Baby carrots. Eat them like junk food!

Le chiamano “baby” carrots, ma ad essere precisi, non si tratta di carote particolari ma comuni ortaggi solo tagliati in pezzi più piccoli e confezionati in buste che ricordano quelle impiegate per snacks e patatine.

E anche lo slogan coniato per la campagna -che si prefigge di promuovere il consumo delle baby carrots tra i bambini americani- strizza l’occhio agli snacks salati e dolci e recita: Eat them like junk food!

Non è la prima volta che le “baby carrots” sono oggetto di campagne pubblicitarie finalizzate a incrementarne il consumo. Ecco le Sponge Bob “baby” carrots presentate nel 2006, ma non ebbero molta fortuna.

Ecco il sito che promuove le Baby Carrots per saperne di più.

Riuscirà questa pubblicità a convincere i più piccoli davanti ad una vending machine a dirottare la scelta verso di loro invece che un sacchetto di patatine?

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Distributori automatici. La piramide alimentare

E’ proprio così. E’ tutto vero. :)

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Questa settimana su Trashfood

Mosaico settimanale

-Barilla, Mulino Bianco e altri sponsor. A Perugia è tornata Breakest -Evento dedicato a La prima colazione degli italiani

-Obama Food fingers Quanti prodotti gastronomici con l’immagine di Obama circolavano durante le elezioni? Stavolta il suo nome è finito negli Obama chicken Fingers da accompagnare con salsa al curry.

-Healthy-vending-machine Il ministero della Sanità del Galles ha formulato delle linee guida che vietano -da poche settimane- la vendita di alcuni snacks dolci e salati e bibite nei distributori automatici collocati all’interno degli ospedali. Favorevoli o contrari?

- La Disney ha interrotto la partnerhip con McDonald’s e ne è iniziata una con la USDA, Ministero dell’Agricoltura USA. E così ecco che troviamo uova e accessori per la cucina targati Disney. Sono arrivate le-uova-della-fattoria-Disney

- Sciroppo di glucosio-fruttosio reloaded. Sugar is back, leggiamo sul New York Times. E’ l’occasione per riparlare del dolcificante ottenuto dall’amido di mais.

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Healthy Vending Machine

Distributore snacks

Distributore di snacks e bibite presso l’Ospedale Regionale di Torrette di Ancona.

Uno scatto per segnalare che se fossimo in Galles, forse diversi prodotti non ci sarebbero. Infatti il ministero della Sanità del Galles ha formulato delle linee guida che vietano -da poche settimane- la vendita di alcuni snacks dolci e salati e bibite nei distributori automatici collocati all’interno degli ospedali.

Rileggendo il progetto ministeriale “Guadagnare Salute” ho scoperto che nella sezione dedicata all’alimentazione, ci si occupa anche dei distributori automatici, sempre piu’ diffusi. “Essi dovrebbero fornire una maggiore varietà di cibi compatibili con le Linee Guida per una Sana Alimentazione. Tra i punti contemplati si indica che negli ospedali dovrebbe essere evitata la diffusione di distributori automatici di cibi ad alto contenuto energetico e scarso valore nutrizionale.”

In Galles dove le nuove linee guida sono operative, ovviamente non sono mancate le reazioni, in particolare quelle della British Sandwich Association (BSA). Leggete qui.

Fonte: Wales.nhs.uk

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La scorsa settimana su Trashfood

-Scandalo melamina. Si torna a parlare di contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt-sono risultati contaminati. La melamina veniva aggiunta a latte in polvere o altri prodotti alimentari al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.

-Espresso in lattina. Successo o insuccesso?

-Bone Bone. Si chiama così la merendina ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli.Sarà “Bone Bone” a rappresentare l’Italia a “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

- Nitrati-nitriti-e-barbabietole-anti-ipertensione Tutto quello che sapevate sui nitrati e nitriti è sbagliato?

-Alert weekly. Si riparte con la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF) per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale.


EspresSo in lattina

La qualità della foto non è il massimo. Si chiama Esprè: caffè espresso contenuto in una lattina da 100 ml. Non mi ha sorpreso, avevo già letto dell’idea del caffè e cappuccino in lattina, un progetto nato da una joint venture della Illy e Coca Cola, ma poi non ne ho piu’ sentito parlare.

