

arance AIRC

Oggi in molte piazze italiane si potrà supportare la ricerca italiana contro il cancro con l’acquisto di una confezione di arance rosse di Sicilia. Sul sito dedicato all’evento nazionale troviamo informazioni sulle varietà Moro e Taroccoche sono coltivate in aziende agricole che applicano sistemi colturali a basso impatto ambientale in cui l’uso di concimi, antiparassitari ed erbicidi è ridotto al minimo, mentre sono impiegate preferibilmente sostanze di origine naturale per la nutrizione delle piante e la difesa dai parassiti. I frutti appena colti e privi di residui chimici sono semplicemente lavati con acqua potabile, spazzolati e asciugati. Non sono impiegati né conservanti né prodotti cosmetici. E soprattutto il loro viaggio verso le piazze di tutta Italia inizia subito.”

Nel blog Nutrimenti che curo con la mia collega Tiziana Bacchetti, in sintesi abbiamo descritto le caratteristiche nutrizionali delle arance scelte da diversi anni come simbolo dell’iniziativa dell’AIRC.

A proposito di arance siciliane, strana coincidenza, leggo che il servizio apparso qualche sera fa su canale 5 ha suscitato numerose polemiche che hanno coinvolto tra gli altri i presidenti di due associazioni di produttori: il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP e il Consorzio Tutela Arancia di Ribera DOP. Non sarebbe meglio evitare tutto questo? e andare avanti senza reticenze?

E voi? conoscete la differenza tra arance Moro,Tarocco,Navel, Ribera? solo per citare qualche nome di varietà di arance. Le sapreste riconoscere?

Fonti:

-arancedellasalute.it

-arance-rosse-su-striscia-la-notizia-infuria-la-polemica

-arance-di-ribera-striscia-la-notizia-continua-a-danneggiare-le-bionde-col-marchio-dop

-Top secret

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22 dicembre 2009

Carbon label, carbon foot print, insomma le emissioni di anidride carbonica in etichetta. Prendere esempio dalla Svezia

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Quanti kg di anidride carbonica sono prodotti per ottenere 1 kg di carne bovina?

Carote o piselli per contorno? quale dei due ortaggi ha un minore impatto ambientale? Sareste in grado di rispondere?

Torno sulla relazione alimentazione-salute-impatto ambientale. L’occasione me la offrono gli svedesi che si trovano da diversi mesi delle novità nella etichettatura. Su alcuni prodotti alimentari sono comparse nuove etichette che oltre alle informazioni nutrizionali, riportano dati sulle emissioni di anidride carbonica legate alla produzione. L’esperimento riguarda anche alcuni ristoranti e fast food. Nell’immagine un esempio delle informazioni riferite ad un panino e hamburger della Max Burger, una catena di fast food svedese che grazie a questa iniziativa fa parlare di sè.

Per arrivare alle cifre riportate sulle confezioni, gli scienziati reclutati dalla catena Lantmannen hanno analizzato le filiere produttive di 20 prodotti. Esaminate le emissioni relative ai trattamenti durante la coltivazione, alla lavorazione, stoccaggio e trasporto. La campagna divulgativa voluta dalla Swedish National Food Administration ha portato anche alla realizzazione delle Linee Guida con una serie di raccomandazioni che oltre ad indirizzare il consumo verso gli alimenti con un minor dispendio energetico (carne avicola ad esempio rispetto alla carne bovina, forniscono anche indicazioni sugli aspetti nutrizionali dei vari alimenti e sulla disponibilità delle risorse tra cui quelle ittiche. Se l’esperimento avrà successo tra i cittadini svedesi, sarà esteso ulteriormente a tutti prodotti alimentari.

Tutti ci auguriamo scelte alimentari piu’ consapevoli da parte dei consumatori e un atteggiamento piu’ critico. Tuttavia dai focus group condotti da EUFIC nel 2005 in Francia, Germania, Italia e Regno Unito, è emerso che i consumatori non capiscono del tutto la terminologia impiegata sulle etichette alimentari e nutrizionali. C’è tantissimo lavoro da fare quindi per accrescere le conoscenze da parte dei consumatori, non solo su aspetti nutrizionali.

Intanto dal sito di cui avevo parlato l’anno scorso nel post “La dieta Ciodue” sono scomparsi i calcoli riferiti alla dieta.

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Ispirata da Pensare alimentare

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17 novembre 2009

Food: Chef Fight Obesity through Offer and Demand

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Si chiama FOOD ed è l’acronimo di Fighting Obesity through Offer and Demand, un nuovo progetto per sensibilizzare contro l’obesità e promuovere l’alimentazione equilibrata. Un altro progetto? già, ma stavolta gli interlocutori sono diversi da iniziative precedenti. Il consorzio vede infatti la partecipazione di diverse aziende sia pubbliche che private tra cui Accor Services, l’azienda dei Ticket Restaurant e si prefigge di coivolgere gli esercenti come baristi, ristoratori, aziende, chef. I due obiettivi principali sono:

-Sensibilizzare i dipendenti per aiutarli a migliorare la loro alimentazione.
-Migliorare la qualità nutrizionale dell’offerta lavorando con i ristoratori, cuochi e camerieri.