Esprè ha una confezione decisamente piu’ spartana di quella annunciata per il prodotto della Illy.

Comunque, ci mancava il caffè in lattina?

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Questa settimana su Trashfood

-filatelia gastronomica Made in Italy.Amatriciana da affrancare, è stato presentato il nuovo francobollo della serie Made Italy: è dedicato alla ‘Sagra degli spaghetti all’Amatriciana’

-Il primo.No, il secondo ristorante automatico in Italia
Sbaggers è a Norimberga, Bamn a Manhattan, ristoranti automatici, concepiti diversamente negli arredi, nella cucina e nella distribuzione dei piatti, ma la filosofia è la stessa. Dopo il Ristorante Cibernetico a Padova, annunciata l’apertura di un ristorante automatico a Bologna. Si chiamerà Jakfox.

-Efsa favorevole alla ice structuring protein della Unilever
Pubblicato il parere dell’EFSA alla anti-freeze protein,una proteina transgenica: Favorevole.Ora attendiamo la pronuncia della Commissione Europea e cosa ne diranno i vari stati membri. Si comincerà a parlare di nuovo di OGM?

-Cartoline marinare, foto e ricordi delle vacanze, T come Tonni, A come arancini , G come granite

Fienile in fermento multimediale. Tutto sull’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. In un video di 7 puntate.

-La bistecca dal laboratorio al piatto.Ispirata da un articolo su Repubblica, ripropongo il tema della produzione high-tech della carne. Hanno partecipato al sondaggio 11 lettori, grazie! come si sono espressi? i risultati qui.


Il primo. No, il secondo ristorante automatico in Italia

Sbaggers è a Norimberga, Bamn a Manhattan. Sono ristoranti automatici, concepiti diversamente negli arredi, nella cucina e nella distribuzione dei piatti, ma la filosofia è la stessa. Dopo il Ristorante Cibernetico a Padova, annunciata l’apertura di un ristorante automaticao a Bologna. Si chiamerà Jakfox. Trentacinque metri quadrati, ai quali si accederà attraverso porte scorrevoli. All’interno macchine a gettoni che oltre a fornire il piatto lo scalderanno nel forno a microonde e un’altra macchina metterà a disposizione coltelli e forchette. Tutto rigorosamente sigillato e protetto.

L’idea del ristorante-distributore non è certo nuova. I primi furono aperti nel 1902. Si chiamavano Automat di Horn e Hardart, distributori automatici di cibo che hanno caratterizzato i locali di New York e Filadelfia nella prima metà del secolo scorso. Nel periodo di maggior successo vi erano circa 180 punti vendita a New York e a Philadelphia. Gli Automat iniziarono a chiudere i battenti con l’arrivo e diffusione dei fast food, alcuni furono convertiti in Burgher Kings. L’ultimo Horn and Hardart Automat,  chiuse nel 1991.

In questo video la ristorazione veloce via vending machine in giro per il mondo.

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Frutta snack reloaded-2

studentfutter

Ricorderete il post sul progetto Frutta Snack presentato qualche mese fa. Tra i commenti, è arrivato quello di Salvatore Facondini, uno degli imprenditori che rifornisce i distributori di snack con frutta secca o disidratata. L’ho invitato a raccontarci la sua esperienza.

Oggi Salvatore ci parla della sua esperienza personale, ci racconta della società della sua famiglia e di “Bon Fruit“, uno dei prodotti inseriti nei distributori automatici che aderiscono al progetto. Molto probabilmente se non avesse avuto l’opportunità di Frutta Snack, Salvatore avrebbe cessato la sua attività, ma questa nuova prospettiva gli ha dato il coraggio per continuare. La storia di Salvaltore è quella di un imprenditore che non si è voluto piegare alle difficoltà degli ultimi anni davanti alla aggressività dei centri commerciali e alle loro condizioni di vendita. Nata nel 1955, l’azienda Valisi per molti anni, ha confezionato frutta secca “classica” per poterla rivendere con margini dignitosi nel mercato locale. Dall’avvento della grande distribuzione le cose sono molto cambiate, i “mostri” del commercio -come li definisce Salvatore- hanno cannibalizzato il mercato e messo in concorrenza fra loro i produttori per migliorare i propri margini.