Qui trovate l’elenco dei partner.
Sono sei i paesi partecipanti(Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Spagna e Svezia) e in occasione del lancio dell’iniziativa, si è svolto il Road Show che ha portato il food bus a Parigi, Brussels, Stoccolma,Praga, Milano, Madrid.

Previsto un piano finale di valutazione e controllo alla fine del 2010.

Il progetto si può seguire sul blog e su Facebook dove ci sono già diverse immagini del road Show appena concluso.

Che ne dite delle proposte per la pausa pranzo di diverse figure professionali?

Errori di traduzione a parte, assolutamente da vedere il video di presentazione rivolto a ristoratori e chef. Se ne passa qualcuno, ci dice cosa ne pensa?

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3 ottobre 2009

I frutti dimenticati a Guastalla

Alcuni anni fa ho curato il manuale Alla scoperta dei Piccoli Frutti dimenticati (2001) con l’agronomo Stefano Tellarini. Nella stesura, mi ero occupata degli aspetti nutrizionali dei frutti, delle tradizioni contadine e ricette. Stefano si era occupato degli aspetti agronomici, come coltivarli, dove trovarli. Avevamo anche inserito un elenco di vivai a cui rivolgersi e un calendario di feste e sagre in cui trovare piante e frutti antichi. Tra le manifestazioni segnalate c’era quella che si svolge a Guastalla, la ormai decennale Sagra su Piante e Animali Perduti.

E il week end scorso, in occasione della Twitter cena presso l’Acetaia di Andrea Bezzecchi, sono stata per la prima volta nel piccolo comune emiliano, una bellissima manifestazione assolutamente da visitare. Ecco qualche foto scattata domenica scorsa:

guastalla,frutti dimenticati

Guastalla

Guastalla, biodiversità

Se non l’avete mai visitata, programmate una gita per il prossimo anno, io se sarà possibile ci tornerò molto volentieri.

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16 settembre 2009

La pera Angelica

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Con sorpresa ho trovato le pere Angelica in vendita in un piccolo market dove non mi fermo spesso. Sorpresa perchè si tratta di una varietà locale, e non capita frequentemente di trovarne. Questo frutto cresce in una zona del pesarese,il comune protagonista della sua valorizzazione è Serrungarina (PU) che le dedica anche una festa a fine agosto. Ecco qualche notizia sulla gustosissima Pera Angelica.

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20 agosto 2009

La frutta a scuola, le novità del nuovo anno scolastico

Ne avevo parlato un anno fa. Ora che si avvicina l’inizio del nuovo anno scolastico, è arrivato il momento di riparlarne. Infatti le varie regioni italiane si stanno organizzando per la ripresa delle lezioni e delle attività da svolgere nell’ambito del progetto comunitario:Frutta nelle scuole.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro dell’Economia e delle Finanze per l’annualità 2009/2010, hanno messo a disposizione un cofinanziamento nazionale pubblico pari a 11.011.509 euro. Queste risorse si andranno ad aggiungere all’aiuto comunitario deciso dalla Commissione UE il 22 luglio scorso e che per l’Italia ammonta a 15.206.370 euro. Quindi 26 Mln di euro complessivi permetteranno di raggiungere 800.000 alunni delle scuole primarie in tutte le Regioni e nelle Province Autonome.

I bandi di gara per la fornitura dei prodotti ortofrutticoli agli Istituti scolastici verranno emanati dall’AGEA a partire dal prossimo ottobre e le relative le azioni verranno realizzate nelle scuole tra gennaio e maggio 2010, in base a quanto già stabilito nella Strategia Nazionale del programma.

Quali sono i prodotti, frutta e ortaggi che rientrano nel progetto?

Solo prodotti DOP,IGP e biologici?

In che percentuale sarà presenta la frutta fresca rispetto a quella trasformata?

Quanti saranno gli alunni coinvolti nelle varie regioni?

Quali iniziative potranno essere finanziate?

Le risposte a queste e ad altre domande nel documento pdf Frutta a scuola, in cui sono riportati vari dettagli.

Nel documento si legge:
“Nella scelta dei prodotti frutticoli si terrà conto del carattere di stagionalità, che influisce sia sotto il profilo salutistico (è proprio nella loro stagione, al momento della loro naturale maturità, che gli alimenti vegetali garantiscono il più appropriato ed equilibrato contenuto in acqua, in fibra alimentare, in micronutrienti e composti bioattivi), sia sotto il profilo della attrattività (i prodotti frutticoli esprimono al massimo i loro colori, rendendoli particolarmente invitanti, nonché i loro sapori e gusti proprio nel momento della naturale maturazione).

Correlata alla naturale maturazione è la provenienza: le ricerche hanno evidenziato, infatti, che il tenore delle sostanze sopra indicate è inversamente proporzionale al tempo trascorso tra il momento del raccolto ed il momento del consumo( più tempo passa, più tale contenuto diminuisce).