La storia di Bon Fruit inizia così: Per caso un giorno Salvatore visita un gestore locale di distributori automatici per presentargli i propri prodotti snack come arachidi, pistacchi, ecc.. Viene a sapere di Frutta Snack e del progetto dell’Osservatorio agroalimentare di Cesena volto a portare alle scuole cibi alternativi alle merendine conservate convenzionali. Si mette a studiare se può proporre un proprio prodotto per questo nuovo canale di vendita. Salvatore è partito esaminando altre iniziative di altri stati europei che come l’Italia sono impegnati nella ricerca di alternative agli snacks dolci e salati da proporre agli studenti. La sua attenzione cade su “Studentenfutter“, frutta secca a guscio ed uvetta. Dopo vari tentativi, e studiando altre combinazioni, ha ideato Bonfruit. Una tra le difficoltà più grandi è stato trovare frutta disidratata priva di anidride solforosa. Salvatore voleva questo prodotto e alla fine c’è riuscito.

Per quanto riguarda invece il rischio aflatossine, problema con cui si devono confrontare tutti quelli che producono e/o distribuiscono la frutta a guscio, Salvatore garantisce il consumatore in due modi: il primo è che ha scelto origini più sicure della frutta secca, si privilegia, quando possibile, la frutta di origine italiana (il prodotto viene stoccato in guscio e sgusciato solo quando è ordinato), il secondo è che nella miscela, solo una parte di prodotto è frutta a guscio e quindi piu’ sensibile a contaminazione. Le mandorle arrivano dalla Puglia, se manca la disponibilità, dalla California. Le nocciole provengono dalla Campania, in alternativa dal Lazio.

Ora il prodotto c’è, Salvatore è soddisfatto. Gli studenti gradiscono. Salvatore vorrebbe trovare nuovi sbocchi commerciali. Purtroppo non è facile investire in campagne promozionali. Salvatore ha puntato sul pay per click di Google che gli porta visibilità sebbene poi non si trovi il prodotto nel supermercato che chiede cifre troppo elevate (sui 5.000 € per inserimento del prodotto…nel punto vendita). Quello che si diceva prima, l’aggressività e le condizioni contrattuali della GDO e degli ipermercati.

Riusciamo a convincere Salvatore ad aprirsi un blog per parlare dei suoi prodotti e della selezione che viene attuata?


Frutta snack reloaded

frutta snack

Il progetto Frutta Snack e dei distributori che contengono frutta e derivati avanza ed è arrivato nelle Marche. Venerdì scorso sono andata alla presentazione e sono tornata a casa con l’immancabile cartellina e materiale divulgativo. Mi sono presa qualche giorno per ragionarci sopra.

Cosa ho imparato?

-Che si parla di promozione del consumo di frutta fresca ma per la precisione nei nuovi distributori ci sono anche frutta essiccata, yogurth e parmigiano reggiano con cracker.

-Si parla di promuovere le produzioni del nostro territorio, in questo caso delle Marche,la mia regione. Ci si propone di offrire la possibilità di diversificare ed incrementare il reddito delle cooperative agricole della Val d’Aso. Staremo a vedere, per ora la macedonia è preparata con frutta sia nazionale che estera.

-I prezzi? Dalle 0.50 a 1.50 euro come stabilito e come accade nelle altre regioni dove l’iniziativa ha gia alle spalle diversi mesi di sperimentazione, sembra con successo.

-Il prezzo del prodotto fresco, la macedonia, è costituito per circa un quarto dal valore della materia prima e dagli altri tre quarti dai costi dei servizi e dai margini riservati alla rete distributiva per cui, del prezzo che paga il consumatore, solo un 20-25% arriva al produttore.

macedonia

-Sembra che i gestori dei distributori automatici di merendine e bibite gassate eroghino alle scuole X mila euro per avere l’esclusiva. E con i tagli alle scuole, cosa possiamo fare?

-I gestori di distributori di merendine ostacolano in alcuni casi l’ introduzione dei distributori alternativi.

Da leggere:Frutta snack (pdf)


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