Poter contare su prodotti provenienti dalle stesse aree o da aree prossimali ha anche una ricaduta positiva sull’ambiente, in conseguenza delle riduzioni di CO2, obiettivo strategico delle politiche ambientali di tutti i Governi sensibili allo sviluppo sostenibile del pianeta.

La frutta fresca dovrà essere presente per l’80%, poichè gli interventi nelle scuole sono collocati tra il mese di gennaio e maggio 2010, mi chiedo come sarà possibile coniugare la stagionalità e la distribuzione di frutta fresca. Solo gli agrumi (arance, mandarini, clementine) maturano nel periodo invernale.

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3 agosto 2009

L’altra settimana su Trashfood

-E’ agosto e come si sa, alcuni definiscono il periodo cucumber time. Ma pensiamo invece alle cucurbitacee che crescono alle nostre latitudini. Invece in Giappone i cocomeri li fanno anche così.

-I-prodotti-biologici-e-convenzionali-alimentazione-salute-e-la-ricerca-scientifica. La rassegna del prof Alan Dangour della London School of Hygiene and Tropical Medicine sulle proprietà nutrizionali del biologico, come era prevedibile ha suscitato numerosi commenti. Diversi quotidiani hanno scritto dell’ampia rassegna “cinquant’anni di articoli scientifici che paragonano la composizione, in termini di nutrienti e altre sostanze di prodotti alimentari provenienti da colture e allevamenti standard e organici” Siamo concreti, quando si è iniziato ad avere interesse su questi temi? e infatti i lavori scientifici di cui troviamo abstracts nell’appendice sono molto, molto piu’ recenti e per giunta sono considerati lavori scientifici in larga parte non soddisfacenti. Questo il verdetto del team. Parlaimo anche di questo allora non solo dei dati ottenuti?

-Hospital food, il foto-blog sulla ristorazione, -possiamo chiamarla così?- ospedaliera.

-Sai-cosa-mangi? la-scienza-dei-marshmallow-e-della-sparkler-spice Cosa dobbiamo attenderci che arrivi dall’USA che non abbiamo ancora sperimentato? Vi mancano piu’ i Circus peanuts, o le Fizzies?

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2 agosto 2009

Cucumber time reloaded

cocomeri giapponesi

E siamo di nuovo al Cucumber time. L’anno scorso la Pepsi al cetrolio, anche quest’anno restiamo in Giappone. Vi piacciono i cocomeri frutto della creatività di diversi coltivatori giapponesi?

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15 dicembre 2008

70 prodotti, una piramide alimentare

Alla Regione Toscana sono così orgogliosi della PAT (piramide alimentare toscana), che ne hanno registrato perfino il marchio.

L’idea alla base della piramide piramide alimentare toscana è stata quella di inserire prodotti locali che appartengono ai vari gruppi di alimenti (Cereali e derivati, carne, pesce, formaggi, frutta e ortaggi, legumi, grassi e dolci) nei livelli della piramide dell’alimentazione mediterranea. Attenzione agli aspetti nutrizionali quindi, ma non solo. Un occhio è rivolto ai prodotti del territorio allo scopo di farli conoscere. 60 dei settanta alimenti toscani della PAT appartengono infatti all’elenco dei prodotti tradizionali della regione come la mela rotella della Lunigiana, il mirtillo nero della Montagna Pistoiese, le ciliegie di Lari, la finocchiona, spinaci della Val di Cornia, la pesca cotogna toscana e la pesca regina di Londa.

Potremmo farlo per ogni regione italiana, in fondo basterebbe sfogliare l’elenco dei prodotti tradizionali. Se non lo conoscete lo trovate qui.

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9 dicembre 2008

Elogio dell’imperfezione della zucchina

Leggo sul blog del commissario Mariann Fischer Boel: “It makes no sense to throw perfectly good products away, just because they are the ‘wrong’ shape. I want to be able to decide whether to buy a big, round, red, class I apple or a less pricey, but just as delicious, small ‘ugly’ apple!”

Sono commenti del commissario alla approvazione da parte della commissione europea, delle modifiche sulle norme e standards di mercato relative a 26 tipologie di frutta e ortaggi: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria.

Alcuni esempi delle regole europee che ora rappresentano il passato.

-Le banane con ben preciso raggio di curvatura e una lunghezza superiore ai 10 centimetri,
-Le trecce di cipolle con almeno 26 esemplari
-Un grappolo d’uva del peso non superiore al chilo.

Centinaia di tonnellate di frutta e verdura “fuori taglia” e che non rispettavano criteri di qualità in fatto di calibro, colore, dimensioni, e altri difetti non solo estetici, non saranno piu’ uno scarto ma potranno entrare nel mercato a prezzi inferiori con l’obiettivo di conntribuire a frenare l’aumento dei prezzi. Questa norma sarà effettiva dal 1 Luglio del 2009. Alcuni paesi membri si erano opposti, tra questi l’Italia.

